La Canonizzazione di Giovanni Paolo II: Percorso e Miracoli

Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, il cui pontificato durò dal 26 agosto al 28 settembre 1978, è una figura che occupa un posto speciale tra i pontefici del Novecento per i quali è stata avviata la Causa di beatificazione e canonizzazione. Questo processo ha già portato al culto universale figure come Pio X, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. La Causa di beatificazione di Albino Luciani, intrapresa come Confessore della fede, è stata aperta il 23 novembre 2003 e si è conclusa il 9 novembre 2017 con la proclamazione delle sue virtù eroiche. Un passo significativo è stato compiuto il 13 ottobre 2021, quando il Papa ha riconosciuto e sancito un miracolo di guarigione straordinaria attribuito all'intercessione di Giovanni Paolo I, il quale è stato poi proclamato Beato da Papa Francesco il 4 settembre 2022.

Subito dopo la morte di Giovanni Paolo I, avvenuta il 28 settembre 1978, le richieste di canonizzazione iniziarono ad affluire da ogni parte del mondo alla sua diocesi natale. L'allora vescovo di Belluno-Feltre, Maffeo Ducoli, testimoniò di aver ricevuto «migliaia di richieste per l’introduzione della Causa, tutte conservate presso l’Archivio della Curia di Belluno».

Il 9 giugno 1990, l'arcivescovo di Belo Horizonte, dom Serafim Fernandes de Araújo, presentò direttamente a Giovanni Paolo II una petizione firmata dall'intera Conferenza episcopale del Brasile per l'introduzione della Causa. I 226 vescovi firmatari sottolinearono le motivazioni della loro istanza, citando l'esempio virtuoso di Albino Luciani, descritto come «sintesi tipica dell’uomo di Dio, il quale è pienezza di umanità e insieme pienezza di Cristo» e «apostolo del Concilio, di cui spiegò con cristallina lucidità gli insegnamenti e tradusse rettamente in pratica le direttive».

La convinzione dei vescovi brasiliani era che stessero interpretando il giudizio favorevole di molti altri vescovi e traducendo «una vivissima aspirazione dei fedeli della Chiesa del Brasile, come dei cattolici di tutto il mondo».

L'avvio del Processo Diocesano a Belluno-Feltre

Il 26 aprile 2003, il vescovo di Belluno-Feltre Vincenzo Savio richiese formalmente al cardinale Camillo Ruini, allora vicario di Roma, il consenso per avviare il processo nella diocesi natale di Belluno-Feltre, anziché a Roma, sede naturale per competenza. Le motivazioni addotte includevano il fatto che la maggior parte della vita e del magistero di Albino Luciani si era svolta nella diocesi di Belluno-Feltre, poi in quella di Vittorio Veneto e infine nel Patriarcato di Venezia, a causa della brevissima durata del suo pontificato.

Il vescovo Savio spiegò ampiamente le ragioni di questa scelta, evidenziando le oltre trecentomila firme di petizione pervenute. Sottolineò come Albino Luciani avesse vissuto la sua infanzia, la formazione seminaristica e il servizio presbiteriale e di vicario generale nella diocesi di Belluno fino all'età di 46 anni, e come i suoi successivi incarichi vescovili e patriarcali non lo avessero allontanato dalla sua terra veneta, se non per i 33 giorni del suo pontificato. A ciò si aggiungeva la possibilità di «approfondire il contesto di fede familiare e locale in cui Albino Luciani era cresciuto».

Il 23 novembre 2003, a venticinque anni dalla morte di Giovanni Paolo I, si tenne nella basilica cattedrale di Belluno l'apertura solenne del processo. La sessione inaugurale dell'Inchiesta diocesana fu presieduta, in via eccezionale, dall'allora prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale José Saraiva Martins, che evidenziò l'opportunità di conoscere e approfondire la figura e l'operato di Albino Luciani, «affinché un giorno si possa invocare, come santo, questo grande uomo di Chiesa dalla Chiesa locale di Belluno a quella universale come Vescovo di Roma».

