Signore, tu che conosci a fondo il mio cuore e la mia mente sin dal momento del concepimento, tu che mi hai visto ancora informe nel ventre materno, soccorrimi perché sono attanagliato da assurdi scrupoli. Donami il discernimento affinché non mi lasci sconvolgere dall'irrazionalità.
Sento, o Signore, che la mia anima è tormentata da sensi di colpa spesso senza fondamento. Fa che possa servirti serenamente, pur consapevole del fatto che ogni opera umana è difettosa e che ai tuoi occhi spesso è l'intenzione quello che conta. Aiutami a capire che ogni virtù viene da te e che tu solo sei l'ancora di salvezza per ognuno di noi.
Signore misericordioso, toglimi da questi scrupoli che inquinano ed impediscono lo slancio amoroso verso Te ed il prossimo. Tu che sei Colui che regge le sorti dell'Universo e di ognuno di noi.

La lotta interiore e la ricerca del perdono
Io Vi ho offeso mille volte, o buon Gesù, ho rinnovato la Vostra dolorosa Passione, ho ripagato i vostri innumerevoli benefizi con la più nera ingratitudine; ma Voi mi mostrate il Vostro amorosissimo Cuore squarciato dall'amore, e con le Vostre mani piagate m'invitate a penitenza, promettendomi misericordia e perdono.
O Gesù, non permettete che io profani questo Santo Sacramento, concedetemi di accusarmi con sincerità, con umiltà, con vera contrizione e fermo proposito di emendarmi. Infondetemi spirito di fede, affinché nel Sacerdote io veda Voi, o Gesù, Padre amoroso, Medico Divino, sempre pronto a stringervi al Cuore il peccatore pentito e a medicarne le spirituali ferite, con la tenerezza di una madre che cura il figlio suo.
Mio amato e buon Gesù, per le trafitture della Vostra Corona di Spine, per la luce purissima di cui questa Corona ora brilla in Cielo, illuminate la mia mente a riconoscere le mie colpe e a bene scrutare le profondità del mio cuore. Mostratemi a me stessa, Ve ne supplico, con tutti i miei difetti, con tutte le mie debolezze; datemi grazia di aprire interamente l'anima mia al vostro Ministro, affinché egli, vedendone le macchie, possa purificarla nel Sangue prezioso che sgorga dalle Vostre Santissime Piaghe e renderla candida e bella, oggetto di compiacenza al Vostro adorabile Cuore e di ammirazione per gli Angeli Santi.

L'offerta del cuore contrito
Per offrirvi, o mio Gesù, il perfetto olocausto di un cuore contrito ed umiliato, unisco il mio dolore a quello acerbissimo che dei miei peccati provaste sull'Altare della Croce, quando offriste al Vostro Eterno Padre le Vostre Piaghe, per sanare quelle delle anime nostre. Concentrate, Vi prego, per quanto è possibile, nel mio cuore questo immenso dolore e quello che, considerando la nostra ingratitudine, provò la Vostra SS.
Con infinita misericordia, o mio Gesù, Vi siete degnato lavare l'anima mia peccatrice nel Vostro Preziosissimo Sangue e, dopo averle dato con Divina tenerezza il bacio del perdono, l'avete rivestita con la bianca stola dell'innocenza, che la rende simile agli Angeli. lo Vi ringrazio, o buon Gesù, con tutte le forze del mio cuore e dell'anima mia...
Deh! non permettete che abbia a macchiare mai più questa veste imbiancata nel Vostro Sangue Divino, né che mi renda indegna dei Vostri purissimi sguardi, o che torni a trafiggere con il peccato il Vostro amorosissimo Cuore; preservatemi, Vi supplico, da tanta disgrazia, per i Meriti delle Vostre Sante Piaghe.
