Le Reliquie del Beato Alberto Marvelli: Un Modello di Santità Quotidiana

La Chiesa Riminese celebra la memoria del Beato Alberto Marvelli, proponendolo come modello di “santità nel quotidiano” per i cristiani del terzo millennio. La sua devozione è oggi diffusa in tutto il mondo, con richieste di reliquie e santini che giungono non solo dall'Europa, ma anche da Canada, Stati Uniti, India, Filippine, Nigeria, Hong Kong, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Malesia e Australia.

Monsignor Fausto Lanfranchi, direttore del Centro di documentazione ‘Alberto Marvelli’, spiega che questa diffusione è dovuta principalmente alla forza di attrazione della sua immagine: “un giovane Santo, in maniche di camicia e cravatta, esce da tutti gli schemi della iconografia abituale dei Santi, e suscita subito simpatia e curiosità, specialmente fra i giovani: nasce così il desiderio di conoscerlo e di farlo conoscere”. Il centro riceve quotidianamente richieste di reliquie e santini, non solo per devozione personale, ma soprattutto da chiese parrocchiali, santuari, oratori, cappelle universitarie e comunità laicali.

Ritratto fotografico del Beato Alberto Marvelli in abiti civili

Chi era Alberto Marvelli?

Nascita e Primi Anni

Alberto Marvelli nasce a Ferrara il 21 marzo del 1918. Secondogenito di sette fratelli, si trasferisce con la famiglia a Rimini nel 1930. Qui frequenta l'oratorio salesiano, vivendo intensamente la vita della comunità.

Formazione e Vocazione

Dopo le scuole primarie e il ginnasio, si iscrive al Liceo Classico Giulio Cesare. Alberto si laurea brillantemente in ingegneria meccanica a Bologna nel giugno del 1942, nonostante il periodo del servizio militare a Trieste nel 1941 e a Treviso nel 1943 fino all'otto settembre.

Le sue riflessioni interiori sulla vocazione erano profonde: "Ma qual era la mia missione? Cosa dovevo fare nella vita? Quante domande, quante crisi. Pensavo a volte di seguire Gesù nella via del sacerdozio, ma mi sentivo così indegno...e comunque mi affascinava l'idea di consacrarmi a Dio. Ma vedevo che ancora non ero pronto. Gesù ancora non mi chiamava. Beh avrei potuto fidanzarmi e poi sposarmi. Di occasioni effettivamente ne avevo... ma intuivo lucidamente che non c'era una ragazza per me e questo era un segno indicativo che ancora la via del matrimonio non era la mia vita. Ma non demordevo, il mio padre spirituale sa quanto ho desiderato la mia vocazione, quanto ci ho pregato e pianto. Non mi sono mai fermato nel cercarla."

La sua spiritualità era improntata all'azione e al movimento continuo, come annotava: "La vita è azione, è movimento, ed anche la mia vita deve essere azione, movimento continuo senza soste: movimento ed azione tendenti all'unico fine dell'uomo: salvarsi e salvare. A questa vita spirituale, motorizzata, direi, a questo anelito ardente di Dio, di anime, di bene, si armonizza in me una medesima tendenza della vita fisica, vita che sento sempre più fatta e nata per il movimento. Lo controllo quasi ogni momento, e specie nei momenti in cui sono costretto a fermarmi, per lo studio dei giorni interi."

Impegno Lavorativo e Ritorno a Rimini

Per alcuni mesi del 1942, Alberto è impiegato come ingegnere presso la Fiat di Torino all'ufficio progetti, ma sente che non è quello il luogo dove deve operare. Torna a Rimini e nell'anno scolastico 1942/43 inizia a insegnare presso l'Istituto Tecnico Industriale. Successivamente, parte di nuovo militare a Treviso e di nuovo ritorna a Rimini.

Il Periodo Bellico e Post-Bellico a Rimini

Alberto Marvelli nella Rimini Distrutta

La vita di Alberto si svolge negli anni '40 del secolo scorso, in una Rimini martoriata e distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale (dal 1940 al 1946). In questo contesto drammatico, egli diviene una figura di grande rilievo, non solo per la sua integrità di vita, ma anche per l'impegno sociale e politico.

