Chi è Padre Paolo Benanti?
Padre Paolo Benanti, nato a Roma il 20 luglio 1973, è un presbitero del Terzo Ordine Regolare di San Francesco (TOR). Benanti si descrive come un esperto che si occupa di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. I suoi studi si focalizzano in particolare sulla gestione dell'innovazione, comprendendo l'impatto di internet e dell'Era Digitale, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, e le neuroscienze e neurotecnologie.
Il sacerdote cerca di mettere a fuoco il significato etico e antropologico della tecnologia per l'Homo sapiens, sostenendo che la condizione umana è da sempre una "condizione tecno-umana". Per guidare l’innovazione verso un autentico sviluppo umano che non danneggi le persone e non crei forti disequilibri globali, egli ritiene fondamentale affiancare l’etica alla tecnologia. Questa visione bilanciata e profonda lo ha portato a ricoprire ruoli di consulenza a livello internazionale.

Ruoli e Incarichi di Rilievo
La competenza di Padre Benanti negli ambiti dell'etica e della tecnologia lo ha portato a ricoprire numerosi incarichi di prestigio.
Il Presidente della Commissione AI per l'Informazione
Padre Paolo Benanti è il nuovo Presidente della Commissione AI per l’informazione, succedendo a Giuliano Amato, dimessosi il 4 gennaio scorso. La nomina è stata annunciata dal sottosegretario con delega all’Editoria, Alberto Barachini, il quale ha espresso onore per l'accettazione dell'incarico da parte di Benanti, evidenziando la sua competenza ed equilibrio.
La sua nomina ha sollevato qualche iniziale perplessità nel pubblico più distratto, data la sua veste di sacerdote, ma la realtà lo vede da tempo come un cultore della materia e un consulente di fama mondiale.
Consigliere del Papa e Membro del Comitato ONU sull'IA
Le capacità di Padre Benanti non si sono certo trattenute nei confini nazionali o vaticani. È stato consigliere di Papa Francesco I per l’Intelligenza Artificiale e gli aspetti etici riguardanti la tecnologia, ispirando le posizioni della Premier Giorgia Meloni sul tema.
Nell'ottobre precedente, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva inserito Padre Benanti nella short list di 39 esperti del "New Artificial Intelligence Advisory Board", una sorta di "commissione mondiale" sull'IA. Benanti è l'unico italiano tra le persone selezionate, con il compito di valutare i rischi e le opportunità dell’IA, oltre a proporre una governance internazionale sulla materia.
ETICA E TECNOLOGIA Padre Paolo Benanti 13/09/2018
Contributo alla Strategia Nazionale sull'IA
Nel 2018, Padre Benanti è stato selezionato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) come membro di un gruppo di trenta esperti incaricati di elaborare la strategia nazionale sull’intelligenza artificiale e la strategia nazionale in materia di tecnologie basate su registri condivisi e blockchain.
Tra i suoi incarichi vaticani, Papa Francesco lo ha nominato nel 2019 Consigliere della Penitenzieria Apostolica e, l'11 novembre 2019, Consultore del Pontificio Consiglio della Cultura. È inoltre membro corrispondente della Pontificia Accademia per la Vita, con un mandato specifico per il mondo delle intelligenze artificiali.
La Filosofia dell'Algoretica: Etica al Servizio dell'Uomo
Padre Benanti è un esperto teologo in materia di etica della tecnologia e ha costantemente sottolineato l’importanza di una visione etica nel processo di sviluppo artificiale.
Il Concetto di Algoretica
A partire dal 2015, Benanti si impegna ad applicare e sviluppare un framework etico per le intelligenze artificiali, introducendo i concetti di algoretica e algocrazia. Per lui, rendere il valore morale qualcosa di comprensibile da una macchina comporta la creazione di un linguaggio universale che ponga al centro l'uomo, un'algoretica che ricordi costantemente che la macchina è al servizio dell'uomo e non viceversa. Questo approccio è stato presentato anche al TEDxRoma nel 2018.
La Condizione Tecno-Umana e la Dignità Umana
"Non dobbiamo mai perdere di vista l’umanità", ha detto Padre Benanti, ricordando come sia necessario sviluppare tecnologie che rispettino e promuovano la dignità umana. Ha proposto un approccio umanista allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sollecitando i partecipanti a riflettere non solo su cosa la tecnologia possa fare, ma su cosa dovrebbe fare per il bene comune. Un tema ricorrente nel suo discorso è quello delle responsabilità etiche, chiedendo una maggiore consapevolezza da parte di chi sviluppa e implementa l'IA, insieme a regolamentazioni adeguate e un dialogo continuo tra tecnologi, etici, legislatori e la società civile.

Il Ruolo delle Storie e dei Deepfake nell'Era Digitale
In una recente intervista, Benanti ha spiegato che tra i compiti del suo incarico all'ONU c'è la valutazione dei rischi dell'IA, non solo per le ineguaglianze che possono aumentare, ma anche per le capacità "narrative" delle ultime forme di Intelligenza Artificiale, come ChatGPT. Queste macchine, capaci di raccontare storie, possono contribuire a formare l'opinione pubblica ed essere utilizzate per scopi non positivi, come aumentare l'odio sociale o creare nemici inesistenti.
Padre Benanti ha inoltre posto interrogativi fondamentali: "Vogliamo davvero che le macchine minaccino la nostra dignità, il nostro diritto di vivere come individui liberi e coscienti e la legittima privacy delle nostre vite personali? Vogliamo davvero essere tutti profilati a nostra insaputa e accogliamo con favore l’avvento di un mondo in cui gli algoritmi prendono decisioni basate su etnia, genere ed età?" Ha espresso preoccupazione per l'affidamento incondizionato a meccanismi capaci di creare "deepfakes", immagini, video e audio falsi ma estremamente realistici, che possono truffare, rovinare reputazioni o minare la fiducia nei processi decisionali democratici.
Al contrario, auspica un'intelligenza artificiale utile nella gestione della complessità a beneficio di tutti, che aiuti a ottimizzare la gestione delle risorse e che offra preziosi vantaggi in medicina e sanità, e nell'esecuzione di compiti troppo difficili o pericolosi per gli esseri umani.
Percorso Accademico e Pubblicazioni
Padre Benanti ha una solida formazione accademica che supporta la sua profonda comprensione delle sfide etiche della tecnologia.
Presso la Pontificia Università Gregoriana ha conseguito nel 2008 la licenza e nel 2012 il dottorato in teologia morale. La sua tesi di dottorato, intitolata "The Cyborg. Corpo e corporeità nell’epoca del postumano", ha vinto il prestigioso Premio Belarmino - Vedovato. Nel 2013 si è trasferito a Washington, dove ha studiato per due anni consecutivi all’Istituto di Etica dell’Università di Georgetown.
Dal 2008 è impegnato come docente presso la Pontificia Università Gregoriana, l’Istituto Teologico di Assisi e il Pontificio Collegio Leoniano ad Anagni. Oltre ai corsi istituzionali di morale sessuale e bioetica, si occupa specificamente di neuroetica, etica delle tecnologie, intelligenza artificiale e postumano.
È autore di una quindicina di libri e un centinaio di articoli scientifici. Tra le sue opere, "Homo Faber" cerca di fornire una comprensione filosofica e teologica del fenomeno tecnologico, gettando luce contemporaneamente sulle dimensioni etiche ad esso connesse.