La Marcia per la Pace dei Monaci Buddhisti negli Stati Uniti

Quando si ha la sensazione di non avere più nulla, il corpo può diventare un’ancora di salvezza. Testa, braccia, mani e gambe sono qualcosa che ognuno di noi possiede, e il corpo dovrebbe appartenere sempre a chi lo abita. In questo contesto, spostarlo nello spazio può trasformarsi in un atto politico e rivoluzionario. I monaci buddhisti lo sanno bene, poiché per loro il corpo è l’unico mezzo attraverso il quale possono meditare, agire ed esistere.

Monaci buddhisti in cammino durante una marcia di protesta non violenta

Il Corpo come Strumento di Resistenza Non Violenta

La storia è costellata di esempi in cui il corpo è stato utilizzato come simbolo di resistenza e richiesta di cambiamento. «Ho le mie braccia, ho le mie mani / Ho le dita, ho le gambe / Nessuno può togliermeli», cantava Nina Simone in Ain’t Got No / I Got Life nel 1968, lo stesso anno della morte di Martin Luther King. Tre anni prima di questo brano, le tre marce da Selma a Montgomery avevano segnato una svolta cruciale per il movimento dei diritti civili negli USA. La lotta alla segregazione razziale, infatti, era partita proprio dal corpo: non muoversi, spostarsi, occupare spazi non concessi e, semplicemente, camminare.

Dalla Marcia del Sale di Gandhi del 1930, un percorso di circa 390 km contro il monopolio britannico sul sale, fino alle marce di Martin Luther King, quelle per la pace in Vietnam e per i diritti delle donne, il passo lento e condiviso è sempre stato un gesto di resistenza non violenta e di richiesta collettiva di cambiamento. La Walk for Peace si inserisce perfettamente in questa lunga tradizione di attivismo pacifista della dottrina orientale.

La Nascita e gli Obiettivi della "Walk for Peace"

Dalla fine di ottobre 2025, un gruppo di monaci buddhisti ha deciso di attraversare gli Stati Uniti a piedi, in silenzio e con un unico obiettivo: portare un messaggio di pace, gentilezza e compassione al mondo intero. Questa marcia dei monaci è sia un atto di protesta contro i conflitti che un profondo pellegrinaggio spirituale.

La Walk for Peace è nata per diffondere pace, compassione, gentilezza e guarigione interiore in un’America segnata da forti divisioni sociali. Il loro obiettivo finale è anche simbolico: chiedere al Congresso di riconoscere come giornata federale il Vesak, la festa della nascita e dell’illuminazione del Buddha.

Documentario sulla camminata per la pace di Bhikkhu Pannakara

Un Messaggio di Unità in un'America Divisa

Tappa dopo tappa, i monaci incontrano le comunità locali, parlano con le persone e le invitano a riscoprire il valore della non violenza. Lungo il cammino, si fermano per meditare con il pubblico, che li segue numeroso anche sui social, e per condividere un messaggio che invita a riconoscere ciò che unisce, superando ciò che divide. I monaci aggiungono: «La pietra fondante di questa iniziativa è la pace, l’unità, la compassione e la guarigione».

Il Lungo Cammino: Percorso e Partecipanti

Il pellegrinaggio, partito da Fort Worth, in Texas, il 26 ottobre 2025, aveva l’obiettivo di raggiungere Washington DC. Si tratta di un percorso di oltre 2.300 miglia (circa 3.700 chilometri), affrontato a ritmo meditativo. Il gruppo, composto da 18 monaci, è guidato dal Venerabile Bhikkhu Paññākāra, che affronta l’intero cammino a piedi nudi.

Dopo aver attraversato gli stati del Sud, toccando Louisiana, Mississippi, Alabama e Georgia, il gruppo ha proseguito verso Nord, attraversando le Caroline e la Virginia. Qualche giorno fa, i monaci hanno superato la metà del percorso, entrando nel North Carolina. L'arrivo nella capitale era previsto per l’11 febbraio 2026. Avvolti nei loro abiti color arancio, il gruppo di monaci è poi arrivato a Washington, coronando il proprio viaggio.

Pratiche Ascetiche e Sfide Incontrate

Due dei monaci seguono una pratica ascetica antichissima: non possono mai sdraiarsi. Possono solo camminare, stare in piedi o sedersi, anche durante la notte. Neeraj Bajracharya, portavoce dell’iniziativa, spiega: «Si siedono in posizione di meditazione e meditano per tutta la notte. È così che recuperano le energie».

Il cammino, tuttavia, non è stato privo di difficoltà. Le strade americane si sono rivelate tutt’altro che gentili. Nel novembre scorso, poco dopo la partenza, un veicolo ha investito il gruppo mentre camminava sul ciglio della strada. Il monaco Bhante Dam Phommasan ha riportato un grave trauma che ha reso necessaria l’amputazione di una gamba.

Mappa del percorso della Walk for Peace attraverso gli Stati Uniti

L'Arrivo a Washington e la Richiesta al Congresso

Nonostante le sfide, né il freddo né il gelo che in alcuni periodi hanno stretto gran parte degli Stati Uniti hanno fermato i monaci della tradizione vietnamita, legati al tempio Huong Dao. In ogni capitale di Stato, i monaci sono stati accolti da migliaia di persone, e i loro canali social contano oltre un milione di follower.

Una volta arrivati a Washington DC, i monaci hanno presentato formalmente la loro richiesta al Congresso: riconoscere il Vesak come festa federale. Bajracharya ha sottolineato l'importanza simbolica della capitale: «Washington è il cuore della nazione. Se raggiungiamo quel cuore, possiamo raggiungere il cuore di tutti gli americani».

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