Il tema della legittima difesa in Italia è da sempre oggetto di un acceso dibattito, che si estende anche al mondo ecclesiastico. Mentre alcuni membri del clero promuovono un messaggio di non violenza e fiducia nelle istituzioni, altri si trovano a confrontarsi con la necessità di proteggere sé stessi e le proprie proprietà, arrivando a considerare l'uso di mezzi di difesa personali.
Le Diverse Prospettive nel Clero: Non Violenza vs. Autodifesa
Un esempio della posizione contraria alla violenza è offerto da Don Marco Daniele, parroco di Casteggio, che commenta un episodio in cui un autotrasportatore aveva sparato a un ladro. Don Marco dichiara: «La situazione in paese è difficile, ma non si risolve nulla sparando». Egli invita alla non violenza, sottolineando che «Non si sistema nulla sparando dietro alla gente, la violenza non è mai la risposta ai problemi. Non bisogna arrivare a situazioni da Far West». Secondo il parroco, «Dispiace per chi si trova derubato dai ladri, ma bisogna affidarsi alla legge, alle forze dell’ordine che assicurino la sicurezza delle persone». Don Marco conclude il suo pensiero rivolgendosi anche al ladro: «Spero non rubi per professione. Gli auguro di rimettersi in salute e che capisca che certe cose non si fanno». E aggiunge: «Se qualcuno è in difficoltà, invece che andare a rubare può rivolgersi alle istituzioni o alla parrocchia per trovare un aiuto. Non c’è bisogno di entrare nelle case degli altri a far furti e rapine, non è così che si ottiene il sostentamento quotidiano».

Tuttavia, nel panorama ecclesiastico italiano, emerge anche una voce che propende per una difesa più attiva, rappresentata da Don Antonio Mandrelli, la cui esperienza e le cui dichiarazioni hanno sollevato un'ampia discussione.
Don Antonio Mandrelli: Il "Prete Contadino" e la Legittima Difesa
Don Antonio Mandrelli, 73 anni, parroco della chiesa di Madonna delle Grazie di Castelfranco (Pietralunga), non si fa scrupoli ad ammettere di essere per la «legittima difesa». Questo sacerdote di campagna, definito un «prete contadino, un pastore di anime e del corpo», ha esercitato la sua missione tra le montagne sin dal 1960, dividendo il suo tempo tra cinque chiese. Fino a qualche anno fa, andava pure a caccia e aveva, a suo dire, una «buona mira».
Un Arsenale Legale per la Sicurezza
Don Antonio ha ammesso di possedere delle armi. «Premetto che tutto è denunciato e che me la donò mio zio, ma non ho mica solo una pistola! Ho anche due fucili, uno sovrapposto Franchi e una carabina Remintor che comprai nell’armeria di Fossombrone». Alla domanda sulla loro utilità, risponde senza esitazione: «Le ho perché credo nella legittima difesa!».

Le Esperienze di Furto e la Reazione Ipotetica
La sua posizione è rafforzata dalle esperienze personali. Don Antonio ha subito due furti in canonica. La prima volta è successo la scorsa estate, e poi di nuovo «due domeniche fa», quando, rientrato verso le 19 dopo un pranzo da una cugina, ha trovato la sua camera da letto «tutto sotto sopra». I malviventi erano entrati forzando la porta della canonica e quella a est dell’appartamento, rovistando ovunque. Tra le cose rubate, c'è stata una «vecchia pistola Beretta degli anni '30» o «dell’anteguerra, anni ’30 con relativo caricatore», che il prete tiene a sottolineare come fosse «regolarmente denunciata». Curiosamente, i ladri non furono molto svegli, tanto è che non avevano trovato e preso nemmeno gli spiccioli che erano dentro una busta. Don Antonio aveva nascosto in una cornice dell’armadio 200 euro, frutto delle offerte pasquali dell’anno scorso. Lì per lì era convinto che li avessero portati via, invece il giorno dopo le sue cugine, risistemando la camera, hanno trovato la busta intatta e a lui è venuto esclamare: «la Madonnina ha fatto il miracolo».
Interrogato su come si sarebbe comportato se avesse sorpreso i ladri in casa, Don Antonio ribadisce: «Ripeto, sono per la legittima difesa, fino a qualche anno fa sono andato a caccia e la mira è buona, qualcuno dice che si può sparare di notte e non di giorno, io vivo solo qua in mezzo ai boschi…». Nonostante viva solo in un luogo isolato, non ha paura: «Di cosa? Ho il telefono, dalla finestra si vedono le luci della case dei contadini e poi ho il salvavita!» - indicando il fucile. La sua intenzione non sarebbe quella di uccidere, ma di allontanare i malintenzionati: «Mi affaccerei con il fucile alla finestra e griderei “andate via o sparo”». E se non se ne vanno? «Sparo in aria sperando di spaventarli».
Legittima Difesa: Puoi usare una KATANA contro un ladro? | #TELOSPIEGO
La Confisca delle Armi e la Polemica
Recentemente, i due fucili di Don Antonio sono stati sequestrati dai carabinieri. «Però adesso le hanno portato via anche i fucili… «Sì, me li hanno sequestrati i carabinieri». Il motivo? «Per via della foto fuori casa in cui li tenevo in mano», scattata da un giornalista. Don Antonio intende chiedere la restituzione: «Nei prossimi giorni andrò dal maresciallo e gli chiederò di restituirmeli. Penso di avere qualche diritto come cittadino. O no?».
Il Prete, il Cittadino e la Politica
La posizione di Don Antonio è stata oggetto di critica da parte di alcuni, che gli dicevano «ma tu sei prete». A queste obiezioni, egli risponde con fermezza: «Che prima di essere prete sono un cittadino italiano, giusto? Anzi, prima sono cittadino, poi sono credente e poi sono prete, ma ho comunque tutti i diritti e doveri di ogni altro cittadino». Per la Curia di Città di Castello e per il sindaco di Pietralunga, la sua posizione non rispecchia la linea ufficiale, parlando di «pensieri personali». Il sindaco Cenci si è detto contrario all'uso delle armi in caso di furto in casa.
Tuttavia, tra i suoi parrocchiani e la gente del posto, Don Antonio riscontra un notevole sostegno. «Molti la pensano come me, molti sono cacciatori per tradizione e i fucili, in casa, li hanno da sempre». L'allarme furti è alto a Pietralunga, come nel resto dell'Altotevere, e il gradimento per la nuova legge sulla legittima difesa è elevato. Don Antonio ha dichiarato di essere «simpatizzante della Lega» e «d'accordo con Salvini sulla legittima difesa», ma ha sempre sottolineato che per lui «non si tratta di partiti, ma solo di buon senso».

Un Esempio Moderno di "Don Camillo"
La storia di Don Antonio Mandrelli evoca un celebre personaggio letterario: Don Camillo di Fernandel, che «imbracciando un fucile alla finestra, parlava con il Signore spiegando: «Sono solo pallini... piccoli piccoli...»». Questo paragone suggerisce come la figura di un sacerdote pronto a difendersi, pur con mezzi moderni e in un contesto diverso, continui a risuonare nell'immaginario collettivo italiano, incarnando un senso di giustizia popolare e autodifesa in territori dove la sicurezza è percepita come una sfida quotidiana.