Alberto sfidava il dramma ogni giorno, pedalando sulla sua bicicletta in mezzo a una Rimini continuamente bombardata. "Cumuli di macerie ostacolavano ovunque la viabilità, muri pericolanti rappresentavano un permanente pericolo alla vita dei passanti, strade sconvolte dalle esplosioni, fogne ostruite rigurgitanti di acque putride: acquedotto, luce, servizi pubblici distrutti, ed ovunque l'occhio si fermava non vedeva che orrori e macerie."

Era ormai dimentico di se stesso, pedalava per aiutare tutti, caricava la sua bicicletta di ogni cosa e faceva chilometri per raggiungere gli sfollati e dare loro il necessario. La madre era spesso in pensiero per lui, aspettandolo alzata fino a tarda ora. Alberto la rassicurava: "Di che cosa hai paura mamma? Non sai che io torno sempre?"

La Perdita del Fratello Lello

Alberto aveva nel cuore il suo fratello Lello, a cui era affezionatissimo. Durante la guerra, Lello era in Russia nell'assurda campagna voluta da Mussolini. Dal fronte, Lello scriveva ogni giorno alla famiglia e Alberto rispondeva con altrettanta assiduità. Di tutte le lettere spedite in Russia, non si ha traccia, se non delle ultime due, ritornate al mittente perché Lello era eroicamente caduto in battaglia il 20 gennaio del 1943. In una delle due c'era anche il santino con le reliquie di Santa Teresina, come se dal cielo Lello gli avesse risposto.

La morte di Lello diventa occasione per una profonda riflessione sul dolore umano, che non deve passare invano senza averci reso migliori e più forti nella fede. Ad un altro fratello, Carlo, prigioniero in Egitto, scrive per comunicargli la notizia della morte di Lello: "Coraggio Carlo mio, coraggio e fiducia nel Signore che solo può darci serenità, rassegnazione e tranquillità in questa terra e la felicità nell'altra. Lello, che ci ha preceduto nel regno celeste e nel possesso della vita vera, deve essere il nostro esempio e la nostra guida; preghiamolo affinché nel momento dello sconforto, della prova, del dubbio, del dolore ci ottenga dal Signore la forza necessaria per superare la crisi, l'attimo che può farci cadere sempre più. La vita terrena deve essere impostata in vista dell'eterna; senza di questo, invero, il più delle volte si sarebbe tentati a ribellarsi e a maledirla; invece pensando che ogni sofferenza e ogni dolore ha il suo posto nell'economia divina non possiamo che far salire a Dio il nostro grazie riconoscente. Sarà questo grazie, pronunciato nel momento della prova, che ridarà alla nostra anima la pace e la tranquillità."

Dopo la morte del padre e poi di Lello, Alberto si sente responsabile di tutta la famiglia. "Ci sono momenti in cui si mente per amore. Il mio cuore accusava quel vuoto. Ogni volta che andavo a casa mi sembrava strano non trovarlo: era sempre il primo a sentirmi, ogni volta che rientravo da Bologna o da qualche viaggio."

Impegno Sociale e Politico

Alberto Marvelli è stato un cattolico fervente, un uomo di fede e di preghiera, che ha vissuto il suo impegno laicale nella costruzione della città terrena con competenza, onestà e rettitudine. Fu un buon amministratore dei beni pubblici, ricoprendo il ruolo di assessore comunale con l'incarico dell'Ufficio Alloggi e Ricostruzione e di ingegnere responsabile della locale sezione del Genio Civile.

Militò attivamente nelle organizzazioni cattoliche, diventando vicepresidente dell'Azione Cattolica, presidente dei laureati cattolici e membro del direttivo della Democrazia Cristiana. Il suo impegno era volto alla ricostruzione della città e della società, come testimoniato dal suo lavoro per rialzare gli edifici senza badare a spese, sia in ufficio che in casa.

Il 5 ottobre 1946, Alberto Marvelli muore a Rimini ad appena 28 anni, mentre si recava a tenere un comizio per le elezioni amministrative, essendo anch'egli nella lista per la D.C. La sua vita, seppur breve, è stata ricca di impegno per il bene comune e per la promozione della democrazia e della civiltà cristiana.

La Devozione ad Alberto Marvelli e le Sue Reliquie

La Diffusione del Culto

La devozione al Beato Alberto Marvelli si è diffusa rapidamente e inaspettatamente in tutto il mondo. Molti affermano di averlo incontrato, come testimoniano le risposte a chi si chiedeva come lo conoscessero pur abitando in zone lontanissime: "Non io ho incontrato Alberto; ma Alberto ha incontrato me!".

