Il Vangelo e la Parola di Dio: la luce che guarisce il cuore

La chiamata di Samuele: vedere oltre l'apparenza

Nel primo libro di Samuele, il Signore invia il profeta a Betlemme per consacrare un nuovo re tra i figli di Iesse. Davanti a Eliàb, il primogenito, Samuele è tratto in inganno dalla sua statura e dal suo aspetto. Tuttavia, il Signore ammonisce il profeta: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».

Dopo aver esaminato i figli di Iesse, nessuno dei quali è il prescelto, Samuele chiede di vedere il più piccolo, Davide, che sta pascolando il gregge. Appena Davide arriva, il Signore dice: «Àlzati e ungilo: è lui!». Lo spirito del Signore irrompe su Davide, ricordandoci che la scelta di Dio non segue le logiche umane, ma scruta l'interiorità.

Illustrazione del profeta Samuele che unge Davide, simbolo della scelta divina che legge nel profondo del cuore.

La luce di Cristo e la guarigione del cieco nato

Il brano del Vangelo di Giovanni incentrato sul cieco nato rappresenta un momento centrale di rivelazione. Quando i discepoli interrogano Gesù su chi abbia peccato per giustificare tale cecità, Egli respinge il pregiudizio: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio». Gesù afferma chiaramente: «Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».

Per guarire l'uomo, Gesù usa un gesto simbolico: impasta del fango con la saliva, lo spalma sugli occhi del cieco e lo invia a lavarsi nella piscina di Sìloe, che significa "Inviato". Il miracolo trasforma non solo la vista fisica dell'uomo, ma apre la strada alla sua professione di fede.

Il conflitto con le autorità religiose

La guarigione, avvenuta di sabato, scatena il dissenso tra i farisei. Mentre alcuni lo accusano di non osservare il riposo festivo, altri si interrogano su come un "peccatore" possa compiere tali segni. L'uomo guarito, con coraggio e semplicità, risponde alle loro provocazioni: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo».

Di fronte alla fermezza dell'uomo, che riconosce Gesù come un profeta, i farisei, chiusi nella loro presunta saggezza, lo cacciano via. È qui che avviene l'incontro finale: Gesù lo ritrova e gli chiede: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Alla risposta del cieco, ormai illuminato nella fede, Gesù rivela la propria identità: «Lo hai visto: è colui che parla con te». L'uomo risponde: «Credo, Signore!» e si prostra davanti a Lui.

La guarigione del cieco nato (Gv 9) - #Diretta del 16/03/2020

Il cammino verso la luce: esortazioni di San Paolo

Nella Lettera agli Efesini, San Paolo esorta i fedeli a comportarsi come figli della luce. Il frutto della luce, spiega l'apostolo, consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Non si tratta solo di evitare le tenebre, ma di cercare attivamente ciò che è gradito al Signore: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».

Riflessioni sulla vita cristiana

La figura del cieco nato ci insegna che la vera cecità non è fisica, ma del cuore. Spesso, come i farisei, rischiamo di restare accecati dal nostro orgoglio o da sistemi ideologici che ci impediscono di accogliere la novità di Dio. Il Signore ci invita a un cuore semplice, umile e trasparente alla verità.

  • Conversione: La Quaresima è il tempo propizio per lasciarsi purificare nelle acque del sacramento della Penitenza.
  • Amore per i nemici: Come indicato nel Vangelo di Matteo, l'amore cristiano non si limita a chi ci ama, ma si estende ai nemici, riflettendo la perfezione del Padre celeste.
  • La forza dello Spirito: Amare chi ci fa del male è possibile solo grazie alla forza dello Spirito Santo, che ci permette di rispondere al male con il bene.

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