San Francesco Caracciolo, il cui nome di nascita era Ascanio Caracciolo, è una figura venerata nella Chiesa Cattolica, noto per la sua profonda spiritualità eucaristica e il suo servizio instancabile verso Dio e gli uomini. La sua vita, segnata da eventi miracolosi e da una dedizione esemplare, lo ha reso Patrono di categorie specifiche di lavoratori e oggetto di sentita devozione in molte comunità.
La Vita e la Fondazione dell'Ordine dei Chierici Regolari Minori
Il Santo nasce a Villa Santa Maria (Chieti) il 13 ottobre 1563. A lui viene imposto il nome di Ascanio. Nel fiore dei suoi 22 anni, è colpito da lebbra, malattia che lo deturpa in tutto il corpo. Inutili sono i rimedi della medicina e della scienza ed egli si fa rinchiudere dal Padre in un sottoscala del Castello (oggi visitabile), che comunica con la vicina cappella mediante una finestrella. In tal modo, attraverso la grata, può seguire la Santa Messa e comunicarsi. Dio lo ascolta, tanto che Ascanio viene guarito in pochi giorni dalla malattia.
Abbandonò i suoi privilegi nobiliari per consacrarsi totalmente al servizio di Dio e degli uomini. Fu chiamato a fondare, insieme al Venerabile Giovanni Agostino Adorno, un nuovo ordine religioso. Finalmente Papa Sisto V ricevette in udienza l'Adorno e Ascanio, elogiò e benedisse i nuovi Fondatori e diede egli stesso il nome al novello Istituto, chiamandolo dei Chierici Regolari Minori (egli era religioso dei Minori Conventuali). Spedì quindi la Bolla di erezione il 1° luglio 1588. Questo nuovo ordine, ispirato ai principi della Chiesa dopo il Concilio di Trento, presto si consolidò con la fondazione di numerose comunità. Il 9 aprile 1589, Adorno e Ascanio fecero la loro professione religiosa di povertà, castità, obbedienza ed umiltà nell'Oratorio della Compagnia dei Bianchi, il giorno di Domenica in Albis, la seconda domenica di Pasqua.

San Francesco Caracciolo è ricordato come il "cacciatore delle anime", dedicandosi alla salvezza delle persone, in particolare dei carcerati e dei condannati a morte. La sua opera si estese in diversi luoghi, con fondazioni importanti: il 25 luglio 1594 dimorò nell'Ospedale degli italiani mettendosi al servizio degli infermi; ottenne di aprire la prima casa e la prima chiesa dedicandola a San Giuseppe. Il 19 giugno 1596, il suo zelo suscitò una furiosa campagna denigratoria nei suoi confronti, che durò più di un anno. Visibilmente assistito dalla Provvidenza, la superò con pazienza e ripartì per l'Italia. Giunse a Roma dove trovò già fondata la piccola casa di S. Leonardo a piazza Costaguti; la arredò e la ampliò. Riprese poi il cammino per Napoli attraverso l'Abruzzo con l'intenzione di andare a visitare monsignor Pignatelli, già padre spirituale dell'Adorno e arcivescovo dell'Aquila, e di passare per la terra natia. Il 18 settembre 1598, ottenne la chiesa di Sant'Agnese in piazza Navona. Nel 1601, fondò un collegio di studi presso l'Università di Alcalà. Nel 1605, accettò per obbedienza l'ufficio di Vicario Generale in Italia e di Preposito della Casa di Santa Maria Maggiore di Napoli.
Il Carisma Eucaristico e la Morte
San Francesco Caracciolo si distinse soprattutto per una intensa spiritualità Eucaristica, che si esprimeva nella celebrazione quotidiana della Santa Messa e nella pratica della Preghiera Circolare Continua. Sebbene all'unanimità fosse eletto Preposito Generale perpetuo il 9 marzo 1593, nella speranza di potersi esimere da questo grave peso, egli convocò il primo Capitolo Generale. Nel 1597, gli elettori lo riconfermarono di nuovo Preposito Generale, ma egli se ne schernì direttamente presso il Cardinale Montalto e lo stesso Papa. Nel 1607, ottenne l'esenzione da ogni carica, dedicandosi a una vita ancora più austera.
Si predisse la morte. Visitò col fratello Padre Antonio teatino la Santa Casa di Loreto e prese l'ultimo commiato dai suoi parenti a Villa Santa Maria (CH). Il Santo morì pronunciando le parole: "Andiamo, andiamo al cielo" o "Andiamo… al cielo… al cielo", espresse il giorno del Corpus Domini.
