Il Santuario della Madonna della Montagna di Polsi: Storia, Pellegrinaggio e Devozione

Il Santuario della Madonna della Montagna, situato nel cuore dell'Aspromonte, prossimo alla vetta di Montalto, a duemila metri di altezza, rappresenta un luogo di profonda spiritualità e storia. Questo santuario, spesso paragonato a un Olimpo per la sua posizione maestosa e la bellezza della natura incontaminata, accoglie ogni anno migliaia di fedeli.

Foto panoramica del Santuario della Madonna della Montagna di Polsi

Un Luogo Sacro nel Cuore dell'Aspromonte

Il cammino spirituale verso il santuario viene percorso ogni anno da migliaia di fedeli, sin dall’epoca della Magna Grecia. La zona è caratterizzata dalla natura incontaminata della “montagna bianca”, con lecci, castagni e querce secolari. Qui, gli antichi abitanti delle colonie greche venivano una volta l’anno per consultare l’oracolo di Pule. Il termine “Pule” nel greco antico significa passaggio, battente di porta, porta. Il Pulakos è il custode della porta che ti fa accedere all’Olimpo, al regno degli dei.

Il santuario si trova nell’Aspromonte, una frazione di San Luca, in provincia di Reggio Calabria. Le sue origini affondano in un passato remoto, con diverse tradizioni che ne narrano la fondazione.

Le Origini e le Leggende del Culto Mariano

Storia e leggenda si intrecciano sull’origine di questo antico luogo di culto mariano. Una narrazione del miracolo parla dell’apparizione della Vergine Maria a un giovane pastore, che gli indicò il punto ove erigere una nuova Chiesa a lei dedicata. Un altro racconto, invece, attesta che in luogo del pastorello fosse stato il conte Ruggero il Normanno a ricevere in visione la Madonna durante una battuta di caccia e i levrieri del nobile a portare alla luce una croce sotterrata.

La croce ritorna in un’altra versione del miracolo, quando un contadino arresta il vomere del suo aratro nel terreno perché i buoi con le corna mossero il terreno dissotterrando la Santa Croce. C’è però anche un’altra versione, riportata dalla tradizione del luogo: secondo questa, sono alcuni monaci bizantini a fondare il piccolo paese nel IV secolo, mentre cercano riparo, decidendo così di creare una comunità nei pressi di Montalto.

Una delle tradizioni più diffuse narra che nel 1144 un pastore, di nome Italiano, si spinse fino a quel luogo impervio cercando una giumenta smarrita. L’uomo trovò l’animale inginocchiato di fronte alla croce. È in quel preciso momento che la Madonna col Bambino si presentò al pastore, chiedendogli di costruire una chiesa in quel punto esatto e di dedicarla a lei. In questo modo nacque il culto polsino, che presto si diffuse in tutta la zona. Lì viene eretta la prima chiesetta, sopra di cui è posta la Croce greca.

Un’altra tradizione colloca al posto del pastore il Conte Ruggiero, spintosi fin qua durante una battuta di caccia. Ma furono i Monaci Basiliani a coltivare e a propagare la devozione alla Santa Croce e alla Madonna sotto il titolo di “Madre del Divin Pastore”, comunemente detta “Madonna della Montagna” di Polsi. Estintosi nella seconda metà del XV secolo il rito greco in Calabria, i Basiliani di residenza a Polsi si ritirarono a Grottaferrata, portando con sé rari e preziosi documenti.

Il reperto più misterioso e, per certi versi inquietante, è la strana piccola Croce di ferro, dalla cui asta centrale si sviluppano due braccia dalle volute irregolari e singolari, non riscontrabili in nessun altro tipo di croce. L’attuale edificio sacro fu restaurato nella prima metà del XVIII secolo. Il campanile è descritto con “il suo cappello a cono come se stesse a guardia di se stesso”.

Illustrazione storica dell'apparizione della Madonna a Polsi

Il Pellegrinaggio e la "Notte Sacra" di Polsi

Sin dalla fine di agosto e per tutto il mese di settembre, i pellegrini risalgono le strade dell’Aspromonte, dal Tirreno e dallo Jonio, per vivere la notte sacra; la notte insonne che scorre fra il primo e il due di settembre. I fedeli fanno a gara per salmodiare novene, richiedere grazie, fare voti, per alzare il proprio figlio fino a fargli sfiorare le vesti di pietra della Madonna o per toccare la statua miracolosa. L’altare della piccola chiesa, nella notte, accoglie le offerte votive dei fedeli.

