Santa Gemma Galgani, mistica italiana del XX secolo, è una figura luminosa della spiritualità cattolica, particolarmente legata all'ordine dei Passionisti. Nonostante non abbia mai vestito l'abito religioso, la sua vita fu un inno alla sofferenza redentrice e all'unione con Cristo Crocifisso. La sua esistenza, breve ma intensa, fu segnata da straordinarie esperienze mistiche, tra cui le stimmate e un profondo rapporto con il suo angelo custode e la Vergine Maria.
La Vita di Gemma Galgani
Infanzia e prime sofferenze
Gemma Umberta Maria Galgani nacque il 12 marzo 1878 a Capannori, in provincia di Lucca, quarta di otto figli, e fu battezzata il giorno successivo. Fin dalla prima infanzia, mostrò un vivo interesse per Gesù e la sua formazione spirituale fu curata dalla madre. Quando aveva solo sette anni, perse la madre e si affidò completamente alla protezione della Vergine Maria. Desiderava ardentemente ricevere la Santa Comunione e ne ottenne il permesso dal suo confessore, nonostante la giovane età. La sofferenza la colpì precocemente: dopo la madre, morirono anche il fratello Gino (seminarista) e poi il padre. La famiglia si ridusse in grande povertà, e Gemma fu accolta da una zia e in seguito affidata ad una famiglia di amici.
Vocazione e malattie
Fin da giovane, Gemma fece voto di castità, rifiutando diverse proposte di matrimonio. La sua stessa esistenza fu segnata dalla malattia: osteite alle vertebre lombari e otite mastoidea, che la portarono a rimanere a letto semiparalizzata per diversi mesi nel 1898. In questo periodo di sofferenza, lesse la biografia di San Gabriele dell'Addolorata, che la colpì profondamente. Invocò allora Santa Margherita Maria Alacoque e il Sacro Cuore di Gesù, e dopo una novena, il primo venerdì di marzo (1899), le apparve San Gabriele dell'Addolorata, che la guarì miracolosamente. Recuperata la salute, la giovane volle realizzare il sogno della sua vita: diventare suora passionista. Purtroppo non fu accettata, poiché il Signore aveva altri piani per lei, permettendole di vivere un'autentica passione.
Le Stimmate e la vita mistica
Qualche mese dopo la guarigione, l'8 giugno 1899, giorno dell'Ottava del Corpus Domini e vigilia della festa del Sacro Cuore di Gesù, Gemma ricevette le stimmate. Gesù le annunciò: "impara a soffrire perché la sofferenza ti insegna ad amare". Queste stimmate si sarebbero ripetute periodicamente, manifestandosi ogni settimana dal giovedì sera (ore 20:00) fino alle 15:00 del venerdì. Per un certo periodo, si manifestarono quasi tutti i giorni. La giovane donna rivisse nella sua carne gli eventi della Passione di Gesù: il sudore di sangue, l'incoronazione di spine, la flagellazione, il tormento del diavolo che la percuoteva. Per due lunghi anni, fu segnata con le stimmate ogni settimana. Nonostante alcune perplessità sull'autenticità di questi segni, padre Germano Ruoppolo, postulatore generale dei passionisti e grande studioso di mistica, la difese. La sua vita si divise tra sofferenza ed estasi nell'unione con Cristo. Dietro ad apparenze normali si nascondeva una Santa straordinaria, con un continuo e affettuoso dialogo con Gesù, la semplicità di un fanciullo e la profondità di un teologo.

Ultimi anni e morte
In seguito, Gemma fu provvidenzialmente accolta da un'altra famiglia, i Giannini, a Lucca, che avevano già undici figli. Questa casa divenne per lei come una famiglia fino alla morte, dove, pur vivendo una vita agiata, conduceva un'esistenza ritirata tra casa e chiesa. Le sue manifestazioni di santità superarono le mura della casa borghese, con conversioni, predizioni di avvenimenti futuri ed estasi. Nel 1899 incontrò i Padri Passionisti, e Gesù le annunciò che uno di loro sarebbe diventato il suo padre spirituale, Padre Germano Ruoppolo, che le chiese di scrivere la sua Autobiografia e "Il quaderno dei miei peccati".
