L'Identità del Catechista e l'Importanza della Formazione
In catechesi non si può non essere attivi, ma l’identità del catechista non si esaurisce nel fare; il fare non può che nascere da un pensiero. Con l’espressione "Attivamente" si vuole invitare ogni catechista e accompagnatore dei genitori a cogliere, nelle proposte di formazione, un’occasione per mettere in moto la mente, le idee e il pensiero che porta poi a decidere l’azione più efficace.
Ogni catechista ha la responsabilità della propria formazione, che non è una scelta facoltativa ma un dovere morale e personale di ciascuno, sia per chi sta compiendo i primi passi, sia per chi ha già esperienza e ha necessità di un aggiornamento. Nel contesto attuale, l’accompagnamento dei ragazzi e ancor di più quello degli adulti, ha bisogno di testimoni credibili del Vangelo, preparati, competenti nella conoscenza della Parola di Dio, capaci di celebrare ed esperti nelle dinamiche educative fondate su metodologie e linguaggi nuovi.
«Nelle nostre comunità c’è una ricchezza in atto, uno dei segni più promettenti con il quale il Signore non cessa di confortarci e di sorprenderci: il movimento dei catechisti». Così si sono espressi i vescovi, riconsegnando «Il rinnovamento della catechesi», testo n. 1 del Catechismo per la vita cristiana. Lo scenario suggestivo della riconsegna è stato il convegno nazionale dei catechisti nell’aprile 1988, che ha rappresentato un appuntamento significativo, emblematico e carico di speranza. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in quell’occasione, volle affidare una consegna: «Essere catechisti di qualità, disse, ecco ciò a cui deve aspirare chi oggi si impegna in questo importante compito: esserlo secondo quelle caratteristiche che la Chiesa autenticamente propone».

Strumenti e Orientamenti per la Catechesi
Il sussidio che viene presentato si colloca in questo orizzonte. L’Ufficio catechistico nazionale, nella stagione che offrirà alle comunità cristiane i nuovi catechismi della Conferenza Episcopale Italiana, si è fatto carico, in maniera organica e coerente, di tradurre in proposta operativa le grandi acquisizioni del Documento di base, le indicazioni più recenti del magistero, le attese e le esperienze emerse dal convegno nazionale dei catechisti e dal tessuto fervido e articolato delle chiese particolari. Ne è risultato un sussidio di orientamenti e itinerari che fa seguito al documento della Commissione episcopale per la dottrina della fede e la catechesi "La formazione dei catechisti nella comunità cristiana" (1982).
Organizzazione Pratica delle Riunioni Parrocchiali dei Catechisti
Per valutare le azioni di catechesi parrocchiale, il parroco convoca i catechisti per una riunione circa sei volte in un anno, cioè una volta ogni mese e mezzo. Lo scopo è tracciare una linea comune di lavoro per tutti i gruppi, facendo continuo riferimento al calendario liturgico. Tendenzialmente c’è un catechista in rappresentanza di ogni classe. Ogni riunione ha inizio alle nove di sera ed ha la durata di un’ora e mezza. Il parroco inizia la riunione con la lettura e il commento di un passo del Vangelo, ponendo l’accento sull’importanza della serenità e del sorriso nel fare questo tipo di volontariato. Le idee riguardo al percorso da seguire sono proposte specialmente da una catechista, che potrebbe essere definita come la principale collaboratrice laica del parroco in materia di catechismo.
Calendario Tipico delle Riunioni Annuali
- Prima riunione (inizi di settembre): Ha lo scopo di coordinamento e gestione delle risorse. Principalmente viene deciso quale dei presenti sarà il catechista della nuova prima elementare, la distribuzione delle classi e dei banchi della chiesa.
- Seconda riunione (agli inizi di novembre): In preparazione all’Avvento e alla recita di Natale. È quindi proposto un percorso da seguire, comune a tutte le classi, e le variazioni da apportare al tema secondo l’età media del gruppo.
- Riunione per il Carnevale: Seguirà una riunione per decidere quali catechisti seguiranno la preparazione dei carri.
- Riunione per il Cammino Pasquale: Ci sarà anche una riunione con gli stessi fini ma in vista della preparazione al cammino pasquale.
