L'organo, con la sua ricchezza sonora, ricopre un ruolo fondamentale nella liturgia della Chiesa, arricchendo le celebrazioni e elevando l'animo dei fedeli. La sua benedizione rappresenta un evento significativo per le comunità, un momento di gioia e di profonda connessione spirituale.
L'Organo come Immagine della Liturgia Celeste
L'organo rientra a pieno diritto in quella concezione secondo la quale la liturgia terrena è immagine della liturgia celeste. Questo strumento, formato da tante canne diverse, deve formare un'unità, proprio come la comunità dei fedeli. Se una canna è stonata o qualcosa si blocca, inizialmente è percepibile forse soltanto da un orecchio esercitato, richiamando l'importanza della comunione all'interno della Chiesa. La comunità che frequenta una Chiesa, per la prima volta, può godere della bellezza liturgica che trasmette questo strumento.

Il Sentimento e la Tradizione della Chiesa
La testimonianza di Sant'Agostino, che racconta di "lacrime sparse, sentendomi abbracciare il cuore dalla soave melodia degli inni e dai cantici risonanti nella Tua Chiesa o Signore!", ci aiuta a comprendere come il canto sacro, unito alle parole, sia parte necessaria e integrante della liturgia solenne. La Costituzione Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II, in linea con la tradizione della Chiesa, insegna proprio questo (n. 112).
Eventi di Benedizione e Presentazione
Esperienze di benedizione dell'organo sono momenti significativi per le comunità. Per esempio, un'esperienza veramente nuova è stata vissuta a San Raffaele con la benedizione dell’organo, dove lo strumento è stato asperso e incensato.
Sabato 21 novembre 2015 è stato un giorno importante per la chiesa e per il paese di Campocroce: si è benedetto e presentato alla comunità l’organo a canne ora restaurato ed ampliato. Lo strumento, che da sempre sostiene il canto e la liturgia nella chiesa, necessitava da tempo di un'importante opera di restauro e di essere rinnovato ed ampliato laddove presentava delle mancanze per una buona resa sonora. Si è dovuto attendere del tempo per presentarlo, poiché l'organo è uno strumento “vivo” e una volta collocato nella chiesa ha bisogno di molto tempo per assestarsi ed ambientarsi. È stato necessario valutare la resa sonora, la tenuta a pieno suono, l’impasto dei registri e dei suoni e tante altre cose affinché, nelle sue tante possibilità e combinazioni (ci sono più di 1200 canne), tutto risultasse bilanciato ed armonioso.
Lo Svolgimento della Cerimonia a Campocroce
La serata si è svolta con la benedizione dello strumento da parte di Don Ruggero. A seguire, il Coro S. Andrea, diretto dalla Maestra Valentina Carraro e accompagnato all’organo dal Maestro Marco Milan, ha solennemente dato il via alla parte di presentazione dello strumento, mostrando grande enfasi e una bella e forte sonorità nei canti di lode, contrapposti a raccoglimento e dolcezza nell’omaggiare S. Cecilia, patrona della musica e dei musicisti, la cui festività ricorreva il 22 novembre.
Concerto per due organi e tromba: Manuel Tomadin, Nicolò Sari, Diego Cal.
Le Mille Facce dell'Organo
Il Maestro Rizzato ha illustrato ed improvvisato sui timbri principali dello strumento per poi passare in rassegna un po’ tutti i registri dell’organo, partendo da un brano rinascimentale, a seguire la famosa Toccata in re minore di Bach per poi passare alle timbriche bandistiche e melodrammatiche tipiche dell’Ottocento italiano, contrapposto poi ad un dolcissimo e quasi sottovoce Salve Regina in stile moderno. È stato difficile riassumere in una sola serata le tantissime cose che ci sarebbero da dire su uno strumento così complesso. Altrettanto bello ed interessante è stato sentire le mille sfaccettature e colori, la dolcezza dei suoni violeggianti e flautati, il brio del cornetto dell’oboe e dei registri cantabili, la potenza e maestosità dei ripieni e della tromba. L’organo ci accompagna da sempre nei momenti festosi come in quelli di riflessione e di preghiera, ci aiuta a predisporre l’anima ai vari momenti delle celebrazioni liturgiche ed infine svolge un delicato compito educativo-musicale di un vastissimo repertorio di meravigliose pagine di musica.
