Quando sentiamo la parola "devozione", potremmo immaginare qualcosa di lontano, storico o simbolico. Ogni luglio, la Chiesa ci invita ad approfondire questo profondo mistero: il Sangue di Cristo, versato sulla Croce e donato con amore per la redenzione del mondo. Questa devozione trascende il semplice ricordo della sofferenza di Cristo. Ci chiama a riconoscere e a ricevere il potere continuo del suo sangue nelle nostre vite, nella Chiesa e nel nostro mondo spesso ferito.

Le Radici Storiche e le Reliquie del Preziosissimo Sangue
L’origine di tale ricorrenza affonda le sue radici in una celebrazione annuale legata a una reliquia custodita nella chiesa di San Nicola in Carcere in Roma che, secondo la tradizione, era un lembo del mantello del Centurione che trafisse il Crocifisso con la lancia per verificarne la morte. Ma un ruolo importante lo ebbe anche il centurione, che molti hanno identificato in Longino, che trafisse il costato di Gesù.
Secondo un’antica tradizione, Longino avrebbe raccolto in un vaso il sangue che sgorgò dalla ferita e cadde a terra. Egli, convertitosi, fuggì in Italia e si sarebbe fermato a Mantova nel 37 d.C. In questo luogo, fu edificata la Basilica di S. Andrea, che custodisce un’altra preziosa reliquia del Sangue di Cristo.
Le prime celebrazioni della festa del Preziosissimo Sangue si tennero a partire dal XVIII secolo nella chiesa di San Nicola in Carcere a Roma per onorare una reliquia lì custodita. Secondo la tradizione, quando il centurione colpì con la lancia il costato di Cristo, il Sangue e l'Acqua da esso scaturiti bagnarono un lembo del suo mantello. Il centurione, convertito, tagliò dal mantello il prezioso lembo e lo custodì. Iniziò così la celebrazione annuale della festa del Preziosissimo Sangue nella prima domenica di giugno, limitatamente alla chiesa di San Nicola in Carcere.
La Fondazione e l'Evoluzione della Festa Liturgica
L’istituzione della festa liturgica del Preziosissimo Sangue si deve all’ardore apostolico del Venerabile don Giovanni Merlini, Missionario del Preziosissimo Sangue e discepolo di San Gaspare. La sua saggezza e prudenza erano tanto note che perfino Papa Pio IX lo interpellava per avere consigli.
Durante l’esilio di Pio IX a Gaeta, fu proprio Merlini a predirgli la fine dell’esilio qualora avesse esteso la festa a tutta la Chiesa. Mentre la guerra ancora infuriava, Merlini suggerì al Pontefice di istituire una festa universale del Preziosissimo Sangue per chiedere l’aiuto divino per porre fine alla guerra e riportare la pace a Roma. La guerra finì presto, e il Papa poco dopo, fece ritorno a Roma. Il 10 agosto rese ufficiale la sua dichiarazione con il decreto “Redempti sumus” e proclamò che la prima domenica di luglio venisse dedicata al Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo.
Nel 1808, centenario della donazione della reliquia in San Nicola in Carcere, il canonico Francesco Albertini fondò una pia associazione in onore del Preziosissimo Sangue. Successivamente, Pio X fissò la festa al 1° luglio e Pio XI la innalzò al grado di Solennità nel 1939. Paolo VI, con la riforma del Calendario entrata in vigore nel 1969, la unì alla festa del Corpus Domini, che da allora si celebra in tutta la Chiesa come “Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo”.
Il Valore Teologico e Redentivo del Sangue di Cristo
Fin dall’antichità, Dio ha istruito gli uomini circa il valore del sangue. Sono diverse le prescrizioni dell’Antico Testamento che sottolineano la preziosità del sangue a motivo del suo legame con la vita. Nell’Antica Alleanza, i sacrifici di espiazione e di riparazione richiedevano lo spargimento di sangue degli animali immolati. Tuttavia, il sangue degli animali non poteva rimettere i peccati e aprire le porte del Regno eterno.
La meditazione sul Sangue di Cristo ha origine nella Scrittura e riecheggia nei Padri della Chiesa, come testimoniano passi quali: "Siete stati riscattati dalla vostra... non con cose deperibili come l'argento o l'oro, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di un agnello immacolato e senza macchia" (1 Pt 1, 18-19) e “Perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che sarà sparso a favore di molti per il perdono dei peccati” (Mt 26, 28).
A liberarci dalla schiavitù del peccato è stato invece il Sangue di Gesù, prezzo della nostra Redenzione. Il Sangue di Cristo effuso sulla Croce ha avuto finalmente il potere di cancellare i peccati. Dopo il sacrificio della Croce la sua espiazione e la nostra redenzione sono cosa acquisita definitivamente per l’eternità.
