Il Rosario alla Santa Croce: Tradizioni, Devozioni e Significato

La festa della Santa Croce, conosciuta popolarmente come “Milli voti Ggesù” (Mille volte Gesù), rappresenta la seconda celebrazione annuale dedicata al Santissimo Crocifisso. Questa ricorrenza è strettamente correlata alla Settimana Santa, riproponendo molte delle sue preghiere, riti e usanze. È considerata anche un’anticipazione della festa du Signuri (Santissimo Sacramento) e del Crocifisso di Settembre, come si può analizzare nel calendario cerimoniale.

Foto di una processione religiosa con una croce decorata, in un borgo antico

Il 3 Maggio: Un Giorno tra Devozione e Superstizione

Le Credenze Popolari e il "Giorno dei Diavoli"

Il tempo festivo si estende dall’alba al tramonto del giorno tre. A differenza di molte altre feste popolari locali, come Sant’Anna e il Crocifisso di Settembre, questa celebrazione “un trasi” (non inizia) con il mezzogiorno della vigilia, “picchì u dui unn’è iornu di diavuli” (perché il due non è giorno dei diavoli). Una credenza diffusissima è che il 3 Maggio sia una data nefasta, in cui i diavoli si scatenano creando pericoli materiali e cercando di conquistare anime all’inferno. Questo giorno regna il Caos.

Per non incorrere in pericolosissime perdite o inconvenienti, tutte le attività importanti sono interdette: chi ha mandrie o greggi non le sposta, chi ha campi rimanda qualsiasi attività. È un giorno di stasi; non si parte e non ci si muove di casa se non per strettissima esigenza. Sebbene gli informatori più giovani evidenzino che oggi non si possa più rinunciare a partire o lavorare per motivi specifici come le vendite dei prodotti o il lavoro fuori paese, le particolarità del giorno rimangono. Il 3 Maggio, quindi, è vissuto tra una profonda devozione e una forte carica superstiziosa.

Riti Mattutini e Pellegrinaggi alla Cappelletta

La giornata si apre all’alba, ed è buona creanza alzarsi recitando una preghiera al Santissimo Crocifisso, da soli o in comune. Il testo di questa preghiera non risulta codificato dalla tradizione, anche se è stato riferito più volte l’uso di recitare una delle due parti del Misteru. Durante la mattinata si susseguono i pellegrinaggi alla Cappelletta della Santa Croce, che viene aperta, pulita e arredata dai devoti del quartiere.

La fascia rossa che funge da perizoma del Crocifisso, detta Farali, è stata trasformata per l’occasione in stuoia e accoglie gli ori votivi. Ai piedi del Crocifisso è posto il quadro di Maria Addolorata, ritenuto dalle donne presenti un ex-voto molto antico. Sull’altare consacrato è esposta con orgoglio un’ultima Reliquia-prodigio.

Il Prodigio della Candela

Si narra che qualche anno fa, nel 2004 o nel 2005, una signora portò alla cappelletta una candela, dono della figlia, che fu accesa ai piedi del Cristo. Durante le litanie e per tutta la mattina, la candela arse incontrollata. Quando ci si accorse che il cero era stato posto direttamente sulla tovaglia, era troppo tardi; la cera aveva invaso la tovaglia ricamata. Ma, raccontano con enfasi le presenti, fu grande la sorpresa di trovare la cera appoggiata alla stoffa, che non si rovinò, in forma di Madonna inginocchiata. L’evento, interpretato come prodigio, è secondo le stesse informatrici un invito alla preghiera fervorosa.

Alle nove del mattino, sullo spiazzale, ha luogo la celebrazione eucaristica, a cui prende parte prevalentemente la gente del quartiere. Chi rimane alla cappella trascorre la mattina con la recita delle preghiere tradizionali, tra cui spicca il Misteru da Santa Cruci, che dà il nome popolare alla festa.

