Introduzione al Limone
Il limone, scientificamente noto come Citrus limon, appartiene alla famiglia delle Rutacee, del ceppo dei Citrus. Questa pianta è un antico ibrido tra il pompelmo e il cedro, ma nel tempo si è evoluta fino a diventare una specie autonoma. Oggi è una tra le piante più coltivate nel nostro Paese e nel mondo.
Classificazione e Origine
Originario dell'India e dell'Indocina, il limone è stato introdotto nel bacino del Mediterraneo nel XII secolo grazie agli Arabi, che lo importarono in Sicilia. In seguito, Cristoforo Colombo contribuì a diffonderlo nel continente sudamericano. Il Limone Meyer (Citrus meyeri) è originario della Cina ed è probabilmente un ibrido naturale tra limone (Citrus limon) e arancio dolce (Citrus sinensis).
Caratteristiche Generali della Pianta
L'albero di limoni può raggiungere un'altezza orientativa di 3-6 metri, con fronde ampie ricoperte da foglie ovali lucide di un colore verde intenso e molto resistenti. Se coltivato in pieno campo e senza interventi di potatura, può arrivare fino a 6 metri di altezza. La pianta ha un portamento aperto: i rami, detti procombenti, sono tipicamente spinosi e piegati verso il terreno. Le foglie si presentano con una forma ellittica, di colore verde scuro nella parte superiore e più chiaro nella parte inferiore. I nuovi germogli hanno spesso sfumature viola.

Varietà e Fruttificazione
Grazie alla costante selezione da parte dell'uomo, oggi esistono tantissime varietà e tipologie di limoni, ognuna delle quali si distingue per peculiarità particolari. Le differenti varietà si diversificano per la forma della pianta, per il gusto del frutto e, soprattutto, per il periodo di fioritura.
Il Limone "4 Stagioni"
Una cultivar particolarmente nota è il Limone 4 Stagioni, chiamato così perché fruttifica in tutti i mesi dell'anno. È un albero grande, che può raggiungere fino a 6 metri di altezza. I fiori emettono un profumo delicato, hanno i petali bianchi internamente e rosso-violaceo esternamente; possono essere solitari o riuniti in coppie. Questa cultivar è molto produttiva e raggiunge la sua piena produttività solo da adulta. I frutti del Limone 4 Stagioni sono di media pezzatura, con una buccia di colore giallo intenso, ricca di oli essenziali e tendenzialmente sottile. La polpa, di colore bianco, è molto succosa, scarsamente acida e con pochi semi.
Il Limone Meyer
I frutti del Limone Meyer sono simili a quelli del limone comune, ma un po' meno aspri e molto ricchi di succo. Le infiorescenze, di colore violaceo, vengono prodotte per tutto l’anno.
Ciclo di Fioritura e Fruttificazione
Il limone è una specie rifiorente, fiorisce più volte all'anno. Le fioriture più importanti sono quelle di inizio primavera e di fine estate. La prima fioritura, che si verifica da marzo a giugno ed è la più significativa per numero di fiori sbocciati, origina i limoni primofiore (o limoni invernali), che maturano da novembre a maggio. La fioritura successiva, che avviene tra la fine dell'estate e l'autunno (in settembre), dà luogo ai cosiddetti verdelli, che maturano nell'estate dell'anno successivo. In condizioni climatiche favorevoli, i fiori sono prodotti praticamente tutto l’anno e il bordo dei petali è violetto.
Varietà Diffuse
Tra le numerose varietà di piante di limone coltivate in Italia e all'estero, ne troviamo alcune particolarmente diffuse e celebri, come il Monachello, il Femminello Zagara Bianca, il Femminello Siracusano o l'Interdonato.
Coltivazione e Cure
Per una produzione commerciale valida, gli agrumi, essendo piante di origine tropicale, richiedono un clima caldo, sufficientemente umido, con inverni miti e senza ampie escursioni termiche.
