A Vicofaro, nel pistoiese, il parroco don Massimo Biancalani è balzato all'onore delle cronache nazionali per aver portato un gruppo di migranti in piscina. L'iniziativa ha scatenato un'ampia polemica e un acceso dibattito pubblico. I ragazzi, infatti, avevano lavorato come aiuto cuochi e camerieri alla festa della Onlus “Gli amici di Francesco”, e dopo una giornata di lavoro, don Biancalani li ha accompagnati in piscina.

L'Iniziativa della Piscina e le Prime Reazioni
L'episodio del bagno in piscina dei migranti ospitati dal parroco di Pistoia è rapidamente diventato un caso politico. Lo stesso Matteo Salvini ha commentato l'iniziativa sui social network, scrivendo sul suo profilo: "Questo Massimo Biancalani - prete anti-leghista, anti-fascista e direi anti-italiano, fa il parroco a Pistoia. Non è un fake, è tutto vero! Buon bagnetto". Tra le migliaia di commenti, molti sono stati gli insulti al religioso, il quale ha anche denunciato che gli pneumatici delle biciclette dei migranti sarebbero stati bucati dopo l'episodio.
Don Massimo Biancalani ha espresso il suo dispiacere per l'impegno contro questa iniziativa, dichiarando: «Fortunatamente siamo riusciti a portare la barca in porto. Se fosse successo qualcosa di brutto mi sarebbe dispiaciuto. Naturalmente la barca non rimarrà ferma, ripartirà subito». Ha affermato di non avere intenzione di cambiare rotta.
La Messa di Solidarietà a Vicofaro
In risposta all'annunciata presenza di Forza Nuova, che voleva ‘controllare’ la funzione dopo il post di don Massimo con le foto dei migranti in piscina, ma anche per spontanea voglia di vicinanza al sacerdote da parte dei fedeli, la piazza davanti alla chiesa si è riempita presto. I militanti di Forza Nuova, una ventina, sono arrivati alla chiesa di Vicofaro per assistere alla Messa concelebrata dal vicario del vescovo di Pistoia e da padre Massimo Biancalani. Il loro arrivo è stato vigilato dalle forze dell'ordine ed è stato accolto con le grida di "Fascisti" e "Fuori-fuori" da alcuni dei partecipanti al presidio a sostegno di don Massimo. Non ci sono stati tuttavia contatti tra i due gruppi, se non quando il parroco ha stretto loro la mano in chiesa, nonostante fossero stati accolti da fischi e cori in piazza. Il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli aveva avvertito in precedenza: «A messa si va esclusivamente per partecipare con fede al divino sacrificio, ricevere la grazia di Cristo e imparare a vivere nell'amore fraterno. Ogni altra finalità ha qualcosa di sacrilego».
Durante la Messa, concelebrata con il vicario del vescovo Patrizio Fabbri, don Massimo Biancalani ha chiesto scusa ai parrocchiani per il "clamore mediatico" rivestito dalla vicenda. Nella sua omelia, ha dichiarato: "Gesù non fa l'esame del sangue e le porte della Chiesa sono sempre aperte", frase che ha suscitato un lungo applauso in chiesa. Il sacerdote ha ricordato le parole del Papa, secondo cui "la Chiesa è un ospedale da campo", e ha definito "fondamentale l'accoglienza verso i migranti: è un principio etico". Ha poi aggiunto: "Se siamo giunti a questo punto è anche perché finora se ne è parlato poco nei luoghi di formazione, come le scuole, e spesso anche le parrocchie". Don Biancalani ha anche definito "inaccettabili" alcuni provvedimenti del governo, notando: "Stanno partendo fiumi di denaro verso le coste libiche. Non penserete mica che ce li fermino gratis...".
