Crocifissi a Belluno: Simboli di Fede, Arte e Resilienza

"El Crist de Peze": Un Simbolo di Speranza dopo la Devastazione a Colle Santa Lucia

Nel cuore della provincia di Belluno, in una zona di Colle Santa Lucia nota come Peze, si è verificato un evento che ha assunto i contorni del quasi surreale. Questo luogo, martoriato da un uragano di inaudita violenza, ha visto resistere unicamente il crocifisso chiamato appunto el Crist de Peze. La sua presenza, rimasta intatta in mezzo a una devastazione totale, sta ispirando piccoli pellegrinaggi e atti di profonda devozione.

Foto del crocifisso

Una pianta di crisantemo, in questi giorni, è comparsa ai piedi del crocifisso, quasi come un segno di ringraziamento a quel Gesù che, secondo la credenza popolare, ha contribuito a preservare le vite umane del paese.

La Storia e la Devozione Popolare

La strada che da Villagrande, il centro di Colle Santa Lucia, conduce alla frazione di Rucavà, è storicamente costellata di capitelli e numerosi crocifissi, testimonianza di una radicata devozione popolare. In particolare, a Rucavà esisteva un'edicola molto venerata dai viandanti, ma fu distrutta durante la Prima guerra mondiale. Poco distante da quel sito, forse in sua sostituzione, venne realizzato il crocifisso di Peze, la cui denominazione suggerisce come il luogo fosse, e in parte sia ancora, caratterizzato da un'abetaia.

Il manufatto ligneo, come ricordato dagli abitanti, decenni fa subì dei danni. Tuttavia, i fedeli provvidero prontamente a sostituirlo con uno nuovo, che reca l'incisione "R.G.", comunemente interpretata come "grazie ricevute".

La Fede nell'Attualità

Questa forte connessione tra il crocifisso e la comunità perdura ancora oggi, con numerose persone che in questi giorni si sono recate a Peze per un momento di preghiera e riflessione. Giuseppe Baldissera, classe 1938, racconta: «Quando ero piccolo, ogni volta che con i miei genitori si passava qua davanti ci si faceva il segno della croce e si declamava una preghiera. Ecco, quando ho visto che questo storico simbolo della nostra fede è riuscito a resistere alla distruzione che hanno subito i paesi tutt'attorno, ho sentito il bisogno di raccogliermi in un momento di riflessione».

Anche Maria Rudatis ha espresso la sua emozione, portando un fiore a quel Cristo bianco su croce blu, incastonato in una casetta di legno con rifiniture bianche. «Transitando in auto presso el Crist de Peze - spiega con emozione - mi sono accorta che è riuscito a resistere alla furia del vento. Sono volati altrove, invece, i fiori deposti da sempre all'interno del piccolo recinto che lo circonda».

Il Commento della Parrocchia

Anche la canonica di Colle Santa Lucia ha subito danni, con parte del tetto compromessa. Il parroco, don Gabriele Bernardi, ha elogiato l'operato dei paesani e dei volontari: «I paesani e i volontari sono stati bravissimi e già l'indomani di quel terribile lunedì sono saliti in cima all'edificio a porre teli per riparare al meglio. Se riusciremo presto a trovare un lattoniere disponibile procederemo subito alle riparazioni, altrimenti rimanderemo alla primavera, lasciando volentieri la precedenza a chi si trova in situazioni più difficili e urgenti».

Riguardo agli atti di fede manifestati dai fedeli per lo scampato pericolo, don Bernardi ha aggiunto: «Ho avuto già diverse specifiche richieste di celebrazioni di messe. So anche dell'incredibile salvataggio de el Crist de Peze e non mi meraviglio che la gente vi si rechi in preghiera. Questa è la prova che il Cristo è la roccia».

Giotto - Crocifisso Santa Maria Novella

Il Crocifisso Ligneo di Andrea Brustolon: Un Dono Prezioso per Belluno

A Belluno, è iniziato il conto alla rovescia per l'arrivo del crocifisso ligneo di Andrea Brustolon, un'opera donata alla città da Gabriella Pagani Cesa. Questo ritorno, che rappresenta un arricchimento significativo per il patrimonio culturale bellunese, sarà celebrato con grande sfarzo attraverso una mostra interamente dedicata ai crocifissi del Brustolon.

