Il Buddismo è una religione e una filosofia basate sugli insegnamenti del Buddha, vissuto nell'India nord-orientale tra il VI e il IV secolo a.C. I suoi insegnamenti mirano ad aiutare le persone a porre fine alla sofferenza, raggiungere l'illuminazione (Nirvana) e interrompere il ciclo delle rinascite. Il Buddismo comprende diverse tradizioni e pratiche, con due rami principali: Theravada e Mahayana. Ognuna offre interpretazioni e percorsi unici per la liberazione spirituale.
Origini e Significato della Quaresima Buddhista
Il giorno dopo l’Asanha Bucha (o Asalha Puja), una delle più importanti feste buddhiste che si celebra il giorno di luna piena dell’ottavo mese lunare, è un altro giorno significativo chiamato Buddhist Lent Day o Khao Phansa, noto anche come Watsa o Vassa. Questo giorno segna l’inizio del periodo di Phansa, che dura tre mesi ed è definito anche come la Quaresima Buddhista o come “Ritiro Monsonico”. Tale periodo, profondamente spirituale e culturalmente significativo, coincide con la stagione delle piogge.
Le radici di questa usanza risalgono al tempo del Buddha stesso. Secondo la tradizione buddhista, il Buddha istruì i suoi discepoli a rimanere in un luogo durante la stagione delle piogge per evitare di danneggiare la nuova vita vegetale e le piccole creature che emergono in questo periodo. Questa pratica di permanenza in un posto specifico consentiva ai monaci di concentrarsi sui loro studi, sulla meditazione e sullo sviluppo spirituale. Il festival inizia il giorno dopo l'Asalha Puja, che commemora il primo sermone del Buddha.

La Vita Monastica durante il Vassa
Durante il Vassa, i monaci buddhisti sono obbligati a non intraprendere viaggi e a fermarsi presso un monastero, un tempio o un romitaggio. Presso i monasteri, i monaci dedicano questo periodo a lunghe sessioni di meditazione, studio e insegnamento, approfondendo la loro comprensione del Dhamma (insegnamenti del Buddha) e coltivando consapevolezza e compassione.
Una caratteristica particolare è che, al mattino del primo giorno del Vassa, si offrono ai monaci grandi candele invece del consueto cibo. Possono essere offerti anche altri elementi che forniscano luce, come lanterne o olio per le lampade, che rappresentano fisicamente e simbolicamente l’illuminazione per i monaci. Questa usanza, prima dell'esistenza della corrente elettrica, era anche finalizzata a permettere ai monaci di continuare a studiare anche di notte.
Ordinazioni Temporanee e Meriti Spirituali
Il Buddhist Lent Day o Khao Phansa è abitualmente anche la stagione delle ordinazioni temporanee. Ogni giovane credente thailandese deve, infatti, passare almeno una volta nella vita tre mesi in un monastero vivendo come un monaco. I giovani ricevono un addestramento spirituale, per ottenere meriti per sé stessi e per i loro genitori. Si crede che un uomo che è stato un monaco destinerà i propri genitori al paradiso, poiché essere monaco è un atto di purificazione e, quindi, di felicità. Trascorreranno la maggior parte del loro tempo a ricevere insegnamenti e a praticare sotto la guida di un venerabile, imparando da lui il Dhamma.
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Le Pratiche dei Laici durante il Vassa
Non solo i monaci trascorrono diversamente dal solito questi tre mesi. Molti thailandesi, infatti, osservano il digiuno, evitano alcol, carne, tabacco e gioco d’azzardo. Per i laici, il Boun Khao Phansa è un periodo di maggiore attività religiosa e devozione. Molte persone scelgono di osservare precetti aggiuntivi, impegnandosi in meditazione e preghiera regolari.
Uno degli aspetti centrali è la pratica di fare meriti, che si ritiene porti benefici spirituali a se stessi e agli altri. Le attività di creazione di meriti durante questo periodo includono l'offerta di cibo e altre necessità ai monaci, la partecipazione a preghiere e canti comunitari e l'impegno in atti di gentilezza e generosità. Anche il coinvolgimento della comunità è una parte importante del festival, con i templi che diventano il punto focale della vita sociale e religiosa.