Alla fine della celebrazione, il clima si è fatto più pesante. Gli esponenti di Forza Nuova sono usciti dal retro della chiesa, dove ad aspettarli c'erano i No Tav e gli antagonisti pistoiesi, insieme ad altri gruppi antifascisti. Sono stati lanciati pomodori e la polizia ha dovuto bloccare le prime file dei contestatori, ma per fortuna non ci sono stati contatti diretti. Nonostante l'incursione, Don Biancalani ha affermato di essere riuscito a dire cose importanti e di non essersi lasciato intimidire, concentrato com'era sulla celebrazione.
Due belle sorprese hanno concluso la giornata per don Biancalani: il gestore della piscina di Casalguidi che ospitò i migranti ha donato 300 euro alla parrocchia, mentre più di mille euro sono stati raccolti durante la messa per aiutare i senzatetto.
Le Ragioni del Sacerdote e la Reazione Politica
Don Biancalani ha dichiarato: "Non sono assolutamente pentito di quel post, né di quella giornata. Sono foto piene di gioia." Ha spiegato la sua decisione di chiedere scusa ai migranti per il clamore mediatico: «Sì, perché pensavo che potesse indispettire qualcuno, ma non che potesse scatenarsi una cosa del genere. Il commento alle foto è lapidario, ma ha un senso, è una frase di don Milani che ci richiama ad un cristiananesimo non all’acqua di rose. Il razzismo è un’ingiustizia, una negazione dell’uomo e quindi del Vangelo. Per i razzisti non c’è posto in chiesa.» Ha anche aggiunto: "Capisco che sia un pensiero duro. Ma non bisogna fare della religione una melassa indistinta. Io non sono un buonista." Inoltre, ha criticato l'assenza del sindaco all'evento, affermando: «Certo, doveva esserci. Spero di poter avere occasione di conoscerlo. Conosco altri ragazzi, la giunta è molto giovane. Alcuni sono stati miei studenti... Se tornassimo al liceo li metterei dietro la lavagna».
Il senatore del PD Vannino Chiti ha replicato agli attacchi a don Massimo Biancalani, affermando: "Don Massimo Biancalani, prete pistoiese, ha subito un vergognoso attacco da parte di Salvini e della sua Lega. Altri attacchi e commenti intolleranti e inaccettabili si sono susseguiti negli ultimi giorni. Atti di vandalismo sono stati compiuti contro i migranti che don Massimo ospita, facendogli svolgere attività sociale. Viene contestato perché essendo un prete cerca di attuare il messaggio del Vangelo: predica e pratica l'accoglienza dei migranti, li aiuta a provare a sorridere alla vita. Come tanti preti del resto". Di "silenzio" della Chiesa e del sindaco di centrodestra della città toscana ha parlato il senatore Pd Vannino Chiti, mentre il presidente della Toscana Enrico Rossi (Mdp) ha parlato di "vergognoso attacco" al sacerdote.
La Filosofia di Accoglienza di Don Biancalani
Don Massimo Biancalani ha continuato a difendere le sue scelte, dichiarando: "Io non sono il provocatore di turno, viviamo con semplicità e raccontiamo quello che facciamo. Abbiamo tanti amici che ci seguono. Usiamo con pacatezza i social, non siamo sempre a chattare. Non siamo cattedratici, raccontiamo la nostra esperienza." Alla domanda se avrebbe continuato a postare foto, ha risposto: "Sì, l’ho detto anche al vescovo." Ha inoltre aggiunto: «Ho portato in piscina una decina di ragazzi, ma ne abbiamo più di trenta, gli altri si aspettano lo stesso. L’accordo era questo, dieci per volta». Quindi, ha confermato: «Certo, nei prossimi giorni, ho comprato già il costume a tutti».

Proseguendo con l'approccio di condivisione delle esperienze, Don Biancalani ha rivelato: «Sì, noi raccontiamo le cose. Poi andremo al mare, a Vada per tre giorni all’inizio di settembre. Un amico gestisce un campeggio e ci regalerà il soggiorno in tenda».
