Spiritualità, Cura e Psicologia: Iniziative e Riflessioni a Modena

A Modena, l'intersezione tra spiritualità, cura della persona e psicologia è oggetto di riflessione e approfondimento, con iniziative che mirano a umanizzare l'assistenza e a fornire chiare distinzioni tra ambiti di intervento.

La Spiritualità come Parte della Cura: Un Convegno a Modena

Un'importante iniziativa, intitolata “La spiritualità come parte della cura”, è stata organizzata dalla Diocesi di Modena-Nonantola e di Carpi.

Obiettivi e Contesto del Convegno

In collaborazione con l’Azienda USL e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, gli Ordini Professionali dei Medici e Odontoiatri e degli Infermieri, e con il patrocinio di Ospedale di Sassuolo Spa, il convegno si è proposto di offrire una riflessione approfondita sulle tematiche della spiritualità nell'assistenza sanitaria. L'evento ha avuto l'obiettivo di contribuire al miglioramento dell’assistenza sia nel territorio che nelle strutture ospedaliere della provincia di Modena.

Convegno medico-scientifico sulla spiritualità nella cura

Definizione e Rilevanza della Spiritualità

Secondo i promotori dell’iniziativa, la spiritualità, intesa come ricerca del senso della propria vita e riflessione sul passato e sul futuro, rappresenta una componente universale che coinvolge sia i pazienti che i loro caregivers. Essa non si identifica con la religiosità, sebbene per i credenti possa esserne una parte, né con la psicologia, ma costituisce un elemento distintivo dell’esperienza umana. La sua integrazione nei percorsi assistenziali contribuisce a umanizzare le cure e migliorarne gli esiti clinici, come dimostrato da numerose evidenze scientifiche.

Sfide e Formazione

L’attenzione alla spiritualità nel contesto sanitario non appare dunque un aspetto scontato, ma richiede un cambio di paradigma culturale, una formazione adeguata degli operatori e una revisione dei modelli organizzativi dei processi di cura.

Destinatari e Conclusioni

I destinatari principali dell’evento sono stati i professionisti sanitari, tra cui medici, infermieri, operatori socio-sanitari e altre figure delle professioni sanitarie, oltre alle organizzazioni sanitarie, comprese le Aziende Sanitarie USL e Ospedaliero-Universitaria, gli Ordini Professionali, l’Università e le associazioni di volontariato attive nell’assistenza ai pazienti. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Don Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola e di Carpi, che ha offerto una riflessione finale sulle tematiche affrontate durante il convegno.

Arcivescovo Castellucci: Esorcismo, Spiritualità e Distinzione con la Psicologia

Il 26 novembre 2016, in un'intervista rilasciata a Modena, l'allora Arcivescovo di Modena-Nonantola e di Carpi, Don Erio Castellucci, noto per la sua profonda umanità e bontà, ha condiviso la sua prima esperienza di esorcismo e la sua visione sul discernimento tra disturbi spirituali e psicologici.

La Prima Esperienza di Esorcismo

L’esperienza dell'Arcivescovo è stata descritta come "da manuale" o "da film del terrore". Un 50enne modenese, ritenuto indemoniato, alla vista del prelato è entrato in trance. Sono seguite offese, ingiurie, unghie conficcate nelle mani quasi a voler strappare la pelle, e maledizioni come: «Vattene via, vattene da qui, morirai male».

Il Racconto dell'Arcivescovo

Interrogato sulla natura traumatica dell'esperienza, Don Erio Castellucci ha risposto: «Prima di diventare prete, ho visto posseduti e indemoniati, ma non avevo mai fatto esorcismi. Sono stato chiamato da uno dei due esorcisti della Diocesi per un caso difficile e, vista la reazione, lo è davvero». L'esorcista ufficiale ha chiesto rinforzi, e l'Arcivescovo non si è tirato indietro. «Mi ha invitato a presenziare. Vieni - mi ha detto -, perché quest’uomo è posseduto da diverso tempo, viene da me una volta a settimana, e la tua presenza, in quanto vescovo, potrebbe influire. Così mi sono recato nella parrocchia modenese dove avvengono gli esorcismi».

Descrivendo l'accaduto: «Appena mi ha visto l’uomo ha cominciato a urlare, mi diceva di andarmene, poi è caduto in trance; d’un tratto si è come risvegliato e in un baleno ha conficcato le sue unghie nel dorso delle mie mani. Lo sguardo era diabolico, e le offese irripetibili quanto le maledizioni». Alla domanda se gli fossero stati fatti pronostici di morte, ha confermato: «Sì sì, mi ha detto che morirò in un incidente stradale, e mentre lo diceva era soddisfatto».

Fede e Preoccupazione

Nonostante le minacce, l'Arcivescovo ha espresso serenità: «La mia vita è nelle mani del Signore Gesù e non certo in quelle del diavolo. Non sono per nulla preoccupato. La parola di Dio insegna che le maledizioni sono inefficaci. Il diavolo continua a maledire, lo fa di mestiere». Riguardo al futuro, ha dichiarato: «Non escludo altri esorcismi su altre persone. Gli stessi esorcisti italiani lamentano di essere in pochi. Nel Vangelo di Marco è scritto: ‘Nel mio nome caccerete i demoni…’».

Discernimento: La Chiave per Non Sbagliare Strada – di Don Luigi Maria Epicoco (catechesi)

Il Discernimento tra Spiritualità e Psicologia

Un aspetto cruciale evidenziato dall'Arcivescovo è il discernimento. «È importante, per un cristiano, avere discernimento, perché molti casi sono di competenza dello psichiatra più che dell’esorcista. Molto rilevanti poi sono le preghiere di liberazione».

Differenza tra Disturbo e Possessione

Sull'efficacia delle preghiere di liberazione, ha spiegato: «Servono per stabilire, attraverso il discernimento, se la persona è solo disturbata o posseduta. C’è differenza, infatti: se posseduta si ricorre all’esorcista, se solo disturbata le preghiere di liberazione e di implorazione raggiungono presto la guarigione».

La Realtà del Male e l'Eredità di Padre Amorth

Di fronte allo scetticismo moderno sulla figura del diavolo, l'Arcivescovo ha affermato con convinzione: «Si sbagliano. È sufficiente vedere qualche esorcismo per capire che il male è un’entità precisa oltre che una realtà». Ha anche ricordato l'importanza di continuare l'opera di padre Gabriele Amorth, esorcista di fama internazionale, nativo di Modena e scomparso di recente: «Senza dubbio, tenendo sempre ben presente che il Signore Gesù è tanto più forte e potente e alla fine vince sempre».

Simbolo di discernimento spirituale e psicologico

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