Il Purificatoio per l'Altare: Significato, Uso e Contesto Liturgico

Il purificatoio e il corporale sono due elementi essenziali della liturgia cattolica, spesso dati per scontati, ma con una storia ricca e un significato profondo. Questi piccoli tessuti, usati durante la celebrazione eucaristica, hanno radici antiche e un simbolismo che affonda nel cuore della fede cristiana. In questo articolo, esploreremo il significato e l'uso del purificatoio, inserendolo nel contesto più ampio degli altri lini sacri per l'altare.

L'Altare nella Liturgia Cattolica: Cuore del Sacrificio Eucaristico

Nella religione cristiana l’altare ha una valenza simbolica molto importante. Lo troviamo sempre in una posizione centrale della Chiesa, spesso rialzata rispetto al resto, ed è infatti una delle prime cose che attira la nostra attenzione una volta entrati. Per la fede cattolica l’altare non è solo il luogo dove ogni Domenica viene compiuto il Sacrificio Pasquale, ma è anche simbolo della tavola attorno alla quale i discepoli si siedono un’ultima volta con il loro Maestro.

Alcuni oggetti ci aiutano a ricordare meglio il significato di questo luogo: il crocifisso, posto sopra l’altare o vicino; le tovaglie bianche stese sull’altare; i candelabri, richiamo della Presenza di Gesù Risorto.

Altare cattolico con crocefisso, candelabri e lini sacri

Il Purificatoio: Un Lino Sacro per la Purezza

Il purificatoio è un piccolo rettangolo di lino bianco che viene portato dal sacerdote all’altare appoggiato sul calice insieme al corporale e alla palla. Viene utilizzato in diversi momenti della Santa Messa perché, come suggerisce il nome, questo pezzo di stoffa ha il compito di “purificare” (dal latino purus, puro, e facere, fare) il calice, le labbra del sacerdote e la patena. La sua funzione è quella di rimuovere ogni residuo delle sacre specie, onorando la loro sacralità.

Le Origini e l'Evoluzione del Purificatoio

Le origini del purificatoio sono antiche, risalenti al Medioevo, un periodo di grande fermento religioso e di sviluppo delle pratiche liturgiche. Inizialmente, non esisteva una distinzione netta tra i diversi tessuti per l'altare, e un unico panno di lino veniva utilizzato per scopi diversi durante la Messa. È nel Medioevo che il purificatoio assume la sua forma e il suo ruolo specifici. Il purificatoio è nato dal bisogno di pulire i vasi sacri dopo il loro utilizzo. Inizialmente veniva utilizzato da alcuni sacerdoti anche per pulirsi le dita. Il termine purificatorium compare per la prima volta nell'inventario del tesoro papale del 1295, anche se l'uso di un telo per gli stessi scopi risulta già documentato nel XII secolo. Prima del XVI secolo, questo tessuto veniva indicato negli inventari con varie definizioni, quali pannus tersorius e perfusorium, o con termini più generici come manutergia, linteola e facistergia.

Durante il Concilio di Varsavia del 1592, venne proibito l’utilizzo della custodia del calice per la pulizia del calice stesso e fu ordinato l’uso del purificatoio. Il Cardinale Borromeo suggerì in seguito il ricamo di una piccola croce al centro per distinguere questo lino dagli altri.

Purificatoio in lino bianco ricamato con piccola croce

Il Complesso dei Lini Sacri per l'Altare

All’inizio della liturgia eucaristica il sacerdote, dopo aver accolto i doni, prepara l’altare. Un completo da Messa è composto da corporale, manutergio, purificatoio e palla. In questo caso si parla di "completo da Messa quattro pezzi".

Il Simbolismo del Lino Bianco

Il materiale utilizzato per confezionare il corporale e il purificatoio è il lino bianco, un tessuto pregiato che simboleggia la purezza, la sacralità e la dignità. Il colore bianco, in particolare, rappresenta la luce divina, la risurrezione e la gloria celeste. L’uso del lino bianco sottolinea l’importanza e la sacralità dell’Eucaristia, invitando i fedeli a un atteggiamento di riverenza e adorazione. Il lino è il tessuto che dovrebbe essere utilizzato per tutti i lini per altare, sia i completi messa che le tovaglie, poiché è il tessuto in cui fu avvolto Gesù e la Chiesa dei primi secoli fu concorde nell’utilizzo del medesimo materiale per tutto ciò che venisse utilizzato intorno all’altare, luogo del sacrificio.

