I Santi di nome Giovanni: Una Panoramica tra Fede e Tradizione

Il nome Giovanni, di origine ebraica, è storicamente associato a numerose figure di santi e personaggi biblici, ognuno con un ruolo significativo nella storia del cristianesimo e nella tradizione popolare. Questa onomastica così diffusa ha dato origine a diverse devozioni e a un ricco patrimonio culturale.

San Giovanni Battista: Il Precursore

Tra i più venerati, spicca San Giovanni Battista, il profeta che annunciò Cristo ancor prima della sua nascita, già nel grembo materno. È uno dei santi più celebrati al mondo, e la Chiesa lo festeggia non solo nel giorno del suo martirio (29 agosto), ma anche in quello della sua nascita terrena, il 24 giugno.

  • La sua vocazione profetica si manifestò attraverso segni messianici, come "l'esultanza" davanti a Maria in visita alla cugina Elisabetta.
  • Cristo stesso lo definì «il più grande tra i nati da donna».
  • È patrono dei monaci e battezzò Gesù nelle acque del fiume Giordano.
  • Morì martirizzato ed è chiamato il “Precursore” per aver annunciato la venuta di Cristo.

La festività del 24 giugno, che coincide con il solstizio d'estate, è particolarmente ricca di tradizioni popolari e connessioni con il mondo vegetale. A San Giovanni Battista sono collegati frutti, ortaggi e fiori.

Tradizioni e Piante Legate a San Giovanni Battista

Il mondo vegetale è intriso di sensi simbolici e riferimenti che trascendono le culture, con la tradizione popolare e quella colta che svolgono ruoli di pari legittimità.

L'Iperico: "Erba di San Giovanni"

Nonostante la lessicografia siciliana non sempre registri esplicitamente l'associazione, è innegabile che l'arbusto dell'iperico (Hypericum perforatum) fiorisca in concomitanza con la festività del Santo, a fine giugno. Comunemente, l'Hypericum perforatum è detto proprio "erba/fiore di san Giovanni".

  • I boccioli e i fiori freschi, raggruppati in corimbi di color paglierino, vengono utilizzati - essiccati o macerati - per diversi malesseri, dalle malattie della pelle agli stati depressivi.
  • Dalle vescicole oleose delle foglie si secerne un liquido rossastro, l'ipericina.
  • Giuseppe Pitrè, nel suo volume dedicato alla medicina popolare, registra una voce galloitalica, raccolta a Nicosia, ossia curdùn di San Giovanni (Torilis nodosa), annoverandola tra le erbe vulnerarie, con potere cicatrizzante, in analogia con l'iperico.
  • L'Ogghiu di pericò, un olio nel quale sono infusi fiori o foglie di iperico raccolti nella notte di San Giovanni (Trapani), testimonia l'importanza di questa pianta nella medicina popolare.
  • Un rimedio per il mal di denti, tramandato dalla tradizione, nomina espressamente l'iperico con le forme piricò e erva di S. Giuvanni.

Altre Piante e Tradizioni nella Notte di San Giovanni

La testimonianza della raccolta notturna - o svolta alle prime ore del giorno - di erbe officinali è ancora oggi rinvenibile. Pitrè stesso riconduce alla notte del 24 giugno la raccolta di due piante:

  • Il puleggio (Mentha pulegium), poi utilizzato per essere posto nel Presepe la notte di Natale.
  • L'iperico.

In questa stessa notte, inoltre, si consumano fave, si gettano a terra i frutti primaticci del ficodindia per prolungarne la produzione, si pota la vite delle pergole, si sradicano alti pioppi da condurre in processione e si "salassano" gli alberi per riposarvi sotto. Tra divinazioni e pericoli, la notte di San Giovanni si presta anche per la trasmissione di orazioni magiche, analogamente a quanto avveniva la notte di Natale.

