Le Bibbie di Carlo il Calvo: Tesori dell'Arte Carolingia

Carlo II Imperatore, detto il Calvo, fu una figura di spicco del IX secolo, non solo per la sua ascesa politica e le complesse vicende dinastiche, ma anche per il suo profondo impegno nel mecenatismo culturale e artistico. Due magnifici manoscritti miniati della Bibbia sono indissolubilmente legati al suo nome: la Bibbia di Vivien, nota come la "Prima Bibbia di Carlo il Calvo", e la Bibbia di San Paolo fuori le Mura, o Bibbia Carolingia.

Carlo il Calvo: Re, Imperatore e Mecenate

Nato a Francoforte sul Meno il 13 giugno 833 dalle seconde nozze dell'imperatore Ludovico il Pio con Giuditta, la sua nascita scatenò una serie di eventi che portarono alla rapida disgregazione dell'impero carolingio. Figlio di secondo letto, Carlo ottenne alla nascita, grazie all'intervento della madre, parte dei territori dei fratelli. Dopo anni di lotte e dissidi con i fratellastri, Carlo il Calvo divenne re dei Franchi occidentali dall'843 e, nel 875, fu incoronato imperatore da Papa Giovanni VIII a Roma.

Carlo il Calvo si distinse come un sovrano intelligente e colto, dimostrando un notevole interesse per la cultura. Acquisì le due corone, l'imperiale a Roma (25 dicembre 875) e la reale a Pavia (31 gennaio 876). Cercò d'impedire la rovina del potere monarchico e dell'Impero carolingio, sebbene le nuove forze in pieno svolgimento non potessero più essere arrestate.

È stato suggerito che il suo soprannome, "il Calvo", fosse usato in modo ironico e non descrittivo; dalle fonti sembra infatti che possedesse una folta capigliatura. Rappresentazioni contemporanee della sua persona, ad esempio, nella Bibbia di Vivien dell'845, sul sigillo dell'847 (come re) e su quello dell'875 (come imperatore) lo mostrano con i capelli, così come la statuetta equestre (870 ca.) che si pensava lo raffigurasse. La Genealogia dei re franchi, un testo che risale forse già all'869, senza traccia di ironia, lo chiama comunque Karolus Calvus.

Ritratto di Carlo il Calvo come imperatore, da una miniatura dell'epoca carolingia

La Bibbia di Vivien: La "Prima Bibbia di Carlo il Calvo"

La Bibbia di Vivien, anche nota come "Prima Bibbia di Carlo il Calvo", è un capolavoro dello scriptorium di Tours che continua a stupire per la sua bellezza e la sua straordinaria conservazione. Le date relative a quest'opera sono chiare, il che è un fatto non scontato per un documento così antico.

Origine e Donazione

Il manoscritto fu commissionato e donato nell'845 a Carlo il Calvo da Vivien, conte di Tours e abate laico della Basilica di San Martino di Tours. Vivien poteva contare sui raffinati maestri di uno degli scriptorium più importanti dell'epoca, quello di Tours. Il dono avvenne proprio nella fase in cui la contea di Tours entrava a far parte del regno di Carlo. È per questa ragione, e per distinguere dalla Bibbia successiva, che è nota come la "Prima Bibbia di Carlo il Calvo".

Caratteristiche Artistiche e Testuali

La Bibbia di Vivien si distingue per le sue otto grandi tavole dipinte a tutta pagina, che, date le dimensioni del manoscritto (circa 495 x 375 mm), sono immagini di notevole impatto. Queste tavole sono strutturate su tre o due registri, o presentate come un'unica grande immagine. A queste si aggiungono raffinate iniziali miniate, spesso impreziosite dall'oro, esempi di rara eleganza e misura. Il testo è redatto con il carattere minuscolo carolino, ammirevole per ordine e regolarità.

Le tavole includono scene come:

  • Episodi della Vita di San Girolamo
  • Genesi
  • Esodo
  • Re Davide e i Salmi
  • Cristo in maestà con profeti, evangelisti e tetramorfo
  • La scena di Vivien che dona la Bibbia a Carlo il Calvo

In queste pagine, il respiro dell'arte classica è assolutamente presente, richiamando alla mente le scene a mosaico nella navata centrale di Santa Maria Maggiore o le pitture murali di Pompei. Le immagini sono caratterizzate da una forte volontà e capacità narrativa, tutt'altro che statiche, e alcune mostrano una significativa capacità di rappresentare la prospettiva.