Nel maggio del 1902, a Gemma furono diagnosticati i sintomi della tisi. Gesù le chiese di superare un'ultima durissima prova, in espiazione dei peccati commessi durante il sacerdozio. Così sopportò sofferenze indicibili negli ultimi mesi della sua vita, trasferendosi in un altro appartamento vicino ai Giannini. La sua morte avvenne l'11 aprile 1903, Sabato Santo, quando già le campane avevano annunciato la Risurrezione di Cristo, all'età di soli 25 anni. Nel momento supremo della sua morte, Gemma esclamò: "Non chiedo niente. Ho offerto a Dio il sacrificio di tutto". Fissò lo sguardo su un'immagine della Madonna e pregò: "Madre mia, affido a te l'anima mia!".
Relazioni spirituali
L'Angelo Custode
Fin dall'età di diciassette anni, Gemma ebbe un rapporto personale e straordinario con il suo angelo custode. Su richiesta del suo confessore, ella scrisse tutto questo nel suo Diario. L'angelo custode di Gemma le apparve per la prima volta nel 1895 sotto forma di una bella adolescente e le propose di diventare "la sposa del Re crocifisso". Da quel momento, l’angelo divenne per lei un perfetto maestro spirituale, preparandola a tutto ciò che Gesù le avrebbe proposto in seguito. L’angelo era allo stesso tempo molto severo - non accettava la minima imperfezione - ma anche molto gentile, consolandola e confortandola. In tre anni, l'angelo custode la condusse alle vette della santità, preparandola alla "visitazione" che non sarà altro che la grazia delle stimmate. Quando Gemma riviveva la Passione di Gesù, il suo angelo buono le era sempre vicino, accompagnandola e incoraggiandola nelle sue sofferenze. L'angelo custodiva le sue lettere per il direttore spirituale, recapiandole a Roma.
Ecco i consigli che l’angelo diede a Gemma, che le permettevano di affrontare le terribili difficoltà lasciandosi guidare:
- “Ricorda, figlia mia, che chi ama veramente Dio parla poco e sopporta tutto”.
- “Ti ordino, in nome di Dio, di non esprimere mai la tua opinione, se non quando ti viene chiesta; di non cercare mai di imporre i tuoi sentimenti, ma di cedere subito”.
- “Obbedisci puntualmente al tuo confessore e a ciò che vuole, senza ribattere. E nelle cose che richiedono una spiegazione, danne una usando poche parole. In ogni cosa, sii sincera”.
- “Quando hai fatto qualcosa di sbagliato, prenditi la colpa immediatamente, senza aspettare che ti venga chiesto”.

La Vergine Maria
Gemma amò e incontrò Gesù anche con Maria, madre del Signore, sin da piccina. La formazione ricevuta a casa e nella scuola delle religiose Zitine fu decisiva in merito. Rimasta orfana, con una precocità umana e cristiana fuori dal comune, pregò la Madonna di essere sua madre dal cielo. Nelle estasi di Gemma, nei suoi sfoghi con il Signore, compare frequentemente la Vergine Maria, che le rivolge parole di sollievo e consolazione. Nella sua autobiografia e nelle sue lettere, Gemma spiega il suo affetto filiale verso Maria, descrivendo incontri celesti. Aveva un'idea molto chiara del ruolo primordiale di Maria nella vita di Gesù, nel mistero della Chiesa e nella conversione dei peccatori. La relazione spirituale-familiare di Gemma con il giovane santo passionista Gabriele dell'Addolorata influì affinché questa qualifica - Addolorata - le fosse particolarmente gradita ed espressiva. Nei momenti difficili della sua vita, c'è sempre Maria. Maria esercitò un influsso decisivo sulla vita di santa Gemma, aiutandola nella sua dedizione incondizionata a Dio. Maria, la Vergine Addolorata, sopportò con amore e fiducia il dolore di vedere Gesù morto sulla croce e tra le sue braccia. Santa Gemma prese Maria per Madre e le affidò la sua orfanezza, i suoi dolori e i suoi più grandi amori. Gemma chiese a Gesù: "Chi t'ha ucciso, Gesù?". Egli le rispose. Nel partecipare alla passione, ella desiderava aiutare Gesù nei suoi dolori. Si pose ai piedi della Croce e donò a Maria la sua stessa anima.
La storia della mistica Santa Gemma Galgani
San Gabriele dell'Addolorata
San Gabriele dell'Addolorata, un giovane passionista morto a 24 anni, ebbe un ruolo significativo nella vita di Gemma. Non solo le apparve per guarirla miracolosamente dalla grave malattia che l'affliggeva nel 1899, ma divenne anche una figura di riferimento costante nelle sue esperienze mistiche. Gemma lesse la sua biografia mentre era inferma e ne fu profondamente colpita, invocandolo con fede. I colloqui con San Gabriele dell'Addolorata divennero una forte espressione della sua vita mistica, riportati nei suoi scritti.
