Don Giovanni Aponte nella Diocesi di Sorrento: Un Esempio di Fede e Prossimità

La figura di Don Giovanni Aponte è profondamente radicata nella memoria e nel cuore della comunità di Sant'Agnello e dell'intera penisola sorrentina. La sua vita e il suo ministero sacerdotale sono stati caratterizzati da un impegno costante, un profondo entusiasmo e una visione aperta alle novità del Concilio Vaticano II.

Ritratto di Don Giovanni Aponte durante una celebrazione

Il Ministero e l'Impatto sulla Comunità

I santanellesi, ma anche gli abitanti di tutta la penisola, hanno potuto apprezzare l’entusiasmo e l’impegno profusi da don Giovanni quando, da giovane sacerdote, affiancava il grande parroco don Giuseppe Iaccarino. In quel periodo, si apriva alle ispirate e illuminanti novità del Concilio Vaticano II, portando una ventata di freschezza e rinnovamento nella vita parrocchiale.

La Concezione dell'Amore e del Tempo nel Contesto della Fede

Come si misura una vita? Esiste un modo di contare i nostri giorni, una unità che non ha misura, non ha un peso specifico: stiamo parlando dell'amore. L’amore stabilisce “un tempo” che supera il tempo cronologico, lo attraversa, ne dilata la qualità, rendendolo il tempo giusto, il tempo delle opportunità, il tempo dell’amore: il Kairos. Questo concetto evidenzia come l'amore non sia solo un sentimento, ma una dimensione capace di dare senso e valore al tempo stesso.

Il Dialogo con i Giovani e la Prossimità della Chiesa

Un aspetto fondamentale del ministero di Don Giovanni, e più in generale della vita diocesana, è il dialogo con le nuove generazioni. Prima di una serata di celebrazione, il vescovo si è reso disponibile a dialogare con i giovani della diocesi, distinti nelle responsabilità e nelle età, ma non distanti. Tutti seduti sullo stesso pavimento, hanno avuto l'opportunità di confrontarsi francamente - e molto poco istituzionalmente - su temi vivi, caldi, che stanno a cuore ai giovani ma anche al vescovo. Un gruppo di giovani seduti attorno al loro vescovo, parlano di vita, che è parlare di casa.

Il Papa all'Inter: "Voi campioni siate testimoni di valori per i giovani

Parlare della vita, delle sue mille sfaccettature, non è altro che parlare di casa: mattoni di fede, dono della Chiesa. Mattoni per costruire fondamenta, pareti, tetti. Questo simboleggia una Chiesa che non resta chiusa e indifferente, ma che sappia farsi prossima, vicina, perché nessuno vada perduto. L'annuncio che, per quanto sia duro e freddo l’inverno, la vita resiste e la Grazia accompagna, è un messaggio di speranza fondamentale. Questa può essere la prospettiva di un credente, ma per chi non crede? Come confrontarsi su questo tema con chi non parte da questo presupposto di fede? Questo solleva interrogativi importanti sulla laicità e sulla gestione di questioni etiche da parte dello stato, come l'aborto, in un contesto pluralistico.

Se è vero infatti che siamo giovani e dobbiamo cambiare il mondo, è anche vero che siamo persone, con le nostre giornate no e le nostre fatiche quotidiane. Questo riconoscimento della complessità dell'esistenza umana è cruciale per un approccio pastorale autentico e inclusivo.

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