La figura di San Vittorio è profondamente legata alla storia e all'identità di Roccella Jonica, un legame celebrato attraverso il culto del santo e l'arte che lo rappresenta. Al centro di questa devozione vi è il dipinto "San Vittore che libera la città dai Saraceni", un'opera di grande valore artistico e storico che offre spunti per comprendere la committenza e la vita culturale del XVII secolo in Calabria.
Il Dipinto di Francesco Cozza: "San Vittore che libera la città dai Saraceni"
L’opera "San Vittore che libera la città dai Saraceni", un olio su tela di dimensioni 274x2,23 cm, è firmato e datato in basso a sinistra. Attribuito al pittore Francesco Cozza (Stignano 1605 - Roma 1682), fu identificato per la prima volta dall'illustre studioso calabrese Emilio Barillaro e resa nota nella sua "Guida Artistica della Calabria", segnalandola come "pregevole opera di stampo pretiano". La datazione del dipinto è concordemente riportata intorno al 1667, come inizialmente indicato dal Barillaro.

Nonostante Cozza fosse stato citato negli studi più antichi, da Lione Pascoli, suo primo biografo nel 1736, da Domenico Martire nel 1677, da Cesare Malvasia nel 1690 e da Luigi Lanzi nel 1795-96, e negli studi pionieristici di Alfonso Frangipane, fondatore nel 1922 della rivista "Brutium", al pittore originario di Stignano o di Stilo è stata dedicata la più completa monografia solo nel 2007, con una mostra a Roma a Palazzo Venezia. L'anno successivo, nel 2008, a Valmontone nel Palazzo Doria Pamphilj, si è tenuto un importante convegno di studi dedicato a Francesco Cozza e il suo tempo.
La Committenza e il Simbolismo dell'Opera
Il dipinto raffigura il Santo Cavaliere, antico protettore di Roccella Jonica, come attestato da un documento risalente a prima del 1269: "De Collepetro Dominus Gualtierus habet in dominium Roccellam et S. Victorem". Non si conosce la data esatta della commissione, né sono stati trovati documenti che ne attestino l'esecuzione, che potrebbe essere avvenuta a Roccella o a Roma, dove quest'ultima è più probabile.

Lo studioso Fabio De Chirico, che ha dedicato attenzione all'opera nel suo testo "San Vittore a cavallo di Francesco Cozza a Roccella Jonica", ipotizza che l'opera sia stata commissionata da Gregorio Carafa negli anni del suo priorato nel Baliato di Roccella Jonica del Sovrano Militare Gerosolimitano Ordine di Malta. La scelta di rappresentare San Vittore che libera la città dai Saraceni non è probabilmente dovuta solo al fatto che il Santo era associato al nome di Roccella dai tempi di Gualtiero Da Collepetro, divenendo poi patrono della città, ma è anche coincidente con il successo delle gesta di Gregorio Carafa, munifico cultore delle arti sia in Calabria che a Malta.

Nel dipinto attribuito al Cozza, si possono intravedere tutti i simboli sia del casato dei Carafa che del Priorato dell'Ordine di Malta. Il San Vittore di Cozza non richiama solo antiche iconografie dei Santi Cavalieri, come San Michele e San Giorgio, ma inserisce elementi realistici, quali le architetture roccellesi, su cui domina in alto a destra la Vergine col Bambino.
Il Viaggio di Cozza in Calabria: Ipotesi e Interrogativi
Accettando l'ipotesi della committenza di Gregorio Carafa per questo singolare dipinto del Cozza, e in assenza di documenti che ne confermino l'incarico, e anche prescindendo dall'attribuzione del dipinto al pittore di Stignano, che alcuni studiosi respingono, restano alcune osservazioni. Cozza negli anni assegnati alla datazione dell'opera (il sesto decennio del Seicento) era impegnato a Roma in riunioni all'Accademia dei Virtuosi al Pantheon (1667) e in quella di San Luca; e tra il 1667 e il 1672 lavorò con Pietro da Cortona per i disegni per le modifiche della cupola di San Carlo al Corso.

Ciò non esclude che, ricevuto l'incarico dal Carafa, Cozza abbia compiuto un viaggio in Calabria, sua terra d'origine, e in particolare a Roccella Jonica. Sebbene artisti calabresi residenti a Roma o altrove potessero inviare le loro opere nel paese natale (come Mattia Preti da Malta), ci si interroga se Cozza potesse dipingere a memoria lo skyline di Roccella Jonica, la Cappella Carafa o la Chiesa dei Minimi. Sebbene potesse avere dei disegni, è plausibile che sia dovuto passare per Roccella.
Il Culto di San Vittorio a Roccella Jonica
San Vittorio di Marsiglia Martire, nato a Marsiglia intorno al 300 e ufficiale d’esercito durante il regno dell’imperatore romano Traiano, è il santo patrono di Roccella Jonica. Si narra che alcuni mercanti marsigliesi, per sdebitarsi con i cittadini roccellesi per averli salvati da un naufragio, offrirono loro una reliquia del santo, contribuendo alla diffusione del suo culto nella città. La sua festa viene celebrata ogni anno la seconda domenica di agosto.