Il santuario è caratterizzato dalla presenza di numerose case di appoggio per i pellegrini, ogni paese ne possiede una, e alla “balconata” si possono leggere i nomi dei vari comuni di provenienza. Un nucleo importante è composto dai devoti siciliani che occupano la parte del complesso denominata “domus siculorum”, a testimonianza della diffusione del culto mariano in un’area vastissima. In passato si arrivava al santuario a piedi, a dorso di muli, cavalli e asini o con mezzi fuoristrada percorrendo mulattiere strette e ripide. Oggi le carovane di pellegrini sono organizzate anche con camion agghindati a festa che risalgono la montagna al ritmo di canti e musiche.

CAMMINO MARIANO - SAN LUCA Madonna di Polsi (o della Montagna)

Caratteristiche sono anche le bancarelle dei macellai con appese le carcasse di capra. La carne è macellata in loco, così come accadeva negli antichi culti pagani, per dar vita a quella grande cucina del “sacrificio” che, prima degli ultimi divieti imposti per motivi sanitari, arrivava a cucinare più di mille ovini e caprini. Le persone si ritrovano in esilio in quella che è una delle più sperdute valli del territorio dell’Aspromonte.

Le Tradizioni dei Pellegrini secondo Corrado Alvaro

Corrado Alvaro, il più grande scrittore calabrese dei tempi moderni, nato a San Luca, ha descritto dettagliatamente i riti e le tradizioni legate al pellegrinaggio. Scrive Alvaro: “Ognuno fa quello che può per fare onore alla Regina della festa: la gente ricca può portare, essendo scampata da un male, un cero grande quanto la persona di chi ha avuto la grazia, o una coppia di buoi, o pecore, o un carico di formaggio, di vino, di olio, di grano; ci sono tanti modi per disobbligarsi con la Vergine delicata, come la chiamano le donne. Uno, denudato il petto e le gambe, si porta addosso una campana di spine che lo copre dalla testa ai piedi, spine lunghe e dure come crescono nel nostro spinoso paese, e che ad ogni passo pungono chi ci sta in mezzo. Una femminella fa un tratto di strada sulle ginocchia; e così le ragazze fanno la strada ballando, e balleranno giorno e notte per le ore che hanno fatto il voto, fino a che si ritrovano buttate in terra o appoggiate al muro, che muovono ancora i piedi. E i cacciatori, poi, che fanno voto di sparare alcuni chili di polvere; in quei giorni non si parla di porto d’armi, e i Carabinieri lo sanno. Si vedono le mille facce delle Calabrie. Le donne intorno dicono le parole più lusinghiere alla Madonna, perché si commuova. Al terzo giorno di Settembre si fa la processione e si tira fuori il simulacro portatile […] tra lo sparo dei fucili che formano non si sa che silenzio fragoroso, non si sente altro che il battito di migliaia di pugni su migliaia di petti, un rombo di umanità viva tra cui l’uomo più sgannato trema come davanti a un’armonia più alta della mente umana.”

Foto storica di pellegrini durante la processione a Polsi

La Devozione alla Madonna della Montagna: La Novena e le Preghiere

La devozione alla Madonna della Montagna si esprime intensamente attraverso la recita della Novena e numerose preghiere, cariche di fede e speranza. Il culto si diffuse anche a Capistrano, dove si onora il nome della Madonna e don Domenico Antonio Zerbi, nel 1763, portava con sé delle immaginette della Madonna della Montagna affinché i fedeli capistranesi la venerassero e la pregassero. Il Montagna durante la Novena è un momento di grande raccoglimento.

Icona della Madonna della Montagna

Novena alla Madonna della Montagna

Immacolata Vergine della Montagna, Regina del cielo e della terra! Prostràti ai Tuoi piedi, Ti supplichiamo di volgere i Tuoi occhi misericordiosi su di noi poveri peccatori. Corriamo a Te che sei la Montagna della salvezza, onde trovare un'aria pura per le nostre malattie spirituali e ottenere la grazia di liberarci da tante tentazioni.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Amabilissima Vergine Maria della Montagna, Tu sei l'aurora sorridente della nostra vita. Al Tuo apparire fugge l'eterno nemico e l'anima si eleva dalle brutture terrene alla purezza della mistica Montagna della salute. Tu, che nel purissimo seno portasti il Salvatore del mondo, volesti che nell'erma valle di Aspromonte si venerasse la Croce, scoperta da un toro e dal suo povero ed innocente pastore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Clementissima Vergine di Polsi, per la salvezza degli uomini Ti degnasti apparire lì, in quella valle di Aspromonte. Con la Tua presenza volesti rendere santi questi luoghi, perché tutti trovassero un faro luminoso cui dirigersi nei loro bisogni spirituali e temporali.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Santissima Vergine della Montagna! Il Signore ha voluto che in quella sperduta valle della Calabria si adorasse la Santa Croce accanto alla Tua venerata statua.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

