Storia e Curiosità del Rio dei Santi Apostoli a Venezia

Il Rio dei Santi Apostoli è un canale situato nel sestiere di Cannaregio, nella zona omonima, la cui storia si intreccia con l'evoluzione urbana di Venezia e le necessità primarie dei suoi abitanti, in particolare quella legata all'approvvigionamento idrico. Questo canale, anticamente chiamato "Dell'acqua dolce", ha assunto un ruolo centrale nella vita quotidiana della Serenissima, fungendo da approdo per le barche che trasportavano l'acqua potabile.

L'Importanza dell'Acqua Dolce a Venezia

La singolare condizione di "Venezia è in acqua e non ha acqua", come scriveva lo storiografo Marin Sanudo, evidenziava la cronica carenza di acqua dolce nella città lagunare. Le uniche aree dove erano presenti vene di acqua dolce erano i lidi, dove si formavano pozzi naturali grazie all'accumulo di acqua piovana filtrata dalla sabbia. L'acqua dolce doveva essere raccolta e conservata attraverso complessi sistemi di cisterne filtranti.

Il Sistema di Approvvigionamento Idrico

  • Pozzi Artesiani e Cisterne: La costruzione dei pozzi era affidata alla confraternita dei Pozzeri. L'acqua piovana veniva convogliata dai tetti o da apposite piattaforme in pozzi profondi, dove, filtrata da strati di sabbia, si manteneva pura e fresca. Un manto d'argilla a imbuto rendeva il pozzo impermeabile alle infiltrazioni di acqua salmastra.
  • Trasporto dal Brenta: Già nel 1425, un decreto del Senato stabilì l'uso del fiume Brenta per prelevare acqua dolce in periodi di siccità. I "burci" (grandi barche a fondo piatto), detti anche "acquaroli" o "burceri", trasportavano l'acqua dal Brenta a Venezia, sbarcando nel rio chiamato, per questo motivo, "Dell'acqua dolce".
  • La Scuola degli Acquaroli: Nel marzo del 1471 fu istituita la scuola chiusa degli acquaroli o burceri da acqua, che riuniva i conduttori di burci. La sede della scuola era in campo San Basegio e la corporazione era sottoposta al controllo di numerose magistrature veneziane, come i "Giustizieri Vechi", i "Provedadori sora la Giustizia Vechia", il "Magistrato a la Sanità" e il "Colegio a la Milizia da Mar". La Mariegola originale è custodita nella civica Biblioteca Correr.
  • Progetto di Cristoforo Sabbadino: Tra il 1609 e il 1611, l'ingegnere idraulico Cristoforo Sabbadino propose di incanalare l'acqua dolce dal Dolo nella Seriola, un canale artificiale scavato tra Dolo e Moranzani, dove veniva filtrata attraverso una serie di vasche. Un'iscrizione marmorea a Dolo, "HINC URBIS POTUS" (di qui l'acqua potabile per la città), testimonia questo progetto. L'acqua, una volta a Venezia, veniva fatta scorrere lungo canalette di legno fino ai pozzi.
  • Le "Vere da Pozzo": La maggior parte dei pozzi era sovrastata da "vere da pozzo", costruzioni lapidee che proteggevano l'apertura. Originariamente elementi di sicurezza, divennero nel tempo ricchi ornamenti di piazze e cortili.
  • Gli Acquaroli non Iscritti: Gli acquaroli che non erano iscritti all'Arte potevano solo vendere acqua al minuto e i loro burci erano chiamati "scoassere", in quanto usati principalmente per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Questi dovevano caricare l'acqua dolce in appositi tini e pagavano un contributo annuale alla corporazione.
vera da pozzo veneziana in pietra d'Istria

Trasformazioni Urbane e la Nascita della Strada Nova

L'isola dei Santissimi Apostoli - Santa Sofia, parte del sestiere di Cannaregio, ha subito profonde trasformazioni urbane. L'apertura della Strada Nova, in seguito all'annessione di Venezia al Regno d'Italia nel 1866, ha riunito tre isole e modificato il suo tessuto urbano, creando un asse viario principale che collega la stazione di Santa Lucia con Rialto, terminando nel Campo dei Santi Apostoli.

