La Reliquia di San Nicola a Rimini: Storia, Fede e Mistero

La città di Rimini custodisce da secoli una preziosa reliquia di San Nicola di Myra, un osso che secondo la tradizione è l'omero sinistro del santo. Questa presenza non solo ha plasmato la spiritualità e la cultura locale, ma ha anche intessuto legami profondi con l'Oriente cristiano e il mondo slavo ortodosso.

L'Arrivo Avventuroso della Reliquia a Rimini

Secondo la tradizione, l'omero di San Nicola di Bari, vescovo di Myra, sarebbe giunto a Rimini in modo piuttosto rocambolesco verso la fine del XIII secolo. Più precisamente, nel 1177, durante il conflitto tra il Papa e l’Imperatore Federico Barbarossa, un vescovo tedesco di nome Gulto, dopo aver tentato invano di rubare il corpo di San Nicola a Bari, riuscì a sottrarre un suo osso, probabilmente l’omero sinistro. Fuggendo da Bari, Gulto giunse a Rimini dove, a causa di una tempesta, fu costretto a lasciare l’osso nella chiesa di San Lorenzo. Un miracolo confermò l’autenticità della reliquia: l’osso rimase illeso dopo essere stato esposto al fuoco.

L’arrivo della reliquia a Rimini coincise con un periodo storico molto turbolento, caratterizzato dalla lotta tra il Papato e l’Impero. Si ritiene che papa Alessandro III, in incognito, abbia assistito a questo evento miracoloso. Inizialmente, l’omero di San Nicola fu trasferito nella chiesa di San Nicolò, e oggi è custodito nella Cattedrale di Rimini, all'interno della cappella di San Giuseppe.

Mappa del viaggio della reliquia di San Nicola da Bari a Rimini o illustrazione storica dell'arrivo

Documentazione Storica e il Culto di San Nicola a Rimini

Diverse sono le documentazioni fornite da eminenti storici e studiosi, a partire soprattutto dalla fine del XVI secolo, dall’Aldimari, al Clementini, fino alle ricerche del Tonini che giungono alla metà del XIX secolo. In particolare Cesare Clementini, nella sua celebre storia di Rimini pubblicata nel 1617, osservava che nel 1177 “successe un caso, degno di memoria, e di contemplazione, poiché piacque à Sua Divina Maestà di fare un altro ricco dono a questa Città…”. Questo prezioso dono portò il comune di Rimini nel 1633 alla proclamazione di San Nicola a patrono della città.

La presenza della reliquia di San Nicola a Rimini è per molti versi davvero straordinaria. Ciò non solo dal punto di vista storico, poiché testimonia ancora una volta dei profondi legami della città con l’Oriente cristiano e il mondo slavo ortodosso, legami culturali, artistici e spirituali che riaffiorano dai suoi strati antichi e moderni. Ma la rilevanza sta anche nella “storia degli effetti” che la devozione a San Nicola ha generato nel corso dei secoli nella letteratura, nell’arte, nella liturgia e nella spiritualità. Davvero esemplare a questo riguardo è la documentazione della Vita e dell’Inno liturgico dedicato a San Nicola e presente nel Passionario della Cattedrale dell’inizio dell’XI secolo (ora custodito presso l’Archivio Diocesano), che testimonia di una viva devozione per il santo prima ancora dell’arrivo della reliquia a Rimini.

Icona antica di San Nicola o raffigurazione della Cattedrale di Rimini

Il Gesto Ecumenico e l'Impulso alla Ricerca

Nel gennaio 2003 la Chiesa cattolica di Rimini, d’intesa con il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, faceva dono di un frammento della reliquia di San Nicola alla Diocesi Greco-Ortodossa di Dimitriade (la greca Volos), che ne aveva inoltrato richiesta. Un evento simile si è ripetuto nel 2006, quando il vescovo di Rimini, monsignor Mariano De Nicolò, fece dono di un frammento della reliquia - simbolo di unità tra Oriente e Occidente - alla Diocesi ortodossa di Dimitriade (Grecia).

A seguito di questi eventi ecumenici ha preso avvio un sorprendente impulso di ricerca rivolto verso l’insigne reliquia di San Nicola di Myra, custodita e venerata a Rimini da oltre otto secoli. Questo ha stimolato la pubblicazione di volumi dedicati all'arte, storia e spiritualità legate alla reliquia, concentrando l'attenzione soprattutto sull'origine del suo culto e sul contesto culturale, teologico e artistico che ha accolto per secoli questa presenza, a partire dal complesso architettonico della Chiesa di San Nicolò al Porto di Rimini.

L'Esibizione Solenne e il Fenomeno della "Manna"

In occasione dell’anno giubilare 2025, il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmi, ha proposto l’esposizione solenne della reliquia di San Nicola in Basilica Cattedrale. A partire dal 6 dicembre 2024, in occasione della festa di San Nicola, co-patrono di Rimini, l'omero del Santo verrà mostrato nella cappella di Sant’Agostino insieme a una nuova icona dipinta da don Gioacchino Vaccarini. Questa è la prima volta nella storia di Rimini che l’omero di San Nicola viene esposto in Cattedrale, essendo stato precedentemente nella chiesa di San Niccolò al Porto, non più agibile. L'evento sarà accompagnato da una breve mostra su sei grandi pannelli che illustrerà l’avventuroso arrivo della reliquia nel 1177 e la figura di questo santo straordinario. Alle 17.30 sarà celebrata la messa presieduta dal vescovo Nicolò Anselmi, seguita dal canto dell’Inno Akathistos a San Nicola e l'omaggio alla reliquia.

Il Mistero della "Sudorazione" della Reliquia

Di recente, non pochi pellegrini hanno riferito di aver notato una chiazza di colore più scuro a circa metà della reliquia dell’omero, accuratamente conservata in una teca di vetro ed esposta in Duomo. Questo segno è stato ricondotto alla 'manna di San Nicola', animando la speranza che anche a Rimini si stesse verificando un miracolo. A Bari è infatti noto il fenomeno della ‘manna di San Nicola’, la sudorazione del corpo del santo, un'essudazione scientificamente inspiegabile di piccole gocce di un liquido simile all’acqua dalle reliquie, fenomeno soprannaturale ben documentato, ma finora mai riscontrato a Rimini.

Foto ravvicinata della reliquia di San Nicola nel reliquiario con la chiazza scura

La Prudenza della Chiesa

Nonostante l'entusiasmo dei fedeli, le autorità ecclesiastiche mantengono una posizione di cautela. Don Giuseppe Tognacci, rettore della Cattedrale di Rimini, sulle macchie presenti sull’omero frena gli entusiasmi: “Non saprei, non si può davvero dare un giudizio sulla cosa, perché la reliquia è sempre stata sigillata nel suo reliquiario”. Anche il vescovo di Rimini, Nicolò Anselmi, ricorda che «La sudorazione fa parte della storia della Chiesa». Tuttavia, riguardo all'omero di San Nicola, ravvisa: «Non sappiamo se la macchia era già presente in precedenza, o se è causata da fenomeni di natura atmosferica, come l’umidità». Al momento, non ci sono certezze sul fenomeno né su pregresse manifestazioni della "manna" a Rimini.

tags: #reliquia #san #nicola #rimini