Alcune denominazioni popolari riflettono queste tradizioni:

  • curuna di vintura (Mal.) 'biada verde che i fanciulli mietevano nel giorno di S. Giovanni Battista'.
  • taveddu (Sic.) m. 'corone formate dai frutti del fico selvatico, a Terranova, per la caprificazione, che debbono essere dispari e, per avere effetto debbono essere appesi il giorno di S. Giovanni'.

Il "mazzuni" o "muzzuni" può indicare un fascio di legna, di canne, un mazzo di fiori o di sarmenti, un mannello di spighe o una scopa vegetale, e ha varie accezioni cerimoniali, inclusi falò accesi durante la novena di Natale o in occasione della festa di Santa Lucia, o canestri ornati di spighe e fiori offerti per stringere rapporti di amicizia.

San Giovanni Apostolo ed Evangelista: Il Discepolo Prediletto

Un'altra figura fondamentale è San Giovanni Apostolo ed Evangelista, figlio di Zebedeo, il più giovane degli apostoli di Gesù e uno dei quattro evangelisti. Viene celebrato il 27 dicembre.

Un dipinto che raffigura San Giovanni Apostolo accanto alla Vergine Maria

Vita e Opere

  • Era un pescatore della Galilea, scelto da Gesù insieme al fratello Giacomo il Maggiore.
  • Gesù soprannominò i due fratelli "Figli del tuono" per il loro temperamento impetuoso.
  • Fu seduto accanto a Gesù durante l'Ultima Cena.
  • Poco prima di morire crocifisso, Gesù affidò a Giovanni, il suo apostolo prediletto, la Madonna, dicendogli: «Ecco tua madre». Da quel momento, Giovanni accolse Maria "fra le cose sue più care".
  • È il primo apostolo a riconoscere Gesù risorto quando appare sul Lago di Galilea.
  • Dopo aver lasciato Gerusalemme (anno 57), continuò il suo apostolato in Asia Minore, dove fondò numerose chiese.
  • A Roma, rimase miracolosamente illeso dopo essere stato gettato nell'olio bollente.
  • Fu esiliato sull'isola di Patmos (Grecia) a causa della persecuzione dei cristiani sotto Domiziano.
  • In quest'isola, scrisse il Libro dell'Apocalisse, un messaggio di speranza contro la persecuzione e di trionfo del Bene sul Male.
  • Infine, si stabilì a Efeso (Turchia) con Maria, dove morì in età avanzata, tradizionalmente nel 104, sotto Traiano.
  • A Efeso, ormai molto anziano, scrisse il suo quarto Vangelo, denso di simbolismi e con particolare attenzione ai miracoli del Maestro. Nei suoi scritti si definisce «colui che annuncia ciò che ha visto con i propri occhi».
  • La sua frase più ripetuta era: «Amatevi gli uni gli altri», ritenendo che questo fosse il desiderio di Dio e che, facendolo, non servisse altro.

Il Ruolo di Giovanni nella Devozione Mariana

San Giovanni è considerato "figlio di Maria a titolo ufficiale". Secondo Sant'Alfonso de' Liguori, quando Gesù disse a Maria «Ecco tuo figlio», intendeva: «Ecco l'uomo che, mediante l'offerta che fai della mia vita per la sua salvezza, nasce alla grazia». Questo momento simboleggiava la partecipazione attiva di Maria all'opera della redenzione e la dolorosa generazione di tutti i figli di Dio.

Giovanni conobbe Maria Santissima al banchetto di nozze a Cana di Galilea e, secondo alcuni studiosi come Don Dolindo Ruotolo, fu lì che ricevette il prezioso dono della fede nella divinità di Gesù, anche grazie alla cooperazione di Maria. La sua anima ardente e verginale, in affinità con la triplice e perpetua Verginità di Maria, lo rese un custode del mistero mariano. Si dice che «il fiore di tutte le scritture è il Vangelo, e il fiore dei Vangeli è quello scritto da Giovanni, il cui significato nessuno può penetrare, se non ha riposato sul petto di Gesù e non ha ricevuto da Gesù Maria per Madre».

Il suo Vangelo, scritto a Efeso in tarda età, presenta un particolare "influsso mariano", rendendo San Giovanni il maestro della devozione mariana dopo Gesù.

