Tragedie e Incidenti con Pullman: Il Ricordo di Sant'Anna di Vinadio e Altri Drammi Stradali

La storia recente è costellata di eventi tragici che hanno visto coinvolti pullman, spesso con gravi bilanci di vite umane. Tra questi, spiccano gli incidenti legati a percorsi verso santuari, luoghi di pellegrinaggio che in alcune occasioni sono stati teatro di inimmaginabili drammi. Questa articolo ripercorre alcuni di questi eventi, con un focus particolare sulla tragedia di Sant'Anna di Vinadio.

Il Tragico Incidente a Sant'Anna di Vinadio (1985)

La Dinamica dell'Accaduto

Il 5 agosto 1985, un lunedì, si consumò uno degli incidenti stradali più tragici nella provincia di Cuneo. Un pullman dell'Ati, che riportava un gruppo di pellegrini a Cuneo dopo una visita al Santuario di Sant'Anna di Vinadio - il santuario più alto d'Europa - precipitò in una scarpata.

Erano da poco passate le ore 16 e un violento nubifragio si abbatteva sul vallone. Secondo quanto descritto dall'inviato de "La Stampa", Emanuele Montà, lo scenario era critico: "Un temporale, estivo, violento: l’acqua battente invade la stretta strada di montagna. I tornanti fanno paura. La visibilità è ridotta".

Due pullman di linea erano partiti dal piazzale del Santuario. La strada provinciale che conduceva al santuario era già segnalata come vietata ai mezzi oltre i dieci metri dalla Provincia, ma tale divieto veniva all'epoca frequentemente ignorato. Durante la discesa, due auto che precedevano i bus si fermarono sulla carreggiata, ostruendo il passaggio. Il primo pullman riuscì a passare con difficoltà, ma il secondo, forse a causa di una manovra sbagliata o di un cedimento del terreno, finì con le ruote di sinistra fuori dalla carreggiata.

L'autobus scivolò e precipitò nella scarpata sottostante, ribaltandosi più volte e finendo scoperchiato, ridotto a un ammasso di lamiere. Roberto Origlia, quarantenne di Cuneo e autista del pullman, superò un'auto ferma per un guasto, causando l'uscita di parte del mezzo dalla carreggiata e un volo di parecchi metri.

Luogo dell'incidente di Sant'Anna di Vinadio (strada di montagna con scarpata)

Le Vittime e le Conseguenze Legali

Il bilancio fu drammatico: 11 morti e 27 feriti. Nove fedeli morirono sul colpo, mentre altri due persero la vita nei giorni successivi negli ospedali di Cuneo e Savigliano a causa dei traumi riportati. Le vittime erano residenti a Cuneo, Montanera, Castelletto Stura, Caraglio, Cervignasco e Torino. Tra di loro, la più giovane, Anna Maria Ambrogio, casalinga di 25 anni, era sull'autobus con la figlia di 4 anni, che si salvò.

La scena che si presentò ai soccorritori era spettrale: "Rottami sparsi ovunque, corpi senza vita, prigionieri delle lamiere e confusi con una ventina di feriti. Altri, meno gravi, si lamentano tra gli arbusti e cercano di raggiungere la strada. Ovunque sangue, documenti, oggetti personali", riferì l'inviato de "La Stampa".

Nel processo che seguì, l'autista Roberto Origlia patteggiò un anno per omicidio colposo. I parenti delle vittime e gli infortunati furono risarciti con un miliardo di lire dall'assicurazione dell'azienda di trasporti.

Il Ricordo a Quarant'Anni di Distanza

La tragedia è rimasta profondamente impressa nella memoria della comunità locale. Sant'Anna di Vinadio ha celebrato il ricordo dell'evento a quarant'anni di distanza con una Santa Messa. Molti cuneesi ancora oggi ricordano quel giorno. Alberto Ruiu, uno dei primi soccorritori arrivati con l'ambulanza da Vinadio, raccontò: "Arrivati sul posto davvero non si sapeva cosa fare prima, la scena era davvero cruda, cadaveri, persone sanguinanti che cercavano di risalire la scarpata, ricordo un signore che imprecava contro Sant’Anna dicendo che non avrebbe dovuto permettere tutto questo."

