Santa Maria al Bagno: Una Gemma del Salento
Santa Maria al Bagno, situata in Salento, è una rinomata località turistica nel comune di Nardò, con antiche origini romane. Oggi è diventata una popolare meta di villeggiatura, offrendo un mix perfetto di relax e divertimento.
La spiaggia di Santa Maria al Bagno è caratterizzata da tratti sabbiosi, ideali per una vacanza con bambini, e da coste più rocciose, perfette per chi ama i paesaggi selvaggi. La località è ben attrezzata per i turisti, con lidi attrezzati, bar, ristoranti e la possibilità di fare immersioni subacquee o praticare altri sport acquatici.
Tra le peculiarità paesaggistiche, spicca la Montagna Spaccata, così chiamata perché è stata modificata durante gli scavi nella scogliera per creare la strada di collegamento tra Santa Maria al Bagno e Lido Conchiglie. Poco distanti, lungo la strada che porta a Nardò, è possibile ammirare le affascinanti Ville eclettiche delle Cenate.
Chi desidera vivere le tradizioni locali, potrà partecipare alla festa in onore di San Giuseppe da Copertino, che si tiene a pochi giorni di distanza, dal 16 al 19 settembre.

Come Arrivare a Santa Maria al Bagno
- In auto: Percorrere la A14 fino a Bari, quindi imboccare la SS16 in direzione Lecce. Procedere per circa 25 km lungo la SS101 fino all’uscita Galatone.
- In treno: Da qualsiasi città d’Italia è possibile prendere un treno con destinazione Lecce.
Le Quattro Colonne: Un Baluardo Storico
Nel comune di Nardò, nella località di Santa Maria al Bagno, si erge la Torre del Fiume, oggi più comunemente nota come "Le Quattro Colonne". Questo posto molto suggestivo, dopo un accurato restauro avvenuto fra gli anni ’60 e ’70, è divenuto una delle mete principali dei turisti.
Attualmente, di questa antica struttura rimangono solo i suoi quattro grandi bastioni angolari, che ne danno il nome odierno. Si trova a poco più di 50 metri dal mare e a un’altitudine di circa 3 metri, offrendo una vista mozzafiato sul litorale salentino.

Le Origini e lo Scopo Difensivo
La Torre del Fiume fu fatta costruire nel XVI secolo da Carlo V e faceva parte del vasto sistema di difesa costiero realizzato e perfezionato tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento. Lo scopo principale era proteggere le coste meridionali dagli attacchi dei pirati turchi, che spesso miravano a rifornirsi di acqua potabile.
Inizialmente conosciuta come Torre del Fiume di Galatena, o semplicemente Torre Fiume, prese il nome dalla ricca sorgente d’acqua dolce che un tempo scorreva al suo lato e sfociava nel mare in un'insenatura di rocce basse e lisce, poco a sud della torre stessa. L’approvvigionamento d’acqua era un problema vitale anche per corsari e barbareschi, e le autorità avevano previsto la costruzione di torri nelle vicinanze e in difesa delle sorgenti. Già nel 1565 era stata eretta la Torre dell’Alto Lido per proteggere il fiume di Nardò nei pressi di Santa Maria al Bagno, ma questa si rivelò ben presto insufficiente allo scopo, essendo posta molto in alto e distante un paio di chilometri dalla sorgente.
La Costruzione e le Caratteristiche Architettoniche
La Torre del Fiume era una vera e propria fortezza, un piccolo castello, più che una semplice torre di avvistamento. Il progetto, straordinariamente dettagliato, fu redatto dall’architetto leccese Giovanni Perulli e consegnato il 22 novembre 1595 ai neretini Angelo e Giovanni Vincenzo Spaletta, padre e figlio, incaricati dalla Sacra Regia Provinciale Audienza Hidruntina. Nonostante il progetto fosse stato inviato dagli uffici napoletani nel 1595, i lavori iniziarono due anni dopo, nel 1597. Si protrassero per oltre dieci anni, anche a causa di dissidi con la Regia Corte, che sospettava l'utilizzo di materiali scadenti da parte degli assegnatari, e la litigiosità degli Spalletta. Finalmente, la torre fu completata e ritenuta efficiente nel 1606, con l'ultimo pagamento incassato nel 1609 da Giovanni Vincenzo, essendo Angelo deceduto.
La struttura era atipica e assai differente dalle altre torri costiere. Il suo disegno originario prevedeva un corpo centrale a pianta quadrata, completato da quattro torri angolari a pianta esagonale, alte circa 16 metri. Da lontano appariva come un vero e proprio baluardo inespugnabile, con i lati della torre che misuravano circa 18 metri (72 palmi) e uno spessore murario alla base di quasi 9 metri. Le mura erano in origine spesse circa 2 metri e la torre era dotata di cannoni e altri strumenti di difesa.
La struttura si presentava maestosa, scandita da due cornici marcapiano e coronata da beccatelli che sorreggevano il cammino di ronda avanzato. Era inoltre dotata di caditoie per proteggere le aperture, e l’ingresso avveniva dal primo piano servendosi di una scala in legno. Come in altre torri simili, il piano terra era occupato dalla cisterna, che garantiva l’approvvigionamento di acqua per i militari presenti.

Dal Declino alla Rinascita
Dopo anni di servizio, il corpo centrale della torre è ipotizzabile che sia crollato a causa del famoso Terremoto di Nardò, che si verificò il 20 febbraio del 1743. Già nel 1820 la torre risultava in pessimo stato e abbandonata. Esistono comunque notizie certe di caporali che si alternarono al comando della torre tra il 1609 e il 1730, tra cui Francesco Scaglione, Leonardo Vecchio, Tommaso De Ferraris e Angelo Longo.
Nel secondo dopoguerra, la struttura interna fu svuotata e riutilizzata per altri scopi. Dapprima, si insediò un albergo ristorante con palco e pista da ballo, il rinomato “Quattro Colonne Dancing“. Negli anni ’60, il luogo divenne un punto di riferimento per il jet set salentino e pugliese, ospitando esibizioni di artisti di fama internazionale come Domenico Modugno, Claudio Villa, Ray Charles, Adriano Celentano, Massimo Ranieri, Santo & Jhonny, Bobby Solo, Little Tony e The Platters.
Oggi, il parco caraibico delle Quattro Colonne continua a vivere, aprendo le sue porte a splendide serate esotiche dall'atmosfera unica, fatte di classe, eleganza e fantasia. Questa location incantata, tra palme, prati, luci soffuse e ampie sale, offre un fascino che solo il gusto dell'antico che si sovrappone al moderno riesce a infondere. Con la sua doppia anima, dà spazio sia alla convivialità sia al divertimento giovane.

Disco Club
Ogni estate, tra drink e cocktail preparati ad arte, la più bella gente del Salento si ritrova qui per trascorrere serate incantate e d'atmosfera. Le selezioni musicali sono affidate ai migliori dj set della scena commerciale e dance del momento.
Ristorante e Lounge Club
Il ristorante annesso, Il Kalamaro, propone una cucina innovativa. Qui, la tradizione e i profumi della terra salentina si fondono con i sapori ricercati del mare, per un risultato di sicuro effetto che delizia il palato dei visitatori.