Papa Francesco e il Santuario di Fatima: un legame di preghiera e speranza

Le apparizioni della Vergine Maria a Fatima, in Portogallo, rappresentano uno degli eventi più significativi nella storia della Chiesa cattolica moderna. Il 13 maggio 1917, in un bagliore di luce, tre pastorelli portoghesi - i fratellini Giacinta e Francesco Marto insieme alla cugina Lucia dos Santos - furono testimoni di una "Signora vestita di bianco che emanava una luce". Stupiti e con il cuore aperto, decisero di dire sì all’amore della Vergine, venendo investiti da una missione: pregare il Rosario tutti i giorni per la pace nel mondo. Nel 1930, il vescovo di Leiria dichiarò le visioni "degne di fede", autorizzando il culto alla Madonna di Fatima.

illustrazione delle apparizioni di Fatima ai tre pastorelli

I Papi a Fatima: una tradizione di fede

Fatima è diventata un luogo di pellegrinaggio centrale per i Pontefici. Papa Francesco è stato il quarto Papa a visitare Fatima, proseguendo una tradizione iniziata da Paolo VI nel 1967. Giovanni Paolo II si recò in Portogallo tre volte: nel 1982, nel 1991 e infine nel 2000. Particolarmente toccante fu la sua visita del 1982, un anno dopo l'attentato avvenuto in Piazza San Pietro il 13 maggio. In quell'occasione, Wojtyla donò il proiettile che venne sparato contro di lui, il quale fu successivamente incastonato nella corona della Vergine di Fatima. Anche Benedetto XVI visitò il santuario tra l'11 e il 14 maggio 2010, come quarto Papa a visitare il Portogallo.

fotografia storica di Papa Giovanni Paolo II a Fatima

La visita di Papa Francesco per il Centenario delle Apparizioni (2017)

A cento anni dalle prime apparizioni, Papa Francesco si è recato a Fatima per due giorni, il 12 e il 13 maggio 2017, in occasione del centenario delle Apparizioni della Beata Vergine Maria alla Cova da Iria. Accogliendo l’invito del Presidente della Repubblica e dei Vescovi portoghesi, il Pontefice ha confermato il suo pellegrinaggio nel Concistoro del 20 aprile 2017. Il motto del viaggio papale, presente nel logo ufficiale, era: “Con Maria, pellegrino nella speranza e nella pace”, con la corona del rosario a forma di cuore. Questo pellegrinaggio, come spiegato dalla Sala stampa vaticana, era incentrato sul tema del Cuore Immacolato di Maria. Il disegno del cuore in doppia ellisse simmetrica e convergente rappresenta la purezza di Maria e il suo "svuotarsi di sé per riempirsi dell’Amore di Dio". Il Papa desiderava visitare il santuario per commemorare il centenario delle apparizioni.

La Canonizzazione dei Pastorelli

Durante la sua visita del 2017, Papa Francesco ha presieduto il rito di canonizzazione dei pastorelli Francesco e Giacinta Marto, morti giovanissimi come aveva predetto loro la stessa Madonna. I due fratellini erano stati beatificati da Giovanni Paolo II il 13 maggio del 2000, nell’ultima visita di Wojtyla in Portogallo. Il 23 marzo 2017, il Papa aveva firmato l’autorizzazione a promulgare i relativi decreti per la loro canonizzazione, che è avvenuta il 13 maggio 2017 a Fatima. La memoria liturgica di Francesco e Giacinta Marto si celebra il 20 febbraio, giorno della morte di Giacinta. La loro cugina, Lucia dos Santos, custode del messaggio diviso in tre parti e loro affidato dalla Vergine, è scomparsa nel 2005 dopo aver vissuto 57 anni di vita carmelitana ed è sepolta nella Basilica della Beata Vergine del Rosario nel Santuario di Fatima. Oggi è Serva di Dio, dopo l’apertura della causa di beatificazione nel 2008, autorizzata da Benedetto XVI in seguito alla concessione della dispensa dei 5 anni dalla morte.

foto dei santi Francesco e Giacinta Marto, i pastorelli di Fatima

Il Messaggio di Fatima e il Ruolo del Rosario

Il messaggio di Fatima è profondamente legato al concetto di luce, speranza e preghiera. Papa Francesco ha spiegato nell’omelia della messa celebrata sul sagrato del Santuario mariano che “Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine”. Ha definito Maria come una Madre a cui aggrapparsi, fonte di speranza vera e faro che diede forza ai piccoli pastorelli "per superare le contrarietà e le sofferenze". Il Pontefice ha aggiunto: “Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarLe i suoi figli e figlie. Sotto il suo manto non si perdono; dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli, per i malati e le persone con disabilità, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati”.