Il Restauro dell'Organo della Cattedrale di Padova
Dopo dieci anni di silenzio, l'organo della Cattedrale di Padova è tornato a far sentire la sua 'voce' al termine di un restauro realizzato dall'organaro Francesco Zanin di Codroipo, su progetto del maestro Francesco Finotti; un intervento che ha visto lo smontaggio di tutto l'organo e il suo successivo riposizionamento. L'organo della Cattedrale ha risuonato nuovamente e domenica 11 aprile, l'arcivescovo, mons. Antonio Mattiazzo ha presieduto il Rito di Benedizione alle ore 18 in Cattedrale a Padova. Il concerto di inaugurazione dell'organo della Cattedrale di Padova si è tenuto martedì 20 aprile 2010, alle ore 21, in occasione del settantesimo compleanno del vescovo.

Il Rito di Benedizione dell'Organo
Il rito di benedizione dell'organo prevede un momento introduttivo, mentre il vescovo e i ministri si recano verso il presbiterio, con il canto eseguito 'a cappella', senza l'accompagnamento dell'organo. Segue la liturgia della Parola con l'omelia del vescovo e quindi il rito che prevede la preghiera e l'incensazione dell'organo in segno di venerazione e di onore. Questo simboleggia la preghiera della Chiesa che, accompagnata dal suono di questo strumento musicale, eleverà con fede a Dio la sua lode durante la celebrazione della divina liturgia. Durante l'incensazione l'organo accompagna il rito 'facendo udire la sua voce' con il brano organistico APPARITION DE L'ÉGLISE ÉTERNELLE di OLIVIER MESSIAEN. Al termine lo strumento accompagnerà il canto del salmo 150. Al termine della celebrazione, dopo il rito di congedo, verrà eseguito il primo movimento ALLEGRO DALLA SINFONIA NR. 2 OP.
La Musica Sacra e la Liturgia
Secondo il Concilio Vaticano II, nella liturgia della Chiesa di rito latino il gregoriano deve avere il posto principale nelle celebrazioni, anche se non si escludono altri generi di musica sacra, soprattutto la polifonia. L'organo a canne deve essere tenuto in particolare considerazione, per la sua capacità di dare splendore al culto ed elevare l'animo a Dio.
La Liturgia: Catabasi e Anabasi
La relazione tra rito e liturgia non è una relazione di identità; anzi, la liturgia si esprime attraverso il rito. La Catabasi, ossia la discesa di Dio, rende unica la Liturgia cristiana. È Dio il primo soggetto della liturgia, non l'uomo. L'uomo redento da Cristo è stato reso partecipe di tale liturgia eterna che è scesa in terra e si è fatta visibile nella liturgia della Chiesa. Proprio grazie alla Chiesa, l'evento pasquale della nostra salvezza si fa sempre nuovamente presente in mezzo a noi. Grazie alla liturgia della Chiesa, Cristo si fa realmente presente nel nostro tempo, per realizzare, nel tempo e nello spazio, la nostra salvezza. Per realizzare la sua catabasi nel tempo e nello spazio anche oggi, Dio ha scelto i sacri ministri, i sacerdoti ordinati. Il sacerdote, infatti, quale luogo sensibilmente percettibile di Cristo, è consacrato da Cristo stesso, nel Sacramento dell'ordine, per agire in persona Christi et in nomine Ecclesiae. Dunque, esso è il mezzo prescelto da Dio per farsi presente sacramentalmente in mezzo al Suo popolo. Ecco perché il sacro ministro occupa un ruolo privilegiato in mezzo al popolo, come guida e capo della comunità a lui affidata, della quale si pone al servizio, lasciando che lo Spirito la santifichi. Ciò fa del sacerdote realmente un alter Christus, ipse Christus in mezzo ai suoi.