Il legame con Padre Pio
Anche Padre Pio (1887-1968) aveva una grande devozione per Santa Gemma Galgani, che invocava tutti i giorni. Il libro di padre Bernard Gallizia, "Gemma Galgani, la Santa che padre Pio pregava ogni giorno", racconta il rapporto spirituale che si sviluppò tra questi due santi. Padre Pio nacque sei anni prima della morte di Gemma, che quindi è stata per lui "un'amica del cielo" e un aiuto nel suo cammino sulla terra. Molte similitudini accomunavano i due santi: esperienze mistiche, battaglie con il diavolo, manifestazioni soprannaturali di Gesù Bambino, della Vergine Maria e del loro angelo custode.

La sua spiritualità e il messaggio
La personalità di Gemma era quella di un'asceta: andava scalza e senza calze anche d'inverno e portava il cilicio finché non le fu proibito. Gemma si offrì vittima al Signore per la salvezza dei peccatori. La sua vita fu un'unica esperienza spirituale, un'immersione nell'esperienza con Gesù Cristo che le permise di vivere un'autentica passione con la stessa intensità riscontrata in altri Santi. Le sue estasi, le sue visioni e il suo continuo dialogo con il divino le conferirono una profonda conoscenza teologica, nonostante la semplicità della sua educazione. Le sue "conversazioni" con l'Angelo custode e le sue lotte con il demonio (che la percuoteva e la tentava, ma che ella sempre rifiutava, preferendo la morte all'offesa a Dio) dimostrano una fede incrollabile. Le manifestazioni della sua santità superavano le mura della casa borghese: provocava conversioni, prediceva avvenimenti futuri, cadeva in estasi. Davanti a lei gli scienziati non riuscivano a nascondere il loro imbarazzo di fronte a fenomeni inspiegabili che nascondevano i sigilli della Passione. Gemma di fronte a tutto ciò diceva sempre "sì" alla volontà di Dio.
Beatificazione e Canonizzazione
Gemma Galgani fu beatificata nel 1933 da Papa Pio XI e canonizzata nel 1940 da Papa Pio XII, a soli trent'anni dalla sua morte. Viene festeggiata nel giorno della sua morte, l'11 aprile, o il 16 maggio per la sua festa liturgica. È considerata una delle più grandi mistiche del suo tempo e un esempio di totale abbandono alla volontà di Dio e di amore per il Crocifisso.
Preghiere e Triduo a Santa Gemma Galgani
Preghiera composta da Santa Gemma
Caro mio Dio, mi abbandono interamente nelle Vostre SS. Mani, acciocché Voi facciate di me e delle cose mie quello che più e meglio Vi aggrada. In questo dolce abbandono mi riposo sul Vostro Cuore Divino come la tenera bambina si riposa sul seno della mamma sua. Voi pensate a tutto ed io penserò solo ad amarVi e a compiere la Vostra SS. Volontà.
Preghiera di Santa Gemma per richiedere una grazia
"Eccomi ai vostri santissimi piedi, caro Gesù, per manifestarvi ogni momento la mia riconoscenza e la mia gratitudine per i tanti e continui favori che mi avete fatto e che ancora volete farmi. Quante volte vi ho invocato, o Gesù, m’avete fatta sempre contenta: ho ricorso spesso a voi e m'avete sempre consolata. Come esprimermi con voi, caro Gesù? Vi ringrazio. Ma un’altra grazia voglio, o mio Dio, se a voi piace…(esporre la grazia che si desidera). Se voi non foste onnipotente, non vi farei questa domanda. O Gesù abbiate pietà di me! Sia fatto tutto il vostro santissimo volere."
Pater, Ave, Gloria.
Preghiera a Santa Gemma per la conversione dei peccatori
"O Santa Gemma, ricordati che in vita protestasti tante volte di vedere salvi i peccatori e per questo ti offristi vittima al Signore, soffrendo per essi, con Gesù e Maria, i dolori della Passione, e versasti lacrime di sangue nel sentirlo offeso con la diabolica bestemmia. Ora che in Cielo godi di favori tanto più grandi, perora, te ne preghiamo, la causa di tutti i poveri peccatori, che privi della divina grazia, vivono lontani da Dio, affinché per te convertiti, amino e servano fedelmente il Signore in questa vita e passino un giorno a lodarlo e benedirlo eternamente in Cielo. Amen."