Le candele svolgono un ruolo speciale nell'osservanza del Boun Khao Phansa. Oltre a essere offerte ai monaci, sono spesso utilizzate in varie cerimonie e rituali religiosi, simboleggiando l'illuminazione della saggezza e la dissipazione dell'ignoranza. Durante il festival, è comune vedere grandi candele riccamente decorate sfilare per le strade e presentarle ai templi. In alcune regioni, c'è la tradizione di realizzare e offrire "candele Khao Phansa" finemente intagliate e decorate con immagini del Buddha e altri simboli religiosi, che possono essere alte diversi metri e richiedere settimane per essere completate.
Festival e Celebrazioni della Quaresima Buddhista
Ci sono molti festival in tutta la Thailandia e nel Laos che segnano l'inizio della Quaresima Buddhista. Tra i più importanti ricordiamo:
Festival Khao Phansa a Saraburi
Il festival di Khao Phansa che si tiene a Saraburi è particolarmente colorato. Qui, nel santuario che conserva l’impronta del Buddha, i fedeli si radunano da tutta la Thailandia per vedere il rito delle offerte. I monaci locali sfilano per la città con le loro ciotole per l’elemosina e i fedeli le riempiono non di cibo come di solito, o candele come per il Buddhist Lent Day, ma di fiori gialli e bianchi durante una cerimonia che si chiama “Tak Bat Dok Mai”. I monaci poi ritornano ai templi e offrono i fiori alle statue di Buddha. Sempre a Saraburi si possono vedere anche i fedeli lavare i piedi dei monaci per espiare i loro peccati. Inoltre, si tiene anche il Saraburi Candle Festival, dove si possono ammirare candele scolpite magistralmente.

Celebrazioni a Surin
Surin è sede di una delle celebrazioni più impressionanti per Khao Phansa. I 12 templi della città mostrano le proprie effigi intagliate nella cera, sfilando per le strade, accompagnate da danze popolari. Si tiene inoltre una speciale cerimonia per acquisire meriti, fatta sul dorso di un elefante.
Festival di Ubon Ratchathani
Un’altra celebrazione molto famosa e colorata del Buddhist Lent Day o Khao Phansa, da non perdere, si tiene a Ubon Ratchathani, una delle principali città della regione di Isaan in Thailandia. È uno dei festival più antichi del regno che attira migliaia di persone ogni anno, in cui la stragrande maggioranza sono thailandesi provenienti da tutto il paese. Anche qui c’è un festival delle candele, comune più o meno alla maggior parte delle celebrazioni. Sono presenti tante candele squisitamente scolpite nella cera d’api in ogni forma e dimensione immaginabile.
Festival sull'Acqua ad Ayutthaya
Ad Ayutthaya, c’è un festival molto suggestivo sull’acqua. Gli abitanti portano le loro candele al tempio locale trasportandole sulle barche lungo l’antico canale Lad Chado.
Competizioni a Suphan Buri
A Suphan Buri, gli abitanti e le Accademie d’arte competono per mettere in scena candele impressionanti che raffigurano principalmente figure della mitologia tailandese. I visitatori, oltre che alla sfilata delle candele, potranno assistere a mostre sulla vita delle popolazioni tribali locali e a spettacoli di danze popolari di gruppi etnici in competizione fra loro.
Influenze Laotiane a Nakhon Phanom
Nakhon Phanom è influenzata dalla cultura laotiana, il che assicura di poter vedere rituali un po’ diversi rispetto al resto della Thailandia. L’evento è incentrato sull’iconica pagoda di Wat Phra That Phanom e si potrà assistere anche qui a una processione di candele squisitamente scolpite.
Festival di Korat
Korat è la porta verso il nord-est e il suo Festival delle processioni di candele è il momento più famoso dell’anno.