Esigenze Climatiche e Ambientali
Il limone predilige i climi temperato-caldi e non particolarmente piovosi, con temperature che vanno dai 12 ai 38 gradi centigradi. In genere, le piante svolgono la loro attività vegetativa a temperature comprese tra i 13 e i 30°C. Sono danneggiate da temperature inferiori a 0°C e superiori a 38°C. Il limone è piuttosto sensibile al freddo e si defoglia completamente con temperature di -4/-5°C, mentre temperature inferiori possono danneggiare anche il legno. I fiori e i frutti, invece, sopportano valori fino a -2°C. Tuttavia, riesce a sopportare anche temperature molto basse, fino a -3 gradi centigradi, a patto che sia per un periodo molto breve. D'altra parte, non ha bisogno di temperature estive molto elevate per la maturazione dei frutti. Anche la presenza di venti forti e persistenti può provocare gravi danni alle colture di agrumi, causando disseccamento delle foglie e dei giovani germogli, rotture meccaniche di rami e ferite da sfregamento sui frutti.

Terreno Ideale
Riguardo al terreno, gli agrumi prediligono quello sciolto o di medio impasto, profondo, fertile, ben drenato (non sopportano i ristagni idrici), con pH compreso tra 6,5 e 7,5 e ben dotato di sostanza organica. Il terriccio ideale per i limoni dovrà contenere sostanze nutritive e fertilizzanti adatti agli agrumi, uniti a prodotti organici come il compost.
Impianto e Propagazione
Impianto
Il momento migliore per mettere a dimora le giovani piante di agrumi è la primavera, da fine marzo a maggio, a seconda delle zone, quando il rischio di gelate è ormai passato. La lavorazione profonda del terreno deve essere preceduta, alcuni mesi prima, da una concimazione di fondo. Molto importante è la predisposizione di un buon impianto di drenaggio, soprattutto nei terreni piuttosto pesanti. Le piantine sono di solito fruibili o in fitocelle (buste perforate con semi) o come piccole piante giovani nelle prime fasi della loro crescita. Una volta inserite a dimora le piante, bisognerà procedere con un'abbondante irrigazione.
Propagazione
La pianta può essere riprodotta per seme, talea oppure per margotta.
Irrigazione
In periodi prolungati di siccità è necessaria l’irrigazione. È necessario il ricorso all’irrigazione per sopperire alla deficienza di acqua nel periodo estivo, quando la pianta avrà necessità di regolari annaffiature. Durante il periodo invernale e quello autunnale, i limoni non hanno bisogno di una particolare irrigazione. Gli agrumi risultano particolarmente esigenti nei confronti della qualità delle acque irrigue; infatti un elevato contenuto di cloro, boro e sodio ed altri elementi provoca una sintomatologia caratteristica a causa di un loro accumulo nelle foglie e, nei casi gravi, una riduzione della qualità e quantità di produzione. La tolleranza nei confronti dei vari sali risulta altamente variabile in relazione al portinnesto e alla specie.
Concimazione
Per una corretta concimazione è sempre necessaria l'analisi del terreno, da integrare con l'analisi fogliare che permette di conoscere i livelli nutrizionali raggiunti dalla pianta e diagnosticare così eventuali situazioni di carenza o di eccesso dei diversi elementi nutritivi. Le foglie degli agrumi, durante la fase di attività vegetativa, possono assorbire una certa quantità di elementi nutritivi. Per una corretta concimazione, si consiglia l'utilizzo di concimi che contengano il giusto apporto di micro-elementi quali Azoto, Fosforo e Potassio, che consentono alla pianta di nutrirsi in maniera bilanciata e costante nel tempo.
Controllo delle Erbe Infestanti
Per il controllo delle erbe infestanti, responsabili di esercitare una spiccata competizione idrica nel periodo primaverile-estivo, viene generalmente praticato il diserbo, generalmente stagionale, attuato solo nel periodo primaverile-estivo dopo che con una lavorazione superficiale si è provveduto alla triturazione delle erbe accresciutesi nel corso delle due precedenti stagioni. Raramente si ricorre alla pacciamatura.