Preghiera a Santa Gemma scritta da San Giovanni Paolo II
"O Padre, che ti compiaci di stabilire la tua dimore in chi ti ama con cuore semplice e puro, fà che sull’esempio e per l’intercessione di Santa Gemma viviamo, con purezza evangelica, il mistero dell’amore crocifisso, per essere immagine viva del tuo Figlio. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli. Amen."
Triduo a Santa Gemma Galgani
Questo Triduo di preghiera a Santa Gemma Galgani lo si può iniziare l’8 aprile, in considerazione del fatto che l’11 aprile è la data della nascita al cielo di questa Santa, oppure il 13 maggio, in considerazione del fatto che il 16 maggio ne ricorre la festa liturgica.
1° GIORNO
O gloriosa Santa Gemma, specchio tersissimo di virtù che nei brevi giorni della tua vita terrena, quale vergine prudente, disprezzando le caducità della terra, ti sei consacrata unicamente agli interessi del Cielo, i soli che valgano a renderci davvero felici, quanto dobbiamo confonderci dinanzi a te! Attratti dalle lusinghe e dalle bugiarde promesse di questo mondo fallace, abbiamo troppe volte dimenticato i beni del Cielo e ci siamo perduti in quelli della terra collocando in essi le nostre speranze e la nostra felicità. O Santa Gemma, ottieni che un raggio di quella luce divina che tanto ti ha inondato l’anima scenda anche su di noi che purtroppo ci troviamo nelle tenebre, e da quel trono di gloria che ha sublimato le tue eroiche virtù, volgi su di noi i tuo sguardo e non sdegnare la nostra umile preghiera. Il mondo ci aggira di continuo con le sue astuzie e il demonio e i nemici della nostra anima cercano di farci dimenticare il vero scopo della vita immergendoci sempre più nelle vanità della terra. O Santa Gemma, ardentissima amante di Gesù Crocifisso, svegliaci dal nostro torpore e fa’ che possiamo comprendere il proposito che fin dai primi anni ti sei proposta quale programma della tua vita: “Tutta di Gesù solo”, per staccarti pienamente dalle cose terrene. Fa’ che d’ora innanzi ci impegniamo anche noi per realizzare nella nostra condotta questo stesso programma di perfezione e di santità.
- Pater, Ave, Gloria
2° GIORNO
O gloriosa Santa Gemma, che sei stata così devota del Redentore Crocifisso e che con tanto ardore hai amato lo Sposo divino delle anime nostre, tu che potevi ripetere con l’Apostolo in tutta verità: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20) e hai alimentato quest’amore per Gesù ogni giorno di più nel tuo cuore con la contemplazione della sua Passione e con la partecipazione ai suoi dolori, fa’ che pure noi ardiamo dello stesso incendio di santa carità. O Santa Gemma, quanto siamo diversi da te! Perché le anime nostre rimangono tanto fredde, mentre la tua si accendeva di viva fiamma di santo amore al ricordo della dolorosissima Passione del Redentore divino e della sua Crocifissione? Scuoti, o Santa Gemma, questi nostri cuori così miserabili che, insensibili al pensiero delle sofferenze di Cristo, rinnovano spesso con il peccato la sua dolorosissima Passione; fa’ che d’ora in poi la Passione di Gesù e i dolori della Mamma Celeste s’imprimano davvero nelle anime nostre per rimanervi profondamente scolpiti, come sigillo indelebile d’amore.
- Pater, Ave, Gloria
3° GIORNO
O gloriosa Santa Gemma che sei stata tanto presa dagli interessi della divina gloria e che hai desiderato unicamente che lo Sposo divino della tua anima fosse da tutti conosciuto e da tutti amato, non dimenticare la tua missione ora che sei in Cielo presso il trono del tuo Gesù. Il peccato continua purtroppo a regnare nel mondo e ogni giorno provoca nuove vittime. Tu che nel tuo silenzioso e benefico apostolato hai strappato innumerevoli anime all’inferno con le tue preghiere, lacrime e sacrifici, vieni in soccorso a tanti infelici che perdono la loro vita nel peccato. Anche oggi l’amore di Gesù non è compreso e gli uomini, lungi dal ricambiare le sue tenerezze, rispondono invece con ingratitudini e peccati. Continua a zelare onore del tuo Gesù e a questi infelici ottieni il pentimento e il perdono.
- Pater, Ave, Gloria