Nell'arte contemporanea trova un suo spazio anche l'arte cristiana o religiosa in genere. Nonostante ciò, se parliamo di quadri con raffigurazioni della Sacra Famiglia, sarebbe difficile immaginare una rappresentazione del bambino Gesù, insieme alla sua famiglia terrena, diversa dalle immagini delle grandi opere del passato. Il tema della Sacra Famiglia viene affrontato in due grandi versioni: una parte dell'arte pittorica raffigura la Vergine e il Bambino insieme a San Giuseppe, l'altra raffigura la Vergine col Bambino con la madre di Maria, Sant'Anna.

La Sacra Famiglia come Icona di Valori Universali
La religione cristiana prevede una festività dedicata a tale "istituzione", celebrata la domenica successiva al Santo Natale. L'importanza riconosciuta alla composizione con Giuseppe, Maria e Gesù è tale che la maggior parte degli artisti ha dedicato almeno un dipinto, una scultura o altra forma artistica ad essa. Le immagini della Sacra Famiglia sono presenti nella maggior parte delle case di coloro che appartengono alla fede cattolica, anche nel caso in cui non si frequenti la chiesa. Questo perché fa parte dell'immaginario collettivo, offre un senso di protezione e rappresenta un'immagine di famiglia ideale, simbolo di accoglienza, fedeltà e cura; proprio per questo viene considerata anche di buon auspicio per la fondazione di una famiglia solida.
I quadri con raffigurazioni della Sacra Famiglia mostrano una scena antica, per il credente. La natività è il filo conduttore con i suoi pensieri più profondi, una risposta alla propria esistenza. Allo stesso tempo è un riflesso dell'umanità, del perché la società intera è fondata su dogmi impossibili da sovvertire, come il ruolo della madre, del padre e della purezza. Ciò che vediamo, quando guardiamo un quadro che raffigura Gesù con la sua famiglia terrena, è la nostra ideale famiglia e, con essa, la nostra storia personale. Quella scena condensa tutti i valori che desideriamo avere per noi, per i nostri genitori e per i nostri figli.
La Sacra Famiglia nell'Arte Classica e le sue Narrazioni
Nel Medioevo si inizia a rappresentare la vita di Gesù riportata nel Vangelo. Specie nel passato un quadro aveva il compito di narrare, e di solito si sceglieva un grande evento per produrre un'interpretazione. Il consolidamento di quell'interpretazione diveniva poi storia essa stessa, dando un'immagine definita degli eventi. Molte battaglie del passato ce le immaginiamo grazie ai quadri antichi che hanno dipinto soldati in uniforme con spade sguainate su larghe praterie. Se ben ci pensi non abbiamo mai partecipato ad una di quelle battaglie, ma conosciamo il viso di Napoleone. È scolpita nella nostra mente la sua posa classica con la mano infilata tra i bottoni della giacca. Così è anche per la Sacra Famiglia: l'influenza della religione ha portato ad una maestosa produzione di dipinti in ogni parte del globo, tanto che per noi è divenuto un tema scontato che ci appartiene e ci guida.
Analisi del dipinto "La Sacra Famiglia (Benedicite)" di Charles Le Brun
La Sacra Famiglia (detto anche Benedicite) è un dipinto, eseguito tra il 1655 e il 1656, a olio su tela, dal pittore francese Charles Le Brun (1619 - 1690), proveniente dalla cappella di San Giuseppe nella Chiesa di San Paolo a Parigi, ora conservato presso il Museo del Louvre di questa città. Il soggetto della vita nascosta di Gesù, ossia la rappresentazione di momenti di carattere familiare della sua infanzia, era un tema assai caro alla spiritualità della Riforma cattolica, e in particolare del teologo e cardinale Pierre de Bérulle (1575 - 1629), protagonista della Chiesa francese all'inizio del XVII secolo.
Il pittore raffigura san Giuseppe non tanto come artigiano al lavoro, ma prima ancora come paterfamilias, cioè come colui che interpreta il ruolo di primo catechista per il proprio figlio, secondo quanto attestano le Scritture. Infatti, egli è presentato in piedi, con i calzari e il bastone in mano, abbigliamento tipico della Cena pasquale (Es 12,11). Anche l'immagine della Sacra Famiglia riunita attorno alla tavola non è casuale; secondo la spiritualità dell'epoca, questa preannuncia l'Ultima Cena, l'ultimo pasto che il Bambino, divenuto adulto, presiederà e in cui sarà allo stesso tempo sacerdote, altare e sacrificio.