Il Valore Cristiano dell'Accoglienza
Il sacerdote ha ribadito la sua visione teologica dell'accoglienza: «Matteo ci ricorda che non saremo giudicati per quante messe o rosari abbiamo detto, ma se avremo dato da mangiare all'affamato, da bere all'assetato o accolto lo straniero». Ha spiegato che "la vita religiosa e la preghiera sono importanti, ma non devono essere finalizzate a se stesse: il buon cristiano va a messa per poi - quando esce - fare le cose che dice il Vangelo, il servizio al prossimo. Altrimenti il suo non è un percorso di fede." Citando Don Gallo, ha affermato: "un cristiano che non accoglie non può dirsi cristiano", parlando dell’accoglienza in generale, del povero, della persona sofferente e anche del migrante. «Loro sono la mia patria, i razzisti e i fascisti i miei nemici». Ha affermato inoltre: "Io come Papa Francesco e prima ancora Giovanni Paolo, credo che il razzismo sia un’ideologia che nega i principi fondamentali della Chiesa."
La Posizione sui Flussi Migratori e le ONG
Don Biancalani ha affrontato diverse tematiche relative all'immigrazione:
- Razzismo e Chiesa: "Io come Papa Francesco e prima ancora Giovanni Paolo, credo che il razzismo sia un’ideologia che nega i principi fondamentali della Chiesa."
- Contingentamento: Ritiene che chi vuole contingentare l’immigrazione, perché la considera insostenibile nei numeri e nelle modalità attuali, rientra in tematiche su cui "si può discutere," ma senza razzismo.
- Necessità dei Migranti: "Io ritengo che come Paese afflitto da denatalità, abbiamo bisogno dei migranti. Ci sono lavori che gli italiani non sono disposti a fare."
- Sfruttamento: "Sicuramente lo sfruttamento va combattuto, sono a favore di controlli rigidi."
- Distinzione Migrante Economico/Profugo: "Capisco che si tratti di un pensiero un po’ ardito. Ma ritengo che la distinzione tra migrante economico e migrante profugo lasci molto a desiderare." Ha portato l'esempio della Nigeria ("non è in guerra, ma è in paese dove impazza la violenza, la mafia, Boko Haram, c’è un problema di accesso all’acqua, per non parlare della corruzione insostenibile o dei disastri collegati alla presenza dell’Eni") e del Gambia ("dove c’è stata una dittatura islamica spaventosa che ha impoverito il Paese").
- "Aiutarli a Casa Loro": Ha proposto una sua interpretazione: "I ragazzi che arrivano qui, quando hanno due soldini li mandano alle famiglie d’origine. Se ne accogli uno in Italia ne aiuti dieci in Africa. Con 50 euro che questi ragazzi mandano in Gambia si mantiene un’intera famiglia per un mese, evitando altre partenze. Si “aiutano a casa loro” anche in questo modo."
- ONG e la Nave Juventa: Ha supportato la nave Juventa della Ong Jugend Rettet, anche dopo le evidenze sulle presunte collaborazioni con gli scafisti. Ha dichiarato: "Il quadro è tutto da chiarire. In generale l’operazione del governo contro le Ong è sbagliata e ne pagheremo le conseguenze." Sulla Juventa e gli scafisti, ha ipotizzato: "Stiamo parlando di una Onlus composta da ragazzini: è possibile che si siano comportati così temendo una reazione degli scafisti, gente che spara e uccide. Non credo ci fosse un legame diretto con i trafficanti."
- Accoglienza dei "Clandestini": In merito all'essere sanzionato per aver ospitato un clandestino, ha affermato: "Noi siamo una parrocchia che ha le porte aperte. Aiutiamo chi ci chiede aiuto." Ha spiegato: "Ho un accordo con la prefettura per l’accoglienza di 30 immigrati. Accogliamo anche italiani, persone senza fissa dimora. E stranieri che sono finiti in mezzo alla strada, usciti dal programma di accoglienza, e mentre cerchiamo di capire chi sono diamo loro un tetto per alcuni giorni. Quindi non sempre è automatica la comunicazione alla prefettura. Sono gli invisibili, vagano per le nostre città ma lo Stato sa chi sono, si tratta di persone fotosegnalate."
- Espulsioni: Sull'espulsione di chi non ha diritto a restare in Italia, ha detto: "Io darei un permesso umanitario temporaneo a tutti, obbligando però le persone a seguire un percorso di inserimento. Chi non accetta o chi commette un reato viene rimpatriato."
- Libia e Politiche di Accoglienza: Ha espresso le sue perplessità sulle scelte politiche del Governo sulla situazione tragica in Libia, dove "milioni di persone sono bloccate e non possono più tornare indietro né venire in Italia, e sono in mano ad aguzzini e faccendieri. È un nodo che verrà alla luce, una situazione umanitaria gravissima. Non possiamo aprire le porte a tutti, ma neanche lasciare in mano alla Libia la gestione dei flussi migratori: non è il caso, la Libia è uno stato che non è uno stato."
- Proposte per l'Accoglienza: Ha ritenuto "molto interessante" il progetto della campagna “Ero Straniero - L’umanità che fa bene”, lanciata da Emma Bonino e dalle altre organizzazioni promotrici della legge di iniziativa popolare che vuole superare la legge Bossi - Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione puntando su inclusione e lavoro.
Don Biancalani ha anche riflettuto sul perché le foto dei ragazzi migranti in piscina abbiano indispettito tanti: «Perché infrangevano lo stereotipo del migrante: mostravano ragazzini sorridenti e felici come qualunque altro, in forma. Invece in molti, e fra loro ci sono tanti politici, vogliono che il migrante corrisponda a un’immagine negativa». Nonostante ciò, ha sottolineato l'ampio sostegno ricevuto: «Pensi che ieri il gestore della piscina mi ha fatto un assegno perché possa portare ancora i ragazzi. Mi ha detto: “Ti pago io se li accompagni ancora”».
Sviluppi Successivi e la Resistenza del Progetto
Lo Scontro con Matteo Salvini e la Chiusura del Centro
Un anno dopo l'episodio della piscina, lo scontro tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e don Massimo Biancalani è continuato. Il sacerdote, che nella sua parrocchia ospita alcune decine di migranti, si è nuovamente trovato al centro dell'attenzione quando la prefettura ha ordinato la chiusura di un altro centro di accoglienza nel comune di Cascina e poi anche a Vicofaro, per non conformità. Don Biancalani, seppur scosso, ha affermato: “No, l’attività è solo sospesa. Ora ci mettiamo a fare i lavori per rendere le strutture a norma come richiesto dai vigili, ma l’accoglienza non si interrompe. Ce lo chiede il vangelo”.
Il Sostegno e i Nuovi Orizzonti
In difesa di Don Biancalani è sceso in campo il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che è andato a trovarlo e ha dichiarato: “Ho versato il mio contributo per sostenere la realizzazione dei lavori e invito tutti i cittadini a farlo. È possibile effettuare una donazione sul conto corrente della parrocchia, Iban IT06G0626013827000003000C00”. Anche il Pd toscano ha appoggiato il prete pistoiese, augurandosi che la parrocchia di Vicofaro possa far fronte quanto prima ai rilievi operati dalla prefettura e predisporre le misure per ripristinare i livelli di sicurezza richiesti. I 12 migranti che vivevano nel centro sarebbero stati spostati in altre strutture toscane e alcuni sarebbero rimasti a casa del prete. A Vicofaro, però, vivono anche giovani fuori progetto, per i quali la parrocchia non prende un euro. Di questi, 35 dormono al piano terra vicino alla cucina non a norma e altri 35 in un’area soppalcata. Don Biancalani ha annunciato: “Probabilmente li metteremo in chiesa”.
Un riconoscimento inatteso è arrivato anche dal Vaticano, con l'invito a don Biancalani a partecipare a settembre alla conferenza mondiale su “Xenofobia, Razzismo e Nazionalismo populista nel contesto della Migrazione globale”. Questo evento ha confermato la rilevanza del suo impegno e delle sue posizioni nel dibattito internazionale sull'immigrazione.