10° anniversario di Messaggio di Fátima e della Cappellina delle Apparizioni

Il Rosario: preghiera per la pace e l'intercessione

La recita quotidiana del Rosario è un elemento centrale del messaggio di Fatima, come richiesto dalla Vergine stessa. Il 13 maggio 2016, Papa Francesco ha ricordato, durante l'Udienza Generale, la memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima, invitando tutti i fedeli “a moltiplicare i gesti quotidiani di venerazione e imitazione della Madre di Dio” e raccomandando in particolare ai giovani la recita quotidiana del Rosario. Agli ammalati ha suggerito di "sentite Maria presente nell’ora della croce" e agli sposi novelli di pregarla perché non manchi mai nella loro casa "l’amore e il rispetto reciproco". Il Pontefice ha sottolineato che il Rosario è "una preghiera molto bella e vitale, vitale perché ci mette in contatto con la vita di Gesù e di Maria". Ha anche ricordato che la Madonna ha chiesto di pregare il Rosario per la pace nel mondo e per la fine della guerra, non come un favore, ma con "materna sollecitudine".

Papa Francesco ha evidenziato che Fatima è una "scuola di intercessione". Ha commentato le parole dell'angelo apparso ai bambini prima della Madonna, che li istruì con una preghiera di adorazione e intercessione: "Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo. Ti chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano". L'angelo della pace spiegò che "le preghiere e i sacrifici fatti con amore portano la pace nel mondo". Le sue ultime parole ai bambini furono un invito a "consolare il vostro Dio", sottolineando l'importanza della responsabilità di prendersi cura di coloro che non credono, non sperano, non amano. Come la Vergine stessa disse nel 1917, “Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all'inferno perché non hanno nessuno che faccia sacrifici e interceda per loro”.

Papa Francesco e la Chiesa "senza porte"

L'interesse e il coinvolgimento di Papa Francesco verso gli eventi di Fatima sono profondi. Il suo pontificato è stato consacrato a Nostra Signora di Fatima il 13 maggio 2013 dal cardinale di Lisbona, seguito dalla consacrazione del mondo a Nostra Signora di Fatima da parte del Papa stesso il 13 ottobre 2013. In quell'occasione, Francesco affermò: “La sua statua, venuta da Fatima, ci aiuta a sentire la sua presenza in mezzo a noi. C’è una realtà: Maria sempre ci porta a Gesù… Alla misericordia di Dio, lo sappiamo, nulla è impossibile! Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia. E Maria, che con il suo ‘sì’ ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre”. Un tweet del Papa ha ribadito: “Maria, Vergine di Fatima, siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori. Custodisci la nostra vita fra le tue braccia, guida tutti noi nel cammino della santità”.

Il pellegrinaggio alla Giornata Mondiale della Gioventù 2023

In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) a Lisbona, il 5 agosto 2023, Papa Francesco ha voluto inserire una tappa al santuario mariano di Fatima per affidare alla Madonna i dolori del mondo, con circa 200.000 pellegrini presenti. Giunto a Fatima in elicottero dalla base aerea di Figo Maduro, è stato accolto dal Vescovo di Leiria-Fátima e Presidente della Conferenza Episcopale del Portogallo, Monsignor José Ornelas Carvalho. Dopo aver effettuato alcuni giri in papamobile tra i fedeli, ha guidato la recita del Santo Rosario con i giovani ammalati presso la Cappellina delle Apparizioni, dove ha consegnato alla Madonna un mazzo di rose e un rosario d'oro, pregando in silenzio. Nella Cappellina, Papa Francesco ha pronunciato un discorso a braccio, sottolineando che "la Chiesa non può che essere la casa della gioia. La cappellina in cui ci troviamo è una bella immagine della Chiesa: accogliente e senza porte". Ha ribadito che "la Chiesa non ha porte, così tutti possono entrare... è la Casa della Madre e tutti, tutti, tutti possono entrare senza esclusione".