Dalla catabasi divina scaturisce l'anabasi, ossia l'ascesa dell'uomo a Dio. La dimensione della anabasi è presente in tutti i culti ma nella Chiesa essa presuppone la catabasi. Tutte le preghiere della chiesa hanno la duplice struttura di anamnesi ed epiclesi. L'epiclesi per eccellenza è quella di consacrazione, durante la grande preghiera eucaristica, dove si domanda al Padre lo Spirito perché il pane e il vino diventino il Corpo e il Sangue di Cristo. Ogni celebrazione sacramentale ha in sé un nucleo di anamnesi ed epiclesi. Tra le varie forme di preghiera vogliamo ricordare il genere della 'grande preghiera' che, strutturata sul modello dell'anamnesi ed epiclesi e dossologia, si caratterizza per la lode rivolta al Padre. La grande preghiera per eccellenza è quella eucaristica; altre sono, per esempio, il preconio pasquale, l'orazione consacratoria nell'ordinazione dei preti e quella di benedizione degli sposi. La liturgia della Chiesa ha la Chiesa come secondo soggetto dell'azione liturgica, appunto della anabasi. La comunità tutta partecipa al memoriale del mistero pasquale nella liturgia, unendosi e offrendosi per le mani del sacerdote al Padre insieme alla Vittima immolata sull'altare, e partecipa così alla liturgia del cielo. Essi rispondono alla logica dell'Incarnazione: Cristo ha redento tutto l'uomo e l'uomo, anima e corpo, è chiamato ad entrare in relazione con Dio.
Struttura e Tempi dell'Anno Liturgico
Ogni celebrazione liturgica comprende delle parti fisse, dette ordinario, che rimangono immutate, mentre altre parti variano a seconda della festività, come ad esempio le letture tratte dalla Bibbia, le collette e il proprio del tempo. L'anno liturgico del rito romano inizia la prima domenica d'Avvento, quattro domeniche prima del Natale. Le prime due domeniche sono incentrate sull'attesa ultima e definitiva di Cristo Signore, con conseguente invito ad un tempo di impegno vigile e fruttuoso; le altre due domeniche sull'attesa del Natale (cioè della celebrazione liturgica del mistero della nascita di Gesù, Figlio di Dio): non si recita il Gloria e il colore delle vesti e degli addobbi è il viola, colore proprio dei tempi penitenziali, eccetto la terza domenica detta "Gaudete" quando il viola può essere attenuato con il rosa.

Il Tempo di Natale e la Quaresima
Il tempo di Natale si apre con la messa della Vigilia e si conclude la domenica del Battesimo di Gesù. Il Tempo di Natale si conclude con il ricordo del Battesimo che Gesù ricevette all'età di trent'anni da Giovanni il Battista. Dopo il Battesimo, Gesù iniziò la sua predicazione. Nella forma ordinaria del rito romano inizia il Tempo ordinario, interrotto, dopo un breve periodo, dalla Quaresima, che comincia il mercoledì delle Ceneri. La Quaresima, che dura quaranta giorni più le domeniche interposte, è un tempo di penitenza, di riflessione e di conversione. Il triduo è preceduto (Giovedì Santo) dalla Messa crismale in cattedrale, in cui il vescovo insieme con tutti i sacerdoti benedice gli oli santi usati per i Sacramenti dell'iniziazione cristiana (battesimo e cresima) e per i sacramenti dell'ordine e dell'unzione degli infermi. La sera si celebra la Messa in Coena Domini, in cui si fa memoria dell'istituzione dell'eucaristia. Il Tempo ordinario è il Tempo in cui la Chiesa, animata e guidata da Cristo, lo annuncia, lo celebra, lo dona. Altri colori dei paramenti liturgici sono il rosso (nelle ricorrenze dei santi martiri) e il bianco (nelle ricorrenze che celebrano la Madonna e i santi non martiri, come i dottori della chiesa o i confessori).
