Santa Rita da Cascia, nata a Roccaporena tra il XIV e il XV secolo, è una figura di profonda devozione e amore universale. La sua vita, segnata da prove, fede incrollabile e dalla capacità di perdonare, la rende una santa particolarmente vicina alle sofferenze umane.
La Vita di Santa Rita: Tra Dolore e Fede
Prima di abbracciare la vita monastica agostiniana nel Monastero di Santa Maria Maddalena a Cascia, Rita fu sposa e madre. La sua esistenza fu caratterizzata dalla convivenza con un marito violento, la cui indole riuscì a trasformare grazie alla sua paziente sopportazione e al suo amore.
La sua storia, fin dall'infanzia, fu costellata da eventi prodigiosi. Si narra che api bianche si posarono sulla sua culla senza arrecarle danno, presagio della sua futura protezione divina. Alla sua morte, invece, apparvero api nere, simbolo della sua ascensione al cielo.
Rita Mancini, conosciuta come Santa Rita da Cascia, nacque nel 1381 a Roccaporena, un piccolo borgo vicino a Cascia. Figlia di genitori anziani, fin da giovane si distinse per la sua bontà, laboriosità e profonda devozione alla Chiesa. Nonostante il desiderio di entrare in monastero, i genitori si opposero e organizzarono il suo matrimonio con Paolo di Ferdinando, un uomo dal carattere burbero e aggressivo. Tuttavia, le preghiere e l'umiltà di Rita portarono a una profonda trasformazione nella vita del marito.
Dopo alcuni anni, Paolo di Ferdinando venne assassinato, ma Rita, con straordinaria forza d'animo, perdonò i suoi uccisori. Successivamente, anche i due figli nati dal matrimonio morirono di morte naturale. A seguito di queste perdite, Rita decise di prendere i voti ed entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia.

I Simboli di Santa Rita: Rosa, Spina e Api
La profonda spiritualità di Santa Rita si riflette nei simboli che la accompagnano, rendendola immediatamente riconoscibile ai fedeli.
La Rosa: Grazia nel Dolore
Il simbolo più celebre di Santa Rita è la rosa. Questo emblema è legato a un episodio accaduto poco prima della sua morte. Malata e costretta a letto durante il rigido inverno, Rita chiese a una parente di portarle una rosa e due fichi dal giardino della sua casa paterna. Con stupore della parente, nonostante il gelo, la richiesta fu miracolosamente esaudita: nel giardino fiorirono una rosa e due fichi in mezzo alla neve. Da quel momento, la rosa divenne simbolo della grazia divina che sboccia anche nel dolore e della fede che illumina i momenti più oscuri.
Il prodigio della fioritura delle rose e dei fichi in inverno è documentato da diverse testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione nel 1626. Presso il Monastero di Cascia, infatti, si trova un roseto, creato in ricordo di questo evento, vicino alla cella della santa.
L'orto di Santa Rita, dove la cugina raccolse la rosa e i fichi sotto la neve, si trova a Roccaporena, a circa 5 km da Cascia.
La Spina sulla Fronte: Unione alla Passione di Cristo
Un altro potente simbolo è la spina sulla fronte. Durante una preghiera davanti al Crocifisso, una spina della corona di Gesù si conficcò nella sua fronte, lasciandole una ferita dolorosa che portò fino alla morte. Questo evento è interpretato come il segno della sua profonda unione alla Passione di Cristo.
Le Api: Protezione Divina e Messaggio di Pace
Si narra che, fin dalla sua infanzia, api bianche circondarono la culla di Santa Rita senza pungerla, depositando miele sulle sue labbra. Questo evento è visto come un presagio delle parole di pace e dolcezza che avrebbe pronunciato a beneficio dell'umanità sofferente. Alla sua morte, l'apparizione di api nere simboleggiò la sua protezione divina e la sua ascensione al cielo.

Santa Rita: La Santa degli Impossibili e delle Cause Disperate
Santa Rita è oggi invocata come la "santa degli impossibili", protettrice delle cause disperate, dei matrimoni difficili e di coloro che soffrono. La sua popolarità è dovuta al fatto che la sua storia parla di una donna reale, che ha conosciuto il dolore ma ha scelto l'amore e il perdono come strumenti per trasformare le avversità.
La sua figura è così amata che migliaia di pellegrini si radunano a Cascia per la sua festa liturgica, portando rose da benedire come segno di speranza e affidamento.
In Italia, la figura di Santa Rita è una delle più conosciute e venerate, accanto a figure come San Francesco, Sant'Antonio e San Giovanni Bosco.
Iniziative di Solidarietà e Beneficenza
La devozione a Santa Rita si traduce anche in concrete azioni di solidarietà, promosse dalla Fondazione Santa Rita da Cascia Onlus. Dal 2012, la Fondazione affianca l'operato del Monastero di Santa Rita a Cascia, sostenendo progetti dedicati all'infanzia e ai più bisognosi.
Le Rose di Santa Rita: Raccolta Fondi per l'Infanzia
Ogni anno, in occasione della memoria liturgica di Santa Rita (22 maggio), le "Rose di Santa Rita" colorano le piazze di tutta Italia. Attraverso la distribuzione di piantine di rose, i fedeli possono fare donazioni destinate a sostenere progetti solidali. Quest'anno, le monache del monastero di Cascia hanno scelto di sostenere in particolare:
- L'Alveare: una casa di accoglienza che ospita minori con situazioni familiari disagiate.
- La realizzazione di strutture scolastiche a Cuzco, in Perù, con il completamento dell'Auditorium “Beata Maria Teresa Fasce” presso l'istituto educativo "San Agustin de Hipona".
Sono quasi 350 i punti di distribuzione dove è possibile ricevere una piantina di rosa in cambio di una donazione. La mappa dei banchetti è reperibile online.