Privilegi e Simbolismo

Giovanni fu il più giovane degli apostoli e la sua purezza, mantenuta per tutta la vita, lo rese "l'apostolo che Gesù amava". I suoi privilegi includono:

  • Essere testimone della Trasfigurazione e della Passione del Signore.
  • Poter appoggiare la testa sul petto del Salvatore durante l'Ultima Cena.
  • Arrivare per primo al Sepolcro vuoto all'alba della Risurrezione (pur lasciando passare Pietro per rispetto all'autorità).
  • Accogliere Maria, la Madre di Dio, nella sua casa, divenendo in qualche modo una figurazione di Gesù stesso.
  • Essere l'unico degli apostoli che, pur subendo il martirio, non morì, ma fu esiliato e "vide ciò che nessun altro uomo al mondo ha mai potuto vedere": la fine dei tempi e il trionfo eterno del Bene.

Con la stesura dell'Apocalisse, Giovanni ebbe il privilegio ultimo di chiudere per sempre la Rivelazione divina agli uomini, mettendo fine alla "voce diretta dello Spirito Santo".

Altri Santi di Nome Giovanni

Oltre a queste figure centrali, la storia e il martirologio registrano numerosi altri santi di nome Giovanni.

Esempi Storici e Biblici

  • Giovanni, figlio di Mattatia, chiamato anche Gaddi ('fortunato'), fu un inviato dei Giudei a Lisia nel 164 a.C. e in seguito divenne principe e sommo sacerdote di Giuda, capostipite della dinastia degli Asmonei.
  • San Giovanni Pietro Neel, presbitero della Società Parigina delle Missioni Straniere, martirizzato in Cina insieme ai compagni San Giovanni Zhang Tianshen e San Giovanni Chen Xianheng.
  • San Giovanni de Brebeuf S.J., martire.
  • San Giovanni l'Epirota Martire.
  • San Giovanni de T.

Agiotoponimi e Agiofitonimi

Il legame tra il mondo cerimoniale e quello vegetale si manifesta attraverso gli agiofitonimi, nomi di piante che includono un agionimo (nome di un santo). Spesso queste denominazioni riflettono una mera stagionalità, in cui la maturazione delle varietà vegetali coincide con la festività calendariale di un santo.

  • Pesche, susine, uva, pere e mele sono tra i frutti più frequentemente associati ai santi.
  • Fave e ceci sono legumi presenti in queste associazioni.

In rari casi, l'agionimo sostituisce integralmente il fitonimo, come in santamaria, sanciuvanni, santantoni.

Un caso interessante è l'attribuzione a ben tre santi di una pianta erbacea perenne che cresce lungo i sentieri o nei campi incolti, la Bugula (Ajuga reptans). In italiano è detta "erba di san Lorenzo", ma nel Vocabolario Siciliano (VS) può essere identificata con l'erva di sant'Àita, l'erva di san Franciscu e l'erva di san Lorenzu. Un geosinonimo diffuso della Bugula è erva di gammi malati, che evidenzia il suo uso nella medicina popolare per trattare emorragie, piaghe da decubito e intossicazioni epatiche.

Nomenclatura Popolare delle Piante

Le denominazioni popolari delle piante si costruiscono generalmente con un composto endocentrico: il nome generico dell'erba/albero/fiore/ortaggio seguito da un aggettivo che indica una caratteristica della pianta o un etnico di provenienza. Questa struttura è simile alla classificazione scientifica. Esempi includono erva diàvula (Diplotaxis muralis), erva angelica (Angelica sylvestris), erva biniritta (Geum urbanum), erva di Santa Cruci (Nicotiana tabacum) e erva di la Trinità (Viola tricolor).

Sono presenti anche tipi lessicali più descrittivi che rimandano esteriormente all'ambito religioso, come varva di parrini (Plantago lanceolata) o vastuni di lu patriarca (Celsia eretica).

tags: #quali #santi #giovanni #ci #sono