Scena di Vivien che dona la Bibbia a Carlo il Calvo, miniatura dalla Bibbia di Vivien

La Bibbia di San Paolo fuori le Mura: Un Monumento Carolingio

La Bibbia carolingia, conosciuta anche come la "Bibbia di San Paolo fuori le Mura", è un altro esempio straordinario del mecenatismo di Carlo il Calvo e della sua era. Questo manoscritto miniato risale al IX secolo ed è un'opera di inestimabile valore storico e artistico.

Commissione e Scopo

Il re franco Carlo il Calvo diede l'incarico di realizzare questa preziosa Bibbia attorno all'866 al monaco benedettino Ingolberto, che guidava un gruppo di amanuensi, miniaturisti e pittori. L'opera, nata dalla scuola miniaturistica di Reims, era destinata a essere un dono per Papa Giovanni VIII, ed era concepita per essere grandiosa, sia per la completezza dei testi sia per la bellezza e la vivacità delle decorazioni e illustrazioni.

Per tutto il Medioevo, questa Bibbia fu frequentemente usata durante i giuramenti di fedeltà al Pontefice, a partire da Carlo il Calvo stesso, incoronato da Papa Giovanni VIII nella notte di Natale dell'875, che su di essa giurò fedeltà. Per ragioni di sicurezza, Papa Gregorio VII decise successivamente di affidarla ai monaci benedettini dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura.

Descrizione e Iconografia

Attraversando oltre mille anni di storia, i suoi 337 fogli di pergamena di pecora e di vitello, protetti da una spessa legatura di legno foderata con marocchino rosso, appaiono come appena usciti dagli scriptorium. Il blu, l'oro e tutti i colori delle 24 preziose miniature colpiscono lo spettatore come fossero state appena dipinte. Ogni libro del Vecchio e Nuovo Testamento è introdotto da una pagina completamente miniata, con scene dei personaggi evocati nelle pagine seguenti. In totale, si contano 35 pagine miniate di incipit, quattro pagine riccamente miniate con le tabelle dei canoni e 91 lettere iniziali miniate.

Sono giunte fino a noi 24 pagine interamente miniate, tra cui:

  • Una pagina dedicata all'imperatore (ritratto di Carlo il Calvo)
  • Un ritratto di San Girolamo
  • 14 pagine dedicate al Vecchio Testamento
  • Una pagina a Cristo in maestà
  • Quattro ritratti degli evangelisti
  • Una miniatura per gli Atti degli Apostoli
  • Una per le Lettere di Paolo
  • Una per l'Apocalisse

Purtroppo, la pagina con la miniatura di incipit del Libro di Giobbe è andata perduta.

Storia e Conservazione

«La Bibbia - ha spiegato padre Edmund Power, abate di San Paolo fuori le Mura - è stata custodita in questa abbazia, in una stanza con condizioni climatiche favorevoli alla sua conservazione. A parte un’uscita durante gli anni ’80, in cui l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ne realizzò un fac-simile per poterlo esporre nel Museo Pinacoteca, la Bibbia di Carlo il Calvo è rimasta sempre qui, nascosta agli occhi del pubblico».

Nel 1646, il manoscritto subì una prima operazione di restauro, e una nuova copertura di raso rossa venne eseguita nel XVII secolo. In occasione dell'Anno Paolino, i monaci benedettini, custodi della tomba dell'Apostolo delle Genti dal 730, hanno deciso di mostrarla al pubblico, esponendola nei locali restaurati dell'antica cantina dell'Abbazia. La Bibbia carolingia è rimasta aperta sull'inizio dell'Epistola ai Romani, accanto a una miniatura che racconta la conversione di Saulo, in onore di San Paolo. L'esposizione è stata un'occasione per riflettere sulla fede e sulla disciplina artistica che 1200 anni fa hanno prodotto questa magnifica opera, invitando all'ascolto della parola di Dio.

Minuatura dettagliata dalla Bibbia di San Paolo fuori le Mura, che illustra un episodio del Nuovo Testamento

L'Eredità Miniaturistica di Carlo il Calvo

Le Bibbie commissionate o ricevute da Carlo il Calvo testimoniano non solo la sua personale devozione e il suo ruolo di imperatore, ma anche l'eccezionale fioritura artistica e intellettuale dell'arte carolingia. Attraverso opere come la Bibbia di Vivien e quella di San Paolo fuori le Mura, Carlo il Calvo ha lasciato un'eredità duratura, influenzando lo sviluppo della miniatura medievale e contribuendo a preservare e diffondere la conoscenza biblica in un periodo di grandi cambiamenti.

La miniatura medievale. Il codice miniato insulare e carolingio - di Laura Carlino

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