Il progetto "Il Gigante Egoista" è stato sviluppato per le scuole dell'infanzia parrocchiali, con l'obiettivo di esplorare il celebre racconto di Oscar Wilde attraverso diverse attività didattiche e creative.
Analisi e drammatizzazione del racconto
Nel corso dell'anno scolastico, i bambini hanno avuto modo di analizzare approfonditamente il testo del "Gigante Egoista". Questo percorso ha incluso la trasformazione del racconto in una storia con sequenze e didascalie, la creazione di un LAP BOOK e, infine, l'ideazione del canovaccio per uno spettacolo teatrale.
Nella seconda parte dell'anno, l'attenzione si è spostata sulla recitazione. Attraverso laboratori dedicati, i bambini hanno realizzato alcuni costumi di scena utilizzando materiali di recupero, come sacchetti di plastica, palline di polistirolo e carta di giornale, oltre a riciclare abiti da rappresentazioni passate.

Il personaggio del Gigante: analisi e interpretazione
Il Gigante Egoista, pur non potendo essere definito un personaggio intrinsecamente cattivo, inizialmente manifesta fastidio per il chiacchiericcio dei bambini e desidera escluderli dal suo giardino. La sua gelosa custodia del proprio tesoro lo porta alla solitudine, isolato nel suo imponente castello.
Dopo un lungo periodo di isolamento, il Gigante inizia a desiderare nuovamente il canto degli uccellini e il profumo dei fiori. Questa nostalgia rivela sentimenti positivi e un desiderio di conforto, suggerendo che il suo egoismo non sia assoluto.
L'incontro con un bambino triste, incapace di salire su un albero, segna un punto di svolta. Il cuore del Gigante si apre alla compassione, riconoscendo il bisogno di aiuto del piccolo e la sua capacità di offrirlo. In quel momento, comprende l'insensatezza del suo divieto ai bambini di giocare nel suo giardino.
L'atto d'amore compiuto dal Gigante nei confronti del bambino lo libera dall'inverno e dalla solitudine, permettendo alla primavera e alla gioia di tornare a riempire la sua vita. La fiaba si conclude con la scoperta che il bambino salvato era Gesù bambino, che ricompensa il Gigante portandolo con sé in Paradiso.
La descrizione del giardino e il ritorno del Gigante
Ogni pomeriggio, al ritorno da scuola, i bambini avevano l'abitudine di recarsi a giocare nel giardino del Gigante. Era un luogo incantevole, caratterizzato da tenera erba verde, fiori simili a stelle e dodici alberi di pesco che in primavera si adornavano di delicati fiori rosa e perla, per poi offrire ricchi frutti in autunno. Gli uccellini, posandosi sugli alberi, intonavano canti così dolci da indurre i bambini a interrompere i loro giochi per ascoltarli.
Un giorno, il Gigante fece ritorno. Era stato ospite del suo amico, l'Orco di Cornovaglia, per sette lunghi anni. Di conseguenza, i poveri bambini si ritrovarono senza un luogo dove giocare. Tentando di giocare per strada, scoprirono che questa era eccessivamente polverosa e piena di pietre dure, un ambiente che non gradirono affatto.
L'arrivo della Primavera e l'Inverno nel giardino del Gigante
Quando giunse la Primavera, tutto il paese si riempì di fiori e uccellini. Tuttavia, il giardino del Gigante Egoista rimase avvolto dall'Inverno. Gli uccelli, infatti, non si recavano più lì per cantare, poiché mancavano i bambini, e gli alberi dimenticarono di fiorire.
Un giorno, un bellissimo fiore fece capolino dal prato, ma, constatando il cartello, si rattristò profondamente per i bambini, ritirandosi nel terreno e tornando a dormire. Soltanto la Neve e il Gelo manifestarono gioia: "La Primavera si è dimenticata di questo giardino", gridavano, "così vivremo qui tutto l'anno". La neve ricoprì l'erba con il suo candido manto, mentre il Gelo dipinse gli alberi d'argento. Successivamente, invitarono il Vento del Nord, che arrivò avvolto in pellicce, ruggendo per tutto il giorno nel giardino e abbattendo i comignoli.
"Questo è un posto meraviglioso", commentò il Vento del Nord, "Dobbiamo chiedere alla Grandine di venire". E così fece la Grandine, che per tre ore al giorno batté sui tetti del castello, rompendo la maggior parte delle tegole, per poi correre intorno al giardino con la massima velocità possibile.