Ritratto di Papa Giovanni Paolo I

Svolgimento del Processo e Acquisizione Documentale

Come Postulatore della causa fu nominato don Pasquale Liberatore, postulatore generale della famiglia salesiana. Dopo la sua morte nell'ottobre 2003, il vescovo nominò come suo successore monsignor [Nome del successore, se disponibile nel testo originale]. Il processo diocesano si articolò in 203 sessioni, durante le quali vennero escussi 167 testimoni nelle sedi episcopali di Belluno, Vittorio Veneto, Venezia e Roma. La maggior parte dei testimoni poté deporre de visu, con l'eccezione di uno. A questi si aggiunsero le deposizioni di tre periti della Commissione storica e l'esame dei suoi scritti editi da parte di due teologi bellunesi.

Il 9 novembre 2007, il Congresso ordinario della Congregazione delle Cause dei Santi, esaminando gli atti per concederne la validità, riscontrò diverse lacune documentali, in particolare riguardo al materiale conservato presso l'Archivio storico del Patriarcato di Venezia e l'Archivio della Conferenza episcopale del Triveneto. Per colmare queste lacune, la Congregazione richiese un supplemento di indagine.

Il 25 marzo 2008, il vescovo di Belluno-Feltre, Giuseppe Andrich, istituì il tribunale per l'Inchiesta diocesana suppletiva e affidò l'incarico alla dott.ssa Stefania Falasca. Solo dopo la consegna della documentazione d'archivio il 13 giugno 2008, venne riconosciuta formalmente la validità degli atti dell'Inchiesta diocesana, principale e suppletiva.

Il 27 giugno 2008, padre Cristoforo Bove fu incaricato come relatore della Causa, mentre la stesura della Positio fu affidata alla dott.ssa Stefania Falasca, affiancata dal 2012 dal sacerdote Davide Fiocco. Dopo la scomparsa di padre Bove, la Causa passò a padre Vincenzo Criscuolo, relatore generale della Congregazione delle Cause dei Santi, che proseguì il lavoro, richiedendo approfondimenti e acquisizioni documentali e testimoniali.

La tardiva apertura della Causa aveva purtroppo compromesso l'acquisizione di testimonianze oculari preziose e causato una certa dispersione del materiale documentario. Per questo, si rese necessario consultare nuovamente archivi come quello pievanale di Canale d'Agordo, l'Archivio vescovile di Belluno, l'Archivio diocesano di Vittorio Veneto, l'Archivio della Fondazione Cini di Venezia, oltre a quelli delle Congregazioni per il clero, per i vescovi e della Segreteria di Stato.

Tra il 2008 e il 2015 vennero acquisite deposizioni extraprocessuali di altri 21 testimoni, con particolare riferimento al periodo del pontificato e alla morte di Giovanni Paolo I. Tra queste, assume un'importanza eccezionale la testimonianza di Papa Benedetto XVI, un caso storico in cui un papa rende testimonianza de visu su un altro papa.

Il Riconoscimento del Miracolo e la Canonizzazione di Giovanni Paolo II

Il 17 ottobre 2016, con la consegna della Positio in Congregazione, composta da cinque volumi per oltre 3.600 pagine, si concluse il lavoro scientifico e redazionale durato otto anni. Questo dossier, condotto con metodo storico-critico, comprendeva l'intero corpus delle prove documentali e testimoniali atte a dimostrare l'eroicità della vita, delle virtù e della fama di santità del Servo di Dio. A partire da questo momento, iniziò l'esame di giudizio conclusivo da parte degli organi giudicanti della Congregazione, attraverso due sessioni di esami: quella dei consultori teologi e quella ordinaria dei cardinali e vescovi.

Alla fine di novembre 2016, si era conclusa anche l'Inchiesta diocesana istruita nella diocesi argentina di Buenos Aires per un caso di presunta guarigione straordinaria avvenuta per intercessione di Papa Luciani nel 2011 a favore di una bambina affetta da una grave encefalopatia. La Consulta medica, il 31 ottobre 2019, stabilì unanimemente che si trattava di una guarigione scientificamente inspiegabile.

