In Egitto, a soli sei chilometri da Tuna el-Gebel - la necropoli della città di Khmun, centro principale del culto del dio Thot - è stata scoperta una necropoli precedentemente sconosciuta e rimasta intatta per millenni. Questa straordinaria area archeologica, situata nella regione di el-Ghoreifa, ha restituito testimonianze fondamentali sulla vita e la morte dei sommi sacerdoti dell'antico dio egizio della scrittura e della sapienza.

Il complesso funerario dei sacerdoti di Thot
Gli scavi, diretti dal dottor Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, hanno portato alla luce una serie di pozzi funerari destinati ai sommi sacerdoti del dio Thot e agli alti funzionari del XV nomo dell’Alto Egitto. Le 16 tombe finora individuate contengono circa 20 sarcofagi di varie dimensioni, tra cui splendidi esemplari antropoidi in calcare e bare di legno ben conservate.
Reperti e corredi funerari
Il corredo ritrovato all'interno delle sepolture è di una ricchezza inestimabile:
- Oltre 10.000 ushabti in faience blu e verde.
- Più di 700 amuleti realizzati in oro e pietre semipreziose.
- Otto gruppi completi di vasi canopi in pietra calcarea, con iscrizioni che riportano i titoli dei proprietari.
Djehuty-Irdy-Es: Il Gran Sacerdote
Di particolare rilievo è la tomba appartenente a un alto dignitario identificato tramite i geroglifici sui vasi canopi come Djehuty-Irdy-Es. Egli portava l’ambito titolo di “Uno dei Grandi Cinque”, una carica riservata al più anziano tra i sacerdoti di Thot. La sua mummia testimonia un rango elevatissimo: era ornata da un collare di bronzo raffigurante la dea Nut con le ali spiegate, oltre a perle preziose, lamine di bronzo dorato e amuleti in pietre semipreziose.
| Titolo | Proprietario |
|---|---|
| Tesoriere reale | Djehuty Iuf ankh |
| Cantante del dio Thot | Dignitario innominato (dai vasi canopi) |
| Capo del tesoro reale | Figlio di Psammetico I |

Thot: Il dio della scrittura e della sapienza
Thot, rappresentato solitamente con la testa di ibis o come babbuino, era il pilastro della cultura egizia. Considerato il "signore dei libri" e il patrono delle biblioteche annesse ai templi, egli era il messaggero degli dei e il segretario del dio solare Ra. La sua importanza era tale che i greci lo identificarono con il loro dio Ermes.
Il mito del dono della scrittura
Secondo il mito tramandato da Platone nel Fedro, il dio Thot regalò la scrittura agli uomini definendola un "farmaco per la memoria". Tuttavia, il re Thamus espresse un timore profondo: la dipendenza dalla scrittura avrebbe indotto negli uomini la dimenticanza, portandoli a ricordare tramite segni estranei anziché dal profondo della propria anima.
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L'eredità di Manetone
Un nome strettamente legato al prestigio sacerdotale e alla sapienza di Thot è quello di Manetone. Sebbene la sua figura sia avvolta da dibattiti storiografici - distinguendo tra un Manetone di Mendes e uno di Sebennytus - egli rimane una figura chiave nella comunicazione della cultura egizia verso il mondo ellenistico. Sacerdote, cronista e consigliere di Tolomeo Soter, Manetone è celebre per aver organizzato il culto di Serapide e per le sue opere, tra cui la nota Storia dell'Egitto.