Gestione della Pianta
Forma di Allevamento e Potatura
Forma di Allevamento
La forma di allevamento che maggiormente si riscontra negli agrumeti è il globo. Per ottenere tale forma si parte da una pianta già impalcata a circa 50 cm dal terreno e presentante 3-4 branche. Tali branche devono essere inclinate di 60° rispetto alla verticale, essere in posizione simmetrica ed i loro punti di inserzione devono essere distanti circa 10-15 cm uno dall’altro; eventuali rami in eccedenza saranno eliminati. Tali branche saranno ricoperte da una vegetazione più o meno folta, in relazione alla specie ed alla varietà.
Potatura: Principi e Pratica
Negli agrumi, la fruttificazione avviene sui rami dell’anno precedente e l’accrescimento dei rami si verifica normalmente in tre periodi: primavera, inizio estate e autunno. L’induzione fiorale delle gemme comincia durante il periodo di riposo invernale, mentre il massimo contenuto di sostanze di riserva nelle foglie e nei rami lo si ha nei mesi di febbraio e marzo. L’allegagione dei fiori è in funzione della quantità di sostanze di riserva presenti nella pianta che si accumulano in febbraio e marzo. In questo periodo, quindi, non andrebbe eseguita la potatura, così come nei periodi in cui le temperature sono molto basse o molto alte.
La potatura è fondamentale per ottenere buoni raccolti, soprattutto perché la pianta del limone è caratterizzata da una folta chioma, ben fitta e ramificata. Non bisogna esagerare con le potature, limitandosi solo ad alleggerire la chioma eliminando i rami secchi, rotti o debilitati dopo che hanno già fiorito, o quelli curvi verso il basso. In alcune specie, come nel mandarino o nelle clementine, si osserva un certo affastellamento dei germogli: li si deve quindi diradare per far sì che i rametti siano correttamente distanziati. Su questa specie, la potatura dovrebbe essere effettuata tutti gli anni per evitare l’alternanza di produzione; per altre specie, come l’arancio, il turno di potatura può invece essere pluriennale. Nella fase giovanile di allevamento i tagli sono da evitare il più possibile, per non ritardare l’entrata in produzione, procedendo eventualmente alla sola asportazione dei secchioni (germogli rimasti latenti). Anche sulle piante adulte non si deve intervenire troppo severamente per non alterare il rapporto tra vegetazione e produzione: tagli eccessivi favoriscono la vegetazione a scapito della formazione dei frutti. Ad oggi i cambiamenti climatici hanno portato a posticipare la potatura invernale, che di fatto è slittata nel periodo che va dal mese di aprile (specie al sud d’Italia) al mese di maggio (nelle regioni del nord). È possibile effettuare anche una potatura estiva, nel periodo compreso tra la fine di giugno e la metà di settembre. Il mese di luglio è particolarmente adatto per potare poiché, con le alte temperature, la pianta comincia una fase di riposo vegetativo, in modo da evitare la dispersione delle risorse idriche dopo che i limoni hanno raggiunto la maturazione.

La potatura deve avvenire nel modo seguente: si tagliano innanzitutto i rami rotti, quelli secchi, quelli che hanno già fiorito e quelli che sono piegati verso il basso, in modo da alleggerire la chioma. Poi vanno eliminati i cosiddetti succhioni (gemme rimaste latenti, non sviluppate) se provengono dalla parte dei rami più grandi; se invece sono collocati nell’area periferica della chioma basterà semplicemente spuntarli. Infine, bisognerà eliminare anche i polloni, rami particolari che sono collocati sul tronco o sulla base, poiché tendono a svigorire la pianta incidendo sulla produzione dei frutti. La potatura del limone non deve essere particolarmente aggressiva e bisogna cercare un giusto equilibrio fra la produzione del frutto e la vegetazione.
Raccolta dei Frutti
I limoni possono essere raccolti quando il frutto è ancora verde, oppure quando è da poco maturo. Si raccoglie con tempo asciutto e dopo che i frutti non sono più umidi della rugiada condensata durante la notte. Durante l’operazione bisogna badare a non provocare danni ai frutti, per non aprire inavvertitamente la strada ai parassiti. La raccolta viene attuata sia da terra che con scale e con l’ausilio di apposite forbici, per non privarli della rosetta. È possibile raccogliere i frutti del limone più volte l’anno (da 5 a 10), perché una delle peculiarità e dei vantaggi di questa pianta è proprio nella produzione di frutti che avviene più volte nel corso dei 12 mesi.
