Proposte per la Novena all'Immacolata ispirate a Don Tonino Bello

La Novena all’Immacolata Concezione, che tradizionalmente si svolge dal 29 novembre al 7 dicembre, porta con sé il desiderio profondo di una riconciliazione con la Bellezza. Come amava ricordare don Tonino Bello, la Bellezza è un dono che si gioca e si perde al tavolo verde del tempo. Questo percorso di preparazione alla solennità dell'Immacolata guarda alla santità di Maria, attingendo alla sua figura e alle profonde riflessioni del vescovo di Molfetta, Tonino Bello.

La Struttura della Novena

La novena è pensata per accompagnare i fedeli nella preparazione alla festa, rendendoli pronti e consapevoli del mistero che si celebra. Si articola seguendo uno schema piuttosto semplice, che include elementi di preghiera, meditazione e impegno concreto.

Schema Quotidiano

  • Ogni giornata ha inizio nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e si apre con un canto.
  • Dopo un saluto, segue un dialogo teso a esplicitare il tema del giorno.
  • Un’orazione precede la proclamazione della Parola di Dio, alla quale si risponde con un responsorio. Dal Libro del profeta Isaia (7, 14-15) si legge: "Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele."
  • La seconda lettura è tratta dal commento del Rettor Maggiore (nel contesto della Strenna 2019, Atti consiglio generale n. 429, p.), a cui il presidente dell’assemblea può far seguire una breve riflessione.
  • Un canto crea un ulteriore spazio di meditazione e di risposta.
  • Viene comunicato l’impegno concreto (il fioretto) per il giorno successivo, a cui segue una preghiera corale.
  • Al termine ci si può recare davanti all’immagine di Santa Maria e recitare le tre Ave Maria della nostra tradizione.
  • Il canto del Tota pulcra, se conosciuto e parte del repertorio tradizionale locale, è bene che sia mantenuto.

Nelle giornate in cui l'ambiente per cui è stata pensata la novena celebra l'Eucarestia domenicale (sabato sera e domenica sera), la novena è ristretta alla venerazione dell’immagine di Santa Maria, alle tre Ave Maria e al canto del Tota Pulcra. Il 7 dicembre la novena viene sostituita dalla celebrazione dei primi Vespri.

Le fonti a cui si è attinto per questa novena sono: la Sacra Scrittura, il Catechismo della Chiesa Cattolica, il "Messale Mariano" e le preghiere del Santo.

infografica che mostra lo schema della novena con i suoi vari passaggi

Meditazioni su Maria: "Piena di Grazia"

La figura di Maria è centrale in questa novena. È interessante notare la molteplicità dei nomi con cui viene chiamata Maria nella Scrittura (cfr. Lc 1,28; 1,35; 1,42-49; 2,19; 2,34). Maria è la destinataria dei saluti più sorprendenti, che, messi insieme, formano elementi di contemplazione. In Maria si realizza più che in ogni altra creatura il compimento della pienezza messianica. Per questo, essa ha ricevuto dall'opera redentrice di Dio, attraverso l'opera redentrice di Dio in Cristo, più di qualsiasi altra creatura nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, come dice l'angelo entrando da lei: "Ti saluto, o piena di grazia!".

Per comprendere ancora di più la sua essenza, è importante riconoscere che Maria è tutta attenta su di noi. La preghiera dovrebbe essere: "non tanto che io ti capisca, ma io ti chiedo che tu mi capisca sempre di più e tu mi tenga sempre più, che tu poi, rivelami il mio Dio quando tu vorrai e come potrai."

Maria, donna bellissima, era splendida come un plenilunio di primavera, e attraverso lei si ringrazia il Signore per il mistero della bellezza. Don Tonino Bello la descrive: "Maria, comunque, doveva essere bellissima. Non parlo solo della sua anima, la quale, senza neppure l’ombra del peccato, era limpida a tal punto che Dio vi si specchiava dentro. (…) C’è una parola greca molto importante, carica di significati misteriosi che non sono stati ancora per intero esplicitati. Viene tradotta con l’espressione 'piena di grazia', ma non potrebbe trovare il suo equivalente in 'graziosissima', con allusioni evidenti anche all’incantevole splendore del volto umano di lei? Credo proprio di sì, e senza forzature."

icona o rappresentazione artistica di Maria

La Santità di Maria e il Magnificat

La meditazione sul Magnificat di Maria rivela un percorso per arrivare alla pienezza di Dio. Maria stessa dice: "L’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore." Nella misura in cui Dio cresce in noi, crolla tutto ciò che prima poteva essere acidità, aggressività o paura. L'aggressività, infatti, è spesso segno di grande paura o di un giudizio temuto dagli altri, che annienta e distrugge.