- Ultime due riunioni: Saranno in previsione della Festa della Famiglia e della conclusione dell’anno catechistico, con la preparazione di "Estate Ragazzi".

Percorsi di Formazione e Aggiornamento Specifici
A partire dal mese di ottobre partirà un percorso formativo per i catechisti delle diocesi di Torino e Susa. Si tratta di un accompagnamento lungo l’anno, per aiutare le comunità ad attuare le nuove linee diocesane “Proposte per l’organizzazione dell’iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi”, uscite in seguito alla pubblicazione degli orientamenti pastorali del Vescovo. In ogni centro verranno proposti quattro percorsi, dedicati ciascuno ad uno dei quattro anni del cammino indicati dal Vescovo negli orientamenti.
Ci sono stati anche incontri dedicati alla formazione dei catechisti per la Zona Pastorale. Durante un incontro di preghiera nella chiesa della Beata Vergine Immacolata, don Cristian Bagnara, direttore dell’Ufficio Catechistico della Chiesa di Bologna, ha guidato una riflessione sul senso della preghiera e della missione catechistica. A partire dal Salmo 118 e dal Vangelo di Luca, ha mostrato come la preghiera non sia solo un atto personale, ma una dinamica di intercessione, comunione e figliolanza. Don Cristian ha introdotto la serata spiegando che avrebbe offerto alcune parole per aiutare a decodificare l’esperienza vissuta insieme. In un contesto in cui i catechisti sono solitamente “persone d’azione” - programmare, organizzare, preparare incontri - l’incontro ha rappresentato una vera provocazione: la prima cosa accaduta è stata fermarsi. Fermarsi non per pigrizia, ma per aprirsi a Qualcuno che ci precede, Gesù Cristo, la Parola di Dio incarnata.
Il titolo scelto - “Nella tua volontà è la mia gioia, mai dimenticherò la tua parola” (Sal 118) - ha ricordato a tutti i presenti che la Parola di Dio è ciò che mette in movimento e rinnova la vita interiore. Don Cristian ha sottolineato l’importanza non solo delle parole, ma anche dei luoghi e dei gesti nella preghiera. Per questo, la serata è stata articolata in spazi distinti: la proclamazione della Parola, l’eco personale e comunitaria attraverso i commenti, e la risposta orante del popolo. La diversità dei luoghi ha aiutato a vivere la pluralità della preghiera cristiana. La riflessione è stata arricchita da alcuni testi di madre Anna Maria Canopi, monaca benedettina. Nei suoi scritti - in particolare in "Di silenzio e di parole" - la Canopi affermava che la preghiera non è tanto da spiegare, quanto da vivere.
Dal Vangelo di Luca, don Cristian ha ripreso la parabola dell’uomo che riceve un ospite inatteso e, non avendo nulla da offrirgli, va a chiedere tre pani a un amico nel cuore della notte. Questa parabola illumina la preghiera come atto di intercessione. L’ospite che bussa rappresenta l’umanità bisognosa, il catechista è colui che, sorpreso da richieste improvvise, va a bussare a Dio per ricevere il nutrimento da condividere. Nel Padre Nostro, chi prega porta con sé tutta la comunità: non chiede solo per sé, ma per tutti. Don Cristian ha poi collegato la parabola al mistero della figliolanza. La colletta liturgica della settimana ricorda che siamo figli adottivi; la preghiera, diceva Canopi, ci fa riscoprire figli amati perché accogliamo il Figlio. L’immagine viene approfondita con il passo dell’Apocalisse: “Ecco, sto alla porta e busso”. La preghiera nasce dall’iniziativa di Dio che prende l’iniziativa, bussa, e invita a una relazione personale. Da questo incontro con il Signore nasce un movimento di desiderio. Per questo ogni catechista ha espresso un desiderio per l’anno, raccolto simbolicamente come un seme deposto nella terra. Il versetto guida del Salmo 118 - “Nella tua volontà è la mia gioia” - è la sintesi del cammino. La gioia è il frutto della preghiera, dell’accoglienza del Figlio, dell’unione sponsale con Lui. Infine, don Cristian ha invitato a custodire una parola, un’immagine o un versetto ascoltato, lasciandolo depositare nel silenzio dell’adorazione.