La Celebrazione Eucaristica nel Rito Romano Ordinario
Nel rito romano ordinario l'eucaristia si compone di due parti principali e di alcuni riti: iniziale, di Comunione e di congedo. Segue il Confiteor, cioè la confessione dei peccati, conclusa dalla litania del Kyrie eleison. La liturgia della Parola consiste nella proclamazione (che è molto più di una semplice lettura) di brani tratti dalla Bibbia. Segue il canto del salmo e la lettura dell'epistola, tratta dalle Lettere degli Apostoli. La preghiera eucaristica segue un itinerario celebrativo segnato da alcune parti tra cui il Santo. È operata dal ministro ordinato e suggellata dall'Amen dei fedeli. Seguono i riti di comunione (tra cui la preghiera dell'Agnus Dei e la recita del Padre Nostro), la distribuzione ai fedeli dell'eucaristia. La Liturgia delle Ore si struttura attorno alle due ore principali delle Lodi mattutine e dei Vespri, che si recitano rispettivamente al mattino e alla sera.
La Benedizione Eucaristica
La benedizione eucaristica è un rito particolare e sacramentale della Chiesa cattolica. Secondo la fede della Chiesa Cattolica, Cristo è realmente presente nel pane consacrato e in virtù di questo dogma la benedizione eucaristica assume caratteri esteriori solenni. Infatti, tra le particolari attenzioni verso l'eucaristia, sono contemplate tre incensazioni, orazioni cantate, utilizzo di determinati paramenti che evidenziano la particolare dignità dell'azione come il piviale e il velo omerale e, se l'azione dovesse svolgersi all'esterno, l'officiante che reca l'ostensorio è protetto dal baldacchino o da un ombrello specifico. Prima e dopo la benedizione, il Santissimo Sacramento viene esposto sulla mensa; anche qui, per esaltare l'importanza dell'azione, l'ostensorio è sopraelevato rispetto alla mensa da un tronetto metallico ornato e circondato da consistenti candelieri. Solitamente per tutta la durata del rito i fedeli e il clero stanno inginocchiati e rivolti verso l'eucaristia.
Fasi della Benedizione Eucaristica
- Esposizione: il celebrante (o un altro ministro ordinato) si accosta al tabernacolo, prende l'ostensorio (oppure la pisside) recante l'ostia consacrata e lo depone sulla mensa. I fedeli si preparano inginocchiandosi e cantando un canto adatto, solitamente il noto O sacrum convivium. Al contempo il celebrante incensa il Santissimo Sacramento.
- Adorazione: è un momento di silenzio e di preghiera interiore.
- Tantum ergo: terminata l'orazione, i fedeli intonano le ultime due strofe del Pange Lingua (comunemente note come Tantum ergo).
- Benedizione: il celebrante, impugnando l'ostensorio (per mezzo del velo omerale, indossato da solo o sopra il piviale, a seconda dell'importanza della celebrazione), traccia sui fedeli un segno di croce. In questa particolare benedizione l'officiante non pronuncia nessuna formula restando pertanto in silenzio.
Da notare che la benedizione eucaristica era la pratica liturgica vespertina più diffusa nella Chiesa cattolica prima del Concilio Vaticano II, che pose la santa Messa al centro della liturgia in ogni ora del giorno. Nel rito ambrosiano il colore liturgico di questa celebrazione è il rosso. Inoltre, a differenza del rito romano, dopo l'orazione segue il saluto "Il Signore sia con voi", a cui il popolo risponde "E con il tuo spirito. Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison".
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