Tra le espressioni più suggestive della devozione popolare nel Sud Italia, occupano un posto di rilievo i riti della Settimana Santa di Ferrandina, in provincia di Matera. Tali celebrazioni rappresentano un patrimonio culturale intangibile della Basilicata, dove le vie del centro storico diventano il palcoscenico in cui la comunità ripropone le tappe della Passione di Cristo.

Il Venerdì Santo: la processione del Cristo Morto
Il pomeriggio del Venerdì Santo segna il momento culminante delle celebrazioni. La solenne processione prende il via dalla chiesa di San Domenico, situata nella parte alta del paese. Il fulcro del rito è la bara di cristallo del Cristo morto, portata a spalla dai confratelli che indossano i caratteristici mantelli viola.
Al lento cammino della bara si unisce la statua di Maria Maddalena, anch’essa portata a spalla. Lungo il percorso che conduce alla Chiesa Madre, il corteo si arricchisce ulteriormente con l'aggiunta delle statue di San Giovanni, della Madonna della Pietà e dell’Addolorata. L’incontro della Madre con il Figlio morto costituisce uno dei momenti più toccanti dell’intero rito sacro.
Partecipazione e simboli devozionali
La processione è animata da figure simboliche che testimoniano la profonda fede della comunità:
- Bambini in abiti angelici: i più piccoli portano a braccio croci ornate con fiori, nastri e germogli di grano.
- Donne scalze: numerose fedeli compiono l'intero percorso a piedi nudi per adempiere a un voto.
- I "Cirii": caratteristiche strutture a più piani composte da candele e ornate con finimenti d’argento, portate a spalla da giovani donne vestite con abiti scuri.

Il Sabato Santo e la memoria storica
Il rito prosegue nella giornata del Sabato Santo, quando la processione riparte dalla Chiesa Madre per snodarsi lungo il centro storico, raggiungendo infine la collina della Chiesa dei Cappuccini, che simboleggia il Golgota.
Una delle figure emblematiche di questa giornata è Domenica Lisanti, conosciuta come "Mingoccia la vusciulicchia". Con la sua voce limpida, intona il canto “Mò quanni Gesù si lu pigliarne” (Quando presero Gesù), appreso durante l'infanzia dalla nonna. Il testo narra il dolore della Madonna che avrebbe voluto vendere il proprio manto di seta e oro per pagare i 33 denari a Giuda e salvare così il figlio.
Organizzazione e valore sociale
La processione del Cristo Morto rappresenta uno dei momenti di fede più sentiti dalla comunità ferrandinese. Sebbene il Comune non contribuisca con risorse dirette di bilancio, l'ente si fa carico della gestione del piano di sicurezza, della viabilità e del supporto della polizia locale. Il finanziamento dell'evento è sostenuto quasi interamente dalle offerte spontanee dei fedeli.