La Chiesa, nella sua incessante missione di madre e maestra, trae continuamente dalla sua fecondità, guidata dallo Spirito Santo, innumerevoli modi per ricondurre a Dio ogni figlio disperso. Se la parola sintesi della Chiesa è "misericordia", intesa come l'atto di "dare il proprio cuore a chi è misero", le indulgenze promulgate nei secoli di cristianità rappresentano un mezzo straordinario per esercitare questo grande amore. Tra le tante indulgenze, oggi vogliamo considerare una molto antica e potente: la Perdonanza Celestiniana.

Cos'è la Perdonanza Celestiniana?
Questa indulgenza fu istituita da papa Celestino V nel 1294 con l’emanazione della Bolla pontificia Inter sanctorum solemnia, meglio conosciuta come Bolla del Perdono. Questa indulgenza anticipò di tre anni il Giubileo universale della Chiesa cattolica, che sarebbe stato istituito da papa Bonifacio VIII nel 1300.
Nel corso dei secoli, questo evento religioso si è arricchito di varie altre manifestazioni di carattere civico e storico, che accompagnano la ricorrenza nell’ultima settimana di agosto. L'apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio segna l'inizio dell'indulgenza annuale concessa da Papa Celestino V nel 1294. Tale apertura viene effettuata, la sera del 28 agosto, da un Cardinale invitato dalla Chiesa dell’Aquila.
728^ Perdonanza Celestiniana: il 1° Giubileo della storia - Unomattina estate - 24/08/2022
Il Significato della Perdonanza per la Chiesa e per i Fedeli
Il cardinale Enrico Feroci, parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva, delegato pontificio per l’apertura della Porta Santa che dà avvio ai vespri del 28 Agosto per la Perdonanza, ha espresso l'onore di poter aprire la Porta Santa di Santa Maria di Collemaggio. Ha sottolineato che Papa Celestino, istituendo questa indulgenza, compì un gesto dirompente e rivoluzionario. A quell’epoca, infatti, le indulgenze erano concesse solo a coloro che partecipavano alle crociate, partivano in pellegrinaggio per la Terra Santa, si recavano alla Porziuncola di Assisi, o elargivano cospicue elemosine. Papa Celestino volle invece estendere la possibilità di ricevere i doni di Dio anche ai poveri, agli ultimi.
La Perdonanza, secondo il cardinale Feroci, è estremamente vicina ai temi della misericordia tanto cari a papa Francesco, che nel 2015 ha promulgato l’Anno della Misericordia. Egli ha evidenziato come l'Antico Testamento attribuiva al giubileo il significato di ricordare l’opera di Dio e sradicare dal "cuore" dell’uomo l’egoismo, l’avidità, lo sfruttamento e l’avarizia, ciò che San Paolo avrebbe definito "adorazione degli idoli". La Chiesa ha ripreso questi giubilei per ricordare che Gesù è il vero dono giubilare del Padre nella Morte e Resurrezione con l’effusione dello Spirito. Come afferma Papa Francesco, "siamo stati ‘misericordiati’", e questo dono ricevuto deve spingerci ad essere a nostra volta misericordianti.

Requisiti per ottenere l'Indulgenza Plenaria
Per ottenere l'indulgenza plenaria della Perdonanza Celestiniana sono necessari i seguenti passaggi:
- Visitare la Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila tra i vespri del 28 agosto e i vespri del 29 agosto di ogni anno.
- Accostarsi alla confessione e alla comunione eucaristica, entro gli 8 giorni precedenti o seguenti la visita.
L'Attualità dell'Indulgenza a 727 Anni dalla sua Istituzione
A distanza di oltre sette secoli, l'indulgenza della Perdonanza Celestiniana conserva la sua attualità. Il cardinale Feroci riflette su come chiunque, oggi, abbia bisogno del Signore e del suo cuore. Ricorda il convegno ecclesiale di Firenze nel 2015, dove papa Bergoglio ribadì che non esiste un umanesimo autentico senza contemplare l’amore come vincolo tra tutti gli esseri umani, "fratelli tutti". Ha anche menzionato la preghiera del 27 marzo 2020 in Piazza San Pietro, dove il Papa sottolineò con forza che "siamo tutti sulla stessa barca e non possiamo salvarci da soli, ma solo tutti insieme nella preghiera e con l’aiuto reciproco". Viviamo un tempo di cambiamento epocale e dobbiamo essere attenti a ciò che sta accadendo, guardando sempre avanti. Oggi apriamo la porta, entriamo, siamo "misericordiati" e lo riconosciamo.
L'uomo, come un granello di polvere posto su una bilancia, secondo la Bibbia, ha il limite di non avere la consapevolezza della sua povertà esistenziale. La vita è effimera. La coscienza della nostra povertà esistenziale è fondamentale. La Perdonanza ci porta a capire quale sia la nostra meta, spingendoci a superare l'orgoglio e l'avidità. Sorridendo, il cardinale ha osservato come i "grandi potenti" del mondo abbiano sempre pensato di dominarlo e lasciare una traccia del loro passaggio, ma la vera consapevolezza sta nel riconoscere i nostri limiti e il nostro bisogno di Dio. La Perdonanza ci guida a questa consapevolezza.
La Figura Complessa di Celestino V e la Bolla del Perdono
Il gesto di Celestino V fu rivoluzionario per i suoi tempi, sette secoli fa non era affatto scontato. La figura di Celestino, eremita Pietro da Morrone, è complessa e dibattuta nei secoli. Accettò l’investitura papale non senza titubanze, e la decisione di abdicare, al culmine del suo breve pontificato, arrivò dopo mesi di costrizioni morali, aprendo per Celestino V il capitolo più drammatico della sua esistenza. Questa fu una storia sensazionale anche per la Chiesa di allora, tanto che Dante Alighieri dedicò a Celestino, nelle pagine della Divina Commedia, il sessantesimo verso del III canto dell’Inferno: "che fece per viltade il gran rifiuto".
Un giudizio molto più attento è riportato nel romanzo di Ignazio Silone, L’avventura di un povero cristiano (edito nel 1968), che restituisce a Celestino l’onore e lo descrive come una grande personalità capace, con il suo clamoroso gesto, di denunciare le numerose e gravi storture della Chiesa di quei tempi.
Il Post-Abdicazione e la Morte
Il Papa, così rinominato del "gran rifiuto", non riuscì a ritornare nell’eremo del monte Morrone. Dopo aver abdicato, fu osteggiato in tutti i modi più meschini dal nuovo papa Bonifacio VIII, che decise di portarlo con sé a Roma. Celestino tentò una fuga interrotta a Vieste, dove fu raggiunto dai messi papali in Puglia e fatto prigioniero mentre tentava di imbarcarsi alla volta della Dalmazia. Gli ultimi mesi della sua esistenza li trascorse prigioniero nella Rocca di Fumone, dove morì il 19 maggio 1296 nella sua cella angusta, larga poco più di due metri, all’età di 87 anni.
Le cronache del tempo raccontano che poche ore prima della morte del pontefice si verificò un episodio straordinario: a mezz’aria, sospesa nel cielo, apparve una croce di fuoco. Questo è considerato il primo miracolo di papa Celestino. Tuttavia, la sua più grande rivoluzione, prima del rifiuto papale, rimane quella contenuta nella Bolla del Perdono.

