Le reliquie del Beato Teresio Olivelli rappresentano una testimonianza tangibile della sua vita e del suo spirito, caratterizzato da un'ironia e una brillantezza che traspare anche dai suoi scritti. Queste reliquie, pur essendo poche, rivestono un significato profondo, specialmente considerando il contesto della sua morte.

La Natura Unica delle Reliquie del Beato Teresio Olivelli
Dalla ricca corrispondenza di Teresio Olivelli con lo zio don Rocco Invernizzi emerge una testimonianza di un Olivelli ironico e brillante. Un episodio significativo riguarda il suo arrivo a Lucca il 1° settembre, dove, giunto alle 21, il futuro beato fu obbligato a uniformarsi alle regole della scuola militare, tagliandosi la barba. Il giorno seguente, inviò questa barba allo zio come ricordo, accompagnandola con una lettera contenente un panegirico poetico e scherzoso.
Questo ricciolo di barba, insieme a un ciuffo di capelli tagliati dalla mamma quando era piccolo, costituisce le uniche reliquie ex corpore del beato. La loro unicità è accentuata dal fatto che il corpo di Olivelli fu cremato nel lager dopo la sua uccisione, rendendo questi frammenti ancora più preziosi per la venerazione.
La Lettera della Barba: Un Testo Carico di Ironia e Affetto
Il tono della missiva inviata allo zio, volutamente e ironicamente ampolloso, restituisce un’immagine quotidiana del giovane Olivelli, in quel momento in procinto di entrare ufficialmente alla Scuola Allievi Ufficiali di Lucca, arma di artiglieria, specialità alpina, quale aspirante allievo. Nella lettera, datata 2 settembre, si legge:
«Così aliena nei tuoi riccioli dall’istricume dei capelli, fiore dei miei vent’anni, orgoglio della milizia, decoro dell’Alpe, maturata fra le incomprensioni e le derisioni, con quanta passione nutrita e imposta! Le mie mani irrequiete ti pascevano compiaciute, riconoscenti carezze, e tu davi gravità d’anni e d’accenti al mio sembiante. Addio! Tagliata la barba, l’antico volto rinacque. Pareva mio fratello minore: smunto per poco sole. L’accolsi con non dimentica comprensione. Lo porterò con me fino alla fine del corso».
La Beatificazione e la Presentazione Solenne delle Reliquie
Sabato 3 febbraio 2018, alle 10.44, Teresio Olivelli è stato proclamato beato della Chiesa cattolica. Durante la cerimonia, svoltasi nel Palasport di Vigevano, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, ha letto la Lettera apostolica firmata da papa Francesco. Subito dopo, è stato alzato il drappo che copriva l’immagine del “ribelle per amore”. La dichiarazione pontificia ha anche indicato il 16 gennaio, giorno del suo battesimo, come data per celebrare annualmente la sua memoria liturgica.
Il momento centrale del rito di beatificazione è stato accompagnato da un lungo applauso dei 3mila partecipanti, segnando un momento di grande emozione per la diocesi di Vigevano e per la Lomellina. Durante la messa, mentre veniva cantato l’inno del beato, Diego Olivelli, nipote di Teresio, ha portato all’altare le reliquie dello zio. Esse erano accompagnate da una ciotola di fiori e da un cero, consegnati da Venanzio Gibillini, compagno di prigionia di Olivelli, e da un rappresentante degli Alpini di Varese. Tra i concelebranti era presente anche monsignor Ludwig Schick, arcivescovo di Bamberg, città nel cui territorio si trova Hersbruck, il campo di concentramento dove Olivelli fu ucciso il 17 gennaio 1945.
Le preghiere dei fedeli sono state proclamate da parenti del nuovo beato, tra cui suor Maria Olivelli e Alice Olivelli, figlia del nipote Diego, sottolineando il legame familiare con la sua memoria.
Teresio Olivelli, il 3 febbraio 2018 la beatificazione
La V generazione delle Reliquie e le Celebrazioni nella Comunità
Il ricciolo di barba di Teresio Olivelli è stato accolto con devozione dai fedeli della parrocchia del Sacro Cuore di Vigevano. In particolare, domenica 8 febbraio, in occasione della memoria della Beatificazione, c'è stata l'accoglienza delle reliquie del Beato con una messa presieduta dal Vescovo nella chiesa del Sacro Cuore.
Le celebrazioni in onore del Beato Olivelli, inclusa la venerazione delle sue reliquie, si articolano su più giorni. A partire dal 16 gennaio, data in cui la Chiesa lo ricorda, diversi appuntamenti scandiscono il calendario liturgico e comunitario, rafforzando il legame dei fedeli con la figura di Teresio Olivelli. Questi eventi includono celebrazioni eucaristiche e momenti di riflessione che permettono alla comunità di connettersi con la testimonianza di fede e coraggio del beato.