Il proposito di emendamento e la fiducia nella grazia
Gesù mio, per Vostro amore propongo di emendarmi dei tali difetti..., voglio perdonare pienamente, senza riserve, a chi mi ha offeso; voglio essere tutta carità e dolcezza per il mio prossimo, per ringraziarvi di avermi ricoperta di amore e di misericordia.
O Gesù, perché i miei propositi siano efficaci, li depongo per mano di Maria SS. Prima di fare la penitenza Immergo, o Gesù mio, la penitenza che sono per fare, nel Sangue Divino che sgorga dalle Vostre Sante Piaghe e nelle lacrime di Maria SS., per dare così una perfetta soddisfazione alla Vostra Divina Giustizia.
La preghiera di San Tommaso d'Aquino
Tuttavia almeno di tanto in tanto potresti recitare la preghiera attribuita a San Tommaso d’Aquino prima della confessione.
Eccola:
"A te, fonte di misericordia, o Dio, io ricorro perché sono un peccatore. Degnati di purificarmi da ogni macchia. Sole di santità, illumina chi è cieco. Eterno medico, guarisce chi è ferito. Re dei re, vesti chi è ignudo. Mediatore tra Dio e gli uomini, riconcilia il peccatore. Pastore buono, riconduci l’errante all’ovile. Dona, o Dio, misericordia a un misero, perdono a un colpevole, vita a un morto, santificazione a un peccatore, l’unzione della tua grazia a un cuore indurito. Clementissimo Dio, richiama chi è fuggito, attira chi è renitente, rialza chi è caduto, rendi saldo chi è in piedi, guida chi è in cammino. Non dimenticare chi ti ha dimenticato, non abbandonare chi ti abbandonato, non disprezzare chi ha peccato."
Poiché peccando, ho offeso te, mio Dio, ho ferito il prossimo e ho fatto del male a me stesso. Ho peccato per fragilità contro di te, Dio mio, Padre onnipotente. Ho peccato per ignoranza contro di te, Figlio sapiente. Ho peccato di malizia contro di te, Spirito Santo clemente, offendendo così tutta la Santissima Trinità. Povero me, quanti peccati e in quanti modi ho commesso, quali peccati ho compiuto intenzionalmente. Ho abbandonato te, Signore, approfittando della tua bontà, preferendo un amore cattivo, sospinto da un’audacia colpevole. Per cui volli rinunziare a te piuttosto che alle cose amate, offendere te piuttosto che sottrarmi a quel che dovevo temere. Dio mio, quanto male ho compiuto con le parole e con le azioni peccando di nascosto, pubblicamente e con arroganza. Ti supplico a motivo della mia fragilità: non guardare la mia colpa, ma la tua infinita bontà. Perdona con clemenza quello che ho fatto. Donami il dolore per i peccati commessi e una efficace vigilanza per quelli futuri.
Potente Preghiera davanti al Santissimo Sacramento di San Tommaso d'Aquino
Il Confiteor e la sua importanza liturgica
Il Confiteor è una tradizionale preghiera penitenziale del rito romano. I libri liturgici per la Messa tridentina prescrivono il suo uso all'inizio della messa (dopo la recita del Salmo 42), nell'ora di compieta e all'inizio dei sacramenti dell'unzione degli infermi e della penitenza.
Nella messa tridentina esso viene recitato prima dal celebrante e poi dai ministri o dal popolo. Dopo ognuna delle due volte lo segue una preghiera, il Misereatur, per chi l'ha recitato. Al di fuori della messa può esser recitato, con piccole varianti, nella preghiera individuale.
Mentre le liturgie orientali iniziano con una confessione dei peccati fatta dal celebrante, i più antichi documenti del rito romano presentano la messa che ha principio con l'introito, sebbene il celebrante potrebbe aver recitato una confessione simile al confiteor come preghiera privata in sacrestia. Fuori della messa alcune preghiere simili al confiteor apparivano già in precedenza.