La trasformazione del Gigante e il ritorno della gioia
"Non riesco a capire perché la Primavera tardi tanto a venire", si lamentava il Gigante Egoista, osservando il suo gelido giardino dalla finestra e sperando in un cambiamento del tempo. Tuttavia, né la Primavera né l'Estate fecero la loro comparsa. L'Autunno offrì frutti dorati a tutti gli altri giardini, ma non a quello del Gigante, giudicato "troppo egoista".
Una mattina, il Gigante si svegliò al suono di una musica soave. Pensando si trattasse dei musicisti del Re, si accorse che era solo un piccolo fanello che cantava fuori dalla sua finestra. Era passato così tanto tempo dall'ultima volta che aveva udito un uccellino cantare nel suo giardino da considerare quel suono la musica più bella del mondo.
Improvvisamente, la Grandine cessò di danzare sulla sua testa e il Vento del Nord smise di ruggire. Un delizioso profumo giunse dalla finestra aperta. Il Gigante scorse una visione meravigliosa: attraverso un piccolo buco nel muro, i bambini erano entrati nel giardino e sedevano sui rami degli alberi. Ogni albero visibile ospitava un bambino. Gli alberi, felici del ritorno dei bambini, si erano ricoperti di boccioli e facevano delicatamente ondeggiare le loro chiome sopra le loro teste. Gli uccellini volavano intorno cinguettando gioiosamente, e i fiori, sbirciando dall'erba verde, sembravano ridere. L'unica eccezione era un angolo remoto del giardino, dove regnava ancora l'Inverno. Lì si trovava un bimbo, così piccolo da non riuscire a raggiungere i rami dell'albero, che piangeva amaramente. Il povero albero era ancora coperto di Gelo e Neve, e il Vento del Nord soffiava e ruggiva su di esso.
"Sali, piccolino!", diceva l'Albero, piegando i suoi rami il più possibile verso il basso. Il cuore del Gigante si sciolse osservando la scena. "Quanto sono stato egoista!", esclamò. "Ora capisco perché la Primavera non voleva venire qui. Metterò quel povero bimbetto sull'albero, poi abbatterò il muro, e il mio giardino diventerà per sempre il parco giochi dei bambini".
Scendendo dolcemente, il Gigante aprì il portone con cautela e uscì nel giardino. Tuttavia, alla vista del Gigante, i bambini si spaventarono e fuggirono, facendo ritornare l'Inverno nel giardino. Solo il bimbo più piccolo non scappò, poiché i suoi occhi, pieni di lacrime, non avevano visto l'avvicinarsi del Gigante. Il Gigante gli si avvicinò, lo prese delicatamente per mano e lo posò sull'albero. Immediatamente, l'albero iniziò a fiorire, gli uccelli vi si posarono e si misero a cantare, e il bimbo tese le sue piccole braccia, le mise intorno al collo del Gigante e lo baciò. "Ora è il vostro giardino, bambini", disse il Gigante, prendendo una grande ascia e abbattendo il muro. "Ma dov'è il vostro piccolo compagno?", chiese. "Il bimbo che ho messo sull'albero". "Non lo sappiamo", risposero i bambini. "Ditegli di stare tranquillo e di venire qui domani", replicò il Gigante.

L'esperienza della drammatizzazione e i suoi benefici
La drammatizzazione si basa sull'immaginazione del bambino, intesa come gioco imitativo, simulazione di ruoli, abitudini e aspetti altrui; è un gioco di mimo arricchito di gesti e parole. La drammatizzazione rappresenta una forma di linguaggio originaria del bambino, un mezzo di espressione e comunicazione, uno strumento che favorisce e incentiva le relazioni tra i bambini.
Dal punto di vista della socializzazione, la drammatizzazione garantisce la comunicazione tra i bambini e sviluppa lo spirito di gruppo attraverso la condivisione di idee ed emozioni nella costruzione, realizzazione e rappresentazione della storia. L'obiettivo dell'esperienza di drammatizzazione è quello di stimolare l'immaginazione, l'osservazione, la riflessione e lo spirito critico, ma anche di incoraggiare la capacità creativa del bambino e, non da ultimo, facilitare l'espressione di sé e il superamento della timidezza.
Per questo motivo, dopo aver raccontato ai bambini la storia del "Gigante Egoista", è stato proposto loro di drammatizzarla. Il Gigante, effettivamente egoista, intima ai bambini di lasciare il suo giardino e vi erige un alto muro! Per lungo tempo, in quel giardino avrebbe regnato l'inverno, gelido e triste.