Maria, nella sua vicinanza totale a Dio, ha compreso la nullità del suo essere di fronte all'Infinito, rimanendo stupita dal fatto che Dio abbia guardato la sua umiltà e fatto in lei "cose grandi". Questo è lo stupore dei santi, che raggiunge la massima libertà nel sentirsi un nulla al di fuori di Dio, e quindi tutta in Dio. Tutta la vita di Maria è stata un cammino in una contemplazione senza fine, come si può scrutare ai piedi della Croce.

Se si vive l'inquietudine o la mancanza di pace, spesso è perché si presta troppa attenzione a sé stessi e non si regge il confronto con gli altri, rimanendo "steso orizzontalmente nella bara del proprio io." La liberazione è vicina, se si è già pieni di grazia, bisogna lasciarla esplodere. I giorni che precedono il Natale devono essere vissuti in questa contemplazione meravigliosa dell’azione di Dio in noi e nei fratelli, in un'attesa piena di libertà, perché si vive la vita da poveri, nel distacco totale da sé e dalle cose, contemplando solo Dio che vogliamo riempia il nostro essere.

Don Tonino Bello: Riflessioni sull'Avvento e il Natale

Il cammino della novena si arricchisce delle parole di Don Tonino Bello, che accompagnano a entrare nel mistero custodito nella vita di Maria, affinché diventi qualcosa di bello per ciascuno.

Il Mistero della Nascita di Gesù e l'Inedito di Dio

Don Tonino Bello sottolinea come la nascita di Gesù avvenga "all’interno di una costellazione di fatti incredibili, al di fuori di ogni logica umana, dove piuttosto la regola è nell’eccezionalità dell’evento come manifestazione dell’imprevedibilità di Dio, della diversità del suo amore." Questo include non solo il concepimento verginale di Maria, ma anche l'atteggiamento imprevedibile di Giuseppe, che non ripudia la donna. Dio si manifesta attraverso i processi della discontinuità, che è una continuità secondo lo Spirito. Obbedire allo Spirito significa, per Giuseppe, rivedere un progetto di vita familiare già curato nei minimi particolari. Promuovere l’Avvento è optare per l’inedito, accogliere la diversità come gemma di un fiore nuovo.

Pierachille Dolfini: Don Tonino Bello/ il Gloria di Poulenc (1)

Maria, Vergine dell'Attesa

Una preghiera intensa di Don Tonino Bello invoca Maria come "vergine dell’attesa": "Santa Maria, vergine dell’attesa, donaci del tuo olio perché le nostre lampade si spengono. Vedi: le riserve si sono consumate. Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza. Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. Rendici, perciò, ministri dell’attesa."

L'Augurio di Natale alla Città

Nel suo augurio alla città, Don Tonino esprime il desiderio di andare oltre il semplice messaggio: "Cara città, vorrei affidare a ben altro che a un foglio il mio augurio di buon Natale per te. Vorrei poter disegnare la mappa delle sofferenze più atroci della città, e individuare le disperazioni più crude, e isolare la fontana delle lacrime più amare, e prendere per mano chi non sa che farsene di questo Natale, e condurlo con me nella cattedrale. E lì, nel silenzio della navata rimasta deserta dopo il tripudio d’incenso, indicargli una capanna, e nella capanna un bimbo, e dirgli che proprio da lì è sgorgato il rigagnolo della santa allegrezza."

L'Accoglienza e la Pace

In un altro suo augurio, don Tonino Bello porta una "bella notizia": "Giuseppe e Maria, in giro qui da noi e alla ricerca di un albergo dove far nascere Gesù, hanno trovato ospitalità. Finalmente quest’anno il Natale non ci parla di porte sbattute in faccia, di rifiuti egoistici, di indifferenze agghiaccianti." Egli evidenzia le situazioni penose di persone senza un posto dove riposare, lamentando la mancanza di case di accoglienza. Ma conclude con una nota di speranza: "Finalmente una porta si è aperta. Le suore hanno risposto all’appello e hanno offerto alla diocesi una notevole porzione della casa perché si traducano nei segni dell’accoglienza le speranze dei più poveri. Auguri a tutti. Il Natale vi porti la pace interiore e un desiderio incontenibile di divenire più umani."

