La Festa del Redentore, che si tiene da oltre quattro secoli, è una delle celebrazioni più significative per i veneziani. Nata come segno di gratitudine per la fine di una terribile epidemia di peste, è una festa religiosa e popolare, intrisa di tradizione e storia, caratterizzata da un’esplosione di luci e colori che illumina la città, musica dal tramonto all’alba e migliaia di barche radunate nella laguna veneziana.

Le Origini: La Peste e il Voto del Senato Veneziano
La storia del Redentore affonda le radici in uno dei periodi più bui della Repubblica di Venezia. Tutto ebbe inizio nel 1575, anno in cui sulla Serenissima si abbatté una delle tante epidemie di peste che per secoli l’avevano flagellata, e in virtù delle quali in Laguna vennero istituiti i Lazzaretti, nei quali per la prima volta fu sperimentato il sistema della quarantena, poi esportato in tutto il mondo.
L'epidemia del 1575-1577 fu tra le più virulente, simile a quelle del 1348 e del 1630. In soli due anni, falcidiò 50mila abitanti su una città che ne contava 150mila. Inizialmente, la Serenissima esitò nel riconoscere l’entità del flagello per evitare di mostrare la propria vulnerabilità. Tuttavia, in seguito adottò misure decisive per isolare i malati e combattere la diffusione della malattia. Le persone sospettate di essere affette dalla peste venivano trasportate al Lazzaretto Nuovo e, se il contagio veniva confermato, venivano trasferite al Lazzaretto Vecchio.
Nel settembre del 1576, dopo un anno d’inutili tentativi per contenerla, il Senato veneziano invocò l'aiuto di Gesù, il Santissimo Redentore, facendo voto di realizzare una nuova chiesa dedicata a lui «in cambio della liberazione dalla terribile afflizione». Nel 1577, dopo due disastrosi anni che avevano visto la popolazione della città decimarsi, la peste venne finalmente dichiarata sconfitta; fu in quel momento che il Senato decise di far costruire un tempio a Cristo Redentore, promettendo di rendergli omaggio in eterno e chiedendo in cambio di liberare per sempre la città dalle epidemie.
La Nascita della Basilica: Il Genio di Andrea Palladio
Il progetto della chiesa dedicata al Cristo Redentore come ex voto per liberare la città dalla peste, venne affidato ad Andrea Palladio, uno dei più rinomati architetti dell’epoca e architetto capo della Repubblica Serenissima. Individuata la tipologia architettonica e l’area dove costruirla, l’anno seguente Palladio ricevette l'incarico. Due mesi dopo la posa della prima pietra la peste cessò di seminare morte.
La chiesa, retta fin dalla sua fondazione dall’Ordine dei frati minori cappuccini, uno dei tre ordini mendicanti della famiglia francescana, è tuttora il fulcro intorno al quale ruotano tutte le celebrazioni. Il perdurare della pandemia in tempi recenti ha reso ancora più intensi e carichi di significato i festeggiamenti, richiamando alla mente i sentimenti di devozione e liberazione di cinque secoli fa.