La Strada Nova: Un Collegamento Cruciale

  • Origini del Progetto: I progetti per modernizzare il tessuto urbano di Venezia partirono già con il governo austriaco, stimolati dalla costruzione del ponte ferroviario (1841-1846) che collegava la città alla terraferma. L'ingegner Tommaso Meduna fu il progettista del ponte ferroviario.
  • I Primi Interventi: Il primo intervento austriaco fu l'interramento del Rio dell'Isola per aprire la "Lista di Spagna", adiacente all'ambasciata spagnola. Nel 1844 si rese necessario ampliare la viabilità oltre la ferrovia e il Ponte delle Guglie, interrando il Rio di San Leonardo (detto Rio dei Due Ponti).
  • Completamento Post-Unificazione: Il completamento dell'opera avvenne tra il 1866 e il 1871, dopo l'unificazione di Venezia al Regno d'Italia. La Strada Nova fu inaugurata incompleta nel 1871, in occasione del decennale del Regno d'Italia, e intitolata a Vittorio Emanuele.
  • Denominazioni Storiche: Curiosamente, nel 1943 la strada fu intitolata al martire fascista Ettore Muti e, dopo la guerra, assunse il nome di Via XXVIII Aprile. Tuttavia, per i veneziani, è rimasta sempre e solo la "Strada Nova".
  • Impatto Urbanistico: Questo ampio stradone fu realizzato attraverso la demolizione di numerosi edifici, creando un percorso pedonale rapido tra Rialto e la Stazione Ferroviaria, in contrasto con il precedente labirinto di strette calli.
vista aerea di Strada Nova a Cannaregio

Il Rio Terà Barba Frutariol e le Sue Trasformazioni

Il Rio Terà Barba Frutariol, realizzato nel 1818 tramite l'interramento del rio omonimo, era un rio che partiva dal Rio de l'Acqua Dolce e si immetteva nel Rio dei Santi Apostoli. Aveva due fondamente e un ponte in pietra, il Ponte del Barba Frutariol. Si legge in una cronaca citata dal Gallicciolli che anticamente questo rio si chiamava Baduario e che solo in seguito assunse il nome di Barba Frutariol, probabilmente da un fruttivendolo che esercitava qui il suo mestiere.

Curiosità e Leggende del Sestiere di Cannaregio

Il sestiere di Cannaregio, ricco di storia e misteri, offre angoli splendidi e un'atmosfera autentica, lontana dalla folla turistica di altre zone. Ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, rendendolo un luogo ideale per esplorazioni insolite.

La Stele del Pane

La Stele del Pane, situata presso il sotoportego Falier all'incrocio con calle Dolfin, sulla riva meridionale del Rio dei Santi Apostoli, è l'ultima stele di questo tipo rimasta in città. Realizzata in pietra d'Istria nel 1727, riporta un proclama dogale del 27 ottobre 1727, firmato da Alvise III Mocenigo, che vietava la vendita di pane al di fuori delle panetterie autorizzate ("pistori"). I trasgressori erano soggetti a sanzioni pari a 25 ducati o reclusione, con pene raddoppiate per i fornai. Sul lato posteriore, rivolto verso il rio, erano riportate norme rigorose per i barcaioli: era proibito trasportare di nascosto pane o persone in possesso di pane a bordo. Questo rendeva le norme visibili e ben conosciute da chiunque transitasse in quel luogo cruciale di passaggio.

dettaglio della Stele del Pane con incisioni

"El Vecio Pien de Peo" (Il Vecchio Pieno di Pelo)

Nel campiello di Santa Maria Nova, sulla facciata di Ca' Bembo-Boldù, si può ammirare la bizzarra figura di un uomo anziano con barba lunga e corpo interamente ricoperto di pelo, soprannominato dai veneziani "el Vecio pien de peo". Voluta dal patrizio Gianmatteo Bembo, figura colta e appassionata di alchimia e conoscenze esoteriche, la statua stringe tra le mani un disco solare, simbolo del tempo che scorre e dell'ordine cosmico. Questa rappresentazione è un chiaro riferimento a una dimensione iniziatica e un linguaggio simbolico. Il suo significato è tuttora un mistero; alcuni lo identificano con Saturno o il Tempo, altri con una figura massonica, ma la tesi più accreditata lo lega all'alchimia, con la conchiglia che rappresenta la ricerca della conoscenza universale e il vecchio che simboleggia l'unione di intelletto e natura.

