La figura di Sabrina Quaresima, preside cinquantenne del liceo Montale di Roma, è stata al centro di una controversa vicenda che ha scosso profondamente la comunità scolastica. La dirigente è stata accusata di aver intrattenuto una relazione impropria con uno studente maggiorenne.
Le Accuse e l'Avvio dell'Indagine
Il caso ha avuto inizio con l'accusa di una relazione con uno studente diciottenne, successivamente identificato come diciannovenne, che avrebbe descritto un "rapporto sessuale in macchina". La donna rischiava il licenziamento nel caso in cui la relazione fosse stata confermata. L'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha avviato un'indagine formale per fare chiarezza su una vicenda che ha sconvolto gli studenti del liceo.
A peggiorare la posizione della dirigente scolastica sarebbe emersa una chat in cui il ragazzo si sarebbe spinto in confidenze e frasi estremamente intime. Le conversazioni, che la donna avrebbe cancellato per timore di essere compromessa, sarebbero state conservate dal ragazzo.

La Difesa di Sabrina Quaresima
Contattata da Repubblica e poi dal Corriere della Sera, la dirigente scolastica ha negato ogni accusa. "Ero a conoscenza delle voci messe in giro dal giovane, che è comunque maggiorenne. È evidente che qualcuno non mi voglia qui a scuola", ha dichiarato. Per lei, si sarebbe trattato di un complotto ordito per mandarla via nell'anno della sua neo-immissione in ruolo, un periodo di prova cruciale per la sua carriera.
Sabrina Quaresima, classe '72, si è dichiarata "sconvolta" dall'ingigantimento della vicenda, definendola una "sciocchezza" e sospettando un tentativo di farle del male. "Certo, chiariamo subito che non è un ragazzino, ha 19 anni, sta per prendere la maturità", ha sottolineato, ricordando di averlo conosciuto quando era rappresentante d'istituto in surroga, occasione in cui hanno parlato "diverse volte durante il periodo dell'occupazione". Ha anche menzionato un episodio in cui lo studente l'ha accompagnata in macchina al commissariato di Monteverde per una denuncia, alla presenza anche di un rappresentante dei genitori.
"Sono felicemente sposata con un uomo meraviglioso", ha affermato, aggiungendo: "ma sono una donna di bell'aspetto, abbastanza giovane, sono del '72, e curata: e purtroppo capisco che qualcuno possa pensar male. Ma sono serissima, mi è costato tanto arrivare qui, e sono nell'anno di prova: qualcuno ha pensato che in un attimo poteva farmi cacciare." Ha negato qualsiasi relazione con il ragazzo, giurando sulla sua innocenza, e ha annunciato di essersi rivolta a un legale per chiarire tutto anche con l'Ufficio Scolastico Regionale. Ha espresso il suo disappunto per il fatto di non essere mai stata "vista di buon occhio" nella scuola, criticando il sistema su cui si reggeva l'istituto e la gestione delle pratiche da parte dei suoi collaboratori, in particolare del primo collaboratore e dell'altra collaboratrice, ruoli che lei stessa aveva avocato a sé per avere un controllo diretto.
La preside ha menzionato un "clima di disagio" ma ha preferito non fare collegamenti precisi, consapevole di doversi difendere per vie legali e tramite accertamenti amministrativi. Ha confessato la sua amarezza: "Sono una professionista, avevo preso quest'incarico con grande entusiasmo, convinta di poter fare bene e cambiare un po’ le cose."
La Reazione della Comunità Scolastica
Gli studenti del liceo Montale hanno manifestato grande preoccupazione. Molti hanno espresso il loro sconcerto, dichiarando: "Non ce la saremmo mai aspettata una cosa del genere. Siamo sconvolti, eravamo certi che si sarebbe dimessa. E invece lei è ancora qua. Non ha etica, non la vogliamo. Temiamo che possa accadere di nuovo, ha fatto apprezzamenti anche su altri ragazzi." La loro preoccupazione è stata documentata da Repubblica, che ha garantito l'anonimato tramite nomi di fantasia per tutelare chi ha deciso di parlare, in quanto tutti temevano "ritorsioni" da parte della dirigente scolastica.
Una studentessa ha lamentato la rigidità della preside sul dress code per le ragazze, ricordando un episodio in cui la Quaresima avrebbe tirato giù la maglietta di una compagna perché "troppo corta", nonostante lei stessa si presentasse con "gonne bianche attraverso le quali si intravede tutto" e "scollature generose". I ragazzi hanno inoltre contestato la rimozione del vicepreside, Luigi Botticelli, molto amato dagli studenti, che ha dichiarato di essere stato "allontanato con un pretesto".
Sui muri della scuola sono apparse frasi come "La laurea in pedagogia l'ha presa troppo seriamente", "Il Montale sa e non dimentica", "Puoi chiuderci in classe ma non spegnere le voci". La preside, inizialmente, non ha denunciato queste scritte, non volendo "dare tanta importanza ad un gossip".

L'Ispezione dell'Ufficio Scolastico Regionale
L'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha condotto un'ispezione amministrativa presso il liceo classico E. Montale, "a tutela di tutta la comunità scolastica e per verificare le segnalazioni alle quali la stampa nazionale ha dato ampio risalto". Sabrina Quaresima è stata ascoltata dall'ispettrice regionale, esprimendo la speranza di poter chiarire ogni aspetto della vicenda.
L'Esito e la Reazione della Preside
Il caso di Sabrina Quaresima si è chiuso con un nulla di fatto. L'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha concluso l'ispezione e ha reso noto che non avrebbe preso provvedimenti in quanto non sono state accertate violazioni del codice disciplinare. In una nota, l'Usr ha dichiarato: "L’ispezione, ora terminata, non ha accertato violazioni del codice disciplinare, per cui questo Ufficio non avvierà procedimenti né adotterà provvedimenti disciplinari."
La preside Sabrina Quaresima ha commentato l'esito con "immensa gioia", definendolo "la fine di un’angoscia mai provata". Ha inoltre aggiunto: "Sono stata processata senza appello da un tribunale mediatico senza morale né scrupoli. In questo momento auspico che la mia vicenda sia di esempio per tutte le persone che si possano trovare nella mia stessa situazione." Ha concluso con un consiglio: "L’unico consiglio che sento di dare è quello di denunciare con coraggio e di non cedere mai davanti alla diffamazione, alla prepotenza e alla crudeltà."