La Riforma Protestante, secondo la tradizione, ebbe inizio il 31 ottobre 1517, quando il frate agostiniano Martin Lutero affisse le sue 95 tesi sul portone della chiesa di Wittenberg, in Germania. Questo evento segnò l'inizio di un profondo sconvolgimento religioso, politico e sociale che avrebbe ridisegnato la fisionomia dell'Europa cristiana.
Il Contesto e le Cause della Riforma
Tra la fine del Medioevo e l'inizio del XVI secolo, l'Europa era pervasa da un forte desiderio di rinnovamento religioso. Era diffusa la convinzione che la Chiesa e le sue strutture fossero degenerate, e che il clero necessitasse di una moralizzazione. Il termine "riforma" a quel tempo non significava modernizzazione, ma un "ritorno all’antica forma", un'idealizzazione del Cristianesimo delle origini e dell'età apostolica, in analogia con l'Umanesimo che propugnava un ritorno ai classici.

La Chiesa medievale aveva dovuto gestire complessi rapporti con le potenze politiche, come dimostrato dai concili di Costanza (1414-1417) e Basilea (1430), convocati per risolvere situazioni di debolezza istituzionale e conflitti di potere. Nonostante il Papato avesse recuperato posizioni rispetto al conciliarismo, l'apparato burocratico e finanziario della Curia romana era cresciuto a dismisura. Mali endemici del corpo ecclesiastico si consolidavano, minando la fiducia tra clero e fedeli. Si assisteva spesso alla separazione tra ufficio e beneficio, con titolari di cariche ecclesiastiche che godevano delle rendite senza svolgere le mansioni previste. Vescovi assenteisti e parroci impreparati o immorali erano la norma.
Lo Scandalo delle Indulgenze
Un aspetto particolarmente critico era il grande sviluppo dei meccanismi giudiziari e fiscali della Curia, che portava alla prassi di sanare irregolarità canoniche tramite pagamenti in denaro. Si vendevano benefici spirituali, come le famose indulgenze per i peccati commessi. Nel 1514, papa Leone X aveva concesso l'indulgenza plenaria a ogni fedele che avesse fatto un'offerta per la costruzione della basilica di San Pietro a Roma. Lutero trovava inammissibile che il perdono potesse essere garantito da un obolo. In Germania, Alberto di Brandeburgo aveva ottenuto l’appalto della predicazione di questa bolla, necessitando di denaro per pagare a Roma la dispensa per il cumulo di due vescovati.
Martin Lutero: La Nascita di una Ribellione
Martin Lutero nacque il 10 novembre 1483 ad Eisleben. La tradizione racconta che, colpito da un fulmine e salvatosi miracolosamente, decise di abbandonare gli studi di giurisprudenza intrapresi a Erfurt e di dedicare la vita a Dio, diventando frate agostiniano. Entrato in convento, Lutero cominciò a lanciare i suoi "terribili strali" contro la Chiesa di Roma, la sua mondanizzazione e la corruzione diffusa. Si chiedeva con ansia se papi e cardinali, che vivevano come satrapi, potessero annunciare la Parola di Dio ai credenti. La sua visita a Roma tra il 1511 e il 1512 rafforzò la sua convinzione della corruzione papale, al punto che in Germania si diceva "Roma veduta, fede perduta".

Le 95 Tesi e i Principi Fondamentali della Dottrina Luterana
Le 95 tesi di Lutero denunciavano la ricchezza della Chiesa cattolica, la sua scarsa religiosità e la pratica della vendita delle indulgenze. Egli trovava inammissibile che il perdono potesse essere garantito da un obolo, affermando che "è meglio donare un centesimo al proprio prossimo che costruire a san Pietro una chiesa tutta d'oro; la prima cosa infatti è comandata da Dio, la seconda no".
Il conflitto di Lutero divenne ben presto non solo morale, ma anche teologico, basandosi su tre principi fondamentali:
- Salvezza per Sola Fede (Sola Fide): La salvezza dell’anima dipende unicamente dalla fede in Dio e dalla sua grazia, non dalle opere buone compiute in vita o dalle offerte alla Chiesa. Lutero sosteneva che dopo il peccato di Adamo, l'uomo non può fare nulla da solo per la sua salvezza. La salvezza è ottenuta, paradossalmente, solo attraverso il disperare di essa, come riassume efficacemente la formula: simul iustus et peccator (simultaneamente giusto e peccatore).
- Sola Scriptura e Libero Esame: La possibilità e la libertà per ogni cristiano di leggere e interpretare autonomamente la Bibbia, senza l'intermediazione della Chiesa. Tra l’uomo e Dio c’è un contatto diretto, e la Parola divina, espressa nei Sacramenti, è differente dal resto della creazione.
- Sacerdozio Universale: Ogni credente è sacerdote di sé stesso, eliminando la necessità di intermediari come i sacerdoti. Tutti sono responsabili della propria fede e non la demandano a nessun altro.
La sua "teologia della croce" riprendeva temi mistici che avevano caratterizzato l'inizio della cultura cristiana, ponendo la misericordia divina come unica via di salvezza. Il concetto di fede per Lutero cambiava radicalmente rispetto alla concezione tardomedievale, che la intendeva come una fiducia incrollabile nell'istituzione ecclesiastica. Per Lutero, la fede era una fiducia diretta in Dio, e la salvezza dipendeva dalla stabile volontà divina, dalla necessitas immutabilitatis, anziché dalla libera e mutevole azione umana.
Lutero e il Superamento della Scolastica
La dottrina luterana non nacque nel vuoto, ma fu il corollario di un atteggiamento che poneva al centro della riflessione teologica un rapporto più diretto del cristiano con Dio, già anticipato da movimenti come quello dei lollardi di John Wycliffe e Jan Hus.
Lutero assunse una posizione negativa nei confronti della filosofia, considerandola "vana sofisticheria" e frutto della superbia umana che vuole basarsi su sé stessa e non sulla fede. In particolare, vedeva in Aristotele (fondamento della Scolastica e del Tomismo) l'esempio calzante di questo errore. Egli rimarcò la differenza tra la Parola divina, espressa nei Sacramenti, e il resto della creazione. Il nuovo patto, espresso nel Vangelo, era per Lutero un patto unilaterale, basato sulla sola misericordia di Dio, a differenza dell'Antico Testamento che si basava su un patto bilaterale.

L'idea che il peccato e la grazia divina procedessero paralleli, con la consapevolezza della colpevolezza umana che permette l'ingresso della trascendenza tramite la fede, contraddistingueva essenzialmente la teologia luterana rispetto a quella cattolica e romana del suo tempo. La figura di Cristo diviene centrale, ponendo in secondo piano la ricerca del Padre, distinguendo tra un Deus nudus (Dio non rivelato) e un Deus revelatus (Dio rivelato in Cristo).
In questo contesto, il concetto di humilitas assume un ruolo fondamentale. Non è più una condizione preparatoria alla grazia (come nella lezione cattolica), ma lo stato costante dell'uomo nella fede, un riconoscimento del proprio stato di peccato che rende possibile la fede. Essa implica la sofferta rassegnazione alla propria condizione di peccato, escludendo la certezza di un ricongiungimento con il Dio trascendente già in questa vita e invitando all'attesa e alla speranza.
Lutero, nel periodo in cui si dedicò alla prima lezione sui Salmi e studiò il commento alla messa di Biel (un teologo scolastico che sosteneva la capacità umana di "facere quod in se est"), obiettò che tali passi non potevano alludere a un'azione umana senza la grazia, poiché "il Salmo 13[2] dice che più nessuno è saggio e cerca Dio". Questo metteva in discussione la concezione scolastica della cooperazione umana con la grazia.
La Reazione di Roma e dell'Impero
Inizialmente, la protesta di Lutero fu trascurata dalla corte rinascimentale di papa Leone X, che la lesse come una delle tante liti tra ordini religiosi tedeschi. Solo quando Carlo V d'Asburgo salì al trono imperiale, la "pratica Lutero" venne presa seriamente in mano.
17 aprile 1521 - Martin Lutero comparve dinnanzi all'imperatore Carlo V alla Dieta di Worms
Nel 1520, papa Leone X ordinò a Lutero di ritirare le sue affermazioni, minacciando la scomunica. Lutero, tuttavia, bruciò pubblicamente la bolla papale. Nel gennaio 1521, fu scomunicato per mezzo della bolla Exsurge domine, che intimava la distruzione dei suoi scritti e l'abiura del monaco. Lutero non solo non abiurò, ma iniziò a redigere una serie di scritti che rappresentavano un attacco frontale alla Chiesa di Roma e una chiamata a raccolta del popolo tedesco contro la prepotenza papale.
Nell'aprile 1521, Lutero fu invitato alla Dieta imperiale di Worms dall'imperatore Carlo V. L'Elettore di Sassonia, Federico il Saggio, gli aveva ottenuto un salvacondotto. Di fronte alla richiesta di ritrattare le sue dottrine, Lutero si rifiutò con le famose parole: "Qui sto. Non posso altrimenti. Dio mi aiuti. Amen", segnando una frattura definitiva. Se la scomunica non si tramutò in un rogo, fu solo grazie alla protezione di Federico il Saggio, che lo fece rapire e nascondere nel castello di Wartburg, dove Lutero, sotto il nome di Junker Jörg, tradusse il Nuovo Testamento dal greco in tedesco.
La Diffusione della Riforma e le Sue Conseguenze
Le idee luterane ebbero un successo inaspettato, diffondendosi rapidamente al di fuori degli ambienti conventuali e universitari, anche grazie alla traduzione e stampa delle 95 tesi. La lettura popolare delle idee luterane assunse un taglio nazionalistico e antiromano, e talvolta democratico e sovversivo dell'ordine sociale. Anche se Federico il Saggio aveva una fede vicina a quella che Lutero combatteva, i principi tedeschi avevano tutto l'interesse a limitare le intromissioni imperiali e il fiscalismo pontificio.
Agitazioni Sociali e la Posizione di Lutero
Il messaggio luterano fu interpretato anche come un invito alla spoliazione delle proprietà ecclesiastiche, portando all'abolizione del culto dei santi, delle reliquie e della Madonna, e all'abbandono della liturgia cattolica. Tra il 1521 e il 1523, insorsero i cavalieri, la piccola nobiltà, rivendicando maggiori libertà, ma furono schiacciati. Successivamente, tra il 1524 e il 1525, si scatenò la rivolta dei contadini, spinti da riformatori radicali come Thomas Müntzer, che interpretò il pensiero luterano come un invito all'uguaglianza sociale e all'abolizione della proprietà privata. Müntzer diede vita a un movimento che inneggiava alla trasformazione dell'ordine sociale, dando potere ai contadini.

Lutero, pur sostenendo inizialmente alcune richieste dei contadini, rifiutò ogni forma di protesta disordinata. Quando i contadini presero le armi, Lutero chiamò i principi ad intervenire militarmente, e la rivolta fu soffocata in un "bagno di sangue" nella battaglia di Frankenhausen (maggio 1525). Lutero, infatti, aveva una precisa concezione del potere politico: le gerarchie sociali erano volute da Dio e non potevano essere sovvertite. Scrisse parole terribili contro i rivoltosi: "Chiunque sia un sedizioso sia messo al bando da Dio e dall'imperatore, cosicché chi per primo voglia ucciderlo agisce rettamente". Questo dimostra come la sua "fede liberatrice non concepiva il sovvertimento dell'ordine sociale né la rivolta al potere secolare".
In questi anni, Lutero fu anche impegnato a differenziare la sua teologia da movimenti paralleli. Con Ulrich Zwingli, le differenze sull'interpretazione della Santa Cena portarono alla divisione del mondo evangelico in due correnti principali: luterani e riformati. Lutero rivide la liturgia, riformò la scuola e introdusse una cassa comunale per l'assistenza sociale.
Il Matrimonio e gli Ultimi Anni
Sempre nel 1525, Lutero scrisse il "De servo arbitrio", con cui si distaccò dall'umanesimo. Ancora sotto l'impressione della rivolta dei contadini, Martin Lutero, a sorpresa e contro i consigli degli amici, sposò l'ex-monaca Katharina von Bora. Per Lutero, questo fu un segno di speranza in un mondo che sembrava sprofondare nel caos. Dal loro matrimonio nacquero sei figli. Katharina fu un grande sostegno per Lutero, occupandosi della casa, amministrando il patrimonio e ospitando spesso studenti e ospiti, con i quali Lutero discuteva di teologia e problemi attuali, conversazioni poi raccolte nei "Tischreden" (Discorsi a tavola).
L'Europa Divisa
La Riforma legò sempre di più Lutero e i suoi seguaci ai principi tedeschi, gli unici in grado di proteggerli dalla reazione del papa e dell'imperatore Carlo V. Nonostante anni di minacce, tentativi di riunione tra cattolici e luterani e diete imperiali, e nonostante la vittoria imperiale sui principi nel 1547 a Mühlberg, l'orologio della Storia non poté essere riportato indietro. I principi luterani non restituirono i beni alla Chiesa, e una parte della Germania divenne indissolubilmente legata a Lutero, alla sua idea di libertà religiosa da Roma. Nacque una nuova Chiesa, con pastori al posto dei sacerdoti, una liturgia in tedesco e chiese austere. L'Europa era ormai divisa in due.
La Chiesa Anglicana: Un Caso a Parte
Qualche anno più tardi, anche la Chiesa inglese si separò da Roma. Per opera del re Enrico VIII, che desiderava sposare Anna Bolena e non accettò il rifiuto del papa di dichiarare nullo il suo matrimonio con Caterina d’Aragona. Nacque così la Chiesa Anglicana, un'altra significativa ramificazione del movimento riformatore che contribuì alla frammentazione religiosa del continente.
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