Il testo della Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis, in una causa di canonizzazione per un confessore della fede, comprende tutto il materiale probatorio necessario a dimostrare l'eroicità delle virtù. Il quarto volume racchiude la Biographia ex documentis, suddivisa in 13 capitoli e compilata dagli autori della Positio e dallo storico prof. [Nome dello storico, se disponibile nel testo originale]. Il lavoro sulla Positio si è svolto nell'arco di dieci anni, dal 2007 al 2017.

Le OMBRE Sul PONTIFICATO Di GIOVANNI PAOLO II

Nel frattempo, nella domenica della Divina Misericordia del 2014, Papa Francesco canonizzò Giovanni Paolo II, definito "il Papa della famiglia", e Giovanni XXIII, "il Papa della docilità allo Spirito Santo". La Messa di canonizzazione, celebrata in Piazza San Pietro alla presenza di oltre 500.000 fedeli e del Papa emerito Benedetto XVI, segnò un momento storico.

Il miracolo riconosciuto per la canonizzazione di Giovanni Paolo II fu la guarigione da una grave lesione cerebrale di una donna, Floribhet Mora, avvenuta il 1° maggio 2011, giorno della sua beatificazione. Per Giovanni XXIII, la canonizzazione avvenne "Pro gratia", senza un miracolo attestato specificamente.

Papa Francesco, nella sua omelia, sottolineò come entrambi i pontefici avessero avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù e riconoscerlo nella carne del fratello, definendoli «due uomini coraggiosi, pieni della parresia dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia».

Riguardo a San Giovanni XXIII, Papa Francesco lo descrisse come un papa che «ha dimostrato una delicata docilità allo Spirito Santo, si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata, guidata dallo Spirito».

La Figura di San Giovanni Paolo II

San Giovanni Paolo II, al secolo Karol Józef Wojtyła, è stato il primo papa non italiano dopo 455 anni e il primo pontefice polacco della storia. Beatificato il 1° maggio 2011 da Papa Benedetto XVI, viene festeggiato liturgicamente il 22 ottobre, giorno del suo insediamento.

Il suo pontificato fu caratterizzato da una forte opposizione alla teologia della liberazione e da interventi riguardo agli avvicinamenti di alcuni esponenti del clero verso soggetti politici marxisti. Proclamò la superiorità dell'economia di mercato su quelle statalizzate, ma stigmatizzò il capitalismo e il consumismo estremi, considerandoli antitetici alla ricerca della giustizia sociale.

I suoi 104 viaggi apostolici in tutto il mondo attrassero folle immense, coprendo una distanza notevolmente maggiore di quella percorsa da tutti i papi precedenti messi assieme. Giovanni Paolo II beatificò e canonizzò un numero elevatissimo di persone (1.338 beatificazioni e 482 canonizzazioni), semplificando i processi di beatificazione.

Noto come "l'atleta di Dio" per le sue passioni sportive come sci, nuoto, canottaggio, calcio e l'amore per la montagna, praticò sport finché la salute glielo permise. Nato il 18 maggio 1920 a Wadowice, in Polonia, era il terzo figlio di Karol Wojtyła senior ed Emilia Kaczorowska. La sua infanzia fu segnata dalla perdita della madre nel 1929 e del fratello maggiore Edmund nel 1932.

Dopo gli studi universitari in filologia, lingua e letteratura polacca, e l'addestramento militare, la Seconda Guerra Mondiale interruppe la sua formazione. Lavorò in diverse occupazioni, tra cui fattorino e operaio nelle cave di pietra, continuando al contempo gli studi e la carriera teatrale. Nel 1942 entrò nel seminario clandestino diretto dall'arcivescovo di Cracovia Sapieha.