Dietro a Gesù una tenda scura contrasta con la sua figura luminosa: questa però è scostata dalla finestra, attraverso la quale l'occhio spazia sul paesaggio, caratterizzato da una luminosità quieta e serena. La tenda allude al tema del nascondimento (Deus Absconditus), ossia del Signore che si nasconde non solo nel mistero della sua umanità e nell'anonima vita a Nazareth, ma anche nell'Eucaristia, evocata dal pane che sta sulla mensa. L'opera fu commissionata dalla Confraternita dei carpentieri per la cappella di San Giuseppe nella Chiesa di San Paolo a Parigi.
La Sacra Famiglia nell'Arte Contemporanea: Nuove Interpretazioni
Qual è allora il merito dell'arte contemporanea nella raffigurazione della Sacra Famiglia? Abbiamo bisogno di vedere un volto, un'espressione, un gesto eloquente, quando si parla di arte religiosa, ed è difficile disconoscerla dal figurativismo, perché siamo in ricerca. La ricerca della fede è una risposta e ci viene ricordata in ogni istante dal volto di un bambino appena nato che, inconsciamente o no, si attacca a quelle rappresentazioni sacre; infatti, i bambini prima di ogni altra cosa sono puri. Così è l'immagine di Maria, consolatrice, a ricordarci che non siamo soli. Un'immagine evocatrice da cui ne derivano molte altre, ed il Natale ne è pieno, come le stelle, i doni ed in generale il senso di felicità.
Se stai pensando di acquistare dei quadri raffiguranti la Sacra Famiglia sarà perché vuoi appendere sulla tua parete un oggetto che non sia solo d’arredo ma che abbia il suo significato. Questo prodotto ha più varianti, come puoi ben vedere si tratta di quadri Sacra Famiglia moderni. Un tris di tele moderne che compongono la bellissima immagine di famiglia Cristiana. Vengono evidenziati come “moderni” per il semplice motivo che non hanno cornice e sono suddivisi in “3 pezzi”. Effettivamente questo genere di immagine Sacra è spesso associata ad arredamenti classici o in arte povera. Fortunatamente il mondo del design e dell’arredamento è in continua evoluzione, sempre molto attento alle esigenze delle persone. Questa immagine di Famiglia divina è molto diversa dal quadro precedente; qui non abbiamo quadri moderni e non è rappresentata la classica immagine della Famiglia di Gesù.

Avere quadri con raffigurazioni della Sacra Famiglia nelle proprie case ha questo valore, e non ne esiste uno più potente e profondo. Allo stesso tempo, all'ospite che invitiamo nella nostra dimora, mostriamo una parte di noi sconosciuta ma rincuorante, poiché comune a tutti gli esseri umani. È come dire "ti comprendo e ti sono vicino. La tua sofferenza è la mia sofferenza e la mia gioia è la tua gioia". Può un quadro fare tutto ciò?
L'Interpretazione di Egon Schiele: "La Sacra Famiglia" (1913) e "La Famiglia" (1918)
Egon Schiele dipinge La famiglia (1918) dopo le sue nozze, avvenimento che ha rappresentato o doveva rappresentare una svolta nella sua vita. Ma il matrimonio - che normalmente dà la possibilità di progettare una nuova vita in due, di riscattare le proprie origini, sanare ferite, avere figli - non riesce a dissuadere Schiele che nella vita tutto è morte. Qualche anno prima aveva provato a sperare in una vita nuova dipingendo una famiglia, questa volta declinata come “sacra”. Una speranza? Dipingere una “Sacra famiglia” prima di formarsene una doveva essere un buon auspicio? Un affidamento interiore, intimo, alla famiglia santa? Non lo sapremo mai. Notiamo che non vi è molta differenza tra La sacra famiglia (1913) e La famiglia (1918), ovvero tra l’ideale e il reale. La pittura di Schiele non mente mai, ecco perché le due famiglie dicono la stessa verità: la morte inevitabile. Schiele dipinge un’umanità disperata, logora, spenta, quasi in decomposizione. Linee taglienti, acute, mani che sembrano dire la loro capacità di fare il male e di far male (forse contaminazione della pittura bizantina, dove mani e viso dicono la personalità).