La Pace come Etica del Volto

Per Don Tonino Bello, "la pace è soprattutto etica del volto. Un volto da scoprire, un volto da contemplare, un volto da accarezzare: quanto sarebbe bello che noi credenti riscoprissimo questi segni nel Verbo!" Egli invita a riconoscere l'individualità, la ricchezza spirituale e la valenza irripetibile di ogni volto umano, non solo quello dei bianchi, ma anche quello dei fratelli del Marocco, della Tanzania, e di tutti i paesi abbandonati. "Quando riesci a guardare un uomo negli occhi, capisci che è tuo fratello; e quando guardi una donna negli occhi, riesci a intuire che è tua sorella."

foto di Don Tonino Bello mentre predica o in un contesto di accoglienza

Il Natale a Sarajevo: Trasfigurazione del Mistero

Don Tonino Bello racconta la sua esperienza a Sarajevo come una "trasfigurazione del mistero del Natale." Descrive gli ingredienti del Natale presenti anche lì, ma in una veste tragica: "Le grotte, ma nelle case sventrate. Gli alberi, ma stroncati e senza stelle filanti. Le comete, ma instancabili sulla capanna perché affidate al fuoco delle granate. I botti e gli spari, ma più pericolosi. I pastori costituiti dalla gente che ci è venuta incontro, ma senza dono di formaggi e di capretti. C’erano anche gli angeli che proclamavano la pace in terra agli uomini, ma erano angeli senza ali, che al nostro passaggio per le strade di Sarajevo non finivano di ripetere - pace, pace, pace -. GESU’ BAMBINO l’abbiamo trovato il giorno dopo. Nelle persone che abbiamo abbracciato lungo le strade. Nei fanciulli che ci venivano incontro per darci la mano e un sorriso di speranza. Nei vecchi commossi per la nostra audacia."

mappa o foto di Sarajevo durante il conflitto, per contestualizzare la riflessione di Don Tonino Bello

Un "Disturbante" Augurio di Natale

In un suo celebre messaggio, Don Tonino Bello afferma il suo dovere di vescovo di "infastidire" i fedeli con il suo augurio di Natale: "Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi 'Buon Natale' senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; gli angeli che annunziano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità, incurante che, poco più lontano di una spanna, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame. Buon Natale!"

Preghiere e Canti

La Novena si arricchisce di canti e preghiere specifiche che accompagnano la riflessione:

  • Inno "Maria T'incoroniamo": Musica di Valmir Alencar, cantato da Elisa Antonioli, con Rachele Consolini e i Gierrepi.
  • Litanie a Maria: Autore e cantante Rachele Consolini.
  • Canto del Tota pulcra: se parte del repertorio tradizionale locale.

Preghiere a Santa Maria ispirate a Don Tonino Bello:

  • Santa Maria, donna del riposo: "Sorveglia il riposo di chi vive solo. Allunga nei vecchi i sipari del sonno, corti e leggeri come veli di melagrana. Tonifica il dormiveglia di chi sta in ospedale sotto un pianto di flebo. Rasserena l'inquietudine notturna di chi si rigira nel letto sotto un pianto di rimorsi. Acquieta l'ansia di chi non riposa perché teme il sopraggiungere del giorno. Rimbocca gli stracci di chi dorme sotto i ponti."
  • Santa Maria, donna bellissima: "Splendida come un plenilunio di primavera, riconciliaci con la bellezza. Tu lo sai che dura poco nelle nostre mani rapaci. Sfiorisce subito sotto i nostri ingordi contatti. Si dissecca improvvisamente al soffio maligno delle nostre roventi cupidigie. Si contamina presto all'urto delle nostre latenti lussurie. Non la sappiamo trattare, insomma. E lo scavo struggente che ci produce nell'anima, invece che avvertirlo come anfora di felicità che ci fa cantare di gioia, lo avvertiamo come ferita inguaribile che ci fa gridare di dolore." Per sua intercessione, si chiede di poter realizzare la vocazione cristiana, di crescere ogni giorno nell'amore di Dio e di godere per sempre nel suo regno beato. Amen.
  • Santa Maria, donna del piano superiore: "Facci contemplare dagli stessi tuoi davanzali i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi della vita: la gioia, la vittoria, la salute, la malattia, il dolore, la morte."

tags: #proposte #novena #immacolata #don #toniono #bello