6 Leggende a Venezia Sestiere di S.Marco. Storia , curiosita' e segreti!

Il Ghetto di Venezia: Origine del Termine

La parola "ghetto", oggi usata per indicare il quartiere ebraico in molte città del mondo, nasce proprio a Venezia. Le prime testimonianze della comunità ebraica veneziana risalgono al XII secolo. Dopo un periodo in cui risiedevano principalmente nell'Isola di Spinalonga (successivamente Giudecca) e poi a Mestre, nel 1516 il Maggior Consiglio permise loro di stabilirsi solo nell'area dell'antica fonderia, nota come "gèto" (dal getto dei metalli). L'uso della "g" dura, che portò alla trasformazione di "geto" in "gheto" (e poi "ghetto"), deriva probabilmente dalle origini tedesche di molti ebrei residenti.

La Strada più Stretta di Venezia: Calle Varisco

A Cannaregio si trova la strada più stretta di Venezia, Calle Varisco, dove si può camminare in uno spazio di soli 53 centimetri, un primato curioso che la rende una tappa insolita per scoprire il sestiere.

L'Incisione del Ratto sulla Colonna

Percorrendo Calle Traghetto Vecchio, di fronte alla Chiesa di San Felice e al Canal Grande, su una colonna in pietra d'Istria, si può notare una strana incisione: quella di un ratto. Probabilmente avvistato da un veneziano o da un barcaiolo, le sue dimensioni erano talmente grandi da spingere a inciderlo sulla pietra per ricordarne l'incontro "da record" nel 1643.

Il Teatro Italia Trasformato in Supermercato

Passeggiando dalla stazione di Santa Lucia al Ponte di Rialto si incontra il Teatro Italia, elegante edificio terminato nel 1915. Nonostante la sua bellezza, non ebbe fortuna come teatro o cinema e, dopo essere stato sede di uffici universitari, è stato trasformato in un supermercato.

Il Ponte de Chiodo: Un Ponte senza Parapetto

Il Ponte de Chiodo, che attraversa il Rio San Felice, è uno dei due ponti veneziani rimasti senza parapetto o corrimano (l'altro si trova a Torcello). Questa caratteristica, comune prima del 1700, fu modificata nella maggior parte degli attraversamenti per motivi di sicurezza. Il Ponte de Chiodo permette l'accesso a una casa privata.

La Stazione di Santa Lucia: Un Nome con Storia

La stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, voluta dal governo asburgico a metà Ottocento, fu dedicata alla santa perché fino al 1845 in quel luogo sorgeva una chiesa omonima, costruita da Andrea Palladio nel 1580, che conteneva le spoglie della santa, giunte in città nel 1204. Con la costruzione della stazione, le reliquie furono spostate e sono ora conservate nella vicina chiesa di San Geremia.

Palazzo Lezze: La Casa della Filosofia

Lungo Rio della Misericordia, il Palazzo Lezze è un edificio ricco di bassorilievi simbolici che fanno riferimento alla filosofia e all'alchimia. Tra questi, un re con una corona in fiamme affiancato dalle personificazioni del Mercurio e del Sale, e un ermafrodita che nasce dall'unione di mercurio e zolfo.

I Simboli Massonici della Chiesa della Maddalena

La Chiesa della Maddalena, con la sua particolare forma circolare, presenta sopra l'ingresso un occhio all'interno di un triangolo e la scritta "Sapienta aedificavit sibi dominum", dettagli che fanno riferimento alla massoneria e non sono gli unici a Venezia.