L’oggetto primario del culto al Preziosissimo Sangue è la persona adorabile di Gesù, l’oggetto secondario è il suo Sangue. Così scriveva S. Gaspare del Bufalo: “La devozione al sangue di Cristo, apre le porte della divina misericordia; se i popoli ritornano nelle braccia della misericordia e si mondano nel sangue di Gesù Cristo, tutto il rimanente facilmente si accomoda.”
La Devozione al Preziosissimo Sangue: Arma Spirituale e Fonte di Grazia
La venerazione si approfondì nel corso dei secoli: santi e mistici come San Bernardo, Santa Caterina da Siena e Santa Gertrude la Grande scrissero con profondo amore del suo potere. Luglio, un periodo in cui la natura pulsa di vita, simboleggia la vita che scaturisce dal sacrificio di Cristo. Segue la dedicazione di giugno al Sacro Cuore, invitando i credenti a passare dalla meditazione dell'amore di Cristo all'esperienza del suo Sangue redentore.
Nelle sue missioni condotte in tutta Italia per restaurare la fede dopo le persecuzioni napoleoniche, San Gaspare del Bufalo predicava: “Per quanto siano gravi i vostri peccati, tutto dovete sperare dai meriti del Sangue Preziosissimo e dall’intercessione di Maria Santissima!”. Egli insegnava che il Sangue di Cristo non solo ci ha riscattati, ma che è anche il prezzo di ogni grazia divina. Egli affermava che la devozione al Preziosissimo Sangue avrebbe salvato gli uomini dai castighi meritati per i peccati commessi.
Citando le parole dell’Apocalisse, “essi lo hanno vinto per il sangue dell’Agnello” (Ap 12, 11), San Gaspare sottolineava che la devozione al Preziosissimo Sangue è l’arma più potente per vincere le tentazioni del diavolo, perché il Sangue dell’Agnello di Dio ha già vinto il potere di satana. Il Sangue di Cristo è l’armatura della quale ricoprirsi per essere protetti da Dio.
La solennità del Preziosissimo Sangue, pur rimandando strettamente al sacrificio del Golgota, non ha carattere penitenziale: in questo giorno non siamo chiamati a unirci con mestizia alla Passione, bensì a celebrare con esultanza il trionfo di Cristo che con l’efficacia del suo Sangue opera la nostra redenzione. Così come nel giorno del Sacro Cuore siamo nuovamente chiamati a meditare la sovrabbondanza dell’amore di Dio: la Redenzione avrebbe potuto avere luogo anche senza Incarnazione, oppure solo tramite le prime lacrime di Gesù Bambino, o grazie al valore infinito di ciascuna delle gocce di sangue versate all’atto della sua circoncisione. Eppure Dio ha deciso l’immolazione totale del suo Figlio, lo spargimento di tutto il suo Sangue fino all’ultima goccia.
Pratiche e Invocazioni della Devozione al Preziosissimo Sangue
La profonda meditazione sul Preziosissimo Sangue ci spinge a considerare il costo dell'amore e del sacrificio.
- Preghiera Quotidiana: "O Gesù, attraverso il preziosissimo Sangue che hai versato per me, ti offro questo giorno - le mie gioie, le mie lotte, il mio lavoro, il mio riposo. Fa' che il tuo Sangue copra me e tutti coloro che amo. Amen". È semplice, ma potente.
- Riflessione sul Sacrificio: Chiedere: Quanto mi costa l'amore? Quanto è costato a Gesù? Lasciate che questo riconoscimento approfondisca l'amore sacrificale, il perdono e la fedeltà. L'amore non è facile e il Preziosissimo Sangue ci mostra che il vero amore comporta sacrifici.
- Intercessione: Pregate: “Per il tuo sangue prezioso, Signore Gesù, abbi pietà di noi e del mondo intero”. Offritelo per le persone che soffrono, per le nazioni distrutte e per coloro che sono lontani da Dio.
- Purificazione e Perdono: Forse ci sono cose nella tua vita che ancora causano vergogna o senso di colpa - cose che hai fatto o che ti sono state fatte. Il Sangue Prezioso di Gesù non è solo un simbolo di perdono. È il perdono stesso. "Il sangue di Cristo purifica la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente". Questo mese andate a confessarvi. Chiedete a Gesù di lavarvi.
Come ricordato da Giovanni XXIII (1960, 30 giugno). Inde a Primis [Lettera apostolica]. Vatican.va. e Benedetto XVI (2009, 5 luglio). Discorso dell'Angelus [Meditazione]. Vaticano.va., la devozione al Preziosissimo Sangue rimane un pilastro fondamentale della fede cristiana.
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