Il pontificato di Papa Francesco è stato oggetto di analisi approfondite, come quelle proposte da inchieste giornalistiche, le quali hanno evidenziato la sua potente spinta riformatrice. Le parole e le scelte di Papa Francesco, in questi anni, hanno toccato temi sensibili come la morale sessuale, il riscaldamento climatico e la crisi ambientale, i migranti, i giovani, la giustizia sociale, il dialogo interreligioso e i toni della politica. Non è un caso che Papa Bergoglio venga considerato il più amato tra i leader mondiali, il Papa dell'ascolto e il Papa della misericordia.

Il "Fuoco Amico": Le Opposizioni Interne al Papa
Nonostante la sua popolarità, il Papa è sotto l'attacco del "fuoco amico" all'interno dello stesso mondo cattolico. I suoi potenti nemici sono emersi fin dai primi momenti del suo pontificato.
Le Accuse di Carlo Maria Viganò
L'ex diplomatico del Vaticano Carlo Maria Viganò, scomunicato per scisma nel 2024, non ha risparmiato critiche al pontefice. Nel suo post, ha citato un presunto colloquio tra Papa Francesco e il giornalista Eugenio Scalfari, dove il pontefice avrebbe detto: "Le anime peccatrici non vengono punite. Chi non si pente, e quindi non può essere perdonato, scompare". Per Viganò, questo è un esempio dei "deliri eretici" del santo padre, "in netto contrasto con la fede cattolica, che ci insegna che esiste un giudizio particolare per tutti". Un giudizio "a cui Bergoglio non poteva sfuggire" e nel quale "dovrà rendere conto dei crimini commessi".
Per Viganò, la Chiesa sarebbe ancora in pericolo, poiché "restano comunque i suoi eredi, i sovversivi che ha invalidamente creato 'cardinali' e che da tempo si stanno organizzando per garantire un continuatore della rivoluzione sinodale e della destrutturazione del papato".

Il "Collegium Traditionis" e la Formazione Tradizionalista
L'ex nunzio apostolico negli Stati Uniti ha annunciato che "il villaggio monastico all'eremo della Palanzana a Viterbo diventerà una casa di formazione per chierici che prenderà il nome di Collegium traditionis". Questo progetto mira a trasformare l'eremo della Palanzana in una sorta di seminario e ostello per preti e religiosi tradizionalisti. Il Collegium, come spiegato da Exsurge Domine, è destinato ad accogliere "i chierici e i religiosi che si ritrovano privati della loro parrocchia o sono allontanati dalla loro comunità a causa della loro incompatibilità con l'impostazione dottrinale, morale e spirituale della chiesa bergogliana". Exsurge Domine darà loro la possibilità di una vita comunitaria, sul modello tridentino delle chiese collegiate, per far sì che questi chierici e religiosi possano aiutarsi a vicenda, nello spirito evangelico e nel vincolo della carità, a santificarsi e a rimanere fedeli alla loro vocazione.

I Nemici nel Collegio Cardinalizio e nella Curia
Per Jorge Mario Bergoglio, gli oppositori sono arrivati subito dopo la sua elezione. Vedere il Papa rifiutare i segni della regalità pontificia (croce d'oro, mozzetta e scarpe rosse, rocchetto ricamato di pizzo e il trono per ricevere l'atto di obbedienza dei cardinali elettori) è stato un vero e proprio shock per molti dei porporati che lo avevano appena votato. Le accuse non sono mancate e sono diventate di anno in anno, di riforma in riforma, pesantissime: desacralizzante, comunista, marxista, peronista, eretico, scismatico e populista.
Tra i nemici di Francesco nel collegio cardinalizio si annoverano figure come Raymond Leo Burke, che ha manifestato la sua volontà di "resistere alle decisioni papali"; Carlo Caffarra, Walter Brandmüller e Joachim Meisner, che insieme a Burke si sono opposti alle aperture ai divorziati risposati; e Gerhard Ludwig Müller, accusato di aver ostacolato l'opera di tolleranza zero nel contrasto alla pedofilia del clero. Anche Angelo Bagnasco ha incarnato una Cei che non è riuscita a sintonizzarsi sulla rivoluzione di una "Chiesa in uscita, accidentata, sporca e ferita" chiesta da Francesco.
Nemici sono anche quei vescovi e parroci che disattendono completamente le indicazioni pastorali di Francesco, soprattutto quando toccano i loro interessi. Aumentano le critiche e le contestazioni quando il Papa ribadisce con forza che le "messe sono gratis" e che non devono esistere tariffari per i sacramenti, o quando attacca il lusso di cardinali, vescovi, preti e suore che vivono in modo sfarzoso.