Il Ponte di Santa Fosca: Teatro di Scontri

Anche a Cannaregio, il Ponte di Santa Fosca è noto per essere stato teatro di scontri tra le fazioni dei Castellani e dei Nicolotti, che si affrontavano con l'obiettivo di gettare gli avversari in acqua e conquistare il ponte issando la propria bandiera.

Il Fantasma della Moglie di Marco Polo

Si narra che in corte del Milion, dove un tempo sorgeva la casa dei Polo, il fantasma della moglie cinese di Marco Polo, tradita e spinta al suicidio dalle invidiose sorelle del marito, vaghi di notte intonando canzoni orientali.

La Casa del Cammello

La Casa del Cammello è legata alla leggenda di un mercante mediorientale che, per essere raggiunto dalla sua amata, pose sulla facciata della sua dimora un bassorilievo raffigurante un cammello e un cammelliere. La giovane, tuttavia, non lo raggiunse mai.

Il Casino degli Spiriti

Nel Cinquecento, un palazzetto distaccato da Palazzo Contarini dal Zaffo è noto come Casino degli Spiriti, nome che deriva sia dagli incontri letterari e culturali che vi si tenevano, sia da leggende che narrano di cerimonie magiche e invocazioni di spiriti. È considerato uno dei luoghi più infestati di Venezia, o, in una versione più realistica, il nome deriva dalla presenza di "spiriti eletti" (intellettuali).

Il Delitto al Casinò di Venezia

Il Casinò di Venezia, Palazzo Loredan Vendramin Calergi, fu nel 1658 teatro di un efferato delitto. I nipoti dell'ultimo erede maschio dei Calergi, in lotta con la famiglia Querini Stampalia, rapirono e torturarono a morte Francesco Querini Stampalia. I fratelli furono esiliati e l'ala del palazzo dove avvenne il delitto fu demolita per lasciare spazio a una "colonna d'infamia" che ancora oggi ricorda l'evento.

I Mercanti Pietrificati di Campo dei Mori

Campo dei Mori è così chiamato per i mercanti del Peloponneso (Morea) Rioba, Santi e Alfani che vi abitarono nel XII secolo. Tre statue incastrate lungo la parete della loro casa li raffigurano. Secondo la leggenda, furono pietrificati per aver truffato una nobildonna. La statua all'angolo, il sior Rioba, è la più famosa e si dice che toccare il suo naso porti fortuna.

Tintoretto e la Strega

La casa del pittore Jacopo Robusti, il Tintoretto, a Cannaregio è avvolta da una leggenda. Si narra che sua figlia Marietta fu avvicinata da una strega che, attraverso delle particole, voleva rubarle l'anima. Il pittore, scopertolo, la colpì con un bastone e la strega fuggì attraverso il muro. Per coprire il buco, Tintoretto fece realizzare una piccola statua di Ercole con la clava in mano, simbolo di forza, ancora oggi visibile sull'edificio.

Il Fantasma di Fosco Loredan

Secondo la leggenda, nella seconda metà del Cinquecento, Fosco Loredan, accecato dalla gelosia, decapitò sua moglie Elena, nipote del Doge Marino Grimani, in Campiello Remèr. Si dice che il suo fantasma si aggiri ancora in quelle calli.

La Chiesa dei Santi Apostoli

La storia della Chiesa dei Santissimi Apostoli ha origini incerte; la leggenda vuole che la prima pietra fu posta nel 643, quando i 12 apostoli apparvero a San Magno ordinandone la costruzione. Tuttavia, questa leggenda fu elaborata nel '300. È certo che durante il dogato di Pietro Orseolo II (994-1008) il "rivus Sanctorum Apostolorum" era già citato.