Il culto di San Vittorio ebbe grande diffusione in Italia grazie alla Casa Savoia, che prese più volte in prestito il suo nome per i membri della famiglia reale, e in Inghilterra con la regina Vittoria. San Vittorio è molto venerato anche in Lombardia, essendo stato martirizzato a Milano, dove è sepolto nell’omonima chiesa.
Roccella Jonica: Storia, Territorio e Tradizioni
L'antico centro abitato di Roccella Jonica si sviluppa intorno alla rocca che si staglia sul mare, da cui la cittadina ha preso il nome. Il centro storico è costellato di interessanti palazzi nobiliari, ville e chiese che narrano storie di un antico passato. I principi Carafa abitarono nel castello fino al 1806, e tra i resti delle antiche mura di cinta e le decorazioni dei palazzi storici si scorgono le tracce dei fasti della loro corte e di quella, ancora precedente, dei Ruffo.

Tra il lungomare e piazza San Vittorio si ergono due gigantesche Colonne Melissari monolitiche in porfido egiziano, alte quasi 7 metri e pesanti circa 12 tonnellate. Queste colonne, ritrovate nel 1868 in condizioni perfette, erano probabilmente destinate alla costruzione di un tempio pagano di cui, però, non è stata rinvenuta altra traccia.
Roccella Jonica vanta un mare cristallino e lunghe spiagge bianche, premiate per la qualità, la pulizia e la trasparenza delle acque. Il bellissimo Waterfront, che collega l’estremità sud con il Porto delle Grazie, è il luogo adatto per lunghe passeggiate, in bici o a piedi, immersi nei profumi della brezza marina e della macchia mediterranea. Inaugurato nel 2019, il nuovo Lungomare, nato dall’idea dell’architetto Caterina Agostino e dell’ingegnere Antonello Manno, stabilisce una relazione dinamica tra la città e il mare.
Procedendo verso il mare dalla centrale piazza San Vittorio, si apre un ampio spazio centrale, in cui convergono la pista ciclabile (che dal lato Sud arriva al porto) e il percorso pedonale, con un contrasto di colore chiaro-scuro e giardini urbani di forma sinuosa, contornati da comode panchine. Il Porto delle Grazie, a circa 2 km dalla Piazza San Vittorio, è circondato da una folta pineta e da spiagge di sabbia bianca, offrendo buone possibilità di attracco e servizi.
Eventi e Tradizioni Culturali
Roccella Jonica è ricca di tradizioni arcaiche e offre un fitto calendario di eventi che animano la città durante tutto l'anno:
- La "Ncrinata ‘I Pasca" o Inchinata di Pasqua, una pantomima processionale che coinvolge le statue di Maria, Gesù e il Santo, che si svolge la mattina di Pasqua.
- La Festa del Santo patrono, San Vittorio di Marsiglia Martire, celebrata a maggio.
- La Festa di Maria S.S. delle Grazie, che si svolge ogni anno la prima domenica di luglio, con una suggestiva processione di imbarcazioni.
- A giugno, presso il Porto delle Grazie, ha luogo il Festival degli artisti di strada “Vainporto”.
- A fine luglio di ogni anno si svolge la “Scuola Estiva di Altra Formazione in Filosofia - Remo Bodei” a cura dell’Associazione culturale Scholé Centro Studi Filosofici.
- Il 14 agosto di ogni anno si svolge la Notte Bianca.
- Il Roccella Jazz Festival (Rumori Mediterranei), nato nel 1981, è l’evento più atteso dell’estate e si svolge dal 13 al 19 luglio. Nel 2019 ha raggiunto la sua XXXIX edizione, contando su migliaia di spettatori e un notevole riconoscimento internazionale. Il festival, che nel tempo ha ospitato artisti di calibro internazionale come Michel Petrucciani, Noa, Paolo Fresu, Fiorella Mannoia, Stefano Benni e Jovanotti, presta molta attenzione al tema annuale, alle commistioni culturali e alle nuove proposte della scena musicale, fungendo da importante trampolino di lancio per artisti italiani emergenti e da conferma del successo di pubblico e di critica. Non sono mancati omaggi degli artisti al festival stesso, come il capolavoro "Folia - The Roccella Variations" composto nel 1989 da George Russell.
41° Roccella Jazz Festival | Rumori Mediterranei
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