Il significato e il sacramento dell'ordinazione presbiterale

Il percorso di fede e devozione che un uomo intraprende per diventare sacerdote, o più propriamente presbitero, nella Chiesa cattolica è un viaggio affascinante e impegnativo, caratterizzato da una profonda riflessione spirituale, formazione teologica e, infine, dall'ordinazione. Spesso sorge il dubbio circa l'uso dei termini "sacerdote" e "presbitero": sebbene nel linguaggio comune siano spesso sovrapposti, la distinzione teologica e storica è significativa.

Schema gerarchico dei tre gradi dell'Ordine Sacro: diacono, presbitero e vescovo.

Presbitero: etimologia e identità

Il termine presbitero deriva dal greco *presbyteros*, che significa letteralmente "anziano". Il presbiterato costituisce il secondo grado del Sacramento dell'Ordine, superiore al diaconato e inferiore all'episcopato. Sebbene il termine "prete" sia la comune abbreviazione di presbitero, è importante distinguere i presbiteri dai monaci o dai frati: i primi sono tali in forza di un Sacramento, i secondi rappresentano una forma di vita religiosa, normalmente contrassegnata dai voti.

Perché vengono chiamati sacerdoti? Il Concilio insegna che il loro sacerdozio si differenzia da quello comune dei battezzati non solo per grado, ma per essenza. I presbiteri esercitano il sacerdozio di Cristo agendo in persona Christi, identificandosi con Lui. Per questa particolare partecipazione al sacerdozio di Cristo sono detti sacerdoti, pur essendo il loro nome proprio quello di presbiteri.

Il Sacramento dell'Ordine Sacro

L'Ordine è il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo agli Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa. Esso conferisce un carattere indelebile e si articola in tre gradi:

  • Diaconato: il primo grado, dedicato al servizio.
  • Presbiterato: il secondo grado, dedicato alla predicazione della Parola e alla presidenza dell'Eucaristia.
  • Episcopato: l'ultimo grado, che comporta la pienezza del sacerdozio.
Infografica che illustra l'imposizione delle mani durante il rito dell'ordinazione.

Il rito dell'ordinazione presbiterale

Il momento culminante è l'Ordinazione Presbiterale, conferita dal vescovo attraverso l'imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione. Il rito, regolamentato dalla costituzione apostolica Pontificalis Romani, prevede fasi solenni:

  1. Presentazione ed elezione: il candidato viene presentato al vescovo e risponde alla chiamata.
  2. Impegni dell'eletto: il candidato manifesta la volontà di assumere gli impegni del ministero, inclusa la promessa di obbedienza al vescovo.
  3. Litanie dei Santi: un momento di preghiera corale dell'assemblea.
  4. Imposizione delle mani e preghiera consacratoria: il gesto antichissimo con cui viene trasmesso il dono dello Spirito Santo.
  5. Riti esplicativi: la vestizione degli abiti sacerdotali, l'unzione crismale delle mani e la consegna del pane e del vino per l'Eucaristia.

Il presbitero nella Chiesa locale

I presbiteri sono collaboratori dei vescovi, con i quali condividono la predicazione della Parola di Dio e la presidenza delle celebrazioni sacramentali. Nelle singole comunità locali, essi rendono presente il vescovo, uniti spiritualmente in una fraternità sacramentale. Essere prete oggi è una sfida che richiede di vivere il ministero dentro le coordinate ecclesiali, in un clima di corresponsabilità e solidarietà tra confratelli.

Celibato dei preti: il calvario della Chiesa | Documentario integrale | ARTE.tv Documentari

Celebrare l'ordinazione: doni significativi

Se un amico o un parente sta per essere ordinato presbitero, la scelta di un regalo può commemorare l'occasione, diventando anche uno strumento utile per il

Il Sacramento dell'Ordine: Significato dell'Ordinazione Presbiterale e il Ruolo del Presbitero

Il percorso di fede e devozione che un uomo intraprende per diventare sacerdote, o più precisamente presbitero, nella Chiesa cattolica è tanto affascinante quanto impegnativo. È un cammino caratterizzato da profonda riflessione spirituale, formazione teologica e, alla fine, dall’ordinazione presbiterale. Per comprendere appieno il suo significato, è fondamentale chiarire l'uso corretto dei termini "sacerdote" e "presbitero" e approfondire il sacramento che li costituisce.