Si possono intravedere nelle due famiglie richiami fiochi alla vita, come se, per qualche secondo, il senso di colpa e l’angoscia della morte svanissero. Tutto legato alla sua esperienza di famiglia, dove la felicità ha rappresentato un istante, visto che l’influenza spagnola porterà via la sua Edith. Abbiamo sovrapposto le due famiglie in pittura di Schiele perché l’una è l’estensione dell’altra. Nel dipinto del 1918 il bambino è stato inserito successivamente, morto nel grembo a causa della spagnola. Nell’opera del 1913 sembra già prefigurato, come una premonizione, Gesù sembra fluttuare nella placenta di Maria, come il figlio del pittore, che non ha visto la luce ma è rimasto unito alla madre nella morte. Morte che l’artista ha ritratto, dipingendo l’agonia della moglie.
La Sacra famiglia appare come un’espressione di fatica. La fatica di amare, inseguita da Schiele, vissuto in Austria tra ‘800 e ‘900, si conferma nel suo dipinto. La coppia di sposi, Maria e Giuseppe, che dovrebbe essere unità di anime perfetta, nella versione di Schiele diventa un quadrato di difficoltà. Difficoltà che attrae perché la forza espressiva di Schiele coglie quel lato oscuro in cui l’osservatore si identifica. Le ombre dell’esistenza disturbano la ricerca estetica di una certa bellezza, ecco perché questa pittura attrae, perché non troviamo quel che cerchiamo e ci provoca a cercare meglio. Gesù, Maria, Giuseppe vengono rappresentati come persone segnate da un destino incerto, chiamati da Dio a realizzare l’impresa più assurda della storia, portare al mondo il Salvatore, permettergli di amare, di rivelarsi. I loro cuori sono inquieti per quell’incertezza sul destino del figlio che si schiarirà solo nell’esperienza contro natura, di vedere un figlio morire. Entriamo nel “quadrato di difficoltà”.
Le Mani e gli Sguardi nei Dipinti di Schiele
Giuseppe ha il viso scavato, la mascella contratta, le labbra serrate, la fronte aggrottata. Non trasmette quella forza che dovrebbe infondere il custode di Gesù. Non guarda la sposa, neppure il bambino. Cosa pensa? Ci colpiscono le mani. Si incrociano con quelle della sposa formando una specie di grata. Rigide come rami, più legno che carne. Si direbbe che non sono in grado di compiere nulla, meno che mai un gesto di tenerezza nei riguardi di Maria e Gesù. Eppure le mani per un pittore sono tutto: vita, lavoro, il mezzo attraverso il quale dipinge. Da sempre le mani comunicano, dicono il carattere come sulle pitture rupestri (Cueva de las Manos Patagonia). Leonardo nel Cenacolo, attraverso le mani degli apostoli, descrive la reazione, diversa secondo la personalità di ognuno, alla notizia del tradimento di uno di loro. Le mani di Giuseppe sembrano chiodi, uncini, lame di spada, coltelli. Rimandano agli strumenti della passione, come se Giuseppe, escluso dalla narrazione della passione e morte, volesse dirci “so come morirà mio figlio”.
Anche le mani e lo sguardo della Madonna ci colpiscono. Una mano è rigida e si incrocia con quella di Giuseppe. L’altra va verso il Bambino, in un cenno di protezione. Gli occhi sono belli sì, di un azzurro speciale. Maria con quegli occhi belli non riesce a dar voce al suo sguardo. Gli occhi sono una cosa, lo sguardo è un’altra. Il capo è chino dalla parte opposta del bambino, disallineando il profilo del naso fino a farlo sparire, il biondo dei capelli si perde in un mantello marrone. Non è di cielo, ma di terra. Non è un mantello di grazie ma è un fardello che sa di morte, caducità, umanità che pesa sul fiat di Maria e che passerà a Gesù sul marrone e nodoso legno della croce.
Rappresentando i corpi in modo scomposto, grotteschi, indecenti, dolorosi, con muscoli contratti come se fossero in preda a convulsioni, Schiele, pittore espressionista, cerca di trasmettere il disagio che prova chi non trova il significato della corporeità. Di chi non riesce a cogliere l’equilibrio del tutto: come armonizzare l’energia, la passione e la tenerezza? Schiele non trova il senso del corpo in riferimento all’altro e vuole gridarlo attraverso le opere. Qui i corpi sono mortificati, le mani sembrano attaccate al collo o sbucano da ingombranti tuniche nere, forse per simboleggiare l’assenza di fisicità nel matrimonio di Giuseppe e Maria, per sottolineare quel segreto ripudio.
