Il complesso monumentale di Oropa, situato a circa 1200 metri di altezza in un grandioso scenario alpino, non è unicamente il celebre Santuario della Madonna Nera, ma rappresenta uno degli elementi fondamentali che hanno caratterizzato la storia del Biellese. Questa località, immersa nella corona delle Alpi Biellesi, offre scenari unici in ogni stagione, attirando pellegrini e visitatori da secoli.

Un Patrimonio Mondiale UNESCO nel Cuore delle Alpi
Il Sacro Monte di Oropa, inserito in un maestoso anfiteatro naturale a 1200 metri di quota e a breve distanza dalla città di Biella, è parte integrante di un sistema riconosciuto a livello globale. Nel 2003, l'UNESCO ha iscritto il sito "Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia" nella Lista del Patrimonio Mondiale. Questo prestigioso riconoscimento ha attribuito un valore universale a sette Sacri Monti del Piemonte, tra cui Oropa, e due della Lombardia, evidenziando la loro straordinaria ricchezza storica, artistica e naturalistica.
Il complesso del santuario e del Sacro Monte di Oropa è considerato il più importante luogo di culto mariano dell'arco alpino, meta di pellegrinaggio da secoli. I Sacri Monti, pregevoli esempi di architettura del paesaggio, costituiscono un importante punto d'incontro per i fedeli e gli amanti dell'arte, avendo ispirato modelli analoghi in gran parte dell'Europa cattolica a partire dalle Alpi occidentali.
I sette Sacri Monti piemontesi, incluso quello di Oropa, sono tutelati dal sistema delle Aree protette della Regione Piemonte, che ne assicura la conservazione storico-artistica, la manutenzione e la protezione dell'ambiente circostante.
Storia e Realizzazione del Sacro Monte
Il Sacro Monte di Oropa ha avuto origine a partire dal periodo 1617-1620, per iniziativa del frate cappuccino padre Fedele da San Germano. La sua costruzione ha coinciso con i grandi interventi di trasformazione promossi dalla Casa Savoia per l'intero complesso monumentale dedicato alla Madonna Nera.
A differenza di altri contesti, dove la realizzazione di complessi religiosi era sostenuta principalmente da famiglie nobili, qui l'edificazione delle cappelle fu finanziata dalle comunità parrocchiali o dai rioni della città di Biella, in collaborazione con il Duca di Savoia.
La realizzazione del Sacro Monte si è sviluppata attraverso tre principali fasi edificatorie:
- Nei primi decenni del Seicento, con l'attività dell'équipe dei plasticatori valsesiani d'Enrico.
- Nel secondo Seicento e nel primo Settecento, con Bartolomeo Termine e Agostino Silva.
- Successivamente, con i plasticatori Carlo Francesco e Giuseppe Auregio e il pittore Giovanni Galliari.
Le Cappelle del Sacro Monte: Un Percorso Devozionale e Artistico
Il Sacro Monte di Oropa è composto da dodici cappelle principali dedicate alla vita della Vergine. Il progetto originario prevedeva un ciclo di venti cappelle, concepito per narrare in modo ampio e dettagliato episodi significativi della vita di Maria, attingendo sia alle Sacre Scritture che ai Vangeli Apocrifi.
Tra il XVII e il XIX secolo, furono realizzate diciannove cappelle complessivamente: dodici sono collocate nei pressi della basilica e illustrano la Vita della Madonna, mentre sette si trovano intorno al santuario. Il percorso devozionale si conclude con la cappella dell'Incoronazione di Maria, nota come “Il Paradiso”.
L'insieme di queste cappelle, arricchite da statue, dipinti e affreschi che raccontano misteri della vita sacra, si fonde armoniosamente con l'intatto contesto ambientale circostante, contribuendo a definire la specificità di questo complesso monumentale.

Il Santuario di Oropa: Un Contesto di Fede e Storia
Oropa non è solo il Sacro Monte, ma un vasto complesso che comprende il Santuario della Madonna Nera, il più importante e vasto santuario delle Alpi. La sua origine è tradizionalmente collocata nel IV secolo, per opera di Sant'Eusebio, primo Vescovo di Vercelli, che vi avrebbe introdotto il culto mariano portando una statua lignea della Vergine.
Le prime notizie certe risalgono al 1207, quando una Bolla papale menziona due chiese nell'area. Dal Quattrocento, le famiglie biellesi iniziarono a costruire residenze private per ospitare i numerosi pellegrini. La struttura attuale è in gran parte frutto della devozione di Casa Savoia, che dal XVII secolo si avvalse di architetti illustri come l'Arduzzi, lo Juvarra e il Guarini.
Il complesso include la Basilica Antica, del Seicento, che custodisce il sacello eusebiano con affreschi trecenteschi e la statua della Madonna Nera (una scultura transalpina del XIII secolo). Vi è anche la maestosa Basilica Superiore (o Chiesa Nuova), i cui lavori iniziarono nel 1885 e si conclusero con la consacrazione nel 1960. Di quest'ultima, si distinguono le dimensioni imponenti della cupola, con 33 metri di diametro per 80 metri di altezza, che domina l'intera valle.
Il Santuario comprende inoltre il Museo del Tesoro, l'Archivio Storico e della Biblioteca, un osservatorio meteosismico e una stazione radio, offrendo un patrimonio unico di arte e cultura, dalla settecentesca Porta Regia di Juvarra al Padiglione reale dei Savoia.