Nella tradizione cattolica, San Giuseppe occupa un posto speciale come protettore e intercessore, in particolare per coloro che si avvicinano all'ora della morte. La sua figura è invocata con fiducia per ottenere una "buona morte", intesa come un trapasso sereno, assistito spiritualmente e con la grazia di Dio. La devozione a San Giuseppe per i morenti si fonda sulla credenza che egli abbia avuto il privilegio di morire tra le braccia di Gesù e Maria, un esempio di serenità e grazia divina.
San Giuseppe: Patrono della Buona Morte
La Dolcezza della Morte di San Giuseppe
La tradizione narra che San Giuseppe morì a Nazareth, in un momento di intimità profonda e pace inenarrabile, assistito dal Figlio di Dio a lui affidato e da Maria, sua dolcissima madre. Con a fianco Maria e Gesù, Giuseppe spirò in pace disteso nel letto, come vediamo in alcune raffigurazioni dell'arte cristiana. E così San Giuseppe diventa "patrono" (protettore e modello) di coloro che stanno morendo, i quali quindi non sono mai soli, anche se non sono attorniati da familiari o da altre persone. Oh! dovette essere dolce! Chi non la vorrebbe per sé? Giuseppe morì oscuro e ignorato, ma la sua morte fu un momento di grande meraviglia e grazia, consumata dal desiderio di contemplare il suo Dio e dalle dolci parole della Vergine Maria. Fu un trapasso giusto, un consolante e glorioso privilegio che molti desiderano per sé.

L'Importanza di una Nuova Coscienza sulla Morte
Nel contesto moderno, la persona morente potrebbe trovarsi sola e isolata nelle terapie intensive, negli hospice, nelle RSA o case di riposo, o anche a casa. Per questo, serve una nuova coscienza sugli ultimi momenti della vita, una risposta sociale ed etica per saper garantire a tutti assistenza e vicinanza. Ma è fondamentale anche una risposta di fede, che sappia essere più profonda e valida in ogni circostanza, anche nell'eventualità di dover affrontare la morte da soli.
Origini Storiche: L'Ars Moriendi
La necessità di prepararsi alla morte non è nuova. Alcune Xilografie corredavano le versioni brevi dell'Ars moriendi, cioè quei libri con testi e immagini nati nel XV secolo ai tempi delle epidemie di peste. Questi volumi permettevano ai fedeli cristiani di prepararsi alla morte in assenza dei familiari e del sacerdote che dicesse le preghiere e amministrasse gli ultimi sacramenti. Questo contesto storico sottolinea la perenne ricerca di conforto e guida nell'ora estrema.

L'Efficacia dell'Intercessione di San Giuseppe
La Fiducia nell'Aiuto del Patriarca
Molti devoti, tra cui la grande Santa Teresa d'Avila, hanno testimoniato l'efficacia dell'intercessione di San Giuseppe. Santa Teresa affermava: "Io non mi ricordo di aver finora supplicato S. [Giuseppe]... rimanendo delusa nella fiducia e nella speranza riposte in Te." E aggiungeva: "Rivolgetevi in qualunque bisogno, per grave che sia, alla efficace intercessione del Patriarca San Giuseppe; andate con vera fede da Lui e resterete certamente esauditi nelle vostre domande." San Giuseppe è potente sul cuore di Dio e la sua intercessione non delude.
Anche di fronte ai propri peccati, non si deve perdere la speranza. A chi si sente colpevole e indegno di essere esaudito, Santa Teresa risponde: "No certo, o poveri peccatori. Rivolgetevi in qualunque bisogno, per grave che sia, alla efficace intercessione del patriarca San Giuseppe; andate con vera fede a lui e resterete certamente esauditi nelle vostre domande." Con questa fiducia, ci si può presentare davanti a lui per implorare misericordia e pietà, sapendo che non si sarà mai soli nel ricevere il suo conforto.
Promessa di Devozione
Coloro che ricevono la grazia richiesta a San Giuseppe spesso promettono di diffondere la devozione verso di lui e di aiutare le opere che, nel suo nome, sorgono a sollievo di tanti infelici e dei poveri morenti. Questo impegno è un segno di gratitudine e un modo per estendere la sua protezione a più persone.

