La Quaresima è un tempo forte dell’anno liturgico, un periodo di quaranta giorni che conduce i fedeli alla Pasqua, cuore della fede cristiana. In questo tempo, la Chiesa invita a momenti di preghiera, penitenza e conversione. I venerdì di Quaresima rivestono un’importanza speciale, ricordando il giorno della Passione e Morte di Gesù Cristo.
Perché l'Astinenza dalla Carne in Quaresima?
Da tempo immemorabile, i cattolici hanno riservato al venerdì un’osservanza penitenziale speciale. È questo il fulcro della tradizione dell’astinenza dalla carne il venerdì, così come il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo.
Il Venerdì come Giorno Peniteniale
Visto che si crede che Gesù Cristo abbia sofferto e sia morto sulla croce di venerdì, i cristiani fin dall’inizio hanno stabilito che in quel giorno avrebbero unito le proprie sofferenze a quelle di Gesù. Questo ha portato la Chiesa a riconoscere ogni venerdì come “Venerdì Santo”, in cui i cristiani possono ricordare la Passione di Cristo offrendo un tipo specifico di penitenza. La scelta del venerdì non è casuale: è il giorno in cui Cristo morì sulla croce, il giorno del sacrificio supremo per l’umanità. Durante la Quaresima, ogni venerdì diventa così un’occasione per meditare sul mistero della Croce e per rinnovare il proprio cammino di fede.
Carne come Simbolo di Festa e Sacrificio
Per buona parte della storia della Chiesa, la carne è stata scelta come sacrificio degno per via della sua associazione a feste e celebrazioni. Nelle culture più antiche la carne era ritenuta una prelibatezza, e il “vitello grasso” non veniva ucciso a meno che non ci fosse qualcosa da festeggiare. Visto che il venerdì era considerato un giorno di penitenza e mortificazione, mangiare carne di venerdì per “festeggiare” la morte di Cristo non sembrava opportuno. San Tommaso d’Aquino scriveva che la carne rossa dà più piacere, quindi eliminarla sarebbe dimostrazione di maggior sacrificio. Piacere che deriverebbe anche dalle carni bianche, come quelle di pollo, che è escluso dai cibi ammessi perché è un animale a sangue caldo.

Perché il Pesce è Ammesso?
La domanda sorge spontanea: perché il pesce non viene considerato “carne”? Le leggi canoniche definiscono l’astinenza dagli “animali di terra”. Le leggi sull’astinenza considerano che la carne derivi solo da animali come polli, mucche, pecore o maiali - tutti animali che vivono sulla terra. Anche gli uccelli vengono considerati carne. Il pesce, invece, non viene classificato allo stesso modo.
- I pesci sono una categoria di animali diversa.
- I pesci di acqua dolce e salata, gli anfibi, i rettili (animali a sangue freddo) e i molluschi sono permessi.
In latino la parola usata per descrivere quale tipo di “carne” non è permessa di venerdì è carnis, e si riferisce specificatamente a “carne animale”. La definizione non ha mai incluso il pesce. In quelle culture, inoltre, il pesce non era considerato un cibo “di festa”, e mangiarlo era piuttosto una penitenza. La nostra cultura è molto diversa, visto che la carne viene considerata in genere l’opzione più economica sul menu e non esiste più il collegamento culturale ai festeggiamenti. È per questo che molta gente è confusa su queste regole, soprattutto chi ama il pesce e non ritiene certo una penitenza mangiarlo.
Tutto Quello che Devi Sapere Ora sul Non Mangiare Carne il Venerdì
Le Regole di Digiuno e Astinenza nella Chiesa Cattolica
La Costituzione Apostolica Paenitemini, pubblicata nel 1966 sotto il pontificato di san Paolo VI, approfondisce “il significato e l'importanza del precetto divino della penitenza”. La Chiesa Cattolica fornisce regole e linee guida specifiche per aiutarci a definire il nostro cammino quaresimale verso il rinnovamento.
