Rosario Bianco, vomerese verace e figura eclettica, rappresenta un esempio di self-made man capace di conciliare una carriera accademica e manageriale di rilievo con un profondo impegno civile ed editoriale. La sua storia affonda le radici in un’infanzia segnata da sacrifici, ma sempre orientata ai valori cardine del lavoro e dell'educazione, trasmessi dalla sua famiglia d'origine.

Le origini e il percorso formativo
Figlio di un calzolaio e di una casalinga, Rosario Bianco è cresciuto in una famiglia numerosa, in cui il contributo di ogni componente era fondamentale. La dedizione allo studio, vissuta in parallelo a piccoli lavori saltuari, gli ha permesso di diventare l'unico laureato della sua famiglia. Dopo gli studi medi presso la scuola “Irolli” e il liceo scientifico “Alberti”, Bianco scelse la facoltà di Economia e Commercio, preferendola a medicina e alla carriera militare, seguendo i consigli di figure di riferimento incontrate nel corso della sua giovinezza.
Durante il periodo universitario, la sua instancabile dedizione al lavoro gli ha permesso di mantenere l'indipendenza economica, svolgendo mansioni variegate: da fattorino per una ditta di mobili a tappezziere, fino alla distribuzione di elenchi telefonici. Queste esperienze hanno forgiato il suo spirito pratico e la capacità di adattarsi a diversi contesti professionali.
La carriera accademica e le istituzioni
Il punto di svolta professionale arrivò con l’incontro con Alfonso Morvillo, che gli aprì le porte del Cnr. Successivamente, sotto la guida del professor Gennaro Ferrara, rettore dell'Università Parthenope, Bianco ha consolidato la propria esperienza nel marketing e nella gestione accademica. Negli anni Novanta, ha intrapreso anche un breve ma significativo percorso politico, ricoprendo il ruolo di assessore al Commercio e all'Anagrafe nel Comune di Afragola e presiedendo il Caan (Centro Agroalimentare di Napoli).

L'avventura nell'editoria e il legame con Napoli
L’ingresso nel mondo dell'editoria è nato da una scintilla creativa trasmessa dalla moglie Giovanna, appassionata di cultura e arte. Tra le pubblicazioni di maggior rilievo si distingue “Bagno Elena. In Posillipo dal 1840”, un’opera che testimonia il legame profondo con il territorio. Successivamente, con la casa editrice Rogiosi, ha dato vita a “L’Espresso napoletano”.
Il premio “Napoli c’è”
Il progetto editoriale di Bianco non è solo giornalistico, ma una vera e propria missione civile. In risposta a una rappresentazione negativa della città, ha ideato il premio “Napoli c’è”. Il riconoscimento punta a valorizzare le eccellenze del capoluogo campano e a promuovere il dibattito sulla società civile, dando spazio a voci spesso trascurate, come quelle dei detenuti di Poggioreale.
Impegno sociale e futuro
Il percorso di vita di Rosario Bianco è costantemente intrecciato con il bene comune. Molteplici sono le sue iniziative a sostegno dei più deboli:
- Associazione “Arti e Mestieri”: fondata insieme al magistrato Catello Maresca, mira a inserire nel mondo del lavoro i giovani a rischio.
- Formazione professionale: corsi di pizzaiolo e giornalismo per favorire l'inclusione sociale.
- Docenza: l'esperienza accademica presso l’Università Telematica Pegaso, avviata con Danilo Iervolino.
Tra i progetti futuri, figura il sogno della “Città della Borsa”, un centro di laboratori dedicato alla trasmissione dell’antica tradizione artigiana della lavorazione dei pellami alle nuove generazioni, confermando la sua costante attenzione verso il futuro dei giovani.