Preghiere e Invocazioni a San Giuseppe per i Morenti
Preghiera Generale di Supplica
Rivolgendosi a San Giuseppe, si invoca la sua protezione e il suo patrocinio:
O San Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a te ricorro, affinché m'implori la grazia per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a te. É vero che i presenti dispiaceri e le amarezze che provo sono forse il giusto castigo dei miei peccati. Riconoscendomi colpevole, dovrò per questo perdere la speranza di essere aiutato dal Signore? Con tanta fiducia mi presento, quindi, davanti a te e imploro misericordia e pietà. Deh!, per quanto puoi, o San Giuseppe, prestami soccorso nelle mie tribolazioni.
Non dimenticare, o misericordioso San Giuseppe, che nessuna persona al mondo, per grande peccatrice che fosse, è ricorsa a te, rimanendo delusa nella fede e nella speranza in te riposte. Quante grazie e favori hai ottenuto agli afflitti! Ammalati, oppressi, calunniati, traditi, abbandonati, ricorrendo alla tua protezione, sono stati esauditi. Deh! non permettere, o gran Santo, che io abbia ad essere il solo, fra tanti, a rimanere privo del tuo conforto.
O eccelso Capo della Sacra Famiglia di Nazareth, io ti venero profondamente e di cuore t'invoco. Agli afflitti, che ti hanno pregato prima di me, hai concesso conforto e pace, grazie e favori. Degnati quindi di consolare anche l'animo mio addolorato, che non trova riposo in mezzo alle angustie da cui è oppresso. Tu, o sapientissimo Santo, vedi in Dio tutti i miei bisogni, prima ancora che io te li esponga con la mia preghiera. Tu dunque sai benissimo quanto è necessaria la grazia che ti domando. Nessun cuore umano mi può consolare; da te spero d'essere confortato: da te, o glorioso Santo. Se mi concedi la grazia che con tanta insistenza ti domando, prometto di diffondere la devozione verso di te.
A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen.
Preghiera per una Buona Morte e l'Assistenza Finale
Particolarmente commovente è la preghiera per una morte santa:
O San Giuseppe benedetto, che nel momento della tua agonia avesti la sorte di essere assistito dal Sommo Sacerdote, Gesù Cristo, e dalla Regina della misericordia, Maria Santissima! Tu che conosci l’importanza di questo temibile momento nel quale si passa dal tempo all’eternità, abbi compassione e muoviti a pietà dei poveri moribondi, che sono sul punto di comparire davanti al tribunale divino. Proteggili, o efficace avvocato della buona morte! Per tua intercessione siano illuminati e mossi da sentimenti di amore di Dio e dolore delle loro colpe; e in modo particolare aiuta coloro che non hanno un sacerdote che li assista e coloro che muoiono improvvisamente, affinché grazie al tuo generoso aiuto, abbiano la gioia di mostrarti eternamente la loro generosità in cielo. Amen.
O Glorioso patriarca San Giuseppe, Protettore benevolo dei moribondi, mio speciale avvocato, per la felicità e l'amore con cui serviste in tutto il tempo della vostra vita come Sposo a Maria, come Padre a Gesù, per i dolori che voi soffriste con tanta rassegnazione, per le allegrezze che riceveste con tanta umiltà da quel Dio che ora niente sa negare alle vostre domande, come sempre vi fu obbediente qui sulla terra, impetratemi, vi prego, una plenaria remissione di tutte le mie passate mancanze, e una volontà sempre pronta a meglio servirlo in avvenire, affinché vivendo sempre come voi nella virtù e nella santità possa come voi meritare di essere in morte assistito da Gesù e da Maria, che in questo mondo vi fecero provare anticipati gaudi del Paradiso. Vegliate sopra di me in tutto il corso della mia vita, come vegliaste sopra Gesù, quando tenero Bambino era affidato alle vostra cura.
Le Giaculatorie di Sant'Alfonso per l'Agonia
Le tre giaculatorie, brevi e intense, sembrano essere nate per stile e vocabolario nell'ambiente di Sant'Alfonso Maria de' Liguori (1696-1787). Ne ritroviamo alcuni esempi nelle sue opere:
- Nel Settenario di meditazioni a san Giuseppe (1758): "Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, in quell’estrema agonia, fatemi morire in vostra compagnia".
