I Sacerdoti di Marte: il collegio dei Salii

I Salii (dal latino Salii, singolare Salius, derivante dal verbo salio, "saltare") rappresentavano un antico e prestigioso collegio sacerdotale dell'antica Roma, intimamente legato al culto di Marte Gradivo, la divinità che presiede alle battaglie e protegge i combattenti in prima linea.

Illustrazione storica o ricostruzione dei sacerdoti Salii mentre danzano con gli ancilia e le aste bianche

Origine e istituzione del collegio

La tradizione storiografica, tra cui spicca la narrazione di Tito Livio, attribuisce l'istituzione dei Salii Palatini al re Numa Pompilio. Secondo il mito, in un’epoca di carestia, il dio Marte rispose alle invocazioni del popolo romano scagliando dal cielo un ancile, uno scudo sacro di forma ovale e concava. Convinto che il possesso di questo oggetto avrebbe donato l'invincibilità a Roma, il re, consigliato dalla ninfa Egeria, fece costruire dal fabbro Mamurio Veturio undici copie identiche all'originale, per evitare che venisse trafugato. I dodici scudi furono affidati alla custodia dei sacerdoti Salii.

Successivamente, il re Tullo Ostilio istituì un secondo collegio, i Salii Collini (o Agonenses), in adempimento a un voto fatto durante le guerre contro Fidene e Veio. Questi sacerdoti, anch'essi in numero di dodici e scelti tra le famiglie patrizie, erano dedicati al servizio del dio Quirino sul Monte Quirinale.

La funzione dei Salii e il rito dell'Ancilia

La funzione principale dei Salii era la custodia dei dodici scudi sacri e la celebrazione di festività solenni che scandivano l'apertura e la chiusura della stagione bellica. Le cerimonie avvenivano nel mese di marzo e si concludevano in ottobre:

  • Ancilia movere (1° marzo): apertura della stagione della guerra.
  • Armilustrium (19 ottobre): chiusura della stagione militare e purificazione delle armi.

Durante le processioni per le vie di Roma, i Salii indossavano costumi cerimoniali distintivi: una tunica ricamata, una corazza di bronzo, un mantello bordato di rosso e un elmo conico chiamato apex, sormontato da una piuma. Portando gli scudi sulla spalla sinistra, i sacerdoti eseguivano una danza ritmata, definita tripudio, battendo gli scudi con bastoni per marcare il tempo dei loro canti, i Saliaria carmina o Axamenta.

Schema che illustra il movimento della danza tripudium e la disposizione dei sacerdoti

Simbolismo e figure correlate

Gli inni cantati dai Salii invocavano gli dei del pantheon romano e la figura di Mamurio Veturio. La figura del fabbro è al centro della cerimonia dei Mamuralia, un rituale di natura espiatoria dove un uomo, vestito di pelli e chiamato appunto Mamurio, veniva percosso con aste bianche. Gli studiosi, come Georges Dumézil e Hermann Usener, interpretano questo gesto come l'espulsione del "vecchio anno" per far posto alla rinascita primaverile.

Le Vergini Saliari

Secondo Festo, citando Cíncio ed Elio Stilone, esistevano anche le "vergini di saliae" (*Saliae Virgines*). Sebbene la loro funzione sia dibattuta - oscillando tra il ruolo di assistenti nei sacrifici della Regia e quello di attrici in rituali di iniziazione travestita - la loro presenza conferma l'articolazione complessa del culto marziale romano, che integrava funzioni civili, militari ed esoteriche.

Il ruolo di Marte nella religione romana

Mars non deve essere ridotto esclusivamente a un dio della guerra nell'accezione greca di Ares. Egli è una figura complessa che tutela l'ordine e i confini della comunità. La sua sfera d'azione include:

  • Protezione dei campi e dei cittadini: manifestata nei riti degli Ambarvalia.
  • Il Ver Sacrum: la consacrazione di una generazione di giovani destinata a fondare nuove comunità sotto la protezione divina.
  • Funzioni eroiche: espresse attraverso le figure di Nerio (virilità eroica) e le Moles Martis (la massa dei combattenti nel furore della battaglia).

Marte (lat. Mars, Marspĭter) - Origini e Riti - Dio agreste e guerriero - Suovetaurilia e Mamuralia.

tags: #relativi #ai #sacerdoti #del #dio #marte