Definizione di Digiuno e Astinenza
Nella Chiesa cattolica, il digiuno è una pratica di autodisciplina con finalità penitenziale. Nel contesto della Quaresima, si riferisce alla riduzione dell’assunzione di cibo e alla limitazione del numero di pasti. La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate. L'astinenza, invece, si riferisce all'”astensione” dalla carne.
Giorni di Digiuno e Astinenza
I giorni in cui la carne è vietata sono il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. In questi due giorni, le regole del digiuno consentono ai cattolici di consumare solo un pasto completo e due pasti più piccoli che, combinati, non corrispondono a un pasto normale. Inoltre, i cattolici non possono mangiare carne in questi due giorni e in tutti i venerdì di Quaresima. L'astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25 marzo).
Età e Eccezioni
- Le persone di età compresa tra i 18 e i 59 anni, in buone condizioni di salute, sono tenute a digiunare il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo.
- Chi ha 14 anni o più deve astenersi dalla carne nei venerdì di Quaresima.
- Sono esenti i bambini, gli adulti con malattie fisiche e mentali, le donne incinte e quelle che allattano.
L’USCCB sottolinea che “dovrebbe prevalere il buon senso” e che nessuno dovrebbe mettere a rischio la propria salute per digiunare. Per i bambini piccoli che non digiunano, i genitori dovrebbero comunque comunicare il significato e la penitenza.
Durata della Quaresima e del Digiuno
La Quaresima termina il Giovedì Santo, ma il digiuno quaresimale (e gli impegni personali) di solito continuano fino a Pasqua. Il documento papale Paschalis Solemnitatis lo raccomanda affinché “con cuore sollevato e accogliente siamo pronti a celebrare le gioie della domenica di risurrezione”.
Indicazioni Specifiche della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
Ogni venerdì dell’anno è un giorno di particolare penitenza, in preparazione alla Pasqua della settimana, la domenica. Il precetto di astinenza dalle carni vale per tutti i venerdì dell’anno, ma ogni Conferenza Episcopale può sostituire il precetto penitenziale dell’astinenza dalle carni con un’altra indicazione. La Conferenza Episcopale Italiana, con una nota pastorale del 1994, ha stabilito che “l'astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità”.
La Quaresima come Cammino Spirituale
La Quaresima è cammino, itinerario, nuovo esodo che ci conduce verso la Pasqua. Un itinerario spirituale che vuole condurre ogni uomo di buona volontà alla vittoria sulle insidie dell’antico tentatore e al dominio sulle seduzioni del peccato. L’uomo è chiamato, con l’aiuto di Dio, a questa vittoria, lottando con le armi del digiuno e della penitenza per giungere ad un profondo rinnovamento nello spirito, ad una più autentica riconciliazione con Dio suo Creatore. Un decennio prima, San Giovanni Paolo II aveva descritto la Quaresima come un “impegno per una nuova vita, ispirata ai valori del Vangelo”, allontanandosi dall’egoismo e avvicinandosi al cammino di Cristo.
Segni Quaresimali: Digiuno, Elemosina e Preghiera
In questa ottica è attualissima la pratica del digiuno, della preghiera, della carità (elemosina). La preghiera e l’elemosina sono forse più facili da comprendere rispetto al digiuno. Digiunare serve per essere più presenti a se stessi. Pregare per essere in comunione con Dio.
- Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria.
- Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava che nessuna opera si può associare più utilmente del digiuno all'elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone.
- La Quaresima è, inoltre, un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio.
La Liturgia Quaresimale
Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. In Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l’“Alleluia”.
Letture delle Messe Domenicali
In questo Anno liturgico (ciclo A) le letture domenicali seguono un percorso specifico:
- La prima domenica di Quaresima è chiamata Domenica della tentazione, perché presenta le tentazioni di Gesù nel deserto (Mt 4,1-11).
- La seconda domenica è detta di Abramo e della Trasfigurazione (Mt 17,1-9).
- La terza domenica ci fa incontrare la Samaritana (Gv 4,5-42): Gesù, come dice alla Samaritana, ha un’acqua di vita che estingue ogni sete.