Soltanto nel XV e XVI secolo si trovano tracce nell’Inventario della Basilica di San Pietro a Roma di corporali realizzati in seta per il prestigio che questo tessuto aveva, ma il sinodo di Verdun del 1598 ne proibisce l’utilizzo.

Tessuto di lino bianco di alta qualità

Il Corporale: Custode del Corpo di Cristo

Il termine “corporale” deriva dal latino “corpus”, che significa “corpo”. Il corporale è un quadrato di lino bianco, utilizzato per stendere l’ostia consacrata e il calice durante la Messa. La sua funzione principale è quella di proteggere le sacre specie da eventuali contaminazioni e di raccogliere eventuali frammenti dell’ostia o gocce del vino consacrato. Per questo motivo, oggi come in passato, il corporale ha un ruolo molto importante ovvero quello di raccogliere eventuali frammenti dell’ostia o gocce di vino che possono cadere. Il tessuto che dovrebbe essere utilizzato è un lino molto fitto che impedisce a possibili frammenti di rimanere nel tessuto.

Le prime testimonianze dell’uso di un panno per proteggere l’Eucaristia risalgono al IV secolo, ma è nel Medioevo che questa pratica si consolida e si diffonde in tutta la Chiesa. Il corporale è sicuramente il più antico tra i pezzi del completo da messa. Nei primi secoli del Cristianesimo la tovaglia per altare non era in uso; al suo posto però veniva utilizzata la cosiddetta palla corporalis, un pezzo di lino che fungeva contemporaneamente da palla e da corporale.

Le Piegature del Corporale: Un Rito Significativo

La preparazione e la piegatura del corporale sono un rito preciso e significativo. Tradizionalmente, il corporale viene piegato in nove quadrati, formando una sorta di “trono” per l’ostia consacrata. Ogni piega ha un suo significato simbolico, che richiama i misteri della fede cristiana, come la Trinità, l’Incarnazione e la Passione di Cristo. Anche il modo in cui ancora oggi viene piegato fino ad ottenere un quadrato è mirato a trattenere all’interno eventuali resti del Corpo di Cristo. Per l’importante compito che questo lino ricopre vengono confezionate borse per corporale, formate da due quadrati rigidi foderati solitamente di seta, all’interno delle quali il corporale viene riposto durante il passaggio dalla sacrestia all’altare. La cura e l’attenzione dedicate alla preparazione del corporale riflettono l’importanza e la sacralità dell’Eucaristia.

Schema delle nove pieghe di un corporale liturgico

Decorazioni del Corporale

Per quanto riguarda la decorazione, il corporale è arricchito da un ricamo e da una croce e, di frequente, da una bordatura in pizzo ai lati.

La Palla: Scudo per il Sangue di Cristo

Quella che invece oggi viene chiamata palla è un quadrato in lino di circa 20/25 cm con cui il sacerdote copre il calice per impedire a corpi esterni di contaminare il Sangue di Cristo. Come già menzionato, questo compito veniva in passato svolto dal corporale. Nell’ottavo secolo la misura del corporale era diventata talmente ampia che servivano due diaconi per aprirla e chiuderla sull’altare. La misura così ampia probabilmente derivava anche dal fatto che il corporale veniva utilizzato come velo per il calice, come si legge in alcune preghiere di benedizione di questo lino. Se nelle Messe festive coprire e scoprire il calice era compito dei ministranti, nelle messe di ogni giorno il sacerdote era talvolta in difficoltà a maneggiare un velo così ampio. Nel XII secolo si cominciò quindi ad utilizzare un secondo corporale piegato fino a formare un piccolo quadrato che coprisse il calice. Da qui nasce la palla, o, come la chiamò Cardinale Borromeo, animetta, che nel rito mozarabico o ispanico venne chiamata filiola, una figlia del corporale. Per questo motivo la Chiesa decise che anche questo capo dovesse essere confezionato in lino. A differenza del corporale, la palla però poteva essere decorata con seta o con tessuti d’oro e d’argento.

Oggi vengono utilizzati due tipi di palla: la palla rigida con inserto e la palla in lino inamidata in modo da risultare rigida. La palla rigida è disponibile in molti disegni in pura seta con ricami a mano in oro e argento, oppure ricami a mano ad intaglio. Ad esempio, una palla rigida in raso di pura seta con ricamo a mano in oro mezzo fino e seta, ha il dietro in puro lino.

