Il travaglio di parto: guida completa tra contrazioni, fasi e segnali

Il parto è un momento unico, che segna la conclusione di un viaggio di circa 40 settimane e l'inizio di una nuova vita da madre. È un evento naturale, da vivere in ascolto del proprio corpo, caratterizzato dal travaglio: una serie di contrazioni uterine ritmiche, involontarie o indotte, che portano all'assottigliamento (appianamento) e alla dilatazione del collo dell'utero.

Le contrazioni uterine: comprendere i segnali

La contrazione è la forza motrice che permette la progressione del feto nel canale pelvico. Si percepiscono come dolori nella parte bassa dell'addome, che possono irradiarsi alla zona lombare o alle cosce.

Contrazioni di Braxton Hicks (falso travaglio)

Sono contrazioni irregolari, spesso indolori o lievemente fastidiose, che possono comparire già dal secondo trimestre. Hanno una funzione preparatoria: "allenano" l'utero, favoriscono la circolazione placentare e aiutano la maturazione del collo dell'utero. A differenza di quelle del travaglio vero, non aumentano in intensità o frequenza e tendono a scomparire con il riposo o il cambio di posizione.

Contrazioni del travaglio attivo

Si distinguono per la loro regolarità, durata e intensità crescente. Durante il travaglio, le contrazioni diventano più ravvicinate (ogni 3-5 minuti), durano circa 60 secondi e sono accompagnate da modificazioni stabili del collo dell'utero.

Grafico che mostra la differenza tra contrazioni di Braxton Hicks (irregolari) e contrazioni da travaglio attivo (regolari e crescenti)

Le fasi del travaglio

Il travaglio si articola in tre fasi distinte, ognuna con caratteristiche peculiari:

  • Primo stadio (Dilatante): Comprende la fase latente (contrazioni irregolari che portano la dilatazione a 4-6 cm) e la fase attiva (dilatazione accelerata fino a 10 cm).
  • Secondo stadio (Espulsivo): Inizia a dilatazione completa e termina con la nascita del bambino. È il momento in cui la spinta materna, riflesso automatico dovuto alla pressione sul perineo, aiuta il feto a percorrere il canale del parto.
  • Terzo stadio (Secondamento): Dalla nascita del bambino fino all'espulsione della placenta.

Cosa fare nell'attesa?

Durante la fase prodromica, spesso lunga e variabile, non occorre allarmarsi. È consigliabile restare a casa finché ci si sente a proprio agio.

Cosa fare Cosa evitare
Riposare, dormire, fare passeggiate Stress da prestazione e ansia
Mangiare pasti leggeri e zuccherati Spinte forzate o trattenere il fiato
Idratarsi adeguatamente Posizioni litotomiche (sdraiata sulla schiena)

Fasi del travaglio | Come spingere (e respirare) durante il parto?

Quando recarsi in ospedale

È necessario pianificare il trasferimento in ospedale nei seguenti casi:

  • Contrazioni regolari: Per le primipare, quando si presentano ogni 5 minuti da circa un'ora, durano 60 secondi e sono intense.
  • Rottura delle membrane: Anche in assenza di contrazioni dolorose, è opportuno contattare il personale sanitario per monitorare la situazione.
  • Sintomi di allarme: Sanguinamento vaginale intenso, diminuzione dei movimenti fetali, febbre, o rottura delle acque con liquido colorato (verde o marrone).
  • Travaglio pretermine: In presenza di sintomi prima della 37esima settimana, rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso.

Al momento del ricovero, verranno eseguiti il monitoraggio dei battiti cardiaci fetali, l'esame obiettivo (manovre di Leopold) e la valutazione della dilatazione cervicale. È bene ricordare di presentarsi in ospedale senza smalto sulle unghie e privi di oggetti metallici o piercing, portando con sé la documentazione medica.

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