L'insistenza con la quale vengono richieste le reliquie può stupire in un mondo dove tendono ad essere considerate con sufficienza. Tuttavia, la ricerca di qualcosa o qualcuno che aiuti ad affrontare la fatica del vivere e persuada ad una speranza capace di risollevare da ogni prostrazione è una costante, e Alberto Marvelli, con la sua vita di preghiera e impegno per gli altri, offre proprio questo.

Esempi concreti della diffusione del suo culto includono la nascita di un centro intitolato ad Alberto Marvelli nell'arcidiocesi di Pondicherry-Cuddalore, nella regione a sud-est dell'India, che si occupa di aiutare la promozione sociale dei giovani più svantaggiati. Padre Vinod Kunnapaly di Idukki (Kerala - India) ha conosciuto Alberto sul sito internet del Centro Marvelli ed è rimasto toccato dalla sua vita.

Richieste di Reliquie e Testimonianze di Fede

Le richieste di reliquie provengono da diverse parti del mondo e da diverse figure della Chiesa e della comunità laica:

  • Un parroco della parrocchia di Nostra Senhora Aparecida della diocesi di Lins ringrazia il Signore per averci dato il beato Alberto Marvelli e ritiene importante far conoscere la vita dei santi, specialmente giovani. Nella sua comunità, Alberto è già conosciuto e invocato, e molti assicurano di aver ricevuto da lui molte grazie.
  • Un seminarista del seminario minore della diocesi di Guadalajara chiede una reliquia del Beato Alberto Marvelli da porre nella cappella del seminario per la pubblica venerazione, affinché lo accompagni nel suo cammino spirituale.
  • Un membro del gruppo cattolico di preghiera e carità “Per Cristo” desidera ricevere una reliquia di Alberto Marvelli da porre nella loro cappella in un prezioso reliquiario, per la pubblica venerazione.
  • Anna, 60 anni, di Dong Nai, prega Alberto Marvelli affinché protegga la sua famiglia, cattolica, e i suoi parenti che non vivono secondo la fede cattolica.
  • Il Superiore della Congregazione dei Servi di Gesù e di Maria in Belgio, ammiratore del beato, desidera ricevere una reliquia per la pubblica venerazione e per la pastorale familiare.
  • Il Rettore della parrocchia di San Nicola da Tolentino della diocesi di Cabanatuan chiede una reliquia del beato Alberto Marvelli da esporre alla pubblica venerazione accanto alle altre custodite nella Cappella delle reliquie della sua chiesa.
  • Un seminarista, prossimo all'ordinazione sacerdotale e all'invio missionario in Asia, chiede una reliquia del Beato Alberto Marvelli.
Mappa mondiale che indica i luoghi di diffusione della devozione ad Alberto Marvelli

Eventi e Iniziative in Memoria di Alberto Marvelli

Mostre e Convegni

La Confraternita di San Girolamo intende ricordare il "socio Beato" con una mostra a partire dal 20 ottobre e con un importante convegno nel 2015. "Sarà l’occasione per tutti di rinnovare la devozione a questa grande figura di laico cristiano impegnato nella vita della nostra città”, prosegue Ferrini. La Confraternita ha anche incaricato la scultrice Paola Ceccarelli di realizzare un bassorilievo in bronzo con l’immagine di Alberto Marvelli da collocare all’esterno dei locali della Confraternita in via Patara.

Celebrazioni Eucaristiche e Doni

Sabato 25 ottobre mons. In occasione della festa del beato, il Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi presiederà la celebrazione eucaristica presso la chiesa di Sant’Agostino, in centro storico, a Rimini, giovedì 5 ottobre alle 19. La Celebrazione Diocesana in memoria della morte di Marvelli assume una particolare importanza in quest’anno, dedicato al cammino dei giovani. In occasione della Festa, mons. Lambiasi donerà in omaggio ai giovani presenti il libro Caro Alberto. Lettere sulla felicità da/ad Alberto Marvelli (ed. ilPonte Rimini, pp. 72).

Ricerca e Promozione

Il Centro di documentazione ‘Alberto Marvelli’ e la Confraternita di San Girolamo continuano a promuovere la conoscenza e la devozione al Beato, raccogliendo testimonianze e diffondendo materiale informativo. Riviste come «Sacro Cuore VIVERE» dedicano articoli alla sua figura, contribuendo a mantenere viva la sua memoria e il suo messaggio di santità quotidiana.

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