Evoluzione storica del Confiteor
La "Regola Canonica" di Crodegango di Metz (morto nel 743) raccomanda: "Prima di tutto prostratevi umilmente alla vista di Dio...". Il Confiteor è menzionato per la prima volta come parte dell'introduzione della messa da Bernoldo di Costanza (morto nel 1100) nella forma: "Confiteor Deo omnipotenti, istis Sanctis et omnibus Sanctis et tibi frater, quia peccavi in cogitatione, in locutione, in opere, in pollutione mentis et corporis. Ideo precor te, ora pro me". Seguono il Misereatur e l'Indulgentiam.
Comunque, la forma, e specialmente l'elenco dei santi invocati, variavano considerabilmente durante il Medioevo. In molti messali è più breve: "Confiteor Deo, beatae Mariæ, omnibus sanctis et vobis". Nel Messale di Paolo III (1534-1549) è: "Confiteor Deo omnipotenti, B. Mariæ semper Virgini, B. Petro et omnibus Sanctis et vobis Fratres, quia peccavi, mea culpa: precor vos orare pro me".
La forma scelta per il messale tridentino di papa Pio V (1570) fu l'unica in uso nel rito romano fino al 1969, ad eccezione dei certosini, carmelitani e domenicani, i cui messali al momento del concilio di Trento erano più antichi di 200 anni. Queste tre forme erano piuttosto brevi e contenevano solo un "mea culpa"; i domenicani invocano, accanto alla Beata Vergine, san Domenico.
La forma attuale e le sue varianti
«Confiteor Deo omnipotenti et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione, verbo, opere, et omissione, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Misereatur nostri omnipotens Deus et, dimissis peccatis nostris, perducat nos ad vitam aeternam.
«Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. S. C. S. C. S. C. S. C.
Fino al 1962 un secondo Confiteor era recitato dal diacono o dal ministro dopo la comunione del celebrante, mentre restavano genuflessi. Nella Messa cantata questo era l'unico Confiteor che il popolo poteva ascoltare; dalla prima metà del XX secolo era uso che il popolo lo recitasse insieme al diacono o al ministro. Alla Messa pontificale il secondo Confiteor era cantato.
Dopo il secondo Confiteor il celebrante genufletteva verso l'altare e quindi si rivolgeva verso il popolo con la faccia verso il lato dell'Epistola dicendo Misereatur vestri e Indulgentiam, absolutionem et remissionem peccatorum vestrorum tribuat vobis omnipotens et misericors Dominus.
Il Messale tridentino prescrive che recitando il Confiteor ci si batta il petto tre volte alle parole mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Il messale successivo al Vaticano II dice solo di battersi il petto, senza specificare il numero delle volte.
Mentre pronuncia il Confiteor fino all'Amen dopo il Misereatur tui il sacerdote sta profondamente chinato verso l'altare; alla Messa solenne si volge verso i ministri dicendo vobis, fratres e vos, fratres. Il celebrante dice però "tibi, pater" e "te, pater" se alla messa è presente il vescovo e si china verso di lui.

Testimonianze di guarigione dagli scrupoli
Sono molto felice di dirle che sto facendo molti progressi, grazie ad un’ obbedienza più stretta e fedele al confessore (la cosa più importante per guarire), alla preghiera intensa (rosario quotidiano), alla Santa Comunione, alla direzione spirituale costante e grazie anche agli scritti di Sant’Alfonso Liguori sulla cura degli scrupoli e a quelli di Santa Teresina, che tratta questo argomento in varie sue lettere.
A tutto questo aggiungo uno studio costante (sono studente di Fisica) ma non troppo oppressivo e lo svago sano in allegria con gli amici. Gesù e Maria sono sempre più una presenza costante e amorevolissima nella mia vita, e comincio a rendermi conto di quanto Dio sia un papà meraviglioso per me. In questo voglio ringraziare anche lei per la pazienza e l’assistenza spirituale che mi ha gentilmente fornito. Grazie di cuore! Un saluto in Gesù e Maria!