Boun Khao Phansa in Laos
Ogni anno, la gente del Laos osserva il Boun Khao Phansa, anch'esso conosciuto come Quaresima Buddhista. In Laos, il Boun Khao Phansa inizia solitamente a metà luglio e continua fino a ottobre. Questo festival è caratterizzato da una cerimonia speciale in cui i monaci dichiarano formalmente la loro intenzione di rimanere nei loro monasteri per tutta la durata della stagione delle piogge. La cerimonia di apertura è un'occasione vivace e gioiosa, con processioni, musica tradizionale e fedeli vestiti con i loro abiti migliori che portano offerte ai monaci in una cerimonia formale nota come "Tak Bat". In alcune regioni del Laos, è tradizione realizzare "candele Khao Phansa" finemente intagliate e decorate con immagini del Buddha, creature mitiche e altri simboli religiosi.
La Fine del Ritiro: Awk Phansa e Boun Ok Phansa
Il giorno che segna la fine del periodo della Quaresima Buddhista di tre mesi e la fine tradizionale della stagione delle piogge si chiama Awk Phansa (o Boun Ok Phansa in Laos). L’ultimo giorno del periodo della Quaresima Buddhista cade esattamente nel giorno di luna piena dell’undicesima luna lunare. Secondo la credenza buddhista, commemora il giorno in cui il Buddha scese di nuovo sulla terra dopo aver passato tre mesi in paradiso dove aveva visitato sua madre. Il suo ritorno fu accolto dai suoi seguaci con cibo in dono.
Oggi, i buddhisti thailandesi ricordano l’evento visitando il tempio locale per ottenere dei meriti. Ogni regione ha il suo modo di celebrare l’occasione, ma è comune in questo periodo dell’anno assistere a competizioni per le imbarcazioni meglio addobbate. Durante il mese successivo alla fine del ritiro, vengono consegnati ai monaci nuovi abiti e offerte durante una cerimonia nota come “Thod Kathin”.
In Laos, la cerimonia di chiusura, Boun Ok Phansa, è un momento di grande festa e gioia. I monaci che hanno completato il loro ritiro vengono onorati con offerte ed elemosine, e i laici si riuniscono per celebrare la fine della stagione delle piogge e l'inizio della stagione del raccolto. Uno dei momenti salienti è il "Tak Bat Thewo", un rituale in cui i monaci scendono dai loro monasteri per ricevere l'elemosina dai laici, spesso accompagnato da processioni colorate, musica tradizionale e spettacoli di danza.

La Compassione nel Buddismo: Un Concetto Universale
Nel contesto del Buddismo, la compassione è una virtù di primaria importanza. Fr. Enzo Bianchi, in occasione della presentazione del primo monastero buddhista tibetano in Italia, alla presenza del venerabile Khen Rinpoche, abate di Kapan, ha proposto due meditazioni sul tema della compassione. Egli ha sottolineato che nel buddismo la compassione è la virtù più alta, intesa come il saper soffrire con gli altri fino a soffrire con la natura, con ogni essere che vive.
Fr. Enzo ha riflettuto su come sia possibile vivere la compassione nel quotidiano, affinché non rimanga nella sfera di un generico sentimento, ma si traduca in un atteggiamento di vero ascolto e partecipazione a ciò che l’altro vive. La compassione è quel comportamento che sottrae all'indifferenza e spinge incontro a chi soffre. Questo sentimento universale, che è al cuore di spiritualità anche molto diverse fra loro - come quella cristiana e quella buddhista -, non è mai riservata ai soli membri della stessa comunità o famiglia, ma è indirizzata a tutti perché è un sentimento naturale degli umani.
Nasce dalle profondità delle viscere, e dice la propria vulnerabilità, come capacità di essere feriti, toccati dalla sofferenza altrui. Dostoevskij ha definito la virtù della compassione la più importante delle virtù e l’unica legge di vita dell’intera umanità, sostenendo che solo la compassione fa progredire l’umanità. Tuttavia, Fr. Enzo ha espresso la preoccupazione che in un mondo permeato da barbarie, affermazioni come quelle di Nietzsche in "Così parlò Zarathustra" ("Io non amo i compassionevoli … Quelli che creano devono essere duri. Sia lodato ciò che rende duri!") possano trovare un sottofondo, portando non solo alla morte della pietà, ma alla morte dell’umano stesso.