Rappresentazione artistica del rosario

Il "Misteru da Santa Cruci": Il Rosario dei "Mille Volte Gesù"

Origine e Struttura Unica del Misteru

Il Misteru da Santa Cruci è un rosario molto particolare che pare rispecchiare l’esicasmo. Si compone di due misteri diversi ripetuti alternativamente 10 volte ciascuno e intervallati da 10 invocazioni del nome di Gesù. A rosario concluso, si sarà pronunciato 1000 volte il Santo Nome. Da qui deriva il nome popolare della festa: Milli voti Gesù.

Questa pratica è oggi al centro delle preghiere di gruppo o di chi si reca in pellegrinaggio, ma un tempo rivestiva un ruolo ancora più importante, essendo la base di un pellegrinaggio comune.

Metodi Tradizionali e Moderni di Conteggio

È necessario che il conto millesimale sia esattissimo, così ci si attrezza come si può. All’antica pratica di tenere in mano dieci sassolini e dieci pezzetti di legno, lasciandone cadere alternativamente un tipo o l’altro secondo il mistero appena recitato (servivano a contare le poste), sembra ormai essere subentrato il metodo del rosario (prima utilizzato solo per contare le dieci invocazioni del nome di Gesù). Utilizzando una comune corona del Rosario, si usa recitare sul grano grande il mistero e su quelli piccoli semplicemente “Gesù”. Gli anziani ricordano che ai tempi della loro gioventù non era permesso bere durante la recita delle preghiere del 3 Maggio e “asciucava a ucca a diri Gesu” (si inaridiva la bocca nel ripetere Gesù).

Testo del Misteru da Santa Cruci

Il testo specifico delle preghiere che compongono il "Misteru da Santa Cruci" è il seguente:

Sui primi tre grani:

  1. Il quale che ci moltiplichi la fede con il segno della Santa Croce!
  2. Il quale che ci consolidi la speranza con il segno della Santa Croce!
  3. Il quale che ci perfezioni l’amore con il segno della Santa Croce!

Decime del rosario:

  1. Il quale ha riscattato il mondo con la Sua Santa Croce!
  2. Il quale dalla Sua Santa Croce espande su di noi la Sua bontà!
  3. Di cui la Santa Croce che ci liberi da tutti i mali, disgrazie, e che rimuova ogni male da noi!
  4. Di cui la Santa Croce che ci sia scudo, forza, difesa, tutta la nostra speranza e la vittoria!
  5. Di cui la Santa Croce amiamo, ci inchiniamo, celebriamo e che ci guidi alla felicità vera!

Sul grande grano si prega:

“Oh mio Gesù, perdona i nostri peccati, salvaci dal fuoco infernale e con la forza della Tua Croce, calma i nostri nemici, scaccia i mali spiriti, proteggi dalle disgrazie e sìi il nostro amore, la nostra vittoria e gloria i secoli dei secoli.”

Un altro particolare momento di preghiera è riservato alle tre del pomeriggio per ovvi motivi evangelici, in ricordo dell'ora della morte di Cristo.

Le Solenni Processioni della Reliquia

L'Evoluzione della Processione e il Suo Significato

Fino a qualche anno fa, la processione della reliquia si effettuava a mezzogiorno; oggi, per esigenze della parrocchia e delle confraternite, è stata spostata alla sera. Il ricordo del rito mattutino è ancora vivissimo e, a quanto riferito, aveva una sua valenza molto particolare: doveva essere effettuata a quell’ora in ricordo del mezzogiorno in cui Nostro Signore fu messo in Croce, e proprio a seguito della sua crocifissione i diavoli si scatenano credendo di aver vinto. La processione serotina rispecchia esattamente i riti tradizionali.