L'importanza dell'obbedienza e della fiducia
Uno degli errori più gravi degli scrupolosi è quello di vagare da un confessore all’altro, di confessarsi magari nella stessa giornata prima da uno e poi dall’altro, senza dire - iniziando la confessione - da quanto tempo non si confessano per non suscitare l’impazienza del confessore e oppure dicendo “mi sono confessato che non è molto”.
“La terza parola è l’obbedienza. Un’anima disobbediente non riporterà alcuna vittoria, anche se fosse Gesù stesso a confessarla direttamente. Il confessore più esperto non può essere di alcun aiuto ad una tale anima. Un’anima disobbediente si espone a grandi sventure e non progredirà affatto nella perfezione e non se la caverà nella vita spirituale.
Nell’obbedienza si permette alla grazia di Dio di operare. Ecco come si è comportata la nostra Santa. Maria era entrata al Carmelo per consacrarsi al Signore e lei era rimasta sola con i suoi scrupoli. Scrive: “Quando Maria entrò nel Carmelo ero ancora molto scrupolosa. Mi rivolsi ai quattro angeli che mi avevano preceduta lassù, perché pensavo che quelle anime innocenti non avendo mai conosciuto turbamenti né timori, dovevano aver pietà della loro sorellina la quale soffriva sulla terra.
Che tutti possano dire: “In poco tempo il Signore aveva saputo trarmi fuori dal circolo angusto entro il quale mi dibattevo senza sapere come uscirne. Sì, gli scrupoli tengono legati, impediscono lo sviluppo spirituale e di spiccare il volo verso l’unione permanente con Dio. Sono un inganno del maligno.
Al tuo Confessore manifesta con sincerità e regolarità tutto quello che può servirgli a ben conoscerti e guidarti: digli le sconfitte subite e le vittorie riportate, le tentazioni avute e i buoni propositi formulati.

Esame di coscienza e preghiere per la confessione
Misericordiosissimo mio Salvatore, ho peccato e molto peccato contro di Voi, per mia colpa, per mia grandissima colpa, ribellandomi alla vostra santa legge, e preferendo a Voi, mio Dio e mio Padre celeste, misere creature e i miei capricci. Sebbene io non mériti che castighi, non negatemi la grazia di ben conoscere, detestare e confessare sinceramente tutti i miei peccati, sì che possa ottenere il vostro perdono ed emendarmi davvero.
Domande per l'esame di coscienza
- Quando ho fatto l'ultima confessione?
- Mi sono confessato bene?
- Ho taciuto forse per vergogna qualche peccato grave?
- Ho fatto la penitenza?
- Ho fatto la S. Comunione? Quante volte?
Istruzioni per i comandamenti
- Ho recitato male, o ho tralasciato di dire le orazioni del mattino e della sera? Ho chiacchierato, riso, scherzato in Chiesa? Ho dubitato volontariamente della verità della fede? Ho sparlato della religione e dei sacerdoti?
- Non nominare il nome di Dio invano. Ho pronunciato inutilmente il nome di Dio, di Gesù Cristo, della Madonna, e il Santissimo Sacramento? Ho bestemmiato? Ho giurato senza bisogno?
- Ricordati di santificare la festa. Ho tralasciato di ascoltare la Messa alla Festa? Sono sempre andato all'Oratorio od alla Dottrina Cristiana?
- Onora il Padre e la Madre. Ho disobbedito ai genitori? Ho dato loro dei dispiaceri? Non li ho mai aiutati nei loro bisogni? Ho mancato di rispetto e di obbedienza ai superiori?
- Non ammazzare. Ho litigato coi fratelli e coi compagni? Ho avuto sentimenti d'invidia, odio, vendetta contro il prossimo? Ho dato scandalo con atti di ira, con parole o con azioni cattive? Ho mancato di soccorrere i poveri? Sono stato avaro, goloso, intemperante nel cibo?