Architettura e Opere d'Arte

  • Cappella Cornara: Testimonianza certa della penultima chiesa è la cappella Cornara, con la sua cupola, costruita alla fine del XV secolo per la famiglia Corner. È una delle prime opere di Mauro Codussi e uno dei primi esempi di architettura rinascimentale a Venezia.
  • Ricostruzione del XVI Secolo: Il progetto di ricostruzione della chiesa è attribuito ad Alessandro Vittoria, che operò tra il 1570 e il 1578. Il suo progetto eliminò le tre navate precedenti, creando un'unica grande sala scandita da paraste, con la cappella Cornara sulla destra.
  • Campanile: Il campanile, alto 87 metri, fu eretto parzialmente nel XV secolo, ricostruito nel 1672 e completato con la cella campanaria e la cuspide tra il 1710 e il 1720 da Andrea Tirali. Possiede un orologio con quadrante suddiviso in due sezioni da 12 ore, con i numeri arabi.
  • "La Comunione di Santa Lucia": Nonostante l'aspetto attuale, la chiesa nasconde un gioiello: nella cappella Corner è possibile ammirare il dipinto "La Comunione di Santa Lucia" di Giambattista Tiepolo, celebre pittore veneziano, realizzato nel 1748.

Dintorni della Chiesa

A fianco della Chiesa dei Santi Apostoli si trova l'ex Scuola dell'Angelo Custode, edificio costruito a partire dal 1713 su progetto di Andrea Tirali, poi convertito in luogo di culto cristiano evangelico nel 1813. Nel campiello drio la Chiesa, un sottoportico conduce alla corte e ramo dei Catecumeni, dove sorgeva un ospizio per coloro che volevano convertirsi al Cristianesimo. In quest'area si trovava anche la "cason", la prigione di sestiere per reati minori.

Sin dal IX secolo, da qui veniva svolto un servizio di traghetto per Murano. La Scuola dei Barcajuoli del Traghetto di Murano, fondata nel 1491, aveva la sua sede originariamente nell'isola di San Cristoforo, per poi essere trasferita a Santa Maria degli Angeli a Murano.

Nelle vicinanze sorgeva il palazzo Valmarana, costruito nel XVI secolo dalla famiglia Erizzo, poi acquistato dai Morosini e rinominato Morosini del Giardino. Del palazzo rinascimentale rimangono solo i portali murati. La corte e la calle vicine, un tempo chiamate vicin Cà Baron Taxis, derivano il loro nome dagli uffici dei corrieri postali esteri, in particolare l'Albergo della Posta di Firenze e la residenza degli uffici della famiglia Thurn und Taxis.

Altri Punti di Interesse nel Sestiere

Calle dell'Oca e il Laboratorio de "Il Forcolaio Matto"

Calle dell'Oca prende il nome da un fruttivendolo con l'insegna dell'Oca. Questa calle, fiancheggiata da botteghe e osterie, era l'arteria commerciale principale dell'isola. All'incrocio con calle del Cristo, si trova l'ingresso laterale alla chiesa di Santa Sofia e il laboratorio de "Il Forcolaio Matto", dove si realizzano e riparano remi e forcole, riprendendo un antico mestiere veneziano.

Palazzo Priuli e Cà D'Oro

Al numero civico 4011, affacciato sul rio Priuli o de Santa Sofia, si eleva uno dei palazzi della famiglia Priuli, trasformato in hotel e una delle residenze d'epoca meglio conservate della città. Più avanti in Strada Nova, si apre calle Cà D'Oro che conduce alla magnifica Cà D'Oro, una delle gemme del tardo gotico veneziano, costruita tra il 1422 e il 1440. Il suo nome deriva dalla policromia della facciata, che le conferisce un sapore orientale.

Campo Santa Sofia e i Palazzi sul Canal Grande

Campo Santa Sofia, uno dei pochi a affacciarsi direttamente sul Canal Grande, ospita la Chiesa di Santa Sofia, fondata nell'XI secolo. In fondo al campo, si trovano il palazzo Foscari Dal Prà e Cà Sagredo, un'imponente costruzione gotica del XIV secolo. Tra i due edifici si trova lo stazio dei gondolieri e uno dei traghetti sul Canal Grande, un servizio svolto a remi su una gondola da traghetto.

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