Le Confraternite e i Loro Riti

Precedente alla processione è la celebrazione Eucaristica propria delle due confraternite (maschile e femminile) del Santissimo Crocifisso. Durante questa celebrazione si è soliti effettuare il rito dell’accoglienza dei nuovi confratelli (trasuta); le donne invece preferiscono celebrare questo momento durante le feste di settembre, sebbene da statuto sia contemplata anche la data del 3 Maggio. Durante la celebrazione è esposta la Reliquia della Santa Croce, significativamente ai piedi dell’artistico simulacro di Gesù Crocifisso di Frà Umile Pintorna, tesoro e vanto delle due confraternite.

Finita la celebrazione, si procede con la processione. Apre il corteo l’insegna della Congregazione maschile (una grande croce con Crocifisso e strumenti della passione, spesso decorata con l’aggiunta di fiori o spighe) scortata ai lati da due confratelli recanti ognuno un misteru (o sergentina) d’argento con l’emblema della confraternita. Dietro queste due figure si pongono le due colonne di confratelli.

L’abito dei confratelli è regolamentato da statuto e prevede il vestito da cerimonia scuro, camicia bianca, cravatta e abitino rosso bordato bianco. Ogni confratello reca in mano una candela. La processione del 3 Maggio non rispecchia l’ordine tradizionale con cui sfila la confraternita: infatti tutti i congregati si dispongono in fila binata e non vi è la chiusura a fila di tre (segretario, governatore, tesoriere). Alla congregazione seguono i ministranti e il clero presente; immediatamente dopo si dispone il grande baldacchino sorretto da sei confratelli sotto il quale il parroco conduce processionalmente la Reliquia. Segue la confraternita femminile (con l’abito dettato dallo statuto antico: abito scuro, calze scure e gonna sotto il ginocchio; abitino a nastro con crocifisso) in file da 5 e infine il popolo.

Svolgimento della Processione e la Benedizione dei Campi

La processione percorre strade interne al territorio parrocchiale e si arrampica verso il promontorio della cappelletta. Ivi giunti, si procede alla benedizione dei campi e delle mandrie secondo la formula canonica. Il sacerdote alza il reliquiario ed è invitato dai devoti a girarlo verso 3 dei punti cardinali (il quarto non è solitamente contemplato, forse perché si affaccia sulla montagna e anticamente non vi era paese). Questo momento rituale è molto atteso perché da particolari segni ognuno può coglierne prognostici per l’annata, soprattutto contadini e pastori. Dopo la celebrazione eucaristica vespertina ha luogo la solenne processione delle Reliquie della Croce, con partenza dalla parrocchia di Sant’Antonino martire, che si snoderà per il quartiere fino a raggiungere la chiesetta della Santa Croce.

Lo sparo dei mortaretti accoglie la benedizione dei campi e del paese con le Reliquie della Santa Croce. Un velo di superstizione ha da sempre caratterizzato la ricorrenza. La festa del 3 maggio è l’anteprima della grande festa di settembre, durante la quale l’intera comunità si ritroverà ancora una volta ai piedi dell’amato simulacro del Compatrono: il Santissimo Crocifisso.

Fenomeni Naturali e Superstizioni Legate alla Processione

Durante l’elevazione della reliquia o a mezzogiorno (quando le due cose non coincidono), esplode la carica di mortaretti. Si vuole che questa generi confusione tra i diavoli, che scappano soprattutto nelle campagne. Un particolare interessante riguarda il vento: è noto alla stragrande maggioranza dei castelbuonesi che nel giorno di Milli voti Gesù ci sia vento (u viintu da Santa Cruci): sono i diavoli che muovendosi vorticosamente lo producono. Se la giornata è serena, non mancherà di alzarsi il venticello nel momento dell’ostensione della Reliquia della Croce; in quel caso si tratta della “cursa di diavuli” o “fuiuta di divuli” (corsa/fuga dei diavoli) che scappano.