La Canonizzazione e il Patronato
San Francesco Caracciolo fu beatificato nel XIV secolo, precisamente nel 1769, e santificato da Papa Pio VII nel 1807. La sua devozione si diffuse ampiamente, culminando nel 1996, quando, dopo un lunghissimo iter e sulla base dell'unanime richiesta di tutte le Associazioni Cuochi d'Italia, San Francesco Caracciolo venne proclamato Patrono dei Cuochi d'Italia e di tutti gli addetti al servizio della ristorazione. Egli è inoltre il Patrono della regione Abruzzo e di tutto il movimento eucaristico locale.
Iconografia e Monumenti
Il monumento a San Francesco Caracciolo a Villa Santa Maria è un'opera d'arte ricca di valori religiosi, sentimentali, storici e artistici. Nessun altro luogo a Villa Santa Maria incarna questi quattro valori meglio di quello scelto per il posizionamento della statua, che è il centro della storia del paese e sede del primo insediamento abitativo. La grotta in cui il Santo ammalato fu accolto è rimasta intatta dall'epoca, senza ristrutturazioni, e si sa che il luogo è quello di più alto valore artistico, insieme con Piazza San Nicola ed il Palazzo Castracane, presente a Villa Santa Maria.
La figura imponente e solenne di San Francesco Caracciolo è spesso colta in un movimento che richiama la sua missione. Il Santo, in cotta di foggia seicentesca e stola, innalza con la mano destra una particola luminosa, spesso interpretata nel linguaggio scultoreo da un vuoto contornato da raggi, per far rilevare visivamente il candore dell'Ostia e mettere in risalto il valore spirituale e trascendente del cibo eucaristico. I raggi richiamano l'ostensorio, nel quale l'Eucaristia appare come sole, luce e vita della terra, o come stella polare, punto di riferimento per il viandante. Con la mano sinistra, con identica sacralità, San Francesco porge un pane, a testimonianza della sua attenzione ai bisogni dell'uomo.

Un'altra rappresentazione artistica mostra il giovane principe Ascanio a cavallo, mentre gli altri ragazzi lo seguono o l'anticipano a piedi, muniti di balestre o archi. Sotto la sorveglianza di due cuochi, un ragazzo mescola, invitando un secondo a versare acqua con attenzione; un altro si rivolge a loro divertito, mentre sbuccia le patate; un quarto accovacciato dà fiato al "zuffratur" per ravvivare la fiamma. Al centro i familiari del principe sono a tavola in attesa. Quasi noncurante di quanto avviene alle sue spalle e del cane al suo fianco, il giovane principe si stacca dal gruppo per portare cibo ai poveri: un vecchio seduto con alle spalle l'anziana moglie e chiamato da una bimbetta quasi attonita davanti a lui; una giovane donna con il piccolo avvolto nello scialle; un viandante stanco che si appoggia al suo bastone. Questa scena evoca la sua precoce carità e attenzione verso gli ultimi.
La Preghiera a San Francesco Caracciolo
Noi, cuochi e addetti al servizio della ristorazione, ammiriamo San Francesco Caracciolo e a lui ci rivolgiamo come nostro Patrono particolare. Lo invochiamo per contribuire alla diffusione nel mondo della pace e dell'amore di Dio, per la sua gloria e alla beatitudine di tutti i Santi in cielo. Amen.
Eventi e Devozioni Locali
La devozione a San Francesco Caracciolo è particolarmente viva in luoghi come Chieti, dove si svolgono regolarmente incontri di preghiera. La Chiesa di San Francesco Caracciolo al Tricalle in Chieti è un punto di riferimento per la comunità. Ad esempio, si tengono incontri di preghiera mensili dell'Associazione Apostoli della Croce, come quello del giovedì 25 aprile alle ore 20:30, o quello del 28 marzo. La Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare d’Abruzzo, a Chieti, celebra giornate di digiuno e preghiera, invitando a partecipare alla preghiera per la pace nella parrocchia di San Francesco Caracciolo (Tricalle) con la Santa Messa, a partire dalle 18:30.
Anche presso la chiesa dei SS. Angeli Custodi a Roma si ricorda la sua figura, specialmente da parte dei cuochi.
tags: #preghiera #a #san #francesco #caracciolo