Limoni, la raccolta
Patologie e Parassiti
Gli agrumi sono attaccati da numerosi insetti, acari e nematodi in grado di provocare danni alquanto elevati. Numerose sono anche le malattie che causano danni, anche di notevole entità, sugli agrumi.
Malattie
Tra le virosi in grado di determinare gravi danni agli agrumi ricordiamo: Exocortite, Maculatura anulare, Psorosi, Tristezza, Impietratura, Cristacortis, ecc. Le malattie di maggior interesse sono il Mal secco (Deuterophoma tracheiphila), la Gommosi del colletto, il Marciume pedale e i Marciumi delle radici (causati da alcune specie del genere Phytophthora), il Cancro gommoso (Botryosphaeria ribis), la Fusariosi (Gibberella baccata), l’Antracnosi (Colletotrichum gloeosporioides), la Carie del legno (determinata da diversi patogeni, tra cui alcune specie dei generi Fomes, Polyporus, Stereum, Schyzophyllum, Ganoderma e Trametes), il Marciume radicale lanoso (Rosellinia necatrix) e quello fibroso (Armillaria mellea), l’Allupatura o Marciume bruno (sintomo sul frutto causato dagli stessi agenti della Gommosi del colletto e dei Marciumi del pedale e delle radici).
Parassiti
Oltre alle malattie, gli agrumi sono attaccati anche da altri agenti patogeni, come insetti, acari e nematodi.
Coltivazione in Vaso
La pianta di limone è adatta per essere coltivata in vaso e in ambienti domestici. Ciò permette di proteggerla in maniera più semplice e di disporre di limoni sempre freschi.
Vantaggi e Cura
Un vantaggio della coltivazione in vaso è la possibilità di spostare la pianta all'occorrenza e metterla in qualsiasi posto, in base alle caratteristiche della stagione e alle necessità della pianta stessa. Quando la pianta cresce, bisogna continuare con irrigazioni regolari e fare attenzione che non si formino nel sottovaso ristagni d’acqua, particolarmente dannosi per le radici.
Esposizione e Protezione Invernale
Nel periodo invernale è opportuno sistemare la pianta di limoni in zone con più sole e con una maggiore luminosità, in modo da evitare l’esposizione a temperature particolarmente fredde. Quando queste temperature si irrigidiscono ulteriormente è opportuno utilizzare delle protezioni, la più utilizzata è quella che prevede l’utilizzo di un telo in tessuto non tessuto. Se, invece, le temperature subiscono grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte - e se la pianta è ancora giovane - è consigliabile spostare il vaso o in un luogo chiuso o all’interno della coltivazione. Il vaso è opportuno collocarlo in posti dove c’è particolare luce, almeno 5-6 ore di luce diretta, avendo particolare attenzione durante i mesi estivi, soprattutto nelle ore più calde della giornata, di collocare il vaso in un posto riparato. Per proteggere ulteriormente le piante è fondamentale utilizzare delle protezioni; generalmente è sufficiente acquistare un telo di tessuto non tessuto, avvolgere la pianta delicatamente facendo più giri intorno ad essa e fissare il telo con un elastico.

Coltivazione da Seme
Per coltivare il limone dal seme, un metodo consigliato solo a persone con particolare pazienza, occorre avere un vaso di almeno 30 cm di diametro e del terriccio per ricoprire il seme. Il vaso va annaffiato sistematicamente affinché il seme germogli; il periodo della germinazione può andare dalle 4 alle 6 settimane in base alla temperatura esterna. Una volta che la pianta germoglia, bisogna concimare il terreno utilizzando un fertilizzante organico, operazione che è consigliabile ripetere ogni 15 giorni. In primis, assicurarsi che il terreno sia umido, altrimenti inumidirlo con acqua distillata, priva di sostanze chimiche. A questo punto, occorre sistemare del terriccio all’interno del vaso, rimuovere i semi dal limone (ne basterà prenderne uno con il cucchiaio rimuovendo la polpa dal seme con un tovagliolo) e piantarlo quando è umido (per farlo germogliare più velocemente). Basterà scavare una piccola buca nel terriccio del vaso e inserire il seme all’interno, ricoprirlo con altra terra e avere cura di tenerlo sempre umido. La pianta andrà ricoperta con un involucro di plastica trasparente legato con un elastico intorno al vaso, in modo da creare un ambiente caldo per stimolare la crescita della pianta. È importante creare dei fori sull’involucro per far respirare la pianta, ad esempio con una matita. Dopo due settimane i semi cominceranno a germogliare; sarà quindi possibile rimuovere la plastica dalla piantina, che a questo punto avrà bisogno all’incirca di otto ore di luce al giorno ed essere alimentata con il fertilizzante organico. La pianta andrà nutrita fino a quando non sarà troppo grande, e in questo caso bisognerà cambiare il vaso. Per avere i primi risultati, occorrerà attendere dai 3 ai 5 anni.