Riti Agrari Scomparsi

Alcuni riti scomparsi, appresi dagli informatori, meritano di essere esposti perché suffragano l’ipotesi di una forte relazione del mondo agropastorale con questa festa. Innanzitutto va ricordato l’uso di donare spighe al crocifisso nella notte del 2 (totalmente scomparso), spighe nuove a qualunque stadio di maturazione fossero giunte. Un altro uso era, nelle pratiche magiche, quello di cogliere alcuni fiori (sciura di Maju) da essiccare e utilizzare in caso di aridità della terra. I contadini si recavano alla cappelletta chiedendo “a centu a centu” (che il grano andasse in rapporto 1 a 100).

La festa di Santa Croce di Nicola Palmeri (1998)

La Croce: Gloria, Salvezza e Amore Divino

Il Significato Profondo della Croce

La croce è gloria ed esaltazione di Cristo: noi celebriamo la festa della Santa Croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della Santa Croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. È tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. È in essa che risiede tutta la nostra salvezza.

Se infatti non ci fosse la croce, non ci sarebbe nemmeno Cristo crocifisso. Se non ci fosse la croce, la Vita non sarebbe stata affissa al legno. Se poi la Vita non fosse stata inchiodata al legno, dal suo fianco non sarebbero sgorgate quelle sorgenti di immortalità, sangue e acqua, che purificano il mondo. La sentenza di condanna scritta per il nostro peccato non sarebbe stata lacerata, noi non avremmo avuto la libertà, non potremmo godere dell’albero della vita, il paradiso non sarebbe stato aperto per noi. È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo.

La croce è preziosa perché è insieme patibolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perché con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. La croce è gloria di Cristo, esaltazione di Cristo. La croce è il calice prezioso e inestimabile che raccoglie tutte le sofferenze di Cristo, è la sintesi completa della sua passione.

Gesù stesso ha detto: «Glorificami, Padre, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17,5). E ancora: «Padre glorifica il tuo nome. Venne dunque una voce dal cielo: L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò» (Gv 12,28), per indicare quella glorificazione che fu conseguita allora sulla croce. Che poi la croce sia anche esaltazione di Cristo, ascolta ciò che egli stesso dice: «Quando sarò esaltato, allora attirerò tutti a me» (Gv 12,32). Oggi la festa dell’Esaltazione della Santa Croce ci invita a pensare alla nostra croce personale. Non esiste cristiano che non abbia una croce.

Contesto Storico e Teologico della Festa dell'Esaltazione

Il 13 settembre 335 venne dedicata a Gerusalemme la chiesa della risurrezione e del Martyrium. Il giorno seguente, con solenne cerimonia, si fece l’ostensione della croce, che l’imperatrice Elena aveva ritrovato il 14 settembre 320. Nel 614, il re dei Persiani Cosroe II, mosse guerra ai Romani e, dopo aver sconfitto Gerusalemme, portò via con sé, tra i tesori, anche la Croce di Gesù. Eraclio, imperatore bizantino, propose a Cosroe la pace, che venne però respinta. Di fronte al diniego, mosse guerra e vinse presso Ninive, chiedendo la restituzione della Croce, che tornò a Gerusalemme. In questo giorno non si esalta la crudeltà della Croce, ma dell’Amore che Dio ha manifestato agli uomini accettando di morire in Croce: “Pur essendo Dio, Cristo umiliò se stesso facendosi servo.”

Il Messaggio Evangelico della Croce

In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: “Nessuno è mai salito al cielo se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto ma abbia la vita eterna. Dio infatti non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Gv 3,13-17).

“All’inizio dell’essere cristiano - scriveva Benedetto XVI - non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento”. Il vangelo che la liturgia ci offre nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce, suggerisce che Dio intende costruire con ciascuno una relazione d’amore; si offre nel suo Figlio Gesù, innalzato in Croce. L’innalzare lo sguardo a Dio suggerisce una verità importante: siamo invitati a tornare a relazionarsi con Lui. Basta ripiegarsi su sé stessi, alimentando inutili sensi di colpa e dimenticando che “Se il cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore” (1Gv 3,19). Alzare lo sguardo verso le stelle, sapendo gettare in Dio ogni preoccupazione. Un innalzare lo sguardo che non deve suscitare paura ma gratitudine, perché quell’innalzamento è la misura d’amore con la quale Dio ama i suoi figli, nel Figlio. È la Misericordia di Dio, dunque, che - come con Nicodemo - illumina le notti della vita e permette di proseguire il cammino. Davanti alla Croce di Gesù non si può restare neutrali: o con Lui o contro di Lui. Una scelta che va compiuta prima di ogni azione, poiché l’agire del cristiano non è altro che la testimonianza di quanto “Dio ci ha amati, fino a dare suo Figlio Gesù”.