Anche Nanni Domenico Michelotti, l'autista di un terzo pullman partito dal Santuario circa trenta minuti dopo i primi due, fu testimone della tragedia: "Sì purtroppo quella data del 5 agosto di quarant’anni fa la porto sempre nel mio cuore. Io quel giorno ero anche a Sant’Anna di Vinadio con il pullman con una quarantina di passeggeri del monregalese... strada facendo mi sono trovato in mezzo a quella tragedia che mi ha segnato per tutta la vita."

Santuario di Sant'Anna di Vinadio (foto esterna con montagna)

Altri Gravi Incidenti con Pullman

La Tragedia al Santuario della Madonna di Montecastello (1983)

Un altro drammatico incidente coinvolse pellegrini il 24 maggio 1983, nei pressi del Santuario della Madonna di Montecastello, sopra il Lago di Garda, in provincia di Brescia. Un pulmino che trasportava 13 donne anziane e l'autista, reduci da una visita al santuario, precipitò in una scarpata dell'altopiano di Tignale.

Il veicolo, un bus navetta, affrontò un tratto in ripida discesa. Probabilmente a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia, il pulmino perse il controllo, rimbalzando a zig zag sulla stradina scoscesa lunga un chilometro che portava al Santuario, e precipitò nel vuoto con un volo di venti metri. Non ci furono superstiti.

Le donne facevano parte di una comitiva di novanta pellegrini giunti in zona con due grossi autobus, ma erano salite a bordo di una navetta privata abilitata per trasportare appena 9 persone, ma che quel giorno ne portava 13 oltre all'autista, Luciano Ferrari, 49 anni, ex vigile in pensione.

La tragedia scatenò il panico a Monza, città da cui provenivano molte delle vittime, appartenenti in gran parte alla parrocchia di San Biagio. L'arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, accorse sul luogo per benedire le salme. Il titolare dell'agenzia fu arrestato per omicidio colposo.

Molti furono i testimoni e i sopravvissuti che raccontarono quei momenti. Maria Biffi, insegnante in pensione, ricordava a 34 anni di distanza: "Su quel pulmino doveva trovarsi anche una mia carissima zia... Ma nel primo pomeriggio arrivò, prima incerta e frammentaria, poi sempre più tragicamente attendibile, la notizia che la navetta usata dai pellegrini... era precipitata nel vuoto." Sua zia si salvò perché aveva deciso di scendere a piedi. Anche Giancarlo Nava, ex cronista de Il Cittadino, ricordò il panico e la frammentazione delle notizie a Monza.

Il Santuario della Madonna di Montecastello è una suggestiva chiesa a strapiombo sul lago di Garda, a 700 metri di quota. La strada per raggiungerlo, con una pendenza del 30%, è difficile, e quel giorno il furgone urtò un muretto di protezione su una curva a gomito, sfondandolo e precipitando.

Santuario della Madonna di Montecastello (vista panoramica sul Lago di Garda)

Incidente Recente sulla Pedemontana (A36)

In un incidente stradale più recente, nel tardo pomeriggio di lunedì 19 maggio, un pullman si è ribaltato lungo l'autostrada Pedemontana (A36) in Brianza. Il bilancio fu tragico: una donna deceduta (una maestra) e l'autista del pullman in gravissime condizioni, trasportato all'ospedale di Varese. Illeso il camionista.

A bordo del pullman viaggiava una scolaresca di 30 bambini, tra i sei e i sette anni, di ritorno da una gita. Fortunatamente, i bambini hanno riportato solo piccole escoriazioni. Due di loro sono stati accompagnati per accertamenti all'Ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia e al San Gerardo di Monza in codice giallo.

Secondo una primissima ricostruzione e la descrizione di un video inquietante, il pullman avrebbe tamponato un camion, coinvolgendo altri quattro veicoli. L'incidente è avvenuto appena prima della galleria Lomazzo, nel tratto tra la A36 e la A8. Le cause non sono ancora chiare, ma si ipotizza un malfunzionamento dei freni o un malore dell'autista.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale, i vigili del fuoco da Como e numerosi mezzi di emergenza, tra cui sei ambulanze, tre automediche e un elicottero. I rilievi per chiarire l'esatta dinamica sono stati affidati alla Polstrada di Busto Arsizio. Complessivamente, 13 pazienti, inclusi 11 bambini, sono stati portati all'ospedale San Gerardo di Monza, mentre 4 pazienti (3 bambini e l'autista del camion) sono stati portati all'ospedale di Desio.

Foto di un pullman coinvolto in un incidente stradale sulla Pedemontana

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