Preghiera del Catechista (Don Tonino Bello)
Corsi e Iniziative Speciali
- Il Corso è rivolto prevalentemente ai nuovi catechisti che si avvicinano per la prima volta alla catechesi all’interno delle parrocchie.
- Sono disponibili corsi rivolti a tutti i catechisti.
- Nell’ambito della catechesi sono aumentate tante situazioni di persone diversamente abili che si avvicinano alle parrocchie per ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana, rendendo necessarie formazioni specifiche.
- In collaborazione con l’Ufficio per la Cultura, si cercherà di valorizzare le ricchezze artistiche e culturali delle città, come Roma, proponendo visite a siti spesso poco apprezzati dai residenti.
- Si propongono pellegrinaggi biblici, come quello in Grecia sui passi di San Paolo, aperto a tutti coloro che sono impegnati nell’ambito della catechesi. La Grecia, oltre ad essere centro dell’arte e della filosofia, è stata il luogo dove sono sorte le prime chiese cristiane grazie all'azione missionaria di San Paolo.
- Da alcuni anni si propone un percorso di formazione residenziale per catechisti.
La Formazione Continua del Catechista: Stile e Contenuti
La formazione è un processo illuminato dall’azione dello Spirito Santo, intrisa di missionarietà ed evangelizzazione. La formazione dei catechisti, come tutti i tipi di formazione all’evangelizzazione, richiede un certo stile per l’accompagnamento, una coerenza tra gli stili formativi e la prospettiva di quello che il testo citato chiama: docibilitas e autoformazione.
La formazione del catechista in genere diventa una doppia ricchezza perché non solo offre una riflessione su di sé, ma dà anche la possibilità di condividerla e arricchirla con l’esperienza negli incontri con i ragazzi. Il catechista non può limitarsi a leggere e presentare il testo del catechismo; grazie alla formazione e alla vita religiosa egli è un “pedagogo”. La vita di fede, la preghiera personale e comunitaria, la lettura dei testi sacri, o quello che San Francesco d’Assisi chiama lo spirito di orazione e devozione, dovrebbe essere l’ossatura per un formatore cristiano. La docibilitas è l’imparare ad imparare, e per questo ci si deve aggiornare, anche all’uso dei media, per evitare messaggi sfalsati o troppo personali.
Si legge nel Direttorio: «La formazione dei Catechisti è attenta a rivelare e far crescere la capacità relazionale per un fraterno e sereno vivere nella Chiesa e per la Chiesa». Occorre integrare la lettura e spiegazione del catechismo con l’esperienza di vita. In una società che cambia in continuazione e dove la cultura sembra sfociare sul ‘tutto è lecito’, non possiamo passare oltre. Abbiamo bisogno di una cultura religiosa che aiuti a capire i temi sociali e i problemi connessi. Se c’è un contenuto da ripetere, questo è la vita stessa di Gesù Cristo, sono le tappe della storia della salvezza.
Oggi in tutte le occasioni ci si chiede: come annunciare il Vangelo; come far venire i ragazzi in chiesa. Il catechista partecipa della ministerialità della Chiesa, la quale ha il solo fine di proclamare il Kerigma, ossia l’annuncio della fede in Gesù, l’inviato del Padre. Senza dubbio la formazione dovrà indirizzarsi su temi incrociati tra fede e società, tra le filosofie prive di Dio e il Dio di Gesù Cristo. Per esempio, sulla parità di genere in seno alla Chiesa e alle comunità parrocchiali non se ne sta parlando, quasi sia un tema estraneo o di scarso interesse. Il ruolo e l’impegno dei catechisti diventa importante per la formazione dei ragazzi, perché li aiuta a crescere nei valori che hanno un fondamento divino. I presbiteri, i diaconi e i catechisti sono chiamati a collaborare con le famiglie e queste a collaborare con presbiteri, diaconi e catechisti. La missione di evangelizzare nasce dal dono del battesimo e non finisce mai. La formazione dei catechisti avviene nella collaborazione fra tutte queste persone.
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