Fu investito da un camion tedesco nel 1944, riportando un trauma cranico. Durante la requisizione di Cracovia da parte della Gestapo nell'agosto 1944, riuscì a scampare alla deportazione rifugiandosi nel Palazzo vescovile, dove rimase fino alla fine della guerra.

Karol Wojtyła venne ordinato presbitero il 1° novembre 1946 e si trasferì a Roma per proseguire gli studi teologici presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum). Tornato in Polonia nel 1948, iniziò la sua missione pastorale e insegnò etica all'Università Jagellonica e poi all'Università Cattolica di Lublino.

Come vescovo e poi arcivescovo, partecipò al Concilio Vaticano II, contribuendo ai documenti Dignitatis Humanae e Gaudium et Spes. Nel 1967 fu creato cardinale da Papa Paolo VI. A Cracovia, si distinse per la sua opposizione al regime comunista, pubblicando sul suo giornale diocesano libri censurati dal regime.

Nell'agosto 1978, partecipò al conclave che elesse Albino Luciani come Papa Giovanni Paolo I. Dopo la morte improvvisa di quest'ultimo dopo soli 33 giorni di pontificato, il conclave del 16 ottobre 1978 elesse Karol Wojtyła come Papa Giovanni Paolo II. Nel suo primo discorso, si definì «un nuovo vescovo di Roma [...] chiamato da un paese lontano» e invitò i fedeli a non aver paura di aprire le porte a Cristo.

Il suo pontificato fu caratterizzato da un'intensa attività pastorale, con numerosi viaggi apostolici e un'attenzione particolare ai temi sociali. Nel 1982 elevò l'Opus Dei al rango di prelatura personale e nel 1983 promulgò la nuova versione del Codice di diritto canonico. Nel 1988, con la costituzione apostolica Pastor Bonus, riorganizzò la Curia Romana.

Il 13 maggio 1981 subì un attentato quasi mortale in Piazza San Pietro. Due anni dopo, nel Natale del 1983, visitò il suo attentatore in carcere per offrirgli il suo perdono. Un altro tentativo di assassinio avvenne a Fátima nel 1982.

Giovanni Paolo II indisse il Giubileo straordinario della redenzione per il 1983-1984 e istituì le Giornate Mondiali della Gioventù, che divennero eventi di portata globale.

Nel 1990, con la costituzione apostolica Ex corde Ecclesiae, stabilì regole per le Università cattoliche. Nel 1993 confermò la regola del celibato ecclesiastico nella Chiesa latina e tenne un discorso di accusa alla mafia ad Agrigento.

Il Secondo Miracolo e la Canonizzazione

La commissione dei teologi della Congregazione per le Cause dei Santi approvò il secondo miracolo di Giovanni Paolo II, avvenuto dopo la sua beatificazione. Questo secondo miracolo fu riconosciuto come "inspiegabile" dalla consulta medica vaticana. Il dossier con le cartelle cliniche e le testimonianze fu discusso da una commissione di medici, che diede parere favorevole.

Il secondo miracolo è avvenuto la sera stessa in cui Papa Wojtyła divenne beato, il 1° maggio 2011. L'alto numero di beatificazioni e canonizzazioni effettuate da Giovanni Paolo II, unito alla rapidità del suo processo di canonizzazione, ha reso la sua causa una delle più veloci nella storia della Chiesa.

La canonizzazione di Giovanni Paolo II è stata spinta anche da due cardinali polacchi: l'arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz, suo segretario particolare, e il cardinale Stanislaw Rylko. Papa Francesco ha dato il suo via libera, confermando una causa a tempo di record.

Papa Francesco ha inoltre sbloccato la causa di beatificazione di monsignor Oscar Romero, vescovo di San Salvador, ucciso nel 1980 per la sua denuncia delle violenze della dittatura. Questo atto assume una notevole importanza per la Chiesa, specialmente in America Latina.

Immagine di Papa Giovanni Paolo II durante un viaggio apostolico

tags: #proclamazione #santo #giovanni #paolo #ii