Progetto "MAT...ITA" e la creazione di un ebook
"Il Gigante Egoista" è il risultato di un progetto finanziato dai fondi PON e realizzato dall'Istituto Comprensivo di Boscotrecase. Il progetto "MAT...ITA", articolato in 50 ore di formazione svolte presso i locali della scuola, è stato suddiviso in due moduli: Italiano e Matematica. "Il Gigante Egoista" è nato nell'ambito delle 25 ore dedicate all'Italiano, che hanno visto protagonisti gli alunni delle classi quarte dell'Istituto.
La storia narrata è quella di un Gigante, proprietario di un magnifico giardino frequentato da tutti i bambini dopo la scuola. Tuttavia, al suo ritorno da un lungo viaggio, il Gigante costruisce un alto muro attorno alla sua proprietà, allontanando i bambini. Come per incanto, la primavera abbandona il luogo, e neve e gelo mordono incessantemente alberi e terra. Solo un atto di bontà può riportare il giardino alla vita, un piccolo gesto capace di scaldare il cuore del Gigante.
Nell'ambito del progetto, sono state intraprese diverse attività: la lettura della versione italiana della storia del "Gigante Egoista" di Oscar Wilde, l'analisi collettiva della storia, la sua rappresentazione grafica e la registrazione delle voci dei bambini che la raccontano. Inoltre, sono stati esplorati esperimenti di scrittura creativa come il lipogramma, l'acrostico, il tautogramma e il calligramma, con spiegazioni ed esempi scritti. È stato inoltre utilizzato un LIM (Lavagna Interattiva Multimediale).
L'ebook realizzato è consigliato a tutti quei bambini che amano le storie e sono impazienti di vivere avventure, sia reali che cartacee.
Il Gigante Egoista 🌸✨ di Oscar Wilde | Fiabe Italiane per Bambini
Adattamenti teatrali e interpretazioni del racconto
La fiaba è stata oggetto di adattamenti teatrali, tra cui una produzione semifinalista al Roma Fringe Festival 2017 con menzione per il "Premio del pubblico", basata sul racconto di Oscar Wilde, con regia di Antonio Tancredi, interpretazioni di Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta, scene e costumi di Valentina Albino, assistente scenografa Francesca Smith, musiche originali di Claudia Pisani e sartoria a cura di Francesca Bombace.
Un'altra interpretazione vede in scena due attrici/narratrici, Route e Road, che, attraverso l'uso di pupazzi e oggetti, raccontano una delle storie più emozionanti di Oscar Wilde con la leggerezza di due nomadi. La loro performance si concentra sull'idea che il Gigante, inizialmente egoista, comprende che la solitudine è gelo, i bambini sono calore, e che per far fiorire i propri fiori è necessario permettere loro di essere accarezzati e, a volte, calpestati.
"Il Gigante Egoista" è la storia dell'amore assoluto ed esclusivo di un gigante per il proprio giardino, un amore che non ammette la presenza di altri. La costruzione di un muro alto come una corazza impedisce l'accesso ai bambini. Solo con il loro ritorno e l'incontro con uno di loro, il giardino, precedentemente grigio e bianco per la neve, tornerà a fiorire. Un giardino, per quanto bello, se non condiviso, rimane triste e freddo. A scongelare il Gigante sarà il bacio di un bambino.
Centrale in questo racconto di Wilde è l'immagine del giardino come luogo del cuore: ciò che accade al giardino, accade anche al cuore del gigante. Il gelo, la neve, la grandine diventano stati dell'anima. L'incontro con il bambino, bisognoso d'aiuto, offre al Gigante l'occasione di uscire dalla sua corazza. Prendersi cura del bambino lo aiuta a uscire dal gelo autoimposto, scoprendo il vuoto del proprio egoismo e imparando che nessuno può bastare a se stesso.
Nella fiaba di Wilde, i bambini sono associati alla primavera; il loro affacciarsi nel giardino fa rifiorire piante e alberi. Rappresentano la forza vitale che irrompe, come la gemma sotto la corteccia. A questo primo tempo, Wilde attribuisce il coraggio di osare, di sognare e di oltrepassare i muri, nonostante le regole e le convenzioni che vorrebbero il rispetto dei divieti del Gigante. A loro e agli adulti/giganti, Wilde dedica questa fiaba.