Le Accuse di Eresia da Teologi e Accademici
Papa Bergoglio è stato accusato di essere un eretico da quella parte della Chiesa che non accetta il suo cammino di aperture e riforme dottrinali e pastorali. Una lettera-appello, firmata da alcuni docenti universitari e teologi e pubblicata in diverse lingue sui siti web, ha mosso queste critiche. La lettera, associata a una raccolta di firme su Change.org, accusa Papa Francesco di aver dimostrato pubblicamente e pertinentemente, con le sue parole e azioni, di credere in proposizioni contrarie a verità divinamente rivelate. Le accuse tornano anche sulle vicende della pedofilia, su una presunta reticenza del Pontefice in merito, e in generale si accusano personalità vicine a Francesco di aver agito contro la morale. Vengono fatti i nomi del cardinale Oscar Rodrigez Maradiaga, del cardinale Blase Cupich, del cardinale Godfried Danneels, del cardinal Donald Wuerl, e dei vescovi Gustavo Zanchetta e Juan Barros.
Minacce Esterne: Il Presunto Progetto di Attentato a Trieste
Un evento di eccezionale portata, se confermato, è la scoperta di un possibile piano per un attentato contro il Papa a Trieste nel luglio 2024. Questo rappresenterebbe il primo progetto di un attacco in un Paese dell’Occidente contro un Pontefice nell’epoca post-Guerra Fredda, l'unico precedente è l'attentato a Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981 da parte di Ali Ağca.

La Scoperta e le Prime Indagini
La notizia di un possibile piano dell'Isis turco per uccidere Papa Francesco durante la sua visita a Trieste il 7 luglio 2024, in occasione della chiusura della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, è emersa da un'inchiesta. Il giorno prima dell'arrivo del Papa, era stata trovata una pistola in un trolley scuro abbandonato nel bar della stazione ferroviaria. Nei carteggi di indagine, riferiti agli accertamenti "di intelligence" sulla pistola, si fa riferimento a un "possibile progetto di attentato contro il Sommo Pontefice".
Secondo le indagini, l'Interpol ha arrestato in Olanda un cittadino turco di 46 anni, Hasan Uzun, ora detenuto in carcere a Trieste. L'uomo sarebbe collegato alla pistola trovata: un'automatica CZ modello 7B calibro 9 Luger matricola 5793N con caricatore e 14 cartucce. L'attentato sarebbe stato progettato da un'organizzazione turca legata all'Isis K. La scelta della vittima e il contesto avrebbero segnato una cesura molto importante nella strategia terroristica dei gruppi affiliati all'Isis, che negli ultimi anni avevano concentrato le attività in scenari extra-occidentali.
La Dinamica del Ritrovamento e i Dubbi
La concomitanza della visita del Santo Padre e il ritrovamento della pistola automatica munita di munizioni in un trolley abbandonato in un bar ha messo in allerta le autorità di pubblica sicurezza. La presenza di altri individui interessati al contenuto della valigia poteva indicare che Hasan Uzun non agisse da solo. Tuttavia, la dinamica stessa del ritrovamento dell'arma, lasciata incustodita in un bar, lascia più intendere che potesse trattarsi di uno scambio di armi, come ne sono stati documentati a decine negli ultimi 50 anni in Italia, paese storicamente di transito per terroristi mediorientali che si scambiavano armamenti.
Secondo le indagini del PM Cristina Bacer, Uzun avrebbe lasciato il trolley all'interno del bar (ripreso dalle telecamere alle 15:48) con atteggiamento guardingo, per poi uscire in via Flavio Gioia, guardando all'interno della stazione come per cercare qualcuno. A quel punto due individui avrebbero maneggiato il trolley, poi notato da una dipendente e segnalato alla Polfer. Uzun sarebbe poi tornato indietro, avrebbe visto la polizia, e poi avrebbe distrutto la sua SIM per acquistarne una nuova. Successivamente, ha preso un treno per Milano in compagnia di un uomo e il giorno dopo è partito per la Svizzera, dove è stato respinto al valico di Chiasso per documenti non validi. Questi eventi hanno attivato i servizi segreti e la Digos, portando a un'indagine internazionale e all'emissione di un mandato di arresto europeo da parte del GIP Marco Casavecchia il 7 agosto. Uzun è stato quindi catturato in Olanda ed estradato in Italia, trascorrendo alcuni giorni in carcere a Milano prima di essere trasferito in una cella di isolamento a Trieste.