- Non commettere atti impuri. Non desiderare la donna d'altri. Ho tenuto in mente apposta pensieri e desideri cattivi? Ho ascoltato o tenuto io stesso discorsi brutti? Ho custodito i sensi e specialmente gli occhi? Ho cantato canzoni scandalose? Ho commesso azioni impure da solo? con altri? e quante volte? Ho letto libri, romanzi o giornali brutti? Ho coltivato amicizie particolari o relazioni illecite?
- Non rubare. Non desiderare la roba d'altri. Ho rubato o desiderato di rubare in casa o fuori? quelle trovate? Ho recato danno alla roba altrui? Ho lavorato con diligenza? Ho sprecato il danaro?
- Non dire falsa testimonianza. Non desiderare la roba d'altri. Ho detto bugie? Sono stato causa per le mie bugie di qualche grave danno.? Ho pensato male del prossimo? Ho manifestato senza bisogno i difetti e gli sbagli altrui?
Mi sono sempre accostato con frequenza e pietà alla S. Confessione ed alla S. Comunione? Come operaio, ho impiegato bene le ore del mio lavoro ? Come scolaro, ho sempre atteso ai miei studi, con diligenza e profitto? Come giovane cattolico, ho tenuto sempre e dovunque buona condotta?

Riflessioni sulla gratitudine e sul pentimento
Aveva forse il Signore bisogno di me? No certamente. hai dato una mente capace di conoscerlo, un cuore capace di amarlo! Mi ha dato la fede, il battesimo, ha messo a mia disposizione il sangue del suo Figliuolo Gesù. Oh bontà infinita del Signore, meritevole di gratitudine infinita. Ma come posso richiamare a me stesso il dovere della gratitudine, senza piangere? Dio mi ha tanto amato ed io, coi miei peccati, l' ho tanto disprezzato. Dio mi ha fatto tanti benefici ed io l' ho ricompensato con ingiurie gravissime, innumerevoli. Quanto mi sento infelice, perché ingrato!
Gesù è morto per i peccati degli uomini ed anche per i peccati miei. Posso ricordare queste verità senza piangere? «Anche tu con i miei nemici? Anche tu fra i miei crocifissori?».
Il peccato, come un uragano che disperde i migliori raccolti, mi ha gettato nella più profonda miseria spirituale. Come una spada terribile mi ha ferito l' anima e, disperdendone la grazia, me l' ha fatta morire. Io mi trovo con la maledizione di Dio nell' anima; col Paradiso chiuso sul capo; con l'inferno spalancato sotto i piedi. Anche adesso potrei, in un attimo, dal posto in cui mi trovo sprofondare all' inferno. Oh che rischio trovarsi in peccato, che miseria da piangersi a lacrime di sangue!
E poi Egli forse mi guarda e mi dice: Se ora finalmente non cambi vita, e non la muti per sempre, io ti respingo dal mio cuore.... Salutare ammonimento! Posso io rifiutare il perdono che Dio stesso mi offre? No, no, non posso. Cambio vita. Detesto il male che ho fatto.
Mio Signore e mio Dio, io mi pento dal fondo del cuore di tutti i peccati della mia vita, perchè per essi, ho meritato i castighi della vostra giustizia in questo mondo e nell'altro, perché ho corrisposto con vera ingratitudine ai vostri benefici; ma sopratutto perché per essi ho offeso Voi che siete infinitamente buono e degno d'essere amato sopra ogni cosa. Propongo fermamente di emendarmi e di non peccare mai più. Voi datemi la grazia di essere fedele al mio proponimento. Quanto siete stato buono con me, o Signore! Non ho parole per ringraziarvi; perchè, invece di punirmi per tanti peccati che ho commesso, me li avete tutti perdonati con infinita misericordia in questa Confessione. Di nuovo me ne pento con tutto il cuore, e prometto, con l'aiuto della vostra grazia, di non offendervi mai più e di compensare con molto amare e con buone opere le innumerevoli offese che vi ho fatte nella mia vita.