Cipro: Isola Santa e Custode di Antiche Reliquie Cristiane

Cipro è un'isola dalla bellezza arcana, immutata in ogni stagione dell'anno, che sembra alla deriva nel Grande Mare, sospinta da dolci correnti verso Oriente. Bella e seducente come Afrodite, che il mito vuole nata dalla schiuma del mare sulla spiaggia di Petra tou Romiou, Cipro fu a lungo residenza preferita da dèi, semidei ed eroi dell'Olimpo. Tuttavia, sull'orizzonte dell'isola stava spuntando una nuova divinità, proveniente anch'essa da oriente, destinata a scacciare gli dèi dell'Olimpo dai loro piedistalli e a frantumare la loro olimpica serenità.

L'Arrivo del Cristianesimo a Cipro

Il Dio cristiano approdò a Cipro viaggiando su una nave romana partita dal porto di Antiochia di Siria, megalopoli dell'impero. Il Dio salpò insieme a due straordinari predicatori della nuova religione, Paolo e Barnaba, uomini di origine ebraica. Attraccarono nel porto di Salamis (Salamina), nella parte orientale di Cipro. A piedi attraversarono l’isola e puntarono su Pafos, la capitale, sede del proconsole Sergio Paolo, che ascoltò la predicazione di Paolo e abbracciò la religione di Cristo. Fu l’inizio di una nuova èra.

Paolo, accesa la miccia all’esplosione cristiana, non tornò più sull’isola. Barnaba invece vi fece ritorno, e qui morì e fu sepolto; la sua tomba si trova presso Salamina, nella parte est di Cipro occupata. Anche Lazzaro, racconta la leggenda cristiana, una volta risuscitato da Gesù, raggiunse Cipro, dove passò gli ultimi suoi anni di sopravvissuto alla morte. La sua tomba è nella chiesa di San Lazzaro a Làrnaka, uno splendido esempio di architettura bizantina. Qui a Pafos, all’interno della chiesa della Panagia Crysopolitissa, costruita nel XII secolo sulle rovine di una più grande basilica bizantina, si venera la colonna della flagellazione di San Paolo, che giunse in città insieme a Barnaba nel 45 d.C.

Rappresentazione di San Paolo e Barnaba che arrivano a Cipro

Sant'Elena e le Preziose Reliquie della Passione

Circa tre secoli dopo Paolo, Sant'Elena, madre dell’imperatore Costantino, approdò su una nave imperiale a Cipro, portando con sé le preziose reliquie della Santa Croce di Cristo, scoperte nel suo viaggio a Gerusalemme. La santa fondò sull’isola alcuni monasteri, tra cui il Monastero Stavrovouni, "monte della Croce", costruito come una fortezza medioevale sul picco di una montagna, dove Elena lasciò una reliquia della Santa Croce.

La Santa Fune di Omodos: Una Reliquia della Passione di Cristo

Tra le reliquie più significative donate da Sant'Elena a Cipro, un posto d'onore spetta a un frammento della Santa Fune con cui i soldati romani legarono Gesù Cristo. Questa preziosa reliquia si trova nel Monastero di Santa Croce nel villaggio di Omodos.

Monastero di Santa Croce a Omodos

Il villaggio di Omodos, ancora oggi centro di prestigiose attività artigianali e di produzione di vini famosi, fu scelto dalla regina per la fondazione del Monastero di Santa Croce, divenuto così custode di un sacro frammento della Fune utilizzata durante la Passione. Questo atto di donazione sottolinea l'importanza di Cipro come luogo di diffusione e conservazione della fede cristiana e delle sue reliquie più sacre.

Cipro: Da Culla di Culti Antichi a "Isola Santa"

Dopo l'arrivo di Sant'Elena, l’incendio del cristianesimo divampò. Le reliquie da lei rinvenute riempirono il mondo greco-romano e Cipro fu chiamata ben presto “l’isola santa”. Trasferita la capitale dell’impero da Roma a Costantinopoli, l’isola del Mediterraneo divenne snodo centrale per lo sviluppo e il “traffico spirituale” della fede cristiana tra Oriente e Occidente.

Il Dio cristiano, giunto su una nave, cominciò ad abitare in stabili dimore costruite forse dagli stessi architetti che avevano eretto i templi e dagli stessi artisti che avevano disegnato i mosaici delle ville patrizie. Vennero costruite le prime basiliche, come quella di Panaghìa Limeniotissa e di Panaghìa Chrysopolitissa, i cui resti, abbelliti da mosaici pavimentali, sono visibili a Pafos.