Il Testo della Bolla del Perdono (Inter sanctorum solemnia)
Testo originale in Latino:
«Celestinus episcopus, servus servorum Dei, universis Christi fidelibus presentes litteras inspecturis, salutem et apostoli/cam benedictionem. Inter santorum solennia sancti Johannis Baptiste memoria eo est solennius honoranda, quo ipse de alve sterilis / matris procedens fecundus virtutibus, sacris eulogiis et facundus fons, apostolorum labium et silentium prophetarum, in terris Christi pre/sentiam, caliginantis mundi lucernam, ignorantie obtectis, tenebris, verbi preconio et indicis signo mirifico nuntiavit, propter quod eius / gloriosum martyrium mulieris impudice indictum intuitu misteraliter et secutum. Nos qui in ipsius Sancti decollatione capitis / in ecclesia sancte Marie de Collemayo Aquilensi, ordinis sancti Benedicti, suscepimus diadematis impositum capiti nostro insigne, / hymnis et canticis ac fidelium devotis oraculis cupimus venerabilius honorari. Ut igitur ipsius decollationis festivitas in dicta / ecclesia precipuis extollatur honoribus et populi Domini devota frequentia tanto devotius et ferventius honoretur, quanto inibi que/rentium Dominum supplex postulatio gemmas Ecclesie donis micantes spiritualibus sibi reperiet in eternis tabernaculis profuturas, omnes / vere penitentes et confessos qui a vesperis eiusdem festivitatis vigilie usque ad vesperas festivitatem ipsam immediate sequentes ad / premissam ecclesiam accesserint annuatim et omnipotentis Dei misericordia et beatorum Petri et Pauli apostolorum eius auctoritate / confisi a baptismo absolvimus a culpa et pena quam pro suis merentur commissis omnibus et delictis.»
Traduzione in Italiano:
«Celestino Vescovo servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che prenderanno visione di questa lettera, salute e apostolica benedizione. Tra le feste solenni che ricordano i santi è da annoverare tra le più importanti quella di San Giovanni Battista in quanto questi, pur provenendo dal grembo di una madre sterile per vecchiezza, tuttavia fu ricolmo di virtù e fonte abbondante di sacri doni, fu voce degli Apostoli, avendo concluso il ciclo dei profeti, ed annunziò la presenza di Cristo in terra mediante l’annuncio del Verbo e miracolose indicazioni, annunziò quel Cristo che fu luce nella nebbia del mondo e delle tenebre dell’ignoranza che avvolgevano la terra, per cui per il Battista seguì il glorioso martirio, misteriosamente imposto dall’arbitrio di una donna impudica in virtù del compito affidatole. Noi, che nel giorno della decollazione di San Giovanni, nella chiesa benedettina di Santa Maria di Collemaggio in Aquila ricevemmo sul nostro capo la tiara, desideriamo che con ancor più venerazione tal Santo venga onorato mediante inni, canti religiosi e devote preghiere dei fedeli. Affinché, dunque, in questa chiesa la festività della decollazione di San Giovanni sia esaltata con segnalate cerimonie e sia celebrata con il concorso devoto del popolo di Dio, e tanto più devotamente e ferventius lo sia quanto più in tale chiesa la supplice richiesta di coloro che cercano Dio troveranno tesori della Chiesa che risplendono dei doni spirituali che gioveranno nella futura vita, forti della misericordia di Dio onnipotente e dell’autorità dei suoi apostoli SS. Pietro e Paolo, in ogni ricorrenza annuale della festività assolviamo dalla colpa e dalla pena, conseguenti a tutti i loro peccati commessi sin dal Battesimo, quanti sinceramente pentiti e confessati saranno entrati nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività.»
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