- Nelle Proteste per ben morire (1758): "Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nella mia agonia".
- Una versione più vicina alla formula a noi nota, attribuita a Francesco Antonio Marcucci (1717-1798), contemporaneo di sant’Alfonso: "Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia, siate sempre in mia compagnia, assistete alla mia agonia, e spiri in pace fra voi l’anima mia. Amen".
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Invocazioni alle Sette Allegrezze e ai Sette Dolori
Un'altra forma di preghiera consiste nell'invocare San Giuseppe ricordando i dolori e le gioie della sua vita, legati ai misteri di Gesù e Maria. Per ciascuna di queste invocazioni, si recitano un Pater, un Ave e un Gloria:
- O glorioso San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti nel mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio nel grembo della Beata Vergine Maria, ottienici la grazia della confidenza in Dio.
- O glorioso San Giuseppe, per il dolore che provasti nel veder nascere in tanta povertà il Bambino Gesù e per la gioia che sentisti vedendolo adorare dagli Angeli, ottienici la grazia di accostarci alla Santa Comunione con fede, umiltà e amore.
- O glorioso San Giuseppe, per il dolore che provasti nel circoncidere il Divino Bambino e per la gioia che sentisti nell'imporgli il nome di "Gesù", ordinato dall'Angelo, ottienici la grazia di togliere dal cuore tutto ciò che dispiace a Dio.
- O glorioso San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti nell'udire la profezia del santo vecchio Simeone, che annunciava da una parte la perdizione e dall'altra la salvezza di tante anime, a seconda del loro atteggiamento nei riguardi di Gesù, che stringeva Bambino fra le sue braccia, ottienici la grazia di meditare con amore le pene di Gesù e i dolori di Maria.
- O glorioso San Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della fuga in Egitto e del ritorno dall'Egitto, ottienici la grazia dell'uniformità ai voleri di Dio.
- O glorioso San Giuseppe, per il dolore che provasti nello smarrimento del fanciullo Gesù e per la gioia che sentisti nel ritrovarlo, ottienici la grazia di condurre una buona vita e di fare una santa morte.
Preghiera per i Lavoratori e il Riposo Eterno
San Giuseppe, modello di lavoratore e custode della Sacra Famiglia, viene invocato anche per la dignità del lavoro e per un meritato riposo:
O San Giuseppe, padre putativo di Gesù e sposo purissimo di Maria, che a Nazareth hai conosciuto la dignità e il peso del lavoro, accettandolo in ossequio alla volontà del Padre e per contribuire alla nostra salvezza, aiutaci a fare del lavoro quotidiano un mezzo di elevazione; insegnaci a fare del luogo di lavoro una Comunità di persone, unita dalla solidarietà e dall'amore; dona a tutti i lavoratori e alle loro famiglie, la salute, la serenità e la fede; fa' che i disoccupati trovino presto una dignitosa occupazione e che coloro che hanno onorato il lavoro per una vita intera, possano godere di un lungo e meritato riposo. Te lo chiediamo per Gesù, nostro Redentore, e per Maria, Tua castissima Sposa e nostra carissima Madre.
La Comunione dei Santi: Preghiera per tutti i Morenti
L'Unione Spirituale con i Morenti
Pregare per i morenti e con i morenti, conosciuti o no, significa creare una comunione tra i santi ed essere loro vicini nello Spirito. Questo fa sentire a quanti stanno morendo da soli di non essere soli, ma di essere amati da Dio Padre, consolati dalla Santa Famiglia e "attorniati" dalla amorevole preghiera dei fedeli, compresi i loro familiari.
È importante prendere coscienza della necessità di vivere la Comunione dei Santi (siano essi vittoriosi in Cielo, in via di purificazione in Purgatorio o ancora pellegrinanti sulla terra) pregando tutti insieme per i morenti, a causa della pandemia o per altro motivo. Tutto diventa espressione di affidamento fiducioso nelle mani di Dio Padre che ci ha già preparato un posto, insieme a tutti i Santi e quando lui vorrà, nella sua Casa in Cielo.