Immagine del crocifisso ligneo di Andrea Brustolon che sarà esposto a Belluno

L'esposizione segnerà anche l'inizio di una nuova stagione al museo Fulcis, con mostre incentrate su aspetti specifici dell'arte bellunese o su oggetti finora non esposti, come monete o medaglie. Gabriella Pagani Cesa, con origini bellunesi ma residente a Brescia, ha incontrato l'assessore alla Cultura Marco Perale a ridosso di Ferragosto. «Abbiamo parlato del restauro e iniziato a ragionare sulla mostra che abbiamo intenzione di allestire - spiega Perale - e durerà per tutto l'autunno-inverno».

La storia del crocifisso del Brustolon è un intreccio di arte, cultura e generosità. L'opera, scolpita in legno di pero e di particolare pregio, adornava una parete della casa di Gabriella Pagani Cesa a Brescia. Dopo una visita al museo Fulcis, la signora ha manifestato l'intenzione di donare l'opera alla città di Belluno, comunicando la sua decisione alla precedente amministrazione Massaro. Inizialmente, sembrava che il crocifisso dovesse rimanere a Brescia, ma grazie all'intermediazione di Francesco Piero Franchi, la destinazione finale è diventata Belluno, città natale del suo autore. Questo prezioso dono, stimato circa 80 mila euro, arricchisce la collezione museale dedicata allo scultore con un pezzo di grande valore. Insieme al crocifisso, arriverà in città anche il basamento, attualmente in fase di restauro.

«Tra un paio di settimane l'opera sarà pronta per essere portata al Fulcis - continua l'assessore - e per accoglierla abbiamo deciso di organizzare una piccola mostra. Abbiamo tutti i disegni di Brustolon e possiamo mostrare come lavorava la sua bottega per realizzare opere come questo crocifisso».

La mostra sarà inaugurata in autunno, subito dopo la rassegna "Oltre le vette", e si protrarrà fino a febbraio. L'obiettivo primario è attrarre le scuole al Fulcis, ma non solo. «Abbiamo in programma un paio di esposizioni all'anno che puntano ad approfondire singoli aspetti di un argomento o mostrare oggetti che non sono ancora stati esposti, come monete o medaglie. Il museo - conclude Perale - deve diventare un punto di riferimento, un luogo dove tornare periodicamente. I mesi passati sono stati intensi ma c'è tanto da vedere: vogliamo dare ai bellunesi l'opportunità di tornare al Fulcis».

Un Caso di Furto: Il Crocifisso in Ottone di San Gervasio

La città di Belluno è stata anche teatro di un furto che ha coinvolto un oggetto di grande valore storico e religioso. Adriana Da Rin Pagnetto, 37enne residente a Losego di Ponte nelle Alpi, nota anche per avere, tra le altre cose, un debole per i crocefissi, è finita alla sbarra con l'accusa di furto aggravato. Si sarebbe introdotta nella chiesa di San Gervasio e si sarebbe impossessata di un crocifisso in ottone massiccio risalente al 1700, un bene destinato al pubblico culto all'interno del luogo consacrato.

La parte offesa nel procedimento è il parroco Andrea Benito Tison. Il caso è approdato in aula, presso il Tribunale di Belluno, di fronte alla presidente Antonella Coniglio e con il pm Sandra Rossi. L'imputata era rappresentata dall'avvocato d'ufficio Ferdinando Coppa. Il processo è stato aperto e rinviato per l'audizione dei primi testimoni, tra cui il parroco, che racconterà come si accorse del furto, accertato il 16 gennaio 2014. Alla Da Rin Pagnetto viene contestata anche la recidiva, essendo già stata in aula di giustizia per furti commessi in diverse circostanze. Anche i parroci sono sempre più spesso parte offesa nei processi, come dimostrato dalla recente condanna a un anno di reclusione ciascuno per i ladri delle offerte dei fedeli nella chiesa di Santo Stefano, sempre a Belluno.

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