Lo stile e le visioni spirituali dell’arte bizantina trovarono sublime espressione in alcuni preziosissimi mosaici absidali che sopravvivono in due basiliche paleocristiane di Cipro. La chiesa di Panaghìa Kanakaria, nella penisola di Karpasia, conservava forse il mosaico più antico, oggi ricuperato e conservato nel Museo delle Icone a Nicosia. Di accecante splendore è quello che brilla ancora oggi nella chiesa di Panaghìa Angeloktìsti (“costruita da angeli”) nella cittadina di Kiti, dove la Vergine Maria con Bambino poggia su un piedistallo dorato, tra due arcangeli, con la scritta Hagia Maria (Santa Maria) sopra l’aureola della Vergine.

Mosaico absidale della Panaghìa Angeloktìsti

L'Eredità Bizantina e i Monasteri dei Monti Troodos

Il Dio cristiano non era giunto da solo, aveva portato con sé una donna di finissima bellezza, sua Madre, che sostituì nel cuore dei Ciprioti la sfrontata Afrodite. La sua immagine materna, serena e severa divenne il ritratto della maternità in tutte le chiese, dipinta sui muri e venerata in posizione di prestigio come la regina della casa di Dio in cento e cento icone dai riflessi dorati.

Senza abbandonare le sontuose basiliche delle grandi città di mare, il Dio cristiano, accompagnato da sua Madre Maria, iniziò un lungo e tortuoso cammino verso l’interno montuoso dell’isola. Figlio e Madre scoprirono di stare a proprio agio anche nel silenzio verde dei boschi e nelle impenetrabili montagne di Cipro, condividendo la vita e le tribolazioni della gente dei villaggi, povera ma forte e generosa. Qui contadini e pastori, minatori e taglialegna costruirono per loro piccole case, spesso a forma di capanne e di pagliai col tetto spiovente, e venerarono l’uno come Pantokràtor (Dominatore di tutto) e l’altra come Panaghìa (Tutta Santa).

Villaggio di Omodos immerso nel paesaggio dei Troodos

Le valli nascoste e impervie dei Monti Troodos si popolarono nei secoli di chiesette e monasteri, magìe di pietra e legno, mille piccoli occhi sulla terra che guardavano verso il cielo. Anonimi pittori o artisti famosi provenienti di Costantinopoli dipinsero sulla pietra viva delle chiese le storie evangeliche che riguardavano la vita di Cristo e di sua Madre, le effigi di Santi e di Martiri, di Apostoli ed Eremiti, i ritratti di Costantino ed Elena, e squarci terrificanti di inferni e scenari dolcissimi di paradisi, una sintesi della fede cristiana in immagini.

La cristianizzazione iniziò presto e con l’avvento del governo di Bisanzio si iniziarono a costruire chiese, più spesso verso l’interno e tra i Monti Troodos per accogliere fuggiaschi dalle incursioni di pirati sulla costa. Già nel V secolo si edificavano basiliche a 3, 5 e 7 navate. Ad emulazione di Santa Sofia di Costantinopoli si introdussero le cupole dorate impostate su pianta a croce greca nel VII secolo, spesso decorate all’interno con affreschi ricchi di colore. Tra i gioielli di questa eredità bizantina figurano la chiesa di Panagia Asinou, situata appena fuori Nikitari, e la chiesa di Agios Nikolaos tis Stegis, completamente coperta da affreschi dell'XI-XVII secolo d.C.

Alessandro Barbero - Monaci e Monasteri nel Medioevo

Il Monastero di Kykkos, fondato nel periodo bizantino verso la fine dell'XI secolo, è uno scrigno di tesori, tra cui spicca l’icona della Vergine Maria, ospitata da più di 900 anni e che la tradizione vuole sia stata dipinta dall’apostolo Luca in persona. I coloratissimi affreschi che decorano l’imponente porta di ingresso e le navate interne al monastero fanno da cornice alla ricchissima dotazione nella cappella principale, un trionfo di opulenza e luce. Ancora più su, alle spalle del monastero, sul monte Thronì, si erge il Trono della Santa Vergine di Kykkos, una costruzione esagonale accessibile tramite una passeggiata lastricata di 2 km.

Cipro, culla di ancestrali culti, fu cristianizzata molto presto grazie a figure carismatiche di santi (San Paolo, San Lazzaro, San Barnaba) a cui ancora oggi si è devoti, soprattutto nella parte greca. Nonostante la sua ristretta superficie geografica, Cipro è eccezionalmente ricca di monumenti del periodo Bizantino, una considerevole eredità considerata di grande pregio in tutto il mondo.

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