Coltivazione per Talea e Margotta
Se si vuole realizzare una talea, si dovrà prendere un rametto non fiorito di 7-10 centimetri di lunghezza, tagliarlo in modo angolare e collocarlo all’interno del terriccio. Per quanto riguarda la margotta, si effettuerà l’intaglio della corteccia del ramo, che va poi richiusa all’interno di un tessuto di plastica a palloncino, per poi tagliare il ramo all’apparizione delle radici.
Coltivazione Idroponica
I limoni coltivati idroponicamente risiedono in un substrato adatto, naturalmente diverso dal terriccio generalmente utilizzato nella coltivazione tradizionale. Vengono irrigati e alimentati grazie a una soluzione nutritiva, che consente di risparmiare spazio, conservare l’acqua e le sostanze nutritive e proteggere le piante dalle malattie generalmente trasmesse dal suolo. Come visto per la coltura in terra, anche i limoni coltivati in idroponica hanno bisogno di una significativa esposizione sia alla luce che al calore. Quando le temperature si abbassano con possibilità di gelate è consigliabile utilizzare una lampada LED all’interno e posizionarla vicino ad una finestra per integrare la quantità di luce e fornire il giusto calore. Per ottenere risultati migliori è consigliabile disporre di un contenitore da 20 litri, riempito con gusci di riso, perlite o vermiculite, con annessi tubi per poter agevolare il drenaggio e il ricambio della soluzione nutritiva. È consigliabile inserire un sistema di irrigazione a goccia con almeno 3 emettitori per ogni albero di agrumi piantato.

Importanza e Diffusione
Usi del Frutto
Il frutto del limone - caratterizzato da una forma sferica e un sapore aspro - è molto utilizzato nella dieta Mediterranea nella preparazione di condimenti, cibi salati e dolci, ma anche infusi e bevande di vario genere. Solitamente è utilizzato per la produzione di spremute, gelati, sorbetti, liquori e molto altro. Al suo interno - prima della polpa succosa - troviamo uno strato dalla consistenza spugnosa, chiamato albedo, mentre al suo esterno il frutto termina con una protuberanza chiamata umbone. I fiori del limone hanno una profumazione riconoscibile, particolarmente intensa, gradevole e rilassante; non a caso gli oli essenziali per conciliare il sonno e ridurre l’ansia e lo stress sono quasi tutti a base di limone. Il colore e il profumo del frutto, uniti all’armonia della pianta stessa, sono in grado di decorare ed impreziosire qualsiasi tipologia di ambiente, sia interno che esterno alla casa.
Produzione e Aree Geografiche
Il limone viene coltivato in quasi ogni parte del mondo, con una quantità che raggiunge complessivamente i 4 milioni di tonnellate. La coltivazione di questo prezioso agrume è particolarmente diffusa nella fascia subtropicale, per lo più in India e nell’America del Sud, grazie ai climi particolarmente adatti al suo sviluppo. In Italia, la produzione annua di limoni è all’incirca di 600 mila tonnellate; tra tutte le regioni spicca naturalmente la Sicilia, che è tra i primi produttori dell’area Mediterranea. La coltivazione di limoni è maggiore in tutte quelle aree che hanno una temperatura compresa tra i 12 e i 38 gradi centigradi e hanno un’altitudine di 200-300 metri sul livello del mare.