L'Alveare di Santa Rita: Un Rifugio per Minori
La storia dell'Alveare inizia nel 1938, quando la Beata Madre Teresa Fasce accolse le prime bambine, chiamate "Ape" o "Apicella". Inizialmente la struttura ospitava solo orfane, ma in seguito il progetto fu esteso anche ai maschietti. Oggi, l'Alveare è parte integrante del Monastero di Santa Rita da Cascia e accoglie ragazze dai 6 ai 18 anni ("Apette") che vivono all'interno della struttura, e ragazzi ("Millefiori") che, pur vivendo con le loro famiglie nelle vicinanze di Cascia, vengono ospitati durante il giorno. Accuditi dalle Monache Agostiniane e da figure professionali, i bambini dell'Alveare crescono in un ambiente sereno e fiducioso nel futuro.
Anna Simoni, ex Apicella e ora educatrice dell'Alveare, testimonia: "Quando sono entrata all’Alveare avevo dieci anni. Fortunatamente avevo una famiglia alle spalle ma provengo da un piccolo paese vicino Cascia e a causa degli scarsi collegamenti e delle condizioni meteorologiche, mi era impossibile frequentare regolarmente la scuola. Sono rimasta all’Alveare sino alla conclusione degli studi superiori e per una serie di circostanze sono ritornata in veste di educatrice. Oggi accogliamo ragazzi con storie familiari complicate, problemi di integrazione e diamo loro la possibilità di completare il ciclo di studi. Quando un ragazzo o una ragazza entrano nell’Alveare portano con sé un forte disagio di cui credono essere la causa, pur non avendo alcuna responsabilità. Il nostro compito consiste nell’aiutarli a ritrovare fiducia in sé stessi. Attraverso laboratori di cucina, fotografia e manualità cerchiamo di sviluppare la loro autostima e aiutarli a scoprire le loro attitudini."
L'"Ovunque di Santa Rita": Un Ciondolo di Protezione
Per sostenere i programmi solidali, è possibile richiedere l'"Ovunque di Santa Rita", un ciondolo a forma di cuore con incisa una rosa, che custodisce al suo interno l'immagine della santa e una preghiera di protezione.
Celebrazioni e Riconoscimenti Internazionali
Cascia si prepara ogni anno con fervore per celebrare la sua santa patrona. Il programma delle celebrazioni include eventi significativi:
- La Fiaccola della Pace e del Perdono: un simbolo dei valori ritiani che, ogni anno, viene accesa in una città gemellata con Cascia per diffondere il messaggio di Rita.
- Il "Riconoscimento Internazionale Santa Rita": conferito a donne che si sono distinte per il loro impegno nel sociale, nell'aiuto ai bisognosi e per il loro spirito di accoglienza e maternità universale. Nel 2024, il riconoscimento è stato assegnato a Virginia Campanile, Cristina Fazzi e Anna Jabbour.
- Messe Solenni e Suppliche: presiedute da eminenti figure ecclesiastiche, culminano con la benedizione delle rose.
- Rievocazione del Transito: un momento commovente che rievoca gli ultimi istanti della vita terrena di Santa Rita.
La Basilica di Santa Rita: Un Luogo di Fede e Resilienza
La Basilica di Santa Rita, meta di milioni di devoti, ha subito danni significativi a causa degli eventi sismici del 2016. I lavori di restauro interni ed esterni, resi possibili anche grazie al generoso contributo di MSC Crociere, hanno permesso di riportare la Basilica al suo antico splendore, pronta per accogliere i fedeli in occasione della festa della santa.
Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita, ha espresso profonda gratitudine per la solidarietà dimostrata: "Noi sentiamo il dovere di ringraziare quanti hanno contribuito a risolvere i danni che ha provocato il terremoto, quanti hanno espresso la loro solidarietà. Sento come incredibile provvidenza tutto questo e ringrazio Dio."