Papa Francesco durante la recita del Rosario con i giovani alla GMG di Fatima 2023

Un invito alla responsabilità e alla misericordia

Il Papa ha sempre posto l'accento sulla misericordia di Dio, affermando che “Grande ingiustizia si commette contro Dio e la sua grazia, quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre - come manifesta il Vangelo - che sono perdonati dalla sua misericordia!”. Ha proseguito dicendo: “Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio e, comunque, il giudizio di Dio sarà sempre fatto alla luce della sua misericordia”. Egli ha concluso il suo discorso con un appello ad accettare questo "invito alla responsabilità, a prendersi cura di coloro che non credono, non sperano, non amano. E Dio si prenderà cura di noi. Preghiamo, perché Fatima è una scuola di preghiera".

Maria: Maestra di vita spirituale e Speranza per i sofferenti

Nel suo saluto ai pellegrini durante la visita del 2017, Papa Francesco ha espresso profonda gratitudine: “Grazie per avermi accolto fra voi ed esservi uniti a me in questo pellegrinaggio vissuto nella speranza e nella pace. Sento che Gesù vi ha affidati a me, e abbraccio e affido a Gesù tutti, ‘specialmente quelli che più ne hanno bisogno’ - come la Madonna ci ha insegnato a pregare (Apparizione di luglio 1917)”. Ha invocato la benedizione divina su “ciascuno dei diseredati e infelici ai quali è stato rubato il presente, su ciascuno degli esclusi e abbandonati ai quali viene negato il futuro, su ciascuno degli orfani e vittime di ingiustizia ai quali non è permesso avere un passato”. Ha affermato che “se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale e provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce”.

La forza rivoluzionaria della tenerezza

Papa Francesco ha descritto Maria come una Maestra di vita spirituale, non una "Santina" alla quale si ricorre per ricevere dei favori a basso costo, ma la Vergine Maria del Vangelo, che ci insegna la via della vera grandezza attraverso la piccolezza. “Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In Lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti”. Ha aggiunto: “Possa ognuno di noi diventare, con Maria, segno e sacramento della misericordia di Dio che perdona sempre, perdona tutto”. L'unica possibilità di esaltazione, per il Papa, è che la Madre ci prenda in braccio, ci copra con il suo mantello e ci collochi accanto al Cuore di Gesù. Ha anche ammonito: “Non lasciamoci contagiare dal perfezionismo, ingannare dai miraggi, non diventiamo discepoli delle mode”, ricordando che “sempre Dio sceglie i piccoli come i bambini di Fatima”.

immagine simbolica della tenerezza e accoglienza di Maria

L'offerta dei malati e la partecipazione alla missione della Chiesa

Rivolgendosi ai malati, sia nel 2017 che nel 2023, il Papa ha sottolineato il loro ruolo prezioso: “Cari malati, vivete la vostra vita come un dono e dite alla Madonna, come i Pastorelli, che vi volete offrire a Dio con tutto il cuore. Non ritenetevi soltanto destinatari di solidarietà caritativa, ma sentitevi partecipi a pieno titolo della vita e della missione della Chiesa”. Ha descritto la loro presenza silenziosa, ma più eloquente di molte parole, la loro preghiera e l’offerta quotidiana delle sofferenze in unione con quelle di Gesù crocifisso per la salvezza del mondo, come “una risorsa spirituale, un patrimonio per ogni comunità cristiana”. Ha incoraggiato i malati a non vergognarsi di essere un prezioso tesoro della Chiesa, affermando che "Gesù sa cosa significa il dolore, ci capisce, ci consola e ci dà la forza", e che nelle loro ferite "noi troviamo le piaghe di Gesù". Sottolineando che "la vita vale più della salute e che la gioia non viene dalle cose che si hanno, ma dall’amore che si dona e si riceve", il Papa ha infine ricordato che Gesù è presente e va adorato nell'Eucaristia, così come nelle ferite dei fratelli e delle sorelle malati e sofferenti.

Papa Francesco mentre benedice i malati

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