- La quarta domenica fa riflettere sull’esperienza del «cieco nato» (Gv 9,1-41) per esortare a liberarci dalle tenebre del male e a ricevere la luce di Cristo.
- La quinta domenica presenta la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45).
Il Mercoledì delle Ceneri
Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri il sacerdote sparge della cenere benedetta sul capo o sulla fronte. Secondo la consuetudine, la cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.
Nel ricevere le ceneri l’invito alla conversione è espresso con una duplice formula:
- «Convertitevi e credete al Vangelo», che richiama alla conversione, cioè a cambiare direzione nel cammino della vita e andare controcorrente.
- «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai!» (Gen 3,19), che rimanda alla fragilità umana e alla morte, pur ricordando che l’uomo è una polvere preziosa agli occhi del Signore.
Quesiti Comuni su Digiuno e Astinenza Quaresimale
Si può mangiare carne il Venerdì Santo?
Il Venerdì Santo, pur facendo parte del Triduo Pasquale che segna la fine della Quaresima, è un giorno di astinenza, quindi è meglio astenersi dalla carne, come negli altri venerdì di Quaresima.
Le domeniche contano per il digiuno?
Le domeniche di Quaresima non sono “giorni prescritti di digiuno e astinenza”. Rinunciare a qualcosa durante la Quaresima è un’abitudine, e mantenere il proprio sacrificio in modo continuativo è una decisione personale.
Le fritture di pesce vanno bene?
Dato che serve pesce anziché carne, la frittura di pesce della tua chiesa locale è un’ottima opzione per i venerdì di Quaresima. Poiché la Quaresima è una stagione radicata nella penitenza, un pasto modesto nella tua parrocchia è probabilmente un’opzione migliore di un sontuoso banchetto di pesce in un ristorante di lusso.
L’astinenza si applica al sesso?
No, l’astinenza in questo contesto si riferisce al cibo. Sebbene alcuni registri parrocchiali medievali mostrino una diminuzione delle nascite nove mesi dopo la Quaresima, la Chiesa non pone divieti specifici in merito all'intimità coniugale durante questo periodo.
Cosa si può bere il Mercoledì delle Ceneri?
Durante la Quaresima si applicano le normali regole del digiuno prima di ricevere la Comunione (astensione dal cibo un’ora prima della Messa). A parte questo, non ci sono regole specifiche sui liquidi, quindi caffè, tè e soda vanno bene. Un frullato che costituisce un pasto probabilmente conterà come cibo.
Quali sono le regole del digiuno dall’alcol?
La Chiesa non pone limiti specifici all’alcol. La discrezione personale è la cosa migliore. Tuttavia, l'astensione da bevande alcoliche può essere una forma di penitenza personale.
Tradizione e Modernità: L'Evoluzione delle Regole
Nell'immaginario comune la Quaresima è un periodo di astensione totale dalla carne, ma anche dagli alcolici, dai dolci e da tutti i cibi grassi e opulenti. Fino all'inizio del XX secolo, in effetti, più o meno era così: le regole ecclesiastiche, tra le altre cose, richiedevano espressamente di privarsi anche di uova e latticini. Ora le regole sono meno restrittive. Il quarto dei cinque precetti generali della Chiesa sul tema è chiaro: «In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno». L'intenzione della Chiesa è incoraggiare i fedeli a offrire un sacrificio a Dio che venga dal cuore e unisca le proprie sofferenze a quelle di Cristo sulla croce. La carne viene considerata la penitenza di base, e si dovrebbe sempre tenere a mente l’obiettivo della regolamentazione. Ad esempio, non dà necessariamente a una persona il permesso di farsi una bella cena a base di aragosta ogni venerdì di Quaresima. La Quaresima, con le sue pratiche e le sue tradizioni, resta un’opportunità per riscoprire il senso autentico della vita, un messaggio di speranza attraverso il sacrificio e la conversione per rinascere a vita nuova.