La Posizione della Questura di Trieste
La Questura di Trieste ha precisato che "all'esito delle investigazioni, condotte in collaborazione con gli omologhi uffici di polizia straniera e anche per il tramite di rogatorie internazionali, nessuna evidenza è emersa in ordine a progettualità ostili o omicidiarie nei confronti del Santo Padre". Al contrario, il responsabile "sembrerebbe essere inserito in circuiti criminali non correlati al terrorismo di qualsivoglia matrice". Il cittadino turco è stato arrestato in Olanda il 3 aprile ed estradato in Italia il 27 giugno in esecuzione di un mandato di arresto europeo, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, in quanto ritenuto responsabile dei reati di possesso e detenzione di arma. L'attività della Digos di Trieste e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione era stata avviata anche in relazione all'allora imminente presenza del Pontefice a Trieste. La Questura ha ricordato che il procedimento penale nei confronti dell'indagato è ancora nelle fasi delle indagini preliminari e che le sue responsabilità effettive saranno vagliate nel corso del successivo processo.
La Credibilità del Papa e la Lotta contro la Corruzione
Papa Francesco non ha paura di restare isolato, come del resto è chiamato a essere ogni Papa. Non teme chi rema contro le sue riforme, soprattutto quando cerca di bonificare lo IOR, da sempre luogo privilegiato per il riciclaggio di denaro sporco in Vaticano, o di contrastare la piaga aberrante della pedofilia del clero. La sua credibilità si gioca anche nel suo esempio personale: rifiuta il lusso vivendo in un modesto bilocale di appena 70 metri quadrati a Casa Santa Marta e preferisce girare con un'utilitaria. Nessuno dei capi dicastero della Curia romana in questi anni ha abbandonato il suo appartamento, in media di 400 metri quadrati, per seguire il suo esempio.
Francesco non ha paura della solitudine, né dei nemici che sembrano aumentare e diventare sempre più aggressivi, nascondendosi dietro fake news, manifesti irridenti affissi per le strade di Roma o un falso Osservatore Romano che attacca la presunta poca misericordia di Bergoglio verso gli oppositori. Tra gli attacchi dei suoi nemici e la finta ammirazione dei carrieristi, Francesco non ha dubbi: "Io ho allergia degli adulatori. Mi viene naturale, non è virtù. Perché adulare un altro è usare una persona per uno scopo, nascosto o che si veda, ma per ottenere qualcosa per se stesso. È indegno. I detrattori parlano male di me e io me lo merito perché sono un peccatore."

tags: #progetto #attacco #pontificato #papa #francesco