Altre Preghiere e Meditazioni sulla Santa Croce

Preghiere Iniziali Comuni al Rosario

Per iniziare qualsiasi forma di Rosario o preghiera profonda alla Santa Croce, si recitano spesso queste invocazioni:

  • Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
  • O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
  • Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
  • Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Meditazioni sulla Passione di Cristo al Crocifisso

Con questo rosario vogliamo stare vicini a Gesù nei momenti culminanti della sua Passione e a Maria, sua e nostra Madre, quando la spada del dolore le trafisse l’anima.

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. O Dio, vieni a salvarmi.

Stavano presso la Croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. “Ho sete” (Gv 19,28). E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere.

E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: “Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei il Figlio di Dio, scendi dalla Croce!” Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: “Ha salvato gli altri, non può salvare sé stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla Croce e gli crederemo. Ha confidato in Dio; lo liberi Lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio!” (Mt 27,39-43)

E Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. E Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due dall’alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!” (Mc 15,37-39)

Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso con lui. Signore, pietà. Cristo, pietà. Signore, pietà. Cristo, ascoltaci. Cristo, esaudiscici.

Preghiamo: “O Padre, che tanto hai amato il mondo da dare il tuo unigenito Figlio ad una passione e morte atrocissima, per il suo sacrificio e per il suo amore infinito, concedici di conseguire il frutto di così dolorosa e abbondante redenzione. Per Cristo nostro Signore.”

La Preghiera di San Francesco alla Croce

“Altissimo, glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio. E damme fede dritta, speranza certa e caritade perfetta, senno e cognoscemento, Signore, che faccia lo tuo santo e verace comandamento. Amen. Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, qui e in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.”

Schema del Santo Rosario incentrato sui Misteri Dolorosi

In questa pagina puoi pregare il S. Rosario che si recita prima della S. Messa, e solo morendo a se stessi si risuscita alla Vita Eterna. SCHEMA DEL S. ROSARIO:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Ti rendiamo grazie, Gesù per tanta tenerezza. Dal tuo costato aperto è venuta a noi la vita: lo Spirito Santo! Fa’, o Gesù che tutti coloro che ti amano vedendoti crocifisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo.

  1. Gesù nell’Orto del Getsemani suda sangue e prega con umiltà, confidenza e perseveranza: l’Angelo lo conforta.
  2. Gesù legato alla colonna, è crudelmente flagellato in riparazione delle tante disonestà degli uomini.
  3. Nel IV Mistero, si contempla Gesù sulla croce, che, nel colmo della desolazione, si rivolge al Padre: “DIO MIO, DIO MIO, PERCHÉ MI HAI ABBANDONATO?”

Invito alla Preghiera e Discepolato

Preghiamo: “O Dio per il continuo ricordo della Santa Croce, concedici, ti supplichiamo di conoscere qui in Terra il Suo mistero e di meritare in Cielo il premio della sua redenzione. Per il nostro Signore Gesù Cristo.”

Signore Gesù, per noi crocifisso e risorto, donaci di essere i tuoi fedeli discepoli, capaci di seguirti nella via della croce e dell’amore. Rendici attenti alle necessità dei fratelli, perché in ogni situazione possiamo sempre portare i segni della speranza, della vita e della pace. Perseverare: “Per il segno della Santa Croce, liberaci dai nostri nemici, o Signore nostro Dio. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.”

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