Palla liturgica per calice con ricamo in seta e oro

Il Manutergio: L'Asciugamano Rituale

Infine il servizio da messa si completa del manutergio, l’asciugamano di lino che serve al sacerdote dopo le abluzioni liturgiche ad asciugarsi le dita. Ci sono due tipi di manutergio: quello utilizzato prima della Messa, prima di amministrare il Battesimo e prima di dare la comunione fuori dalla Messa e quello utilizzato durante la Messa prima dell’offertorio e dopo la Comunione.

Manutergio in lino bianco

L'Ametto: Un Paramento Complementare

Anche se non rientra nei lini per l’altare, l’amitto viene spesso abbinato ai quattro pezzi appena descritti e ricamato con il medesimo decoro del completo messa. L’amitto è un rettangolo in puro lino o puro cotone che viene posizionato dal sacerdote intorno al collo e alle spalle e viene fermato intorno al petto con due fiocchi. L’unica decorazione dell’amitto è una croce al centro e a volte un ricamo sul perimetro. Il suo compito è quello di coprire gli abiti quotidiani e al tempo stesso proteggere i paramenti più importanti che il sacerdote indossa.

La preghiera che il sacerdote dice nell’indossarlo è in uso dall’anno 1000 d.C. e recita “Impone, Domine, capiti meo galeam salutis, ad expugnandos diabolicos incursus” (Imponi, Signore, sul mio capo l’elmo della salvezza, per sconfiggere gli assalti diabolici).

Ametto liturgico indossato dal sacerdote

Uso Corretto e Cura dei Lini Liturgici

L’uso corretto del corporale e del purificatoio è regolato dalle norme liturgiche della Chiesa Cattolica. Questi paramenti liturgici devono essere trattati con rispetto e cura, seguendo precise indicazioni per la loro pulizia, conservazione e utilizzo durante la Messa.

Utilizzo del Corporale e del Purificatoio durante la Messa

  • Il corporale viene steso sull’altare prima dell’inizio della Messa, al centro della mensa. Sopra di esso vengono posti l’ostia consacrata e il calice durante la consacrazione. Dopo la comunione, il corporale viene accuratamente pulito e piegato, facendo attenzione a raccogliere eventuali frammenti dell’ostia o gocce del vino consacrato. Il corporale viene poi riposto in un luogo sicuro e dignitoso.
  • Il purificatoio è un rettangolo di tessuto che viene portato dal sacerdote all’altare appoggiato sul calice insieme al corporale e alla palla. È utilizzato in diversi momenti della S. Messa per pulire il calice, le labbra del sacerdote e la patena. Dopo l’uso, il purificatoio viene accuratamente piegato e riposto in un luogo sicuro.

Materiali e Cura Oggi

Oggi, il corporale e il purificatoio continuano a essere elementi essenziali della liturgia cattolica, ma hanno subito alcune evoluzioni nel design e nei materiali, pur mantenendo intatto il loro significato fondamentale. Sebbene il lino bianco rimanga il materiale tradizionale per la confezione, oggi si utilizzano anche altri tessuti, come il cotone o il misto lino-cotone, che offrono maggiore resistenza e facilità di manutenzione. Il design può variare, con l’aggiunta di ricami, decorazioni o simboli religiosi, ma sempre nel rispetto della sobrietà e della dignità proprie della liturgia.

Indipendentemente dal materiale o dal design, la cura e la pulizia del corporale e del purificatoio rimangono fondamentali. Questi paramenti liturgici devono essere trattati con rispetto e attenzione, seguendo le indicazioni della Chiesa per la loro manutenzione. La pulizia accurata del corporale e del purificatoio è un segno di rispetto verso l’Eucaristia e un invito alla santità per tutti i fedeli. I purificatoi usati vengono poi lavati separatamente dagli altri tessuti, per rispetto delle sacre specie.

Come inamidare i corporali

Il corporale e il purificatoio sono molto più che semplici tessuti: sono simboli tangibili della fede cristiana, testimoni di una storia millenaria e strumenti preziosi per la celebrazione dell’Eucaristia. La loro cura, il loro uso corretto e la loro comprensione profonda ci aiutano a vivere la liturgia con maggiore consapevolezza e partecipazione, onorando il Corpo e il Sangue di Cristo con riverenza e amore.

tags: #purificatoio #per #altare