Tutto crollava intorno a Egon, come l’Impero Austroungarico, la sua patria. Conosce momenti terribili, come la malattia del padre che gli causa problemi mentali. Il rapporto con la madre rimane difficile e Schiele cerca di scoprire l’universo femminile attraverso la raffigurazione di bambine, ragazze e donne. La prima è la sorella Gertrude, poi chiederà a tante ragazze di posare, tra di esse Wally Neuzil, sua amante per anni. La pittura libera gli causerà l’accusa di pornografia e alcuni giorni di carcere, dietro la denuncia del padre di una giovanissima modella. Finalmente, dopo tanto disordine, aveva raggiunto un affetto stabile, suggellato dalle nozze con Edith Harms.
C’è una speranza quindi, nella raffigurazione della famiglia. Una mano di Maria si avvicina al figlio, in una trasparenza sui toni caldi del giallo, del rosso e dell’arancio che ritroviamo all’interno del suo mantello e nella manica di Giuseppe. Gesù conquista, influenza positivamente, salva. Chiuso in una forma ovoidale, vuole uscire. Le sue mani aperte, vogliono rompere il diaframma che lo separa da noi: «Le cose non vanno, esco a spiegare il senso della vita, il vangelo, la bella notizia sull’uomo e sulla donna, sulla paternità e maternità e tutto questo renderà felici».
Nell’incertezza di proseguire il cammino intrapreso, gli sposi finiscono col non guardarsi più, come nella tela di Schiele. Ci sono coppie che si separano dopo l’arrivo di un figlio. Ma seguire Gesù sull’amore di coppia è fonte di felicità, non di dolore. Papa Francesco dice che la famiglia è un contesto educativo e che servono gesti esteriori per rafforzare i legami familiari. Un bacio, un dono, una sorpresa, un biglietto d’amore a ogni età, aspettarsi per pranzare o cenare: gesti che creano stabilità, protezione. L’Amoris Laetitia ci invita a guardare la situazione reale, accettando i limiti delle famiglie. «Nella prospettiva della pedagogia divina, la Chiesa si volge con amore a coloro che partecipano alla sua vita in modo imperfetto: invoca con essi la grazia della conversione, li incoraggia a compiere il bene, a prendersi cura con amore l’uno dell’altro e a mettersi al servizio della comunità nella quale vivono e lavorano».
La Sacra Famiglia come Modello per le Famiglie Moderne
La Sacra Famiglia, composta da Gesù, Maria e Giuseppe, è l'esempio perfetto di una famiglia unita dall'amore e dalla fede in Dio. Attraverso la loro vita, incarnano virtù cristiane essenziali come l'umiltà, la dedizione e la pazienza, che rimangono pilastri per ogni casa.
Il Significato della Sacra Famiglia
La Sacra Famiglia è un modello unico nella tradizione cristiana. Rappresenta l'armonia perfetta tra volontà umana e divina. Maria, accettando l'Annunciazione, ha detto "sì" al piano di Dio con fede e umiltà. Giuseppe, assumendo il ruolo di protettore di Gesù e Maria, ha dimostrato una profonda fede e un forte senso di responsabilità. Gesù, come Figlio di Dio, è cresciuto in una famiglia dove ha appreso valori umani essenziali come l'amore e la compassione. Questo simbolo familiare è anche una rappresentazione universale. Parla a tutte le famiglie, indipendentemente dalle loro prove. La Sacra Famiglia ci ricorda che, nonostante le difficoltà, una casa può prosperare spiritualmente mettendo Dio al centro della propria vita quotidiana.
Un Modello per le Famiglie Moderne
In un mondo spesso segnato da tensioni sociali e familiari, la Sacra Famiglia offre una fonte d'ispirazione per ritrovare pace e armonia all'interno delle famiglie. Ecco alcuni insegnamenti fondamentali che possiamo trarre dalla loro vita:
- Amore incondizionato: Gesù, Maria e Giuseppe mostrano che l'amore familiare non conosce limiti. Hanno affrontato sfide come la fuga in Egitto e la povertà, rimanendo sempre uniti nell'amore reciproco.
- La preghiera come fondamento: La preghiera era al centro della vita della Sacra Famiglia. Le famiglie moderne possono seguire il loro esempio per rafforzare la fede e risolvere conflitti attraverso la spiritualità.
- Il perdono: Come Gesù ha predicato il perdono, la Sacra Famiglia incarna pazienza e comprensione, qualità essenziali per costruire relazioni durature.
- Lavoro e sacrificio: Giuseppe, come falegname, ha mostrato l'importanza del lavoro onesto e del sacrificio per il bene della famiglia. Ci ricorda il valore del lavoro come atto d'amore per i propri cari.
La Festa della Sacra Famiglia
La festa della Sacra Famiglia si celebra la domenica successiva al Natale, quest'anno il 29 dicembre. Questa giornata speciale invita le famiglie a concentrarsi sui valori cristiani fondamentali: amore, fede e solidarietà. Attraverso messe, preghiere e incontri, i fedeli onorano la Sacra Famiglia come modello divino. In molti paesi, le celebrazioni includono processioni e benedizioni speciali per le famiglie. Alcune parrocchie organizzano anche attività comunitarie come pranzi condivisi o laboratori per rafforzare i legami familiari. È un'occasione perfetta per rinnovare i voti familiari e pregare per la pace e l'unità nella propria casa.
Arredamento e Simbolismo: Posizionare i Quadri della Sacra Famiglia
La tradizione vuole che il quadro sacra famiglia sia posto almeno nella camera da letto dei novelli sposini a protezione della famiglia nata e come simbolo di fertilità. Nella maggior parte dei casi viene posizionato sulla testata del letto, ma non manca chi preferisce altre posizioni. Ovviamente la scelta del quadro è anche di stile, infatti, si tratta comunque di un oggetto che andrà a completare l'arredamento e deve essere in sintonia con lo stesso.

Le icone Sacra Famiglia esistono in diversi materiali, ad esempio quadri della Famiglia Sacra in argento, oppure tele da incorniciare in base ai propri gusti, ma tra le più richieste vi sono le icone della Sacra Famiglia in legno. Si tratta di un materiale dal sapore antico, facile da abbinare a diversi stili, infatti, crea il giusto contrasto con un ambiente moderno, ma allo stesso tempo esalta anche un arredamento in arte povera o classico. Tra le varie raffigurazioni, le icone bizantine hanno di sicuro un posto di rilievo per chi ama uno stile sobrio e classico. La semplicità della composizione, senza particolari decori, pone l'accento sui protagonisti dell'immagine della Sacra Famiglia in legno. Le mani di Giuseppe e Maria che amorevolmente si incrociano al centro del quadro con quelle di Gesù che impartisce la benedizione sono il simbolo dell'unione della famiglia. Lo sguardo del Bambino è dritto, mentre lo sguardo di Maria si posa amorevole sul figlio e quello di Giuseppe è di protezione verso entrambi, grazie anche al braccio che amorevolmente circonda le spalle di Maria. Le stoffe eleganti e pesanti per i vestiti conferiscono eleganza al quadro. La cornice sottile in legno scuro la rende facile da abbinare perché non sovrasta l'arredamento già esistente, mentre la fascia dorata interna alla cornice conferisce ulteriore preziosità.
Preghiera alla Sacra Famiglia
Santa Famiglia di Nazareth,
Tu, esempio perfetto di amore e fede,
Ispira le nostre famiglie a seguire il tuo cammino di santità.
Aiutaci ad amare senza condizione,
A perdonare i nostri errori reciproci,
E a pregare insieme nelle difficoltà.
Mantienici uniti nella pace e nell’armonia,
E guida i nostri cuori verso tuo Figlio, Gesù Cristo.
Amen.
FAQ sulla Sacra Famiglia
Che cos'è la Sacra Famiglia?
La Sacra Famiglia rappresenta Gesù, Maria e Giuseppe, un modello di amore, fede e unità nella tradizione cristiana.
Quando si celebra la Sacra Famiglia?
La festa della Sacra Famiglia si celebra la domenica successiva al Natale nel calendario liturgico cattolico.
Perché la Sacra Famiglia è importante?
Rappresenta valori essenziali come amore, perdono e fede, ispirando le famiglie moderne a vivere in armonia.
Come possono le famiglie seguire l'esempio della Sacra Famiglia?
Pregando insieme, coltivando il perdono, sostenendosi a vicenda e mettendo Dio al centro della vita quotidiana.
Qual è la missione della Sacra Famiglia?
La missione della Sacra Famiglia era proteggere e crescere Gesù, incarnando amore e obbedienza a Dio.