O Croce Santa, unica nostra speranza, unico nostro rifugio con Maria, Tu sei il dolce Legno che ha dato la salvezza al mondo.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Vergine purissima della Montagna, l'innocente Tuo Figlio, per redimere l'umanità dal peccato di Adamo, fu inchiodato sul duro legno della Croce come un agnello mansueto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Amorosissima Vergine e Madre immacolata di Polsi, aiuto speranza e rifugio dei cristiani! In questo momento, abbandonando i vani pensieri del mondo, ci eleviamo a Te con il cuore e con il pensiero. Ti dichiariamo tutto il nostro amore, il nostro affetto e la nostra fiducia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Vergine Madre di Dio! Scelta dal Signore ad essere la nuova Eva, sei stata proclamata da Gesù morente Madre dell'umanità. Con la Tua materna presenza hai trasformato quella valle di Polsi in luogo di grazia, di perdono e di pace.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Amabilissima Regina, eccoci prostràti ai Tuoi piedi per venerarTi in questa Chiesa di Capistrano. Tu sei la Santa Montagna da cui scendono a noi le benedizioni di Dio. Sii per noi questa Montagna, perché, se nel passato fummo peccatori, proponiamo d'osservare d'ora innanzi la santa legge di Dio, con la grazia di Cristo, che per Tuo mezzo fervorosamente imploriamo.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Preghiere e Invocazioni per i Nostri Bisogni

Misericordiosissima Vergine della Montagna, abbiamo compiuto il nostro pellegrinaggio alla sacra valle di Polsi per implorare ai Tuoi piedi il perdono dei nostri peccati, per ringraziarTi delle grazie ricevute e per ottenere quella di vivere e morire bene. Come tu ci hai benignamente accolti, o Madre nostra amorosissima Maria, così dègnati d'ora innanzi di proteggere noi, le nostre famiglie e tutti i Tuoi devoti nel duro pellegrinaggio della vita. E quando, o Vergine benedetta, verrà il giorno in cui dovremo lasciare questa valle di lacrime, dègnati di accogliere le nostre anime nelle Tue santissime mani.

Donna del silenzio, aiutaci a non sprecare le parole. A risparmiare i commenti polemici, le analisi inutili, le battute sciocche. Donna dell’aiuto, che ti sei stretta accanto ai discepoli. Tieni tu la mano a tutti i nostri amici che non stanno bene: quanti sono angosciati per il possibile contagio, quanti attendono fiduciosi in osservazione e quanti sono intubati in terapia intensiva. Ti preghiamo per la loro guarigione. Donna della consolazione, che hai tenuto tuo Figlio fra le braccia. Donna del servizio, che ti sei presa cura dei bisogni di tutti. Donna del consiglio, che conosci i doni dello Spirito Santo. Madonna dei nostri capitelli di montagna, fa’ che incontriamo il tuo volto anche stando nelle nostre case. Madre dei poveri, ti affidiamo tutti coloro che sono soli e abbandonati, ti affidiamo anche le nostre fragilità.

Ti affidiamo il nostro amore filiale che ci hai ottenuto, Ti sei mostrata nostra Madre per la salvezza delle nostre anime. Ti affidiamo i nostri ammalati, arricchiscili di forza e di consolazione. Ti affidiamo l'avvenire e la perseveranza nel bene dei nostri figli nel mondo intero. Rendi la nostra fede fervente, cresca tra noi la divina carità. Noi vogliamo consacrarci a Te, il lavoro e le preoccupazioni e tutto ciò che siamo, secondo le promesse del nostro battesimo. Se ci allontanassimo da Dio, riportaci a Lui! Se stessimo per cadere, soccorrici!

Il Patrimonio Storico del Santuario

L'attuale edificio sacro ha subito restauri significativi. Un evento storico rilevante fu nel 1784, quando la Cassa Sacra, istituita per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terribile terremoto del 1783, fece requisire al Santuario tutti gli arredi preziosi e le suppellettili sacre. L’ufficiale che eseguì la requisizione mise insieme più di un quintale tra oro e argento.

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