La Festa del Redentore: Una Tradizione Secolare
La storia della Festa del Redentore risale al 20 luglio 1577. Per festeggiare la grazia ricevuta, fu indetta una solenne processione che raggiunse il cantiere della chiesa attraverso un lungo ponte di barche, dando così inizio a una tradizione che da allora sopravvive inalterata. Da allora è diventata una tradizione annuale che si tiene durante il terzo fine settimana di luglio.
Oggi, la peste è ormai un ricordo che si perde nel tempo e il Redentore viene vissuto dai veneziani come un momento di festa e di aggregazione. Non c’è ricorrenza più sentita dai veneziani della Festa del Redentore, chiamata anche «Festa Famosissima»: a parte qualche rara eccezione, come le sospensioni imposte da pandemie, è da cinque secoli che si festeggia e ogni volta è come fosse la prima.
Il Ponte Votivo: Un Legame Tra Fede e Comunità
Ancora oggi, in questa occasione, un ponte votivo sorretto da barche viene allestito tra le Zattere, all’altezza della chiesa di Santo Spirito, e l’isola della Giudecca, consentendo ai fedeli di accedere a piedi alla Basilica del Redentore. Il ponte viene installato ogni anno in occasione della ricorrenza, unendo simbolicamente fede e comunità.
Alla vigilia del Redentore, che cade sempre la terza domenica di luglio, nel canale della Giudecca viene montato questo lungo ponte votivo. L'apertura tradizionale, alla presenza delle massime cariche cittadine e religiose come il patriarca di Venezia e il sindaco, segna l'inizio della processione verso la Giudecca.
Tradizioni Culinarie e lo Spettacolo Pirotecnico
Oltre all’aspetto religioso, la festa è caratterizzata da tradizioni radicate nella cultura veneziana, inclusa la consuetudine di cenare all’aperto, in riva ai canali o direttamente in barca in laguna, pronti già dal pomeriggio per aspettare i fuochi d’artificio. Per i veneziani, la preparazione per il Redentore è un vero e proprio rito. Il pomeriggio di sabato viene solitamente dedicato all’addobbo della barca, con lucine colorate, lanterne e varie altre curiose decorazioni.
Al tramonto, le barche iniziano a posizionarsi tra il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca, ormeggiandosi "a pacchetto" o "a lai" con quelle di amici e conoscenti. In attesa dello spettacolo pirotecnico, che ha inizio alle 23:30 in punto e termina mezz’ora dopo, quando la Marangona del campanile di San Marco suona la mezzanotte, a bordo vengono organizzati succulenti picnic a base di piatti dove la tradizione sposa la praticità. Si inizia con i bovoeti (lumachine di terra), seguiti da una selezione di cibi in saor (soprattutto scampi e sarde) e dagli immancabili bigoli in salsa. Chiude la carrellata l’anguria, gustata rigorosamente quando i fuochi iniziano a brillare nel cielo.
Il momento più atteso della festa, quello che attira migliaia di persone da ogni angolo della terra, è senza dubbio quello profano: lo spettacolo dei fuochi d’artificio, considerati a ragione fra i più belli del mondo. Le barche affluiscono numerose nel Bacino di San Marco e lungo le fondamenta della Giudecca per assistere ai fuochi, creando un colpo d’occhio suggestivo che evoca l'immagine della laguna al tempo di velieri e galeoni.
Festa del Redentore 2022 - Venice Fireworks (16/07/2022)
Le Regate del Redentore
Un altro aspetto coinvolgente e spettacolare della Festa del Redentore sono le Regate del Redentore nel Canale della Giudecca. Partecipano a queste regate sia vogatori professionisti che amatori provenienti da diverse squadre e associazioni locali, dando vita a una competizione accesa che spinge i vogatori al limite delle loro capacità.
L'Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore
Sull’Isola della Giudecca, il complesso del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore, nato in seguito alla peste del 1575-1577 e progettato dal Palladio, ospita frati dell’ordine dei Cappuccini. Già anticamente, questo spazio di ampia estensione prevedeva la presenza di un giardino e di un orto, con il tradizionale impianto a croce e aree coltivate secondo esigenze diverse. Tra queste, si trovavano il giardino di fiori, necessario all’ornamento degli altari; l’orto, funzionale al sostentamento dei frati e alla celebre minestra per i poveri “alla porta” del convento; e il Giardino dei Semplici, riservato alle erbe officinali, per poter fornire cure agli ammalati.
Dopo l’acqua granda del 2019, il giardino del Redentore aveva subito ingenti danni. Per questo, il restauro e il recupero sono stati affidati a Venice Gardens Foundation dalla Curia Provinciale dei Frati Minori Cappuccini, con l’autorizzazione della Santa Sede e della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. Per la realizzazione del progetto, la Fondazione ha incaricato l’architetto Paolo Pejrone per il restauro botanico e l’architetta Alessandra Raso per il restauro architettonico e il ripristino della Serra.
Nel 2024, precisamente il 26 ottobre, l’Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore ha riaperto al pubblico dopo un importante restauro e opera di progettazione che ha ridefinito gli spazi, per la prima volta nella storia. Tra le varie iniziative, l'orto è tornato in funzione grazie a una piccola produzione, che si estende per circa un ettaro, finanziata da The Gritti Palace, hotel tra i più lussuosi della Laguna. Qualche esempio dei piatti del menu ottenuti da questo terreno include una variazione di pomodori dall’orto, tagliatelle di pasta fresca alle alghe con zucchine, fiori di zucca, salsa di pomodori arrostiti ed erbette, una melanzana dell’orto con aglio nero maturato e misticanza, e un cremoso alle zucchine con il suo fiore disidratato e gelato al basilico.

Esperienze Gastronomiche Durante il Redentore: La Cena al St. Regis Venice
Non tutti hanno il piede marino e la voglia di stare in mezzo al mare in balia del rollio per ore. Per coloro che desiderano godersi lo spettacolo stando comodamente seduti au bord de l’eau, alcune istituzioni offrono esperienze alternative. È il caso del St. Regis Venice che, in collaborazione con Veuve Clicquot, ha organizzato una speciale "Cena del Redentore" presso Gio’s, allestita nella splendida cornice del giardino dell’albergo affacciato sul Canal Grande, uno dei migliori punti di osservazione, situato di fronte alla chiesa di Santa Maria della Salute (anch'essa frutto di un ex voto per la pestilenza del 1630).
Concepito a quattro mani dalla Executive Chef del St. Regis Venice, Nadia Frisina, e da Marianna Vitale, Chef di Sud Ristorante a Quarto (Napoli), il menù servito per l’occasione è stato un autentico viaggio fra i sapori tipici della laguna, sapientemente abbinati a quelli mediterranei. Un’esperienza unica per il gusto e per l'amore trasferito in ogni preparazione. L'abbinamento ad ogni piatto di una selezione delle migliori Cuvée Veuve Clicquot ha esaltato ogni singolo ingrediente senza mai sopraffarlo, creando un equilibrio perfetto.

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