Sacerdote e Presbitero: Una Distinzione Fondamentale

Il termine "presbitero", di cui "prete" è la comune abbreviazione, designa un ministro di culto della Chiesa cattolica. Spesso sorge il dubbio riguardo l'uso del vocabolo "sacerdote" come equivalente a "presbitero". Le Scritture e gli scritti dei Padri Apostolici distinguono chiaramente i due significati.

I presbiteri esercitano il sacerdozio di Cristo agendo in persona Christi, identificandosi con Cristo. Per questa particolare partecipazione al sacerdozio di Cristo sono detti sacerdoti. Tuttavia, il loro nome proprio è quello di presbiteri, che significa "anziani". Il loro sacerdozio, come insegna il Concilio Vaticano II, si differenzia da quello comune dei battezzati, non solo per grado, ma di essenza.

Lungo la bimillenaria tradizione cristiana e cattolica si è assistito a una notevole evoluzione quanto a caratteristiche, funzioni e itinerario formativo dei sacerdoti o presbiteri. Inizialmente, nei testi evangelici e negli Atti degli Apostoli, i quadri dirigenti delle comunità cristiane non erano definiti "sacerdoti" nel senso dell'Antico Testamento. Solo a inizio III secolo, in diverse aree geografiche, si registra l'esplicita attribuzione del termine "sacerdote" ai ministri cristiani. Questo è dovuto a una motivazione teologica di coerenza interna alla tradizione giudaico-cristiana, che ha collegato le figure religiose ebraiche (sommo sacerdote, sacerdote e levita) con i tre gradi del ministero cristiano.

Mosaico raffigurante i tre gradi dell'Ordine Sacro: vescovo, presbitero, diacono

Il Sacramento dell'Ordine: Gradi e Caratteristiche

Nella Chiesa cattolica, in quella ortodossa e nella Chiesa anglicana, l'Ordine è considerato uno dei sette Sacramenti. È il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi; è, dunque, il sacramento del ministero apostolico.

Il termine "ordine" nell'antichità romana designava un «corpo sociale», un gruppo di persone con funzioni pubbliche. L'ordinazione indica l'integrazione in un ordo. Nella Chiesa, la tradizione ha chiamato con questo nome vari gruppi, tra cui l'ordo Episcoporum (ordine dei Vescovi), l'ordo presbyterorum (ordine dei presbiteri) e l'ordo diaconorum (ordine dei diaconi).

Come i sacramenti del Battesimo e della Confermazione, nella teologia cattolica si dice che l'ordine conferisce un carattere indelebile: l'ordine resta valido per tutta la vita di chi lo ha ricevuto, anche in seguito a condanna, dimissione dallo stato clericale o abbandono del ministero.

I tre gradi dell'Ordine Sacro

Nella Chiesa cattolica, l’Ordine Sacro si articola in tre gradi:

  • Diaconato: il primo grado dell’Ordine Sacro. I diaconi sono collaboratori dei vescovi ordinati per il servizio (munus diaconale). Predicano la Parola di Dio, amministrano il battesimo, assistono e benedicono il matrimonio, portano il viatico ai moribondi, amministrano i sacramentali, presiedono al rito funebre e alla sepoltura.
  • Presbiterato: il secondo grado dell’Ordine Sacro. I presbiteri o preti sono collaboratori dei vescovi con i quali condividono la predicazione della Parola di Dio, la presidenza dell'Eucaristia e delle altre celebrazioni sacramentali, esclusa, normalmente, la Confermazione e il conferimento dell'Ordine sacro. Sono quindi sacerdoti come i vescovi. Possono esercitare il ministero nella guida di una parrocchia (in tal caso si dicono parroci) o in qualunque altro ministero affidato dal vescovo, cui devono obbedienza.
  • Episcopato: l’ultimo e più alto grado dell’Ordine Sacro. I vescovi sono i successori degli apostoli. Esercitano il triplice ministero dell'insegnamento (munus propheticum o munus docendi), del governo pastorale (munus regalis o munus regendi) e della santificazione (munus sacerdotalis o munus liturgicum).

Il Percorso verso il Presbiterato: Formazione e Requisiti

Prima di ricevere l’ordinazione presbiterale, il candidato al sacerdozio deve completare una formazione specifica, che include profonda riflessione spirituale, studi teologici e un periodo di preparazione come diacono. Questo cammino è un viaggio ricco di insegnamenti, sfide e crescita spirituale.

Requisiti per l'Ordinazione Presbiterale

Nel rito latino, può essere ordinato presbitero qualsiasi battezzato di sesso maschile, celibe, che abbia compiuto venticinque anni. Nella Chiesa cattolica gli ordini sacri sono conferiti solamente a uomini.

Il Magistero si è sempre espresso in maniera negativa rispetto all'ordinazione femminile, fondando tale pratica sulla tradizione continua e universale della Chiesa, conforme al disegno di Dio. Si riconosce che Gesù non ha affidato alle donne l'incarico dei Dodici. Questo non deriva da alcuna superiorità personale dell'uomo, ma soltanto da una diversità di fatto sul piano delle funzioni e del servizio, in particolare nelle azioni che esigono il carattere dell'Ordinazione e in cui è rappresentato Cristo stesso come autore dell'Alleanza, sposo e capo della Chiesa.

Per i presbiteri del rito latino è richiesto il celibato e, dopo l'ordinazione, non possono più sposarsi. Nei riti orientali, invece, per i presbiteri non è richiesto il celibato prima dell'ordinazione, ma dopo l'ordinazione non possono più sposarsi.

Il Rito dell'Ordinazione Presbiterale: "Ordinato da Eccellenza"

Infine, arriva il momento dell’Ordinazione Presbiterale, un momento di grande gioia e celebrazione per il candidato e per la comunità di fede. Questo sacramento viene conferito dal vescovo - l'"Eccellenza" a cui si fa riferimento - attraverso l'imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione.

Il rito di ordinazione presbiterale vigente è regolamentato dalla costituzione apostolica Pontificalis Romani, promulgata da papa Paolo VI il 18 giugno 1968, e successivamente riveduto da papa Giovanni Paolo II. Tutte le ordinazioni vengono celebrate ordinariamente nel corso della Messa. Momenti culminanti sono l'imposizione delle mani (gesto antichissimo con cui viene trasmesso il dono dello Spirito Santo) e la preghiera consacratoria (con cui si chiede a Dio la speciale grazia divina di cui ha bisogno l'ordinando per compiere il proprio ministero). Il ministro dell'ordinazione presbiterale è, dunque, il vescovo.

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Fasi del Rito di Ordinazione Presbiterale

Terminata la proclamazione del Vangelo, inizia il rito di ordinazione presbiterale, che si svolge con le seguenti tappe:

  1. Presentazione ed Elezione: L'ordinando viene chiamato per nome e risponde: "Eccomi". Il Rettore del Seminario o un altro responsabile attesta la sua dignità. Il vescovo interroga il popolo sulla sua idoneità e, con l'aiuto di Dio, lo elegge per l'ordine del presbiterato. L'assemblea acclama in segno di assenso.
  2. Omelia del Vescovo: Il vescovo tiene un'omelia, esortando l'eletto e la comunità sul significato del ministero.
  3. Impegni dell'Eletto Presbitero: L'eletto si alza e davanti al vescovo manifesta la volontà di assumere gli impegni del ministero sacerdotale, promettendo di esercitarlo con devozione e fedeltà, di celebrare i misteri di Cristo, di dedicarsi assiduamente alla preghiera e di unirsi strettamente a Cristo. Infine, si inginocchia e pone le mani in quelle del vescovo, promettendo rispetto e obbedienza al vescovo diocesano e al suo legittimo superiore.
  4. Litanie dei Santi: Tutti si alzano o si inginocchiano. Il vescovo invita il popolo alla preghiera, e vengono intonate le litanie dei santi, durante le quali l'eletto si prostra a terra, invocando l'intercessione della Chiesa celeste.
  5. Imposizione delle Mani e Preghiera di Ordinazione: Il vescovo impone le mani sul capo dell'eletto in silenzio. Successivamente, tutti i presbiteri concelebranti impongono le mani. Mentre l'eletto sta in ginocchio, il vescovo pronuncia la preghiera consacratoria, chiedendo a Dio di conferire all'eletto la dignità del presbiterato e l'effusione dello Spirito di santità, affinché possa adempiere fedelmente il suo ministero e guidare il popolo.
  6. Riti Esplicativi:
    • Vestizione degli Abiti Sacerdotali: Un presbitero aiuta l'ordinato a rivestire la stola al modo sacerdotale e la casula.
    • Unzione Crismale: Il vescovo unge con il sacro crisma le palme delle mani dell'ordinato, invocando Cristo che lo custodisca per la santificazione del suo popolo e per l'offerta del sacrificio.
    • Consegna del Pane e del Vino: Il vescovo consegna all'ordinato il calice con il vino e la patena con il pane, dicendo: «Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conferma la tua vita al mistero della croce di Cristo.»
    • Abbraccio di Pace: Il vescovo scambia con l'ordinato l'abbraccio di pace, gesto che viene poi esteso a tutti i presbiteri presenti, simboleggiando l'accoglienza nel presbiterio diocesano.
  7. Liturgia Eucaristica: La celebrazione procede con la liturgia eucaristica, durante la quale il neo-ordinato, assieme al vescovo e a tutti gli altri presbiteri presenti, concelebra per la prima volta l'Eucaristia.
Foto di un vescovo che impone le mani su un diacono durante l'ordinazione presbiterale

Il Ruolo e le Funzioni del Presbitero Oggi

I presbiteri, pur non possedendo la pienezza del sacerdozio e dipendendo dai vescovi nell'esercizio della loro potestà, sono tuttavia a loro congiunti nella dignità sacerdotale. In virtù dell'ordinazione sacerdotale, partecipano alla dimensione universale della missione affidata da Cristo agli apostoli e sono in grado di celebrare l'Eucaristia, di esercitare il ministero della riconciliazione dei fedeli penitenti e del conforto degli ammalati, di amministrare il battesimo e il matrimonio, come anche di pregare per speciali necessità dei fedeli e di svolgere mansioni pastorali nei luoghi dove sono inviati.

I presbiteri, costituiti nell'ordine del presbiterato mediante l'ordinazione, sono tutti tra loro uniti dalla fraternità sacramentale e formano un unico presbiterio nella diocesi sotto la guida del proprio vescovo. Nelle singole comunità locali di fedeli rendono, per così dire, presente il vescovo, cui sono uniti spiritualmente, e con il quale condividono in parte le sue funzioni e la sua sollecitudine.

Essere preti oggi è una vera sfida che merita d’essere accolta. In un contesto di chiese talvolta semivuote, con le confessioni che denotano una povertà di coscienza cristiana matura e un mondo giovanile che si allontana dall'ambiente ecclesiale, si richiede un impegno particolare. C'è una vera rivoluzione ecclesiale da portare dentro le comunità sullo stile di corresponsabilità indicato dal Concilio e dai programmi pastorali dei vescovi. È un tempo complesso ma entusiasmante, che il clero, anche il più giovane, affronta con fatica ma anche con la consapevolezza della necessità di crescere e sentirsi solidali l'uno con l'altro.

Idee Regalo per un Neopresbitero

Celebrare l'Ordinazione Presbiterale di un amico o un parente è un gesto di grande significato. Un regalo, oltre a testimoniare vicinanza e sostegno, può diventare uno strumento utile per il suo ministero. Alcune idee includono:

  • Camicie Clergyman: un elemento essenziale del guardaroba di un sacerdote, disponibili in diversi stili e tessuti, personalizzabili.
  • Paramenti Sacri: stole, casule, piviale, tunicelle, velo omerale, indossati durante la celebrazione della messa o di altri sacramenti.
  • Articoli per la Celebrazione Eucaristica: calici, pissidi, patene e ostensori, strumenti utilizzati durante la celebrazione dell'Eucaristia.
  • Articoli per l'Altare: purificatori, palle, tovaglie e amitti in lino o canapa.

Il regalo più importante che si può offrire è il proprio sostegno e le preghiere per il suo ministero.

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