La città di Gela è rimasta attonita a seguito di un grave episodio di violenza che ha visto coinvolto don Nunzio Samà, parroco della chiesa del Carmine. L'aggressore, identificato nel ventiseienne Francesco Ascia, si è introdotto nel luogo di culto con il pretesto di confessarsi, per poi colpire il sacerdote all'addome all'interno della sacrestia.

La dinamica dell'aggressione
L'episodio si è verificato giovedì 23 ottobre. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane, già noto alle forze dell'ordine e affetto da disturbi psichici, ha raggiunto il parroco nel suo ufficio. Durante il confronto, è stato sferrato un fendente che ha colpito don Samà all'addome. Nonostante la ferita, il religioso è riuscito a mettersi in salvo fuggendo da una porta secondaria, venendo prontamente soccorso dai fedeli presenti e dal personale sanitario del 118, che lo ha trasportato all'ospedale Vittorio Emanuele.
Per fortuna, la ferita si è rivelata superficiale e don Samà, dopo le cure mediche del caso, non è mai stato considerato in pericolo di vita. È stato ricoverato in via cautelativa, apparendo vigile e in condizioni stabili già poco dopo l'accaduto.
Le indagini e l'arresto
L'identificazione del responsabile è avvenuta in tempi rapidi grazie all'analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona. I carabinieri del Reparto Territoriale di Gela hanno rintracciato Francesco Ascia presso la sua abitazione. Nel corso della perquisizione domiciliare, è stato rinvenuto, nascosto in un marsupio occultato sotto un mobile, il coltello da cucina ritenuto compatibile con quello utilizzato per l'aggressione.
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Vittima | Don Nunzio Samà |
| Indagato | Francesco Ascia (26 anni) |
| Accusa | Lesioni personali aggravate |
| Movente ipotizzato | Disturbo di personalità e fanatismo religioso |
Il giovane è stato condotto presso la Casa Circondariale di Gela a disposizione dell'autorità giudiziaria, in attesa dell'interrogatorio di garanzia e della convalida del provvedimento cautelare.
Il dibattito sulla salute mentale a Gela
L'episodio ha riacceso il dibattito sulla gestione delle fragilità sociali e psichiatriche sul territorio. Don Luigi Petralia, vicario foraneo che ha visitato il confratello in ospedale, ha sottolineato come le parrocchie siano spesso l'unico punto di riferimento per persone in grave stato di depressione o disagio economico.
«Nelle chiese vengono tanti giovani con forti stati depressivi o disturbi mentali legati a vari motivi, dall'uso di droghe ad altro», ha spiegato don Petralia, sollevando una critica sulla carenza di assistenza sanitaria adeguata. Il parroco ha lanciato un forte appello per il potenziamento dei servizi di salute mentale, ricordando la chiusura dell'ex reparto di psichiatria e le difficoltà operative del Centro di salute mentale, definendo la questione un tema di umanità